Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

lunedì 13 settembre 2010

IEA: Raffaele Castelli:" Dell'immaginario Popolare"


Nell’ambito delle attività di riscoperta e di valorizzazione di personaggi locali e di saggi rari e preziosi, l’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta, ha dato alle stampe un volume dal titolo Dell’immaginario popolare, che raccoglie alcuni scritti di Raffaele Castelli, umanista e demologo, collaboratore di Pitrè.
Professore per più di quaranta anni presso il Ginnasio e Preside dello stesso Liceo “G. G. Adria” di Mazara dal 1887 al 1911, Castelli è stato autore di traduzioni latine e di opere poetiche. A novant’anni esatti dalla sua morte, l’Istituto lo ricorda con la ristampa di alcuni brevi saggi pubblicati tra il 1882 e il 1906 sull’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari su miti, giochi, preghiere, leggende e modi di dire, materiali demologici che lo studioso raccolse a Mazara e costituirono contributo prezioso per la monumentale Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane realizzata da Giuseppe Pitrè. Nello stesso volume è inserita una raccolta di proverbi (Massime e proverbi morali), stampata a Mazara dal Tipografo Luigi Ajello nel 1854.
Il volume, curato da Antonino Cusumano, autore della nota introduttiva, sarà presentato sabato 18 settembre 2010 nell’aula magna del Seminario Vescovile alle ore 17.30. Interverranno Ignazio E. Buttitta, docente di antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, e Luigi Lombardo, docente di Storia delle tradizioni popolari presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania.
Ai presenti in aula sarà offerta una copia del volume, stampato grazie al contributo della Fondazione Buttitta.

sabato 11 settembre 2010

Il viaggio pittorico di Santo Vassallo



Solo partenze nel viaggio pittorico di Santo Vassallo


E’ stata inaugurata il 10 settembre, nei locali dell’Associazione ArteSia – ex Chiesa Sant’Agnese, dal Sindaco On. Nicola Cristaldi, la Mostra d’Arte “Santo Vassallo e i suoi amici di Brera”.
La Mostra, organizzata dall’Adim, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera e con il patrocinio della Città di Mazara del Vallo, ad un anno dalla prematura scomparsa del giovane artista mazarese, oltre a presentare una corposa produzione di Santo Vassallo, ha visto la partecipazione di ben 21 artisti-allievi (Alice Agostini, Felice Ardito, Clara Camerino, Martina Campici, Gionata Carrara, Viola Ceribelli, Giulia Diani, Daniele Fabiani, Giusy Giordano, Francesco Gnecchi, Blerina Haxhagiq, Kim Hee Su, Kim Jooyeon, Max La Barbera, Elena La Loggia, Domenico Laterza, Tania Lombardo, Vittoria Parrinello, Ludovica Quaranta, Anna Russo e Silvia Spinetta) dell’Accademia di Brera (alcuni presenti fisicamente) che, con le loro opere (disegni, pitture, sculture e installazioni) hanno voluto testimoniare la loro stima e il loro apprezzamento nei confronti dell’amico scomparso e del suo lavoro; stima e apprezzamenti che sono stati confermati dagli insegnanti (artisti e critici d’arte) Filippo Scimeca, Giuseppe Sabatino, Marco Pellizzola e Rolando Bellini, presenti all’inaugurazione.
Il Dott. Giuseppe Giordano, durante la manifestazione, ha comunicato che, l’Adim e la famiglia Vassallo, dal prossimo anno, intendono istituire una Borsa di Studio intitolata a Santo e riservata all’alunno con particolari doti artistiche fra i frequentanti il quinto anno dell’Istituto Regionale d’Arte della Città.
Il Primo Cittadino, inaugurando la Mostra, ha affermato che Santo Vassallo è stato capace di “trasformarsi in amplificatore straordinario del luogo nel quale ha vissuto (…). Egli ha creato una serie di capitoli carichi di mistero tutti legati alla dicotomia della sua vita: l’arte universale nel linguaggio cammina sinergicamente con la forza delle radici della sua terra. E Vassallo l‘ha amata la sua terra sino a cercare di perfezionarla attraverso un colore in più da aggiungere a quelli già intensi della Sicilia e della sua Mazara del Vallo. Vassallo non interpreta Mazara, la integra. Lo fa accelerando i fotogrammi della sua città, mettendoli in sequenza velocemente per poi aggredirli scavandoli dentro, per scoprire che cosa nascondono e che cosa non è apparso ai suoi occhi a prima vista”.
Questa Mostra ci ha consentito di esplorare più a fondo il mondo di Santo Vassallo, attraverso i gesti, la forza e la materia della sua pittura.
La sua è un’arte di impatto (cromatico e figurativo), d’istinto, di palpiti vivi. Ciascuna tela è una mescolanza di rabbia e ironia, di linguaggio adulto e infantile, di passato e presente, di riferimenti culturali diversissimi tra loro, di realtà e fantasia ma, soprattutto, di pittura e scrittura.
Il Critico d’Arte Rolando Bellini, nel suo discorso, ha evidenziato che quelli di Santo sono “pensieri resi visibili attraverso l’appunto scrittografico esplicitato da un pitturare che mescola graffitismo ad altro di affine e di egualmente effimero (…). Vassallo riesce ad “esprimere l’incompiuto come capolavoro di compiutezza, il non detto come una dichiarazione, il raffigurato come scrittura segnica allusiva di un nuovo codice simbolico che fa della street art una via lattea contemporanea della ricerca artistica. Meglio ancora: la via maestra dell’arte oggidiana”.
Bellini, poi, si è soffermato sugli ultimi lavori del giovane artista mazarese affermando che “stava navigando (…) verso una meta (…), stava tornando alla pittura-pittura, alla forma-forma, al segno-segno per esprimere un atto selvaggiamente rivoluzionario. Santo aveva determinato il rovesciamento del proprio percorso creativo (…), della propria rappresentazione, del suo stesso linguaggio segnico, della sua stessa tavolozza, per realizzare un paradosso autoreferenziale. Dare corpo al nulla attraverso la pittura, rappresentare l’irrappresentabile, costruire il nome dell’innominabile attraverso il segno che nega se stesso”. Il viaggio di Vassallo, al di là di tutti gli “ismi“ di riferimento (Espressionismo, Informale, Pop Art, Graffitismo), data la sua giovane età e il suo percorso artistico bruscamente inter-rotto, è un viaggio senza approdi, aperto, mai conclusosi, fatto esclusivamente di partenze, un viaggio insomma senza Itaca; è un viaggio interessante, affascinante e coinvolgente che ci immerge in un universo di segni, graffi, sgocciolature, scritte (adorava i nomi e le parole, ogni tela è una composizione affollata di scritte lapidarie e solo apparentemente senza senso, che si mescolano alle immagini), un universo illuminato di luci intense ma, anche, oscurato da ombre altrettanto intense.Ci piace immaginare – pensando ad una scritta su un suo lavoro – Santo camminare silenziosamente negli spazi di Sant’Agnese, fra le sue opere e quelle dei suoi amici, con le scarpe nuove e sentirsi ancora una volta… felice.

