“ Il recente sfogo del Sindaco Cristaldi attraverso alcune sue dichiarazioni, sebbene generiche, su taluni consiglieri comunali, merita un po’ di riflessione. Chi scrive non ha mai lesinato critiche e censure al consiglio comunale, dimostrandosi, inoltre, molto severo soprattutto verso il presidente del consiglio e nei confronti di molti trinariciuti consiglieri dei partiti di opposizione. Sono sempre più convinto che nell’attuale consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione, rimangono sconosciute alcune qualità come la competenza, l’esperienza politica, la professionalità e la cultura del civile confronto. L’opposizione è tuttora incapace di esprimere con chiarezza concetti elementari di indirizzo e ragionamenti politici. Il linguaggio con cui essa comunica appare molto scarno, incerto, vuoto, generico e spesso petulante. E’ incapace, soprattutto, di rappresentarsi attraverso il buon uso della parola, spesso sostituita dal dileggio .
L’esercizio delle parole è essenziale in politica e chi non ne fa buon uso finirà per interrompere il filo di comunicazione con la gente e con i propri elettori. Se da un lato le parole rappresentano il mezzo che permette il dialogo tra le persone; è attraverso di esse che vengono mandati messaggi che possono essere recepiti o respinti. Delle parole non se ne può fare a meno, soprattutto per chi svolge una funzione politica, ed in questo contesto il loro uso deve essere oggetto di particolare attenzione e cura per la loro qualità. Chi fa politica o chi esercita funzioni istituzionali, nel comunicare attraverso la qualità delle parole deve escludere quelle di tenore offensivo. Sebbene molti consiglieri presentano limiti e insufficienze, tuttavia essi non appartengono a una specie umana degradata e o incompleta, non sono un peso morto, come scriveva Massimo D’Azeglio quando si riferiva ai siciliani ( il lebbroso con cui toccava andare a letto). Costoro sono semplicemente privi di una educazione politica, ancora immaturi al libero confronto. Ma per fortuna non assomigliano nemmeno ai Borghezio, ai Salvini o ai Miglio anche se continuano a dimostrare tutta la loro incapacità a darsi una svolta culturale per uscire dal quel ” cul de sac” di irriverenti epiteti in cui si sono cacciati. Così termini come imbecille o prendere a ceffoni, sono politicamente e civilmente scorretti, da qualunque parte provengano, ancor di più se a farne un cattivo uso è un politico di comprovata esperienza e di indubbie capacità intellettuali.
Socrate:”Sappi che il parlare impreciso non è soltanto sconveniente in se stesso ma nuoce anche allo spirito” (Fedone). Lo cito sapendo che Socrate è uno dei filosofi più amati dal sindaco Cristaldi. Ciò vale per i consiglieri comunali ma ancor più per il sindaco.”
Avrei fatto questo richiamo al Sindaco Cristaldi in condizioni normali, in una città normale rappresentata da un Consiglio comunale normale. Ma dopo lo spettacolo indecoroso offerto dai consiglieri di opposizione, in sede di approvazione del bilancio, guidati da un presidente del consiglio sempre più fazioso, rozzo nei comportamenti, corresponsabile della regressione culturale dell’immagine del Consiglio stesso e dell’imbarbarimento della politica, non si può che condividere lo sfogo del sindaco. Ma si possono prendere a ceffoni delle facce di bronzo?
Pubblico il Proclama del generale Mario Roatta , documento che conferma ancora una volta come il meridione fosse considerato alla stessa stragua di una colonia dal fascismo. La riprova che la questione meridionale era ancora un problema da risolvere.
Comando FF.AA. Sicilia ( VI Armata )
- Le “ FF. AA. Sicilia “ in gran parte composte di Vostri conterranei, sono qui fra Voi per difendere la Vostra Isola, bastione d’Italia.
- Voi tutti- ne sono sicuro – affiancherete l’opera della “ FF. AA. Sicilia”:
- mantenendo in qualsiasi contingenza, calma ed incrollabile fiducia nei destini della Patria;
- Applicando disciplinatamente e volenterosamente le disposizioni delle Autorità Militari;
- Attendendo con lena costante al Vostro lavoro ordinario, e a quello cui sarete chiamati per rafforzare sempre più la difersa dell’Isola;
- Arruolandovi – e se necessario – combattendo nelle Centurie volontarie Vespri di imminente costituzione.
- Strettamente, fiduciosamente, fraternamente uniti,voi Siciliani, e noi, militari italiani,e germanici delle “ FF.AA. Sicilia”, dimostreremo al nemico che di qui non si passa.
P.M. 5 – 9 maggio 1943 XXI
Il Generale Comandante
Mario Roatta.
Per fortuna nessun siciliano si arruolò nelle fantomatiche Centurie volontarie Vespri.
“ La Sicilia è un cancro al piede d’Italia; provincia nella quale né costumi né leggi civili sono possibili”. Chi pensate che l’abbia detto? Bossi ? Calderoli? Un leghista? No. Chi non si è vergognato di dirlo è stato Alfredo Oriani, il maestro e l’ispiratore di Mussolini. E questa città, come tante altre città siciliane gli ha dedicato una via. Ma da chi sono formate le commissioni toponomastiche?
