Alcune zone degradate di Mazara vengono recuperate attraverso
l'inserimento di elementi di arte fabbrile, mentre in altre zone il recupero avviene attraverso
l'inserimento di elementi di arte di...amiantifera.
Cartesio
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martedì 30 ottobre 2012
Mazara:l'Arte del recupero
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mercoledì 23 maggio 2012
Emergenza amianto
A Mazara
l’amministrazione vola sulle ali della fantasia e non riesce ancora a
predisporre un intervento mirato che tranquillizzi i timori della cittadinanza.
La
questione ambientale in cui versa l’intera periferia di Mazara è diventata
talmente insostenibile da fare scattare un giustificato allarme da parte
dell’intera popolazione. Ormai sono decine le iniziative di gruppi e
associazioni ambientaliste,che insieme a singoli cittadini,denunciano
all’amministrazione guidata dall’On. Cristaldi lo stato di inquinamento
ambientale,la cui pericolosità sta mettendo a rischio la salute dell’intera
collettività.
Non sono
allarmismi generici e la documentazione fotografica dimostra un territorio
offeso,umiliato,sottomesso ad un degrado talmente violento e irresponsabile di
fronte al quale nessuna istituzione,amministrazione in testa,può continuare a
chiudere gli occhi o girare la testa verso l’orizzonte del mare dove tutto è
splendido,solare,trasparente,piacevole.
Dinanzi a
condizioni ambientali drammatiche in cui versa gran parte della periferia
mazarese, non si può continuare a crogiolarsi su tematiche retoriche e fantasie
elettorali come ferrovia,spiaggia in città,trenini,chiatte,giare,piastrelle,monoliti
o monumenti ferrosi.
A questo
punto bisogna incominciare ad affrontare il problema della salvaguardia della
salute dei cittadini in maniera decisa,facendo ricorso a tutte le risorse disponibili. Sono tanti e tutti
ineludibili gli argomenti ai quali l’amministrazione deve dare delle risposte
credibili:lo stato di salute delle acque,la notevole presenza di amianto nel
territorio, le discariche abusive da sfabbricidi che hanno trasformato l’intero
territorio in una immensa discarica a cielo aperto e fatto diventare alcune
strade a circolazione limitata.
Occorre
intervenire dando alla questione ambientale priorità assoluta,con la
consapevolezza che ogni giorno di ritardo può incidere sulla salute di ogni
singola persona
Aspirare
a realizzare sogni sulla propria città,desiderare per essa un futuro il cui volàno
sia il turismo,l’arte e la cultura,vagheggiare un improbabile ossimoro di
diventare una piccola grande capitale del mediterraneo,avere l’ambizione di volare alto attraverso progetti
di spessore e grande respiro è senz’altro condivisibile, ma rimane nell’ambito
della retorica. Occorre curare soprattutto l’aspetto del territorio e affrontare con determinazione un problema che
ha assunto una tragica connotazione. E’ dal risanamento ambientale che passa il rilancio
della città.
Omissioni
o superficialità, sufficienza o pressapochismi da parte di chi è chiamato a
ristabilire la legalità e a ridare dignità e sicurezza alla collettività e al
territorio non potranno più essere tollerati.
Le foto
postate presentano una via Ignazio Buttitta off limits, pericolosa per l’alta
concentrazione di materiali costituiti da amianto, coperti da sterpaglie e
pneumatici abbandonati,che in caso di incendio,provocherebbero un mixer di
nerofumo e asbesto di altissima pericolosità,molto più della diossina, il cui
contatto metterebbe a repentaglio la salute di chi abita nelle vicinanze.
martedì 4 maggio 2010
Una falda inquinata
Discarica consortile di contrada Campana -Misiti
Gli ultimi dati ufficiali forniti dall’Ato TP 2 “ Belice Ambiente ” confermano l’allarme lanciato da questo blog e dal Comitato Cittadino di Mazara del pessimo stato di salute delle falde acquifere sottostanti le discariche consortili di pertinenza gestionale dell’Ato. Le analisi denunciano un pericoloso inquinamento da percolato da discarica dell’acquifero in prossimità della vasca n° 2 e una significativa presenza di metalli pesanti disciolti nelle acque della falda monitorate attraverso dei piezometri posizionati esternamente alla vasca. Chi ha competenza ha il dovere di calcolare l’incidenza di tale inquinanti nella salute della collettività che si approvvigiona di quelle acque e le consuma. Sorge a questo punto una domanda: “ Come intende correre ai ripari l’Ato per evitare che la discarica da essa gestita continui a versare percolato ed elementi chimici nocivi alla falda? Per quanto riguarda la vasca n° 1, esausta da poco tempo, ci si chiede se anche essa venga monitorata, e se possa incidere ulteriormente sull’inquinamento dell’acquifero. Non può sfuggire che tale vasca non sembra osservare in maniera ottimale gli standard di sicurezza previsti, in quanto, la stessa si presenta coperta da un foglio di polietilene superficiale facilmente esposto agli agenti atmosferici che ne possono compromettere l'integrità se non viene prontamente protetto da un soprastante strato di terra che costituisca il substrato per la successiva piantumazione. Dinanzi a una siffatta situazione come intendono intervenire le amministrazioni comunali di Mazara e di Campobello al fine di tutelare la salute dei loro cittadini? In particolare il sindaco di Mazara, nella qualità di socio consortile di maggioranza ha il dovere di attivare tutte quelle procedure di monitoraggio delle falde acquifere fino ai pozzi di captazione di contrada S. Nicola per potere controllare l’evoluzione dell’inquinamento lunga l’intera falda.
Per garantire l'approvvigionamento potabile è indispensabile organizzare in modo scientifico il monitoraggio dei principali parametri quantitativi e qualitativi. Il costante controllo della piezometria e delle concentrazioni delle principali sostanze inquinanti, permette anche di “prevederne” l’evoluzione, al fine di programmare tutti i possibili interventi prima di essere costretti ad agire in emergenza o a chiudere i pozzi contaminati, con gravi conseguenze sull’alimentazione degli acquedotti. Il controllo della piezometria rappresenta la base di conoscenza di un acquifero indispensabile per ogni tipo di valutazione, studio o indagine sulle acque sotterranee, sia a livello quantitativo sia qualitativo. I dati dei rilievi piezometrici periodici permettono di osservare il comportamento della falda nel corso degli anni, con aggiornamenti continui e costanti. La pubblicazione di tali rilevamenti e gli eventuali interventi correttivi sui siti ufficiali del comune e dell'Ato, consentirebbe inoltre ai cittadini di avere diretta conoscenza dello stato di salute delle loro risorse idrighe ed eviterebbe altresì l'insorgere di ingiustificate campagne allarmistiche. Ancor più che adiacenti alla discarica di contrada Campana, in un raggio di poche decine di metri sono presenti due vecchie discariche prive degli standard minimi di sicurezza.
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