Giacomo Cuttone

















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giovedì 2 settembre 2010

Una comunità musulmana silente o indifferente






In attesa che la corte suprema iraniana riesamini il caso di Sakineh Mohammedi Ashtiani, la donna condannata e sottoposta a 99 frustate per aver avuto una "relazione illecita" con due uomini, e successivamente condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio", che lei ha negato, affinchè la pena venga commutata, bontà loro, in una condanna più umana e dignitosa : ” l’impiccagione”; mentre assistiamo indignati che a Roma il nostro governo permette ancora una volta al dittatore della grande repubblica araba di Libia popolare e socialista, Moammar Gheddafi, in spregio ad ogni forma di rispetto dell’ospitalità, di selmonare a un pubblico di 500 ragazze pronte a svendere la propria dignità per 80 €, perchè si convertano all’Islam, la vera e unica religione, invitandole a sposare uomini libici, i quali per cultura e religione hanno maggiore rispetto per le donne, al contrario di quanto lo abbiano gli uomini occidentali; quì a Mazara, “città della tolleranza, esempio di convivenza multiculturale e multietnica” dove è presente la più numerosa enclave tunisina, non compare nessun segnale di protesta contro questa scellerata sentenza, che ancora una volta, in nome di una religione e di un Dio, fa scempio del corpo e della dignità della persona e delle donne in particolare. Nessun appello è stato fatto da parte delle donne tunisine, nessuna presa di posizione da parte dei giovani e soprattutto da parte delle ragazze che in questa città sono nate, studiano e forse si sono emancipate, in nome di quei valori universalmente riconosciuti che vedono la dignità dell’essere umano al primo posto . Quel che più colpisce è il silenzio di coloro che dovrebbero rappresentare la parte più colta e più integrata della comunità musulmana cittadina. Segno di indifferenza o di rassegnazione? Colpisce soprattutto il silenzio dell’amministrazione Cristaldi, che del multiculturalismo ha fatto il suo cavallo di battaglia, il silenzio di Khaled Fouad Allam, esperto di multiculturalismo, fortemente voluto dal sindaco, e che a Mazara, su questo tema, dovrebbe organizzare un evento di carattere internazionale. Il silenzio e l’indifferenza appare ancora più frastornante a causa anche dell’assenza di una rappresentanza femminile in seno alla giunta dell’on. Cristaldi. C’è da chiedersi che cosa ne pensa la comunità tunisina di Mazara sul caso Sakineh, cosa pensano le giovani generazioni musulmane su questa barbarie in nome di una tradizione shari'aca e di un codice non scritto fatto passare per canone religioso. Intanto alla Chiesa Mazarese, in nome della diplomazia, non viene concesso di far sentire la sua voce dinanzi al dittatore libico!

martedì 31 agosto 2010

Mostra di Pittura : Santo Vassallo e amici di Brera

Interverranno: On Nicola Cristaldi, Sindaco di Mazara, Dott Giuseppe Giordano,responsabile T.S. Adim, i Proff. Filippo Scimeca, Giuseppe Sabatino, Marco Pellizzola e Rolando Bellini dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

giovedì 26 agosto 2010

Qualche precisazione doverosa.