Tra impressioni fuggevoli ed espressioni rutilanti si prodigava il virtuoso pianista ventitreenne Alessandro Marino (nato a Mazara del Vallo), a disvelare “Il mito di Alkan, pianista solitario”, nel suggestivo cortile di Palazzo Biscari. Primo, graditissimo appuntamento della rassegna “Musica nei luoghi del barocco, nelle ville e nei giardini etnei”, promosso dall'Associazione musicale etnea (presidente Biagio Guerrera, direttore artistico Emanuele Casale). Artista dal tocco lucidissimo, Marino trascorreva con prontezza da atmosfere sognanti di echi schumanniani, a tratti roboanti alla Liszt, come all'impetuoso schizzare di scherzi chopiniani, addentrandosi in pagine romantiche irte di fremiti ritmici e richiami simbolici (Faust, il Diavolo, Prometeo), lungo le differenti e travagliate fasi dell'esistenza nella Grand Sonata les 4 ages. Squarci di memoria, su un dominio della tastiera di nitido tematismo, a cui il pianista si abbandonava tra corpose aperture solari e andamenti dall'incedere giocoso (Chemin de fer op.27), in analogia col rievocare dall'opera di Marcel Proust À la recherche du temps perdu, che inframmezzava le esecuzioni con la lettura di passi tratti dal primo e secondo volume (Dalla parte di Swann e All'ombra delle fanciulle in fiore) a cura di Biagio Guerrera, voce recitante accanto alla prima declamazione in lingua francese di Doroty Armenia. Ricordi avvolti da sensazioni nostalgiche di un tempo oramai trascorso a Combray, ma ritrovato dal protagonista, Swann, appunto, grazie alla memoria involontaria, tra flash di arabeschi musicali e armonie pianistiche di ineffabile piacere, ascoltate da giovane, o rumori di treno evocanti tocchi di campane, in analogia alle semicrome musicali. Un alveo di sapori indeterminati, come i 4 Esquisses op. 63, sempre di Alkan, (tra sensazioni tenui o capricciose rivissute dal protagonista di Proust), e il successivo Le festin d'Esope op.39 n. 12, a riprodurre il mito del pianista solitario nel suo appartarsi dal mondo intorno al 1850, schivo quanto lo scrittore francese che si isolò prima si intraprendere l'opera suddetta. Una serata all'insegna dell'originale anche nei tre bis finali, dove il pianista ha estrinsecato la sua brillante creatività nella trascrizione della colonna sonora dal telefilm La signora in giallo, accanto ad Alkan (finale dalla Sinfonia) e a Gottscholk (Souvenir d'Andalousie), ottenendo vivissimi e reiterati consensi di pubblico.
“Ho l’ambizione di fare diventare Mazara un polo della ceramica, così come lo è Sciacca, Caltagirone o Santo Stefano di Camastra». Così una dichiarazione del sindaco Cristaldi per giustificare l’invasività dell’uso della ceramica nel centro storico.
Non sembra pensarla allo stesso modo l’assessore regionale ai BB. CC Gaetano Armao, che verga di proprio pugno la “ Carta di Burgio”, ovvero la nascita della carta della ceramica siciliana di cui fanno parte i comuni che hanno nella ceramica il loro patrimonio identitario: Burgio – Collesano – Caltagirone –Sciacca – S. Stefano di Camastra – Patti.
Come dire: la cultura di una città non la si può inventare né imporre.
Scintille nello scorso consiglio comunale tra l’opposizione maggioritaria e la giunta, costretta ancora una volta ad incassare attacchi ed impropèri, non solo politici, da parte dei partiti dell’opposizione. Basta una semplice trasmissione autogestita e finanziata dall’amministrazione,voluta dal sindaco, per esporre con una certa compiutezza il lavoro amministrativo e alcuni dei progetti attivati, per inscenare un dibattito vuoto sotto il profilo dei contenuti e su quello politico. Non si manca di accusare il primo cittadino di autoritarismo, di volere imporre la mordace al consiglio, di gestire la cosa pubblica come un monarca, di imbavagliare la libera informazione attraverso interviste artefatte, concordate, precostituite. Questa povera opposizione non riesce a distinguere una trasmissione autogestita da un dibattito aperto. Così qualunque scusa è buona per tenere viva ed incandescente una campagna elettorale che non conosce fine, avendo come obbiettivo quello di screditare l’immagine del Sindaco Cristaldi; per far ciò si inventano compiti e ruoli che non appartengono al consiglio. Una serie di contumelie isteriche e prive di fondamento, provenienti dai banchi dell’opposizione, non fanno altro che attivare reazioni da parte dell’amministrazione le quali a loro volta ne innescano altre dalla parte opposta. E si va avanti solo per avere visibilità politica, e nel farlo, l’opposizione non disdegna di trasformare l’aula consiliare in una piazza, soprattutto quando essa si rivolge, in modo volutamente irrituale, ai cittadini e non ai colleghi consiglieri. In tal modo si stravolgono regole e forme istituzionali. E’ così che si sperpera denaro pubblico e si fa scherno della democrazia.
E così anche un altro componente dell’equipaggio sotto il comando del Sindaco Cristaldi si è ammutinato e ha abbandonato la nave. Adesso diventa più difficoltoso governare il natante lungo una rotta insidiata da marosi e burrascate. Mai come in questo momento si è notato una ciurma così poco motivata, debolmente coesa, scarsamente gratificata, priva di disciplina, insufficientemente addestrata. Sulla plancia di comando, tra gli ufficiali serpeggia il malcontento: alcuni di loro si sono rivelati maldestri nel coadiuvare il comandante a tenere ben dritto il timone; la loro gelosia e le ripicche personali hanno generato confusione, prodotto una caduta d’immagine e di autorevolezza all’interno degli uomini che costituiscono il residuo equipaggio; questi ultimi, ancora una volta, vengono lasciati soli ad affrontare le tempeste. Il comandante fa finta di non accorgersi, minimizza, dimostra segni di ottimismo, convinto che basta la sua esperienza di “vecchio lupo di mare” a portare il natante in porto; non immagina che così facendo rischia di perdere autorità e prestigio sia tra i suoi marinai sia tra la gente comune che tanta fiducia ed entusiasmo ha riposto in lui. La speranza di questa popolazione è che ad attraccare nel porto sia un regale vascello con il suo carico pingue e prezioso e di non vedere apparire, al contrario, nel suo lento avvicinarsi, una modestissima e sgangherata chiatta.
E dopo avere impedito di essere e di fare, si comincia a rimproverare il Sud di non essere e di non fare. Oggi, nel pieno della peggiore crisi del dopoguerra,il Nord, ( come al solito), mira a salvarsi a spese della parte più disagiata del paese. La prima cosa che serve a chi fa politica è un nemico; il Nord lo trova in casa, al Sud; libera i suoi spiriti animali attraverso la Lega, per la quale l’Osservatorio europeo contro il razzismo e l’intolleranza ha espresso allarme e condanna. Incarna la protesta del Nord produttivo contro il Sud fannullone, Umberto Bossi: uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua,si è fatto mantenere dai genitori; poi dalla prima moglie ( la quale scoprì dopo un anno e mezzo di matrimonio che il marito non andava ogni giorno a lavorare in ospedale, come diceva, e non era medico, e non era manco laureato, nonostante tre feste di laurea, negli anni); poi si è fatto mantenere dalla seconda moglie ( terrona; e se a qualcuno piacciono le metafore…come il Nord si è fatto mantenere dal Sud depredandone le ricchezze con l’annessione del 1860); poi dal popolo italiano. Questo è l’uomo che fa la lezione a milioni di meridionali (e poi extra comunitari) che danno vita e sangue per un pane e “ chi vrazza svacantanu a panza da terra”: con le braccia svuotano la pancia della terra, come direbbe il poeta di Bagheria Ignazio Buttitta.
Il Colonnello Muammar Gheddafi ha accolto la richiesta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di liberare i tre motopescherecci di Mazara del Vallo sequestrati nei giorni scorsi dalla Marina libica. Lo si e' appreso da fonti italiane a Tripoli.
I tre pescherecci che saranno liberati appartengono alla flotta di Mazara del Vallo e sono: l'''Alibut'', il ''Mariner 10'' e il ''Vincenza Giacalone''. Le tre imbarcazioni erano state sequestrate all'alba di tre giorni fa da una motovedetta libica mentre erano impegnate in una battuta di pesca nel Golfo della Sirte in una zona, a trenta miglia dalla costa, che i libici considerano di propria esclusiva competenza. (ANSA)
Il manager Goeldi lascia la Libia: Tripoli: "Berlusconi determinante"
- ''Il ruolo del premier Silvio Berlusconi per risolvere il contenzioso tra la Libia e la Svizzera e' stato determinate'' e per questo motivo ''lo Stato libico ringrazia l'Italia per tutti gli sforzi messi in atto'' per risolvere questo problema. Lo ha detto all'ANSA il primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi.
L'imprenditore libico Max Goeldi ha lasciato Tripoli. Goeldi e' partito dalla capitale libica con un volo di linea.( La Stampa ). Dopo avere inaugurato in Bulgaria ( dove si trova tanto a proprio agio ) una statua di Garibaldi, il premier vola in Libia ed emulando l’eroe dei due mondi, libera un imprenditore svizzero da mesi fatto prigioniero, solo per ripicca, dal fraterno amico dell’Italia Muammar Gheddafi e si fa promettere da quest’ultimo la imminente liberazione dei pescherecci mazaresi insieme agli equipaggi ,sequestrati con lo stesso metodo dei predoni della Grande Jamāhīriyya Araba di Libia Popolare e Socialista. Nel centocinquantesimo dell’unità d’Italia , ecco che il Popolo della Libertà può vantare il suo El Libertador.
dom 13 giugno ore 21:15 Cortile di Palazzo Biscari
Alessandro MARINO pianoforte
Biagio GUERRERA voce recitante
Doroty ARMENIAvoce recitante
Brani tratti da: “À la recherche du temps perdu” di Marcel Proust
Programma
Charles Valentin Alkan
Grand Sonata "Les 4 ages":
20 ans
30 ans
40 ans
50 ans
Le chemin de fer op.27
4 Esquisses op.63
n.8 "Pseudo-naivetè"
n.12 "Barcarollette"
n.23 "L'homme aux sabots"
n.46 "Le premier billet doux"
Le festin d'Esope op.39 n.12
Charles Valentin Alkan, spesso definito come “il Berlioz del pianoforte”, resta nella nostra immaginazione legato, insieme alle grandi figure di Chopin e Liszt, ai salotti parigini fin de siècle. A differenza dei due più fortunati amici, la musica de “L’Ebreo errante” di Parigi è difficile da classificare e solo oggi se ne apprezza la sua originalità. Tra le opere presentate, di particolare rilievo la straordinaria Grande Sonata op.33 (Le Quattro età) considerata dal grande pianista Lewenthal come “la più difficile sonata per pianoforte dopo la Hammerklavier di Beethoven e la più strana prima della Concorde Sonata di Ives”. Durante il concerto verranno recitati brani di un altro personaggio parigino di eccezione: Marcel Proust.
Alessandro Marino, nato a Mazara del Vallo nel 1987, ottenuto il Diploma di maturità scientifica con il massimo dei voti, nell’a. a. 2006/2007 consegue il Diploma di Laurea di I livello in Discipline Musicali – Pianoforte – presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Scontrino” di Trapani, sotto la guida del M° Salvatore Spanò, con la votazione di 110 e lode con dignità d’incisione.