Sono solito,questa la regola che ho voluto impormi nel creare questo blog, di non accendere ulteriori polemiche riguardo ad eventuali commenti poco lusinghieri che avrebbero potuto essere postati nei confronti dell’autore, e rimango fedele a tale regola, anche perché il mio non è che un modesto blog, di nicchia se volete, per questa città, anche se a qualcuno può non piacere ciò, scritto con garbo, lessicalmente ben strutturato, ma anche con tutti i difetti che ne conseguono quando gli argomenti investono la politica. L’arconormanno è un blog seguito da una nicchia di persone che non si riconoscono nella volgarità del linguaggio e che amano che il confronto si sviluppi con toni civili; a volte esso può presentarsi anche apro ma sempre in linea con le buone regole dell’educazione. Io non so quanti lo leggono, ma so con sicurezza che la maggior parte dei lettori ha un livello culturale medio alto e che non amano la smodatezza dei toni. Mi è capitato di censurare qualche commento solo quando appariva inequivocabilmente offensivo e prefigurava un possibile reato passibile di querela. Allora mi sono limitato a cancellare l’aggettivo non condivisibile, lasciando inalterato l’intero commento. Questo per me significa moderare ed educare le persone al confronto, se non lo si fa ci si rende complici del degrado del civile rapporto di relazioni. Per quanto riguarda gli ultimi commenti postati da alcuni lettori, tra i quali il gentile direttore di mazaraonline, faccio presente che il sottoscritto non ha mai chiesto le scuse di Nino Asaro per avere pubblicato il mio post, anzi l’ho apprezzato, per cui non ha proprio nulla da scusarsi con me. Se poi qualche lettore, in risposta, nel darmi la solidarietà, e che io ringrazio, ha espresso opinioni diverse ma in modo garbato, civile e rispettoso, quelle non sono le mie, ma le comprendo. Trovo invece un po’ piccata la risposta del direttore Asaro a Pammilo. Pammilo è una persona che conosco e che mi ha chiesto di restare , per motivi a me comprensibili, nell’anonimato di questa figura mitologica . Anzi, il nickname l’ho proposto io, prendento spunto da un mio articolo su mazaracult: “ Inclita Urbs”; i suoi rilievi mi sembrano forse eccessivamente tesi a difendere l’amico Luigi ( sarei Io ), da interventi un po’ aspri. Ma lo fa con garbo, come è nel suo stile e nella sua educazione. Però un appunto vorrei fare all’amico Nino Asaro, ( mi permette di usare questo termine? ), quando rivolgendosi a Pammilo si rivolge anche a me, cito “ …..ma a voi non basta, la vostra sensibilità è diversa dalla gente comune.Strano che non vi siete indignati quando il primo cittadino ci ha preso per ignoranti, imbecilli e demolisce i suoi avversari politici insinuando richieste varie.....guarda caso esattamente quello che hanno insinuato al sig. Tumbarello.Un consiglio... scendete dal piedistallo e iniziate a confrontarvi con la gente comune probabilmente sarete più utili alla città.” Se il direttore avesse letto i mie post precedenti avrebbe evitato di esprimersi in una forma così grossolanamente piccata e irriverente. Lo invito a leggere i seguenti post da me pubblicati: 23 Gennaio: “ Nell’antro del consiglio comunale”; 15 Aprile:” La politica e il linguaggio da bar”, 16 Aprile: “ Solo semplici parole”; 1 Luglio: Una opposizione di Trinariciuti”. Altro che non ho preso posizione su questa deriva dell’uso dell’impropèrio! Spero che il caro Asaro abbia fatto altrettanto come direttore responsabile di Mazaraonline. Se non lo ha fatto incominci da adesso, e se per farlo occorre salire sul piedistallo, salga pure senza pudore. Questa società ha bisogno di gente che dia l’esempio. Per quanto riguarda il misurarsi con gente comune, ho fatto l’insegnante per 40 anni, e con la gente comune mi sono misurato anch’io come lo fa adesso Asaro, ma rispetto a Lui , senza ombra di smentita, l’ho fatto molto, molto, molto di più. Tutto questo senza polemica e con riconfermata e sincera stima .

venerdì 20 agosto 2010

Il Festino di San Vito : Sacra Rappresentazione


" Il Mistero di S.Vito" è un'opera che nasce da una certezza interiore,come una sorta di fede nella fede. La motivazione fondante è proprio l'esigenza di ridare forza alla memoria del Santo Martire Mazarese, oggi attuale più che mai, per il suo valore emblematico di giovane libero, coerente con il suo ideale cristiano, ribelle verso l'arroganza del potere.
Con questa iniziativa si vuole dare un contributo affinchè venga restituita alla dignità dell'uomo il giusto rispetto. Ciò anche al fine di vedere riconosciuto l'impegno di quanti agiscono secondo i principi di una cultura cristiana, antropologiamente fondata, spiritualmente orientata e che riconoscono nei valori del vangelo uno strumento di promozione umana e di riscatto sociale.
Desidero esprimere la mia profonda riconoscenza al vescovo della Diocesi di Mazara Del Vallo, S.E. Domenico Mogavero, vera luce spirituale e culturale, per avermi dato la possibilità di dedicare a questa Città il mio contributo nel segno della devozione e dell’arte.

Giovanni Isgrò

Tra l'effimero fuori tema attraverso la dissacrazione della cultura, così come ci viene propinato con  la notte bianca animata da ragazzi in preda ai fumi dell'alcool e da gente distratta dalla sacralità del  momento religioso, rimango fermamente ancorato al rispetto della tradizione del " Festino di San Vito" nei suoi valori Religiosi, di Fede Popolare e di Cultura Cristiana.
L.T

martedì 17 agosto 2010

Il coraggio del confronto: lettera al direttore di Mazaraonline.

Gentile direttore, ho appena letto, sul suo sito, una mia riflessione tratta dal mio blog l’arconormanno sullo stato della cultura nella nostra città dopo un anno dalle elezioni del sindaco On Cristaldi. Ho appena letto, ripeto, in quanto, trovandomi in campagna per il periodo estivo, sono impossibilitato a connettermi alla rete. Lo faccio nei rari momenti che scendo a Mazara. Questa la ragione del ritardo di una mia risposta. La ringrazio, intanto, per avere pubblicato nel suo giornale l’articolo. Non l’ho richiesto io, me ne può dare atto, per farmi della pubblicità gratuita; credo che la pubblicazione sia dovuta al fatto che il pezzo , non una lettera, per il tema che toccava, quello della cultura, contenesse, a suo parere, degli interessanti spunti di seria riflessione su un argomento che esula dalle normali problematiche che la città presenta. E questo era il mio scopo, aprire una discussione seria, garbata, educata, civile, su un argomento che sicuramente non si presta, da parte dei politici, a incassare immediati vantaggi elettorali, ma che , a mio modo di vedere, rappresenta l’elemento pedagogico fondamentale per educare una città abituata al servilismo, impregnata di superficialismo, annichilita dal” carpe diem”; una città “ ferma e slabbrata” ha scritto il compianto Giovanni Venezia nella prefazione a “ Mazara, imperfetto presente” di Antonino Cusumano, un libro, che tutti i nostri concittadini dovrebbero leggere per il suo elevato valore educativo sia nella espressione linguistica sia nel modo colto e raffinato di raccontare le proprie riflessioni. “ Le amministrazioni, degli ultimi decenni non hanno mai destinato grande attenzione ad una vera e propria politica culturale, né hanno mai lavorato per una ben riconoscibile strategia progettuale”( A. Cusumano: op. citata) tanto che per ovviare a queste insufficienze chi ha amministrato o gli intellettuali di turno, si rifugiavano nella retorica dell’illustre passato della ’Inclita Urbs” tanto decantata dai cultori delle passate vestigia o come oggi si intende fare, presentare la città come caravanserraglio del multiculturalismo; continua Cusumano:” La sua storica funzione di crogiolo di culture e di etnie diverse sovente non è più che una vuota esercitazione di retorica, un’enfatica e rituale espressione declamatoria, non essendo stata quasi mai corroborata da pianificazioni mirate a questa strategia” Veniamo all’articolo in oggetto.” Una cultura piccola piccola”. Con esso ho inteso richiamare il sindaco Cristaldi su un argomento che non può essere considerato la cenerentola dell’attività amministrativa. Se l’on. Cristaldi ha ritenuto, per me ha sbagliato, di tenere per se la delega alla Cultura, lo ha fatto in quanto conosceva i limiti della sua giunta, inoltre perché era sinceramente nelle sue intenzioni, credo, di dare un impronta personale, che fosse di alto profilo, allo sviluppo culturale della città. E questo dal sindaco, affascinato da quel Federico II,” Stupor Mundi”, ci si attendeva, conoscendone le elevate ambizioni e anche quelle qualità intellettuali e politiche, bisogna riconoscerglieli, per essere ricordato anche Lui , glielo auguro, “ Stupor Urbis”. Ma la delusione è stata cocente. Le manifestazioni culturali dell’estate mazarese sono sotto gli occhi di tutti, basta leggere il programma ufficiale. E’ sparito, per la prima volta, dopo decenni, persino nel “ Festino di S.Vito” quello che era il momento più significativo, quella sfilata storica ideale che era il fulcro culturale e il principale richiamo di turisti, di  appassionati e di gente provenienti dalle diverse province limitrofe. Motivi economici? Divergenze organizzative tra momento religioso e momento laico? Mancanza di convergenza tra Curia e Ammistrazione? Eppure in un anno si sarebbe potuto organizzare qualcosa di diverso, pur avendo a che fare con le ristrettezze di bilancio. Per questo esiste la Regione e la Provincia. Che cosa si è fatto per far entrare Mazara nel circuito culturale regionale? Possibile che la cultura in questa città sia rappresentata da farse e teatrini dilettantistici dialettali. Non si riesce ad avere una maggiore fantasia? La cultura non può essere monotematica, e per soddisfare le grandi ambizioni occorrono adeguati eventi culturali. Il sindaco Cristaldi, a Calatafimi Segesta, ha dato prova di queste capacità inventando le “ Albe di Segesta”; forse che questa ” Inclita Urbs” tanto decantata con grande enfasi dai suoi consulenti culturali non ne fosse degna? Questi gli appunti mossi alla politica culturale del sindaco e dei suoi collaboratori. I miei sono dei rilievi, non rappresentano una presa di distanza politica dal sindaco, del quale ho condiviso e continuo ad appoggiare il progetto per questa città. Considero, a ragione, Cristaldi una risorsa per Mazara, e continuerò a sostenerlo senza mai chiedere qualcosa né aspettarmi qualcosa, come ho fatto fino ad oggi. Anche perché niente ho da chiedere né tantomeno aspetto che il sindaco abbia qualcosa da offrirmi, se non attuare quel programma che ho abbracciato con entusiasmo. Su alcuni punti posso non essere d’accordo, ad esempio l’intrusione eccessiva della ceramica, non sempre esteticamente pertinente al contesto urbano. Si può dissentire in maniera culturalmente civile? Credo di sì, e conoscendo bene il sindaco, credo che egli stesso convenga su alcuni aspetti della questione. Ma dovere leggere commenti talmente smodati, insultanti, incivili, gratuiti, incolti, da parte di alcuni lettori di Mazaraonline, persone che non hanno il coraggio di mettere la loro reale faccia in una discussione serena ed educata, è inaccettabile da parte mia. Il direttore di un giornale dovrebbe quanto meno moderare il linguaggio, e non rendersi complice di una deriva cialtronesca di grette insinuazioni e di ciarpame. Non si può consentire di offendere persone che non si conoscono, di fare insinuazioni prive di ogni fondamento al solo scopo di buttare fango, perché solo questo sanno fare alcuni lettori, senza che il responsabile della testata faccia niente, perché questo fa parte della libertà di espressione. Libertà di espressione non vuol dire libertà di insinuazione ! E questo non scagiona il direttore dalle sue responsabilità morali. Ne va dell’immagine del giornale. Inoltre non voglio entrare in polemica con chi non so chi sia, che età abbia, che titolo di studio possiede, che preparazione culturale ha, e con persone prive delle regole elementari della buona educazione ed incapaci di confrontarsi, in modo aperto, serio, limpido, senza nascondersi dietro l’anonimato dei nickname. Si presentino queste persone, escano dal ciarpame che costituisce il loro humus sociale e culturale, e se sono nelle condizioni, entrino nel merito degli argomenti trattati. Come si fa ad affermare cose talmente grave su persone che non si conoscono? Sfido apertamente questi artropodi dalle sembianze umane a confrontarsi direttamente con me mostrando il loro vero volto, e a dimostrare quanto in modo talmente ignobile hanno scritto o insinuato So che non lo faranno mai, perché le blatte vivono e si rigenerano nella fogna. L’accusa di essere tuttologo non mi scalfisce, anzi è un vanto: mentre altri, per nutrirsi, si avventano affamati nello sterco, Io mi nutro ogni anno di decine di libri, per arricchire le mie conoscenze sempre insufficienti. Senza per questo scomodare Socrate.

Con stima.



domenica 8 agosto 2010

Una cultura piccola piccola.