Successivamente nell’a. a. 2008/2009 consegue il Diploma di Laurea di II livello in Discipline Musicali – Indirizzo solistico- presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con la votazione di 110 e lode.
A partire dall’a. a. 2004/2005 è allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, prima sotto la guida dei maestri G. Valentini e D. Franceschetti, e attualmente (corso triennale) sotto la guida del maestro Piero Rattalino.
Ha partecipato in qualità di esecutore e uditore a diversi masters di perfezionamento (O. Niederdofer , F.Scala, L. Richaud, W. Wojtal, A. Torger, R. Risaliti, Vo. Ashkenazy, J. Soriano, C. Pescia, A. Lucchesini, Y. Jun, Z. Kocsis, R. Levin).
Primo premio in diversi Concorsi Nazionali ed Internazionali, si è esibito in concerto per Accademia Filarmonica Romana, Festival Verdi 2009 in Teatro Regio di Parma, Sagra Musicale Malatestiana 2009 a Rimini, Associazione Amici della Musica di Palermo, Comune di Mazara del Vallo, Accademia di Musica di Pinerolo, “Memorial L.Berman” Imola, Festival ”Le tastiere raccontano” Baselga di Pinè(TN), Associazione Amici della Musica di Mazara del Vallo, “Notte dei Musei” Trapani, a Stresa per l’Associazione Dino Ciani, a Neunen, a Eindhoven (Paesi Bassi). Nell’anno 2007 ha esordito con orchestra (Orchestra Sinfonica Mediterranea), concerto organizzato dall’Associazione Cultori della Musica di Mazara del Vallo, per cui ha eseguito il Secondo Concerto di Rachmaninov. Nel novembre 2009 è ospite e si esibisce in una puntata in diretta televisiva del Pauw&Witteman show, il più seguito talk-show nei Paesi Bassi. Si esibisce inoltre nella maratona “Tutto Chopin” organizzata dall’Accademia di Imola, svoltasi all’Auditorium dell’Orchestra Verdi di Milano, ripresa e trasmessa da Mediaset.
Divieto di cumulo tra l’indennità parlamentare e la pensione per gli ex deputati regionali eletti alla Camera o al Senato o al parlamento europeo. Lo ha deciso oggi il consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. La delibera sarà adesso esaminata dall’aula. Se approvata porterebbe un risparmio di circa un milione di euro all’anno.
Per ora gli ex parlamentari regionali per cui scatterebbe la sospensione della doppia indennità sono 14: Sebastiano Burgaretta Aparo, l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e il suo collega di partito Mirello Crisafulli, l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (Pdl), l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e l’ex ministro Lillo Mannino (entrambi dell’Udc). E ancora Fabio Granata, Pino Firrarello, Salvo Fleres e Alessandro Pagano, Raffaele Stancanelli, Ugo Grimaldi, Dore Misuraca del Pdl e l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv).
“In un momento di grandi difficoltà economiche, in cui i cittadini stringono la cinghia, – afferma Francesco Cascio, presidente dell’Ars – mi sembra corretto dare un segnale ulteriore in direzione del contenimento della spesa pubblica e della moralizzazione della politica”. “Peraltro non vedo, perché se gli ex parlamentari nazionali eletti all’Ars subiscono la sospensione della pensione da parte di Camera e Senato, – aggiunge – lo stesso non dovrebbe valere anche per il Parlamento Regionale Siciliano”.
Dal bilancio preventivo dell’Ars per il 2010, il capitolo di spesa per la previdenza e l’assistenza (sia per i deputati in carica, che per quelli cessati dal mandato) è pari a oltre 22 milioni di euro.
da i livesicilia
Non è un litigio tra capponi di manzoniana memoria. La convivenza nella giunta Cristaldi tra l’assessore alla solidarietà sociale Riccardo La Rosa e il vicesindaco Giovanni Quinci è diventata insostenibile sia sul piano politico che su quello amministrativo. La recente e sgradevole dura diatriba pubblica tra Quinci e La Rosa in Consiglio comunale, dove i due amministratori hanno perso il senso della misura nel rinfacciarsi accuse e ingerenze, non ha alcun precedente nella storia delle ultime amministrazioni che si sono succedute al governo della città
Essa ha messo in risalto tutte le contraddizioni che sin dall’inizio hanno reso debole , sul piano politico, le scelte assessoriali del deputato sindaco. Adesso che tali contraddizioni sono venute alla luce, rimane evidente l’incompatibilità della convivenza all’interno della stessa compagine assessoriale dei principali attori della querelle. Sia il vicesindaco Giovanni Quinci sia il suo collega Riccardo La Rosa nel mettere in scena uno scontro dialettico politicamente effervescente e irrituale, erano entrambi consapevoli di andare al di sopra delle righe di un normale scambio di opinioni, e di non rispettare i ruoli assegnati loro dalle deleghe ricevute. La conseguenza di tale vivace e ingeneroso scambio di accuse è stata quella di creare sconcerto non solo tra le file dei consiglieri della stessa coalizione, ma soprattutto tra gli elettori vicino al sindaco. La domanda che ci si pone è: “ Quali decisioni prenderà in merito l’On. Cristaldi?” .” Chi sarà l’agnello sacrificale?”