Ebbene, devo ammetterlo: ci avevo creduto, ci avevo soprattutto sperato. Pensavo che la vera rivoluzione politica, con l’elezione di Cristaldi a sindaco di Mazara, fosse il rilancio e il decollo Culturale ( con la C maiuscola) di una città abbandonata per decenni al dominio di lanzichenecchi e trasformata in una contrada di periferia abitata da borgatari festaioli e pantagruelici. Il sindaco deputato aveva imperniato la sua campagna vincente sul rilancio della Cultura in una città che da tempo ha perduto la memoria del suo passato. Moltissimi cittadini appartenenti a diverse aree politiche, ne erano rimasti affascinati. Molti di noi, pur non essendo della stessa area politica del sindaco, hanno abbracciato con entusiasmo quel progetto, scendendo in campo direttamente a fianco di Cristaldi, mettendoci la faccia e l’intelligenza. Ci eravamo Cristaldizzati. Ad un anno appena trascorso, è proprio sulla politica della Cultura che l’attuale amministrazione rivela tutte le sue ambiguità e la sua approssimazione progettuale. Aveva promesso il coinvolgimento delle migliori intelligenze cittadine, una sorta di think tank, indipendente dalla politica ma collaborante con l’amministrazione, un pensatoio che progettasse itinerari e percorsi culturali con finalità anche di educare i propri cittadini, per anni abbandonati a se stessi, e nello stesso tempo richiamare l’attenzione dei mass media su alcune manifestazioni di prestigio che potessero fungere da volano per il decollo di una città segnata dal tracollo della sua principale fonte economica. Invece aspettative e speranze  sono  andate deluse a iniziare dalla scelta dei consulenti che il primo cittadino ha voluto al suo fianco. Quando si pensa di avvalersi di consulenti, il pensiero va a degli esperti, con comprovate esperienze sul campo, con profonda  conoscenza del territorio, con indiscusse capacità progettuali; figure di grosso spessore intellettuale. Se le scelte cadono al contrario su persone normali, di intelletto normale, di cultura scolastica normale, allora tutto è destinato a restare immutato se non a peggiorare. E così è stato in questo primo anno di sindacatura. La cultura che, ahi noi, ci viene propinata, è costituita da commediole dialettali farsesche, da performance in cortili, da piano bar dilettantistici che servono solo a soddisfare la clientela di qualche gestore, da ripetitive comparsate di artisti di strada. Più di una città ambiziosa, Mazara sembra un borgo rurale i cui catalettici borgatari vengono nutriti a base di“ broru di ciciri”. Altro che piccola capitale del mediterraneo.

mercoledì 4 agosto 2010

L'estate culturale a Mazara



Sembra che la sofferta prova dimagrante di Cristaldi in quel di Polignano non abbia dato i frutti sperati se il sindaco di Mazara continua ad estasiarsi dinanzi al “ Culatello di Eea” (*). Come Caligola che nominò senatore il suo cavallo “ Incitatus “ , anche il sindaco ha voluto pregiarsi della preziosa presenza di quanto di meglio “l’Inclito Borgo” potesse offrire, il “ Culatello di Eea”, delizia e luce della gastronomia culturale mazarese, nominandolo suo consulente. I Paesani, nella sagra culturale estiva mazarese hanno così la possibilità di saziarsi con “ sommo gaudio”. Basta non farne indigestione.

(* )  Eea,  mitica isola  cantata da Omero nell'Odissea, abitata dalla maga Circe, la quale trasformò in maiali i compagni di Ulisse.

giovedì 1 luglio 2010

Una opposizione di trinariciuti

Il recente sfogo del Sindaco Cristaldi attraverso alcune sue dichiarazioni, sebbene generiche, su taluni consiglieri comunali, merita un po’ di riflessione. Chi scrive non ha mai lesinato critiche e censure al consiglio comunale, dimostrandosi, inoltre, molto severo soprattutto verso il presidente del consiglio e nei confronti di molti trinariciuti consiglieri dei partiti di opposizione. Sono sempre più convinto che nell’attuale consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione, rimangono sconosciute alcune qualità come la competenza, l’esperienza politica, la professionalità e la cultura del civile confronto. L’opposizione è tuttora incapace di esprimere con chiarezza concetti elementari di indirizzo e ragionamenti politici. Il linguaggio con cui essa comunica appare molto scarno, incerto, vuoto, generico e spesso petulante. E’ incapace, soprattutto, di rappresentarsi attraverso il buon uso della parola, spesso sostituita dal dileggio .
L’esercizio delle parole è essenziale in politica e chi non ne fa buon uso finirà per interrompere il filo di comunicazione con la gente e con i propri elettori. Se da un lato le parole rappresentano il mezzo che permette il dialogo tra le persone; è attraverso di esse che vengono mandati messaggi che possono essere recepiti o respinti. Delle parole non se ne può fare a meno, soprattutto per chi svolge una funzione politica, ed in questo contesto il loro uso deve essere oggetto di particolare attenzione e cura per la loro qualità. Chi fa politica o chi esercita funzioni istituzionali, nel comunicare attraverso la qualità delle parole deve escludere quelle di tenore offensivo. Sebbene molti consiglieri presentano limiti e insufficienze, tuttavia essi non appartengono a una specie umana degradata e o incompleta, non sono un peso morto, come scriveva Massimo D’Azeglio quando si riferiva ai siciliani ( il lebbroso con cui toccava andare a letto). Costoro sono semplicemente privi di una educazione politica, ancora immaturi al libero confronto. Ma per fortuna non assomigliano nemmeno ai Borghezio, ai Salvini o ai Miglio anche se continuano a dimostrare tutta la loro incapacità a darsi una svolta culturale per uscire dal quel ” cul de sac” di irriverenti epiteti in cui si sono cacciati. Così termini come imbecille o prendere a ceffoni, sono politicamente e civilmente scorretti, da qualunque parte provengano, ancor di più se a farne un cattivo uso è un politico di comprovata esperienza e di indubbie capacità intellettuali.
Socrate:”Sappi che il parlare impreciso non è soltanto sconveniente in se stesso ma nuoce anche allo spirito” (Fedone). Lo cito sapendo che Socrate è uno dei filosofi più amati dal sindaco Cristaldi. Ciò vale per i consiglieri comunali ma ancor più per il sindaco.”
Avrei fatto questo richiamo al Sindaco Cristaldi in condizioni normali, in una città normale rappresentata da un Consiglio comunale normale. Ma dopo lo spettacolo indecoroso offerto dai consiglieri di opposizione, in sede di approvazione del bilancio, guidati da un presidente del consiglio sempre più fazioso, rozzo nei comportamenti, corresponsabile della regressione culturale dell’immagine del Consiglio stesso e dell’imbarbarimento della politica, non si può che condividere lo sfogo del sindaco. Ma si possono prendere a ceffoni delle facce di bronzo?



mercoledì 30 giugno 2010

La questione meridionale sotto il fascismo:“ Noi Italiani, e Voi Siciliani “

Pubblico il Proclama del generale Mario Roatta , documento che conferma ancora una volta come il meridione fosse considerato alla stessa stragua di una colonia dal fascismo. La  riprova che la questione meridionale era ancora un problema da risolvere.