. Certificati i dissapori anche personali tra i due assessori, il primo cittadino, al ritorno dalla kermesse dimagrante da Gallipoli, dovrà districare alcuni nodi di non facile soluzione, in considerazione, anche, delle conseguenze che le sue scelte potranno determinare : sia sull’assetto della prossima compagine assessoriale, sia all’interno delle stesse forze politiche che in consiglio comunale condividono il progetto del sindaco. Analizziamo questi nodi. Il primo, sottovalutato da Cristaldi, è il rapporto tra l’amministrazione e i consiglieri di appartenenza. Tra costoro si percepisce l’imbarazzo a causa di una situazione diventata insostenibile, ovvero:- la mancanza di coordinamento tra gruppi consiliari e giunta; - l’assenza di linee guida; - la mancanza di partecipazione alle scelte amministrative; soprattutto si coglie nei consiglieri cristaldiani un senso di frustrazione per essere mandati allo sbaraglio, in un consiglio comunale ostile e perennemente conflittuale, senza una strategia valida che consenta loro di tenere testa alla continua campagna elettorale che l’opposizione continua a portare avanti in quella sede. Si fa sempre più convinta, tra i consiglieri vicini a Cristaldi, la percezione dell’inutilità della loro funzione. Tutto ciò potrebbe contribuire ad accelerare ulteriori diaspore tra i cristaldiani. Ancora più complesso appare il rapporto politico che si dovrà instaurare tra il gruppo dell’Udc, che finora ha supportato il progetto di Cristaldi, e il Sindaco. A complicare le cose il rapporto venutosi a creare tra la corrente giammarinariana e l’on. Turano, dopo l’epurazione da consigliere provinciale del dott. Franco Gancitano, e la revoca assessoriale di Nicola Lisma, molto vicino a Cristaldi ma soprattutto a Massimo Grillo. Nel rideterminare i rapporti tra l’Udc e il Sindaco, e nel condividere il suo progetto politico, i Casiniani porranno come pregiudiziale una richiesta di reale visibilità all’interno della giunta, non riconoscendosi politicamente nella figura del vicesindaco Quinci; inoltre chiederanno una inversione di tendenza che avvii un nuovo corso sia sul piano amministrativo sia su quello dell’immagine amministrativa, attraverso un taglio netto con qualche personaggio dello staff del sindaco, a loro giudizio incompatibile con la presenza Udc. Ancora, essi porranno la questione di una svolta radicale, attraverso un ruolo di moderazione, che attenui le tensioni e le conflittualità che hanno finora esacerbato i rapporti tra opposizione e amministrazione. Di grana in grana: con chi sostituire l’assessore La Rosa? Con il fedele e potente alleato Lisma, qualora quest’ultimo non dovesse essere riconfermato nella delega di assessore provinciale, o con l’ex Udc, adesso Liberino, Dott. Luciano Asaro, attuale consulente alla sanità? ( a titolo gratuito ). L’una o l’altra delle scelte sicuramente provocheranno malumori. Di certo, occorre dare nuovo impulso, soprattutto nell’immagine politica, all’amministrazione attraverso un ricambio anche politicamente qualitativo. E questo mette in allarme l’assessore Ditta ( Carneade? Chi è questo politico?). Conoscendo l’On. Cristaldi, so molto bene che non è nelle sue abitudini cambiare squadra assessoriale, ma questa volta forse di necessità dovrà farne virtù. L’estate che sta per venire si prevede abbastanza calda sotto il profilo meteopolitico, in considerazione che quattro degli attuali sei assessori sono intoccabili. A meno che la quadratura non avvenga con l'ATO; allora tutto finirà a tarallucci e vino.
La recente dichiarazione dell’on. Nicola Cristaldi di “ essere pronto a far ricorso qualora il consiglio di presidenza dell’assemblea regionale Siciliana dovesse deliberare il blocco del vitalizio di ex deputato regionale percepito assieme all’indennità di parlamentare nazionale “ ( Mazaraonline) sta suscitando non poche e giustificate reazioni da parte dei cittadini. Costoro sono penalizzati dai sacrifici, per molti insostenibili, imposti loro sia dalla grave crisi economica con la mancanza di posti di lavoro che non consentono di assicurare un livello minimo della qualità della vita di moltissime famiglie, sia da una manovra economica pesante, asfissiante e settaria. Se non è facile accettare un taglio di circa € 6.000, tanto ammonta il vitalizio regionale incassato mensilmente dal sindaco di Mazara da quando ha lasciato gli scranni di Palazzo dei Normanni; se su questa cifra abbastanza significativa si possano avere fatto, legittimamente, dei progetti di vita a medio e lungo termine, tuttavia nel momento in cui ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per potere salvare “ la barca che rischia di affondare “, i primi a dare l’esempio dovrebbero essere i politici, se non altro perché questo sostanzioso vitalizio costituisce un privilegio insopportabile sotto il profilo etico e sociale. Un ingegnere, un dipendente qualsiasi che lascia una azienda per un’altra, non percepisce nel proprio stipendio alcun vitalizio dovuto al lavoro pregresso prestato nella precedente azienda. E’ un diritto acquisito ? Non è il caso di porre la questione sul piano giuridico, in quanto si tratta di privilegi che nulla hanno a che vedere con lo svolgimento del proprio mandato elettorale, per assolvere il quale, i parlamentari già introitano una corposa indennità comprensiva di favori e prerogative. E’ un diritto acquisito? Strana cosa una assemblea che legifera imponendo doveri agli altri e privilegi a se stessa! Su quest’argomento sarebbe stato preferibile un certo “ savoir faire da parte del sindaco On. Cristaldi e una maggiore prudenza nell’uso delle dichiarazioni, possibilmente facendo ricorso a quella ’’ arte del tacere”, che fa la distinzione tra un politico di razza quale indubbiamente è Cristaldi e un politico alle prime armi: ovvero dichiarare di essere pronto a rimettersi alle decisioni che avrebbe preso l’Assemblea Regionale della quale è stato autorevole e apprezzato Presidente. Ciò avrebbe sicuramente rafforzato l’immagine politica e umana del deputato sindaco. Tra i tanti consulenti che sono vicini al sindaco ne manca uno, il più importante: il consulente al “Discernimento”. Glielo consigliamo sinceramente, al fine di evitare ulteriori autogol.
La convocazione degli Stati Generali della Cultura è rivolta ad avviare un momento di confronto e di riflessione nella città di Mazara del Vallo con tutti coloro che sono interessati alla Cultura e al ruolo che essa svolge nella vita della comunità cittadina senza trascurare la sua proiezione anche nella sfera dello sviluppo economico.
L’orientamento principale dell’iniziativa che vogliamo proporre alla città è il coinvolgimento sia di coloro che da tempo si dedicano ai problemi artistico-culturali sia di coloro che, anche se non direttamente impegnati nel campo delle arti e della cultura, sono interessati alla crescita e al miglioramento della qualità della vita.
Si tratta di soggetti che appartengono ai settori più diversi del tessuto sociale e del mondo del lavoro.
Con questi intendimenti abbiamo immaginato un percorso che si pone i seguenti obiettivi:
·analizzare quanto si è fatto in passato sul piano artistico-culturale e quali sono gli elementi caratterizzanti l’identità culturale di Mazara del Vallo al fine di meglio valorizzarli in una prospettiva di crescita futura;
·coinvolgere in tale definizione strategica anche i soggetti del mondo economico-produttivo, le associazioni di categoria, ecc.;
·pervenire ad un progetto culturale condiviso e creare nuove relazioni che possano dare impulso alla futura offerta culturale di Mazara del Vallo;
·curare il rapporto fra offerta culturale e turismo grazie anche al contributo e alla collaborazione sinergica di operatori di settore.
Percorso operativo
1. Accogliere e analizzare proposte progettuali concrete e attività da intraprendere.
2. Costruire nuove partnership con i portatori d’interesse,coinvolgendoli e responsabilizzandoli non soltanto nella fase iniziale(individuazione di problemi, raccolta di spunti progettuali) ma anche individuandoli nel ruolo di possibilifinanziatori/sponsor.
3. Raccogliere informazioni utili per l’elaborazione di nuovi progetti.
4. Individuare le modalità e gli indicatori attraverso i quali valutare l’efficacia e l’utilità dei progetti.
5. Reperire i budget necessari alla realizzazione dei progetti medesimi.
6. Monitorare le proposte operative e le forze che a titolo diverso intendono collaborare al raggiungimento dei migliori risultati auspicati dagli Stati Generali della Cultura.
7. Valutazione finale.
Evoluzione successiva
Dopo le giornate dei lavori del 4 e 5 giugno si proseguirà per tavoli ristretti e mirati ai diversi interlocutori. Sono stati identificati al riguardo alcuni filoni di riflessione, che possono essere così sintetizzati:
Attuale offerta culturale a Mazara del Vallo
1a. Strutture di pubblica fruizione utili per effettuare programmi di ricerca e approfondimenti artistico-culturali:
·Biblioteca Comunale
·Archivio Storico Diocesano
·CNR
·Archivio dell’Associazione Antiracket
1b. Musei
·Museo del Satiro Danzante
·Museo Diocesano
·Anphoreus
·Mirabilia Urbis
·Museo Ornitologico
·Museo della Legalità
Future offerte culturali
·Messa in rete (anche telematica) del patrimonio individuale, delle associazioni e istituzioni private finalizzata ad una pubblica fruizione
·Creazione di realtà stanziali e permanenti di interesse culturale, turistico e formativo anche sul piano artistico-artigianale
·Creazione di un centro operativo, di ricerca e di progettazione articolata in discipline diverse volta a creare eventi utili alla promozione dell’immagine della città di Mazara del Vallo
·Creazione di una struttura volta ad elaborare strategie di investimento imprenditoriale nel campo turistico-culturale
Innovazione, imprese e produzione culturale
L’ultimo filone di riflessione riguarda in particolare la capacità della città di percorrere strade nuove in ambito culturale, che riguardano in particolare:
·il fund-raising
·le strategie e gli interventi per la valorizzazione e la crescita dei talenti locali
·lo sviluppo di partnership tra settore economico-produttivo e settore culturale-creativo.
Entrano in gioco qui i giovani talenti, l’innovazione, la capacità competitiva e creativa dei territori, l’attenzione sempre maggiore delle imprese per gli elementi immateriali che ne compongono il capitale umano e il capitale simbolico di identità/riconoscibilità; la maggiore consapevolezza del sistema produttivo del proprio ruolo e responsabilità nei confronti del territorio in cui è inserito (Responsabilità Sociale d’Impresa).
Il rapporto tra cultura e mondo delle imprese private è stato sinora basato su un approccio molto tradizionale: l’impresa era una porta alla quale bussare per finanziare progetti culturali già predefiniti, in cambio di un ritorno d’immagine.
Fra i limiti di questo tipo di approccio vale la pena di sottolinearne due:
1.il ruolo passivo dell’impresa rispetto al progetto proposto per il finanziamento;
2.lo svilimento del rapporto tra mondo della cultura e mondo economico, che invece ha diverse potenzialità da sviluppare sì da determinare reciprocità di interesse.
Per superare tali limiti occorre passare dalla sponsorizzazione alla partnership: una modalità cioè alla pari, nella quale l’impresa ha un ruolo attivo nella costruzione/realizzazione del progetto o dell’evento culturale.