Comando FF.AA. Sicilia ( VI Armata )

- Le “ FF. AA. Sicilia “ in gran parte composte di Vostri conterranei, sono qui fra Voi per difendere la Vostra Isola, bastione d’Italia.

- Voi tutti- ne sono sicuro – affiancherete l’opera della “ FF. AA. Sicilia”:

- mantenendo in qualsiasi contingenza, calma ed incrollabile fiducia nei destini della Patria;

- Applicando disciplinatamente e volenterosamente le disposizioni delle Autorità Militari;

- Attendendo con lena costante al Vostro lavoro ordinario, e a quello cui sarete chiamati per rafforzare sempre più la difersa dell’Isola;

- Arruolandovi – e se necessario – combattendo nelle Centurie volontarie Vespri di imminente costituzione.

- Strettamente, fiduciosamente, fraternamente uniti, voi Siciliani, e noi, militari italiani,e germanici delle “ FF.AA. Sicilia”, dimostreremo al nemico che di qui non si passa.



P.M. 5 – 9 maggio 1943 XXI
Il Generale Comandante
Mario Roatta.
Per fortuna nessun siciliano si arruolò nelle fantomatiche Centurie volontarie Vespri.

La questione meridionale sotto il fascismo

“ La Sicilia è un cancro al piede d’Italia; provincia nella quale né costumi né leggi civili sono possibili”. Chi pensate che l’abbia detto? Bossi ? Calderoli? Un leghista? No. Chi non si è vergognato di dirlo è stato Alfredo Oriani, il maestro e l’ispiratore di Mussolini. E questa città, come tante altre città siciliane gli ha dedicato una via. Ma da chi sono formate le commissioni toponomastiche?

lunedì 28 giugno 2010

Il pianista Alessandro Marino suona per l'AME nel cortile di Palazzo Biscari


Tra impressioni fuggevoli ed espressioni rutilanti si prodigava il virtuoso pianista ventitreenne Alessandro Marino (nato a Mazara del Vallo), a disvelare “Il mito di Alkan, pianista solitario”, nel suggestivo cortile di Palazzo Biscari. Primo, graditissimo appuntamento della rassegna “Musica nei luoghi del barocco, nelle ville e nei giardini etnei”, promosso dall'Associazione musicale etnea (presidente Biagio Guerrera, direttore artistico Emanuele Casale). Artista dal tocco lucidissimo, Marino trascorreva con prontezza da atmosfere sognanti di echi schumanniani, a tratti roboanti alla Liszt, come all'impetuoso schizzare di scherzi chopiniani, addentrandosi in pagine romantiche irte di fremiti ritmici e richiami simbolici (Faust, il Diavolo, Prometeo), lungo le differenti e travagliate fasi dell'esistenza nella Grand Sonata les 4 ages. Squarci di memoria, su un dominio della tastiera di nitido tematismo, a cui il pianista si abbandonava tra corpose aperture solari e andamenti dall'incedere giocoso (Chemin de fer op.27), in analogia col rievocare dall'opera di Marcel Proust À la recherche du temps perdu, che inframmezzava le esecuzioni con la lettura di passi tratti dal primo e secondo volume (Dalla parte di Swann e All'ombra delle fanciulle in fiore) a cura di Biagio Guerrera, voce recitante accanto alla prima declamazione in lingua francese di Doroty Armenia. Ricordi avvolti da sensazioni nostalgiche di un tempo oramai trascorso a Combray, ma ritrovato dal protagonista, Swann, appunto, grazie alla memoria involontaria, tra flash di arabeschi musicali e armonie pianistiche di ineffabile piacere, ascoltate da giovane, o rumori di treno evocanti tocchi di campane, in analogia alle semicrome musicali. Un alveo di sapori indeterminati, come i 4 Esquisses op. 63, sempre di Alkan, (tra sensazioni tenui o capricciose rivissute dal protagonista di Proust), e il successivo Le festin d'Esope op.39 n. 12, a riprodurre il mito del pianista solitario nel suo appartarsi dal mondo intorno al 1850, schivo quanto lo scrittore francese che si isolò prima si intraprendere l'opera suddetta. Una serata all'insegna dell'originale anche nei tre bis finali, dove il pianista ha estrinsecato la sua brillante creatività nella trascrizione della colonna sonora dal telefilm La signora in giallo, accanto ad Alkan (finale dalla Sinfonia) e a Gottscholk (Souvenir d'Andalousie), ottenendo vivissimi e reiterati consensi di pubblico.


Anna Rita Fontana (Bellininews)

19/6/2010

venerdì 25 giugno 2010

Ambizioni deluse

Monumento alla cultura ( il satiro del vallo )


Ho l’ambizione di fare diventare Mazara un polo della ceramica, così come lo è Sciacca, Caltagirone o Santo Stefano di Camastra». Così una dichiarazione del sindaco Cristaldi per giustificare l’invasività dell’uso della ceramica nel centro storico.
Non sembra pensarla allo stesso modo l’assessore regionale ai BB. CC Gaetano Armao, che verga di proprio pugno la “ Carta di Burgio”, ovvero la nascita della carta della ceramica siciliana di cui fanno parte i comuni che hanno nella ceramica il loro patrimonio identitario: Burgio – Collesano – Caltagirone –Sciacca – S. Stefano di Camastra – Patti.
Come dire: la cultura di una città non la si può inventare né imporre.

martedì 22 giugno 2010

Una campagna di contumelie.