Oltre alle risorse economiche, l’impresa ha, infatti, altre leve che possono diventare preziose risorse per il mondo della cultura e dare origine a partnership inedite: dalle competenze in materia di marketing e promozione al portafoglio clienti, dai contatti e relazioni sul territorio all’interesse per lo sviluppo del capitale umano della comunità in cui opera.
Interlocutori
Ai filoni di riflessione prima illustrati corrisponderanno interlocutori della pubblica amministrazione, istituzioni culturali laiche, istituzioni religiose, istituti bancari e rappresentanti del mondo dell’imprenditoria.
Sessione plenaria conclusiva
A conclusione del lavoro si prevede una sessione finale, dove verranno presentate le macro direzioni per il futuro prossimo rispetto alle aree tematiche individuate.
Quattordici ex deputati ricevono una doppia indennità: si tratta degli ex parlamentari regionali passati in un altro Parlamento – alla Camera, al Senato o al Parlamento europeo – che, oltre all’indennità per l’incarico attuale, ricevono anche un vitalizio che si aggira in media intorno ai 70 mila euro all’anno. Sono 14 gli ex deputati coinvolti. Trasversali agli schieramenti. Si tratta di Sebastiano Burgaretta Aparo, subentrato a Totò Cintola nel gruppo Udc al Senato, dell’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e del suo collega di partito Mirello Crisafulli, dell’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (fra i più morbidi dei finiani), dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e del suo mentore Lillo Mannino (entrambi dell’Udc), del colonnello finiano Fabio Granata, dei lealisti Pino Firrarello, Salvo Fleres e Alessandro Pagano, del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ,del misurachiano Ugo Grimaldi e del suo capocorrente Dore Misuraca (Pdl “ribelle”) e dell’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv).
Non si vuole fare i moralisti, ma quando si bloccano stipendi e pensioni, quando si chiedono sacrifici a senso unico, un tale privilegio è semplicemente indecente.
Vecchia discarica dismessa in contrada Campana coperta con un leggero strato di argilla.
Nitrati, nitriti, metalli pesanti, percolato. Un bel mixer che shakerato potrebbe rivelarsi fra qualche tempo l’elisir di lunga vita servito direttamente a domicilio. Quel che colpisce è il silenzio su quel che accade nelle falde acquifere messe in condizioni di rischio dall’attuale discarica consortile di contrada Campana di cui ha la responsabilità gestionale l’ATO Belice Ambiente. Lo dimostrano le recenti analisi chimico fisiche attraverso i piezometri di controllo siti all’interno della discarica. Allo stato attuale nulla si sa dei provvedimenti presi dalla società d’ambito per circoscrivere tale inquinamento. Ancora più grave appare il silenzio delle amministrazioni comunali di Mazara e Campobello di Mazara sulle quali ricade la competenza delle vecchie discariche dismesse e adiacenti a quella attualmente in servizio. Per queste ultime i criteri di messa in sicurezza non presentano standard adeguati o mancano del tutto. Esiste da parte degli Enti di controllo un monitoraggio delle falde sottostanti tali discariche dismesse? Esiste un monitoraggio di controllo degli acquiferi lungo un percorso che partendo dalle discariche arriva ai pozzi di captazione? Esiste un piano di intervento per mettere in sicurezza le discariche dismesse? Perché questo silenzio? A meno che non si aspetti che la Bertolino vinca il ricorso che gli consenta di sversare i fanghi per darle la responsabilità dell’inquinamento di quelle falde.
Gli ultimi dati ufficiali forniti dall’Ato TP 2 “ Belice Ambiente ” confermano l’allarme lanciato da questo blog e dal Comitato Cittadino di Mazara del pessimo stato di salute delle falde acquifere sottostanti le discariche consortili di pertinenza gestionale dell’Ato. Le analisi denunciano un pericoloso inquinamento da percolato da discarica dell’acquifero in prossimità della vasca n° 2 e una significativa presenza di metalli pesanti disciolti nelle acque della falda monitorate attraverso dei piezometri posizionati esternamente alla vasca. Chi ha competenza ha il dovere di calcolare l’incidenza di tale inquinanti nella salute della collettività che si approvvigiona di quelle acque e le consuma. Sorge a questo punto una domanda: “ Come intende correre ai ripari l’Ato per evitare che la discarica da essa gestita continui a versare percolato ed elementi chimici nocivi alla falda? Per quanto riguarda la vasca n° 1, esausta da poco tempo, ci si chiede se anche essa venga monitorata, e se possa incidere ulteriormente sull’inquinamento dell’acquifero. Non può sfuggire che tale vasca non sembra osservare in maniera ottimale gli standard di sicurezza previsti, in quanto, la stessa si presenta coperta da un foglio di polietilene superficiale facilmente esposto agli agenti atmosferici che ne possono compromettere l'integrità se non viene prontamente protetto da un soprastante strato di terra che costituisca il substrato per la successiva piantumazione. Dinanzi a una siffatta situazione come intendono intervenire le amministrazioni comunali di Mazara e di Campobello al fine di tutelare la salute dei loro cittadini? In particolare il sindaco di Mazara, nella qualità di socio consortile di maggioranza ha il dovere di attivare tutte quelle procedure di monitoraggio delle falde acquifere fino ai pozzi di captazione di contrada S. Nicola per potere controllare l’evoluzione dell’inquinamento lunga l’intera falda.