Scintille nello scorso consiglio comunale tra l’opposizione maggioritaria e la giunta, costretta ancora una volta ad incassare attacchi ed impropèri, non solo politici, da parte dei partiti dell’opposizione. Basta una semplice trasmissione autogestita e finanziata dall’amministrazione,voluta dal sindaco, per esporre con una certa compiutezza il lavoro amministrativo e alcuni dei progetti attivati, per inscenare un dibattito vuoto sotto il profilo dei contenuti e su quello politico. Non si manca di accusare il primo cittadino di autoritarismo, di volere imporre la mordace al consiglio, di gestire la cosa pubblica come un monarca, di imbavagliare la libera informazione attraverso interviste artefatte, concordate, precostituite. Questa povera opposizione non riesce a distinguere una trasmissione autogestita da un dibattito aperto. Così qualunque scusa è buona per tenere viva ed incandescente una campagna elettorale che non conosce fine, avendo come obbiettivo quello di screditare l’immagine del Sindaco Cristaldi; per far ciò si inventano compiti e ruoli che non appartengono al consiglio. Una serie di contumelie isteriche e prive di fondamento, provenienti dai banchi dell’opposizione, non fanno altro che attivare reazioni da parte dell’amministrazione le quali a loro volta ne innescano altre dalla parte opposta. E si va avanti solo per avere visibilità politica, e nel farlo, l’opposizione non disdegna di trasformare l’aula consiliare in una piazza, soprattutto quando essa si rivolge, in modo volutamente irrituale, ai cittadini e non ai colleghi consiglieri. In tal modo si stravolgono regole e forme istituzionali. E’ così che si sperpera denaro pubblico e si fa scherno della democrazia.

domenica 20 giugno 2010

il vascello e la chiatta


E così anche un altro componente dell’equipaggio sotto il comando del Sindaco Cristaldi si è ammutinato e ha  abbandonato la nave. Adesso diventa più difficoltoso governare il natante lungo una rotta insidiata da marosi e burrascate. Mai come in questo momento si è notato una ciurma così poco motivata,  debolmente coesa,  scarsamente gratificata,  priva di disciplina, insufficientemente addestrata. Sulla plancia di comando, tra  gli ufficiali serpeggia il malcontento: alcuni di loro si sono rivelati maldestri nel coadiuvare il comandante a tenere ben dritto il timone; la loro gelosia e le ripicche personali  hanno generato confusione, prodotto una caduta d’immagine e di autorevolezza all’interno degli uomini che  costituiscono il residuo equipaggio; questi ultimi, ancora una volta,  vengono lasciati soli ad affrontare le tempeste. Il comandante fa finta di non accorgersi, minimizza, dimostra segni di ottimismo, convinto che  basta la sua esperienza di “vecchio lupo di mare” a portare il natante in porto; non immagina che così facendo rischia di  perdere  autorità e prestigio sia tra i suoi marinai sia  tra la  gente comune che tanta fiducia ed entusiasmo ha riposto  in lui. La   speranza di questa popolazione è che ad attraccare nel porto sia un regale vascello con il suo carico pingue e prezioso e di non vedere apparire,  al contrario, nel suo lento avvicinarsi, una modestissima  e sgangherata chiatta.

martedì 15 giugno 2010

Una riproposizione moderna della “ Questione Meridionale”

E dopo avere impedito di essere e di fare, si comincia a rimproverare il Sud di non essere e di non fare. Oggi, nel pieno della peggiore crisi del dopoguerra,il Nord, ( come al solito), mira a salvarsi a spese della parte più disagiata del paese. La prima cosa che serve a chi fa politica è un nemico; il Nord lo trova in casa, al Sud; libera i suoi spiriti animali attraverso la Lega, per la quale l’Osservatorio europeo contro il razzismo e l’intolleranza ha espresso allarme e condanna. Incarna la protesta del Nord produttivo contro il Sud fannullone, Umberto Bossi: uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua,si è fatto mantenere dai genitori; poi dalla prima moglie ( la quale scoprì dopo un anno e mezzo di matrimonio che il marito non andava ogni giorno a lavorare in ospedale, come diceva, e non era medico, e non era manco laureato, nonostante tre feste di laurea, negli anni); poi si è fatto mantenere dalla seconda moglie ( terrona; e se a qualcuno piacciono le metafore…come il Nord si è fatto mantenere dal Sud depredandone le ricchezze con l’annessione del 1860); poi dal popolo italiano. Questo è l’uomo che fa la lezione a milioni di meridionali (e poi extra comunitari) che danno vita e sangue per un pane e “ chi vrazza svacantanu a panza da terra”: con le braccia svuotano la pancia della terra, come direbbe il poeta di Bagheria Ignazio Buttitta.

Da: “ Terroni “ di Pino Aprile

domenica 13 giugno 2010

El Libertador

Presto a casa i pescherecci mazaresi

Il Colonnello Muammar Gheddafi ha accolto la richiesta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di liberare i tre motopescherecci di Mazara del Vallo sequestrati nei giorni scorsi dalla Marina libica. Lo si e' appreso da fonti italiane a Tripoli.
I tre pescherecci che saranno liberati appartengono alla flotta di Mazara del Vallo e sono: l'''Alibut'', il ''Mariner 10'' e il ''Vincenza Giacalone''. Le tre imbarcazioni erano state sequestrate all'alba di tre giorni fa da una motovedetta libica mentre erano impegnate in una battuta di pesca nel Golfo della Sirte in una zona, a trenta miglia dalla costa, che i libici considerano di propria esclusiva competenza. (ANSA)

Il manager Goeldi lascia la Libia: Tripoli: "Berlusconi determinante"

- ''Il ruolo del premier Silvio Berlusconi per risolvere il contenzioso tra la Libia e la Svizzera e' stato determinate'' e per questo motivo ''lo Stato libico ringrazia l'Italia per tutti gli sforzi messi in atto'' per risolvere questo problema. Lo ha detto all'ANSA il primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi.
L'imprenditore libico Max Goeldi ha lasciato Tripoli. Goeldi e' partito dalla capitale libica con un volo di linea.( La Stampa ).
Dopo avere inaugurato in Bulgaria ( dove si trova tanto a proprio agio ) una statua di Garibaldi, il premier vola in Libia ed emulando l’eroe dei due mondi, libera un imprenditore svizzero da mesi fatto prigioniero, solo per ripicca, dal fraterno amico dell’Italia Muammar Gheddafi e si fa promettere da quest’ultimo la imminente liberazione dei pescherecci mazaresi insieme agli equipaggi ,sequestrati con lo stesso metodo dei predoni della Grande Jamāhīriyya Araba di Libia Popolare e Socialista.
Nel centocinquantesimo dell’unità d’Italia , ecco che il Popolo della Libertà può vantare il suo El Libertador.

venerdì 11 giugno 2010

Concerto di Alessandro Marino a Catania



Associazione Musicale Etnea

Stagione Concertistica 2010

Palazzo Biscari

IL MITO DI ALKAN, PIANISTA SOLITARIO

dom 13 giugno ore 21:15 Cortile di Palazzo Biscari



Alessandro MARINO   pianoforte

Biagio GUERRERA    voce recitante

Doroty ARMENIA       voce recitante
 Brani tratti da: “À la recherche du temps perdu” di Marcel Proust



Programma



Charles Valentin Alkan

Grand Sonata "Les 4 ages":

  • 20 ans
  • 30 ans
  • 40 ans
  • 50 ans

Le chemin de fer op.27

4  Esquisses op.63

n.8 "Pseudo-naivetè"
n.12 "Barcarollette"
n.23 "L'homme aux sabots"
n.46 "Le premier billet doux"

Le festin d'Esope op.39 n.12

Charles Valentin Alkan, spesso definito come “il Berlioz del pianoforte”, resta nella nostra immaginazione legato, insieme alle grandi figure di Chopin e Liszt, ai salotti parigini fin de siècle. A differenza dei due più fortunati amici, la musica de “L’Ebreo errante” di Parigi è difficile da classificare e solo oggi se ne apprezza la sua originalità. Tra le opere presentate, di particolare rilievo la straordinaria Grande Sonata op.33 (Le Quattro età) considerata dal grande pianista Lewenthal come “la più difficile sonata per pianoforte dopo la Hammerklavier di Beethoven e la più strana prima della Concorde Sonata di Ives”. Durante il concerto verranno recitati brani di un altro personaggio parigino di eccezione: Marcel Proust.

Alessandro Marino, nato a Mazara del Vallo nel 1987, ottenuto il Diploma di maturità scientifica con il massimo dei voti, nell’a. a. 2006/2007 consegue il Diploma di Laurea di I livello in Discipline Musicali – Pianoforte – presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Scontrino” di Trapani, sotto la guida del M° Salvatore Spanò, con la votazione di 110 e lode con dignità d’incisione.
Successivamente nell’a. a. 2008/2009 consegue il Diploma di Laurea di II livello in Discipline Musicali – Indirizzo solistico- presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con la votazione di 110 e lode.
A partire dall’a. a. 2004/2005 è allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, prima sotto la guida dei maestri G. Valentini e D. Franceschetti, e attualmente (corso triennale) sotto la guida del maestro Piero Rattalino.
Ha partecipato in qualità di esecutore e uditore a diversi masters di perfezionamento (O. Niederdofer , F.Scala, L. Richaud, W. Wojtal, A. Torger, R. Risaliti, Vo. Ashkenazy, J. Soriano, C. Pescia, A. Lucchesini, Y. Jun, Z. Kocsis, R. Levin).
Primo premio in diversi Concorsi Nazionali ed Internazionali, si è esibito in concerto per Accademia Filarmonica Romana, Festival Verdi 2009 in Teatro Regio di Parma, Sagra Musicale Malatestiana 2009 a Rimini, Associazione Amici della Musica di Palermo, Comune di Mazara del Vallo, Accademia di Musica di Pinerolo, “Memorial L.Berman” Imola, Festival ”Le tastiere raccontano” Baselga di Pinè(TN), Associazione Amici della Musica di Mazara del Vallo, “Notte dei Musei” Trapani, a Stresa per l’Associazione Dino Ciani, a Neunen, a Eindhoven (Paesi Bassi). Nell’anno 2007 ha esordito con orchestra (Orchestra Sinfonica Mediterranea), concerto organizzato dall’Associazione Cultori della Musica di Mazara del Vallo, per cui ha eseguito il Secondo Concerto di Rachmaninov. Nel novembre 2009 è ospite e si esibisce in una puntata in diretta televisiva del Pauw&Witteman show, il più seguito talk-show nei Paesi Bassi. Si esibisce inoltre nella maratona “Tutto Chopin” organizzata dall’Accademia di Imola, svoltasi all’Auditorium dell’Orchestra Verdi di Milano, ripresa e trasmessa da Mediaset.

mercoledì 9 giugno 2010

Niente doppia indennità agli ex parlamentari regionali

Divieto di cumulo tra l’indennità parlamentare e la pensione per gli ex deputati regionali eletti alla Camera o al Senato o al parlamento europeo. Lo ha deciso oggi il consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. La delibera sarà adesso esaminata dall’aula. Se approvata porterebbe un risparmio di circa un milione di euro all’anno.
Per ora gli ex parlamentari regionali per cui scatterebbe la sospensione della doppia indennità sono 14: Sebastiano Burgaretta Aparo, l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e il suo collega di partito Mirello Crisafulli, l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (Pdl), l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e l’ex ministro Lillo Mannino (entrambi dell’Udc). E ancora Fabio Granata, Pino Firrarello, Salvo Fleres e Alessandro Pagano, Raffaele Stancanelli, Ugo Grimaldi, Dore Misuraca del Pdl e l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv).
“In un momento di grandi difficoltà economiche, in cui i cittadini stringono la cinghia, – afferma Francesco Cascio, presidente dell’Ars – mi sembra corretto dare un segnale ulteriore in direzione del contenimento della spesa pubblica e della moralizzazione della politica”. “Peraltro non vedo, perché se gli ex parlamentari nazionali eletti all’Ars subiscono la sospensione della pensione da parte di Camera e Senato, – aggiunge – lo stesso non dovrebbe valere anche per il Parlamento Regionale Siciliano”.
Dal bilancio preventivo dell’Ars per il 2010, il capitolo di spesa per la previdenza e l’assistenza (sia per i deputati in carica, che per quelli cessati dal mandato) è pari a oltre 22 milioni di euro.
da i livesicilia