Per garantire l'approvvigionamento potabile è indispensabile organizzare in modo scientifico il monitoraggio dei principali parametri quantitativi e qualitativi. Il costante controllo della piezometria e delle concentrazioni delle principali sostanze inquinanti, permette anche di “prevederne” l’evoluzione, al fine di programmare tutti i possibili interventi prima di essere costretti ad agire in emergenza o a chiudere i pozzi contaminati, con gravi conseguenze sull’alimentazione degli acquedotti. Il controllo della piezometria rappresenta la base di conoscenza di un acquifero indispensabile per ogni tipo di valutazione, studio o indagine sulle acque sotterranee, sia a livello quantitativo sia qualitativo. I dati dei rilievi piezometrici periodici permettono di osservare il comportamento della falda nel corso degli anni, con aggiornamenti continui e costanti. La pubblicazione di tali rilevamenti e gli eventuali interventi correttivi sui siti ufficiali del comune e dell'Ato, consentirebbe inoltre ai cittadini di avere diretta conoscenza dello stato di salute delle loro risorse idrighe ed eviterebbe altresì l'insorgere di ingiustificate campagne allarmistiche. Ancor più che adiacenti alla discarica di contrada Campana, in un raggio di poche decine di metri sono presenti due vecchie discariche prive degli standard minimi di sicurezza.
Avere il desiderio di far decollare Mazara tra le principali località turistiche della Sicilia, aspirare a farla diventare la capitale del Mediterraneo, non importa se con la ci maiuscola o minuscola, avere l’ambizione di volare alto con progetti di spessore e di grande respiro, mette tutti d’accordo, amministrazione e cittadini, politici di tutti gli schieramenti, di destra,di sinistra, di centro. Volare alto significa soprattutto dare una dimensione quanto meno vivibile e dignitosa alla città sotto il profilo non solo dell’arredo e del decoro urbano, ma soprattutto sotto l’aspetto della presentabilità. Ma non è così, se a tutt’oggi i maggiori monumenti cittadini sono in pieno degrado per l’incuria e l’abbandono o la scarsa manutenzione di chi ha competenza in materia o per gli atti vandalici cui sono stati oggetto di oltraggio. Se il centro storico urbano sembra assumere gradualmente un aspetto quanto meno civile nella pulizia delle strade e nel decoro di alcuni cortili, lo stesso non si può affermare per la periferia che appare una discarica a cielo aperto, anzi a strade a circolazione limitata. Si rende ormai improcrastinabile da parte dell’amministrazione o da parte della società di ambito ATO TP 2, un progetto di intervento e di bonifica mirato alla salvaguardia del territorio e al ripristino della normalità in termine di igiene ambientale a tutela della stessa salute dei cittadini. In nessuna parte della Sicilia è presente una tale incivile umiliazione del territorio, corroborata da una colpevole disattenzione da parte di coloro che hanno il compito di tutelarlo. Che si aspetta a prendere drastici provvedimenti nei confronti di coloro i quali si rendono responsabili di tali delittuosi comportamenti ? E’ dal risanamento ambientale che passa il rilancio della città attraverso il rispetto del territorio e dei suoi abitanti, per non far si che una parte di essi possa percepire la propria condizione di “figli di un dio minore”.
-“Il tradimento, che è nel novero dei comportamenti umani poco dignitosi, alligna in coloro che sono adusi ad applausi, alla pubblica adulazione, salvo poi dire tutt’altro quando il leader gira le spalle. Raramente il tradimento è nella coscienza di chi si assume la responsabilità di quello che pensa in privato e pubblicamente “ ( FINI )
-“ I traditori non si preoccupano più dell’opinione pubblica e pensano che basta coltivare il proprio orticello per sopravvivere o essere riconfermati nella carica ricoperta. Il traditore che entra in questa fase abbandona il senso della politica per dare alla politica un proprio senso personale. La politica diventa una ragione per risolvere i propri problemi e non più un terreno per affrontare le questioni della gente.” ( Cristaldi: I Traditori)
Il tema dei traditori è ricorrente nella politica e come tale riapre un dibattito di difficile soluzione. Ha senso in politica parlare di tradimento? Dire che su alcune vicende relative a quelli che sono i problemi del Paese, su alcune cosa da fare, si possono avere opinioni diverse è una dimostrazione di alto tradimento ? Esprimere una linea culturale dissimile su alcuni aspetti di rilevanza politica, sociale, etica, significa passare per traditore di un progetto incentrato sull’unicità di pensiero e sul carisma messianico? Il recente scontro tra Berlusconi e Fini ha dimostrato che se non ci si omologa al pensiero carismatico si è traditori. Se il sistema correntizio, inteso anche come espressione di pensiero culturale, è percepito come ripugnante dalla concezione assolutistica che ha della politica il premier , alla quale ha visto prona la nutrita schiera dell’ascarismo berlusconiano, allora qualcuno deve spiegare il senso della formazione di tanti movimenti di pensiero che si coagulano attorno ai tanti notabili della variegata costellazione pidiellina, a incominciare dalla recente formazione di PDL Destra facente capo al sen. Nania. Aspettiamo con interesse che la stessa linea venga sancita per l’affaire Sicilia . Quel che vale per Fini deve valere altrettanto per Miccichè, per Alfano, per Nania, per Schifani, per D’Alì. Altrimenti siamo alla farsa.
Saranno parole magari un po’ in disuso, magari un po’ fuori moda, però le proponiamo a tutti i consiglieri comunali perché facciano lo sforzo di imparale: decoro, serietà, integrità, legalità,sobrietà, stile, moderazione, dialogo, pacatezza, altruismo, condivisione, libertà, dignità, responsabilità, partecipazione, cultura, rispetto, democrazia, umanità, bellezza, doveri, diritti, onestà, accoglienza, comunità, integrazione,futuro, fatica, lavoro, amore, speranza e prospettiva, utilità, felicità.
Sono Parole semplici che, però, segnano una differenza culturale del modo di fare politica al servizio dei cittadini.