Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

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domenica 5 ottobre 2014

Mare Bianco


L’Istituto Euro Arabo di Mazara del Vallo, in collaborazione con il Distretto Produttivo della Pesca, nell’ambito della manifestazione Blue Sea Land, promuove sabato 11 Ottobre la proiezione del film documentario di Alessandro Renda, MARE BIANCO, che avrà luogo alle ore 17.30 nell'Aula Consiliare “31 Marzo 1946”.
Il regista, la cui famiglia è originaria di Mazara, fa parte della compagnia del Teatro delle Albe di Ravenna e ha portato in scena diversi spettacoli in giro per il mondo: da Scampia al Brasile. Quattro anni fa ha promosso e condotto un’esperienza teatrale a Mazara con gruppi di adolescenti locali e tunisini. Durante questo lavoro ha usato la telecamera come un taccuino per gli appunti, registrando voci e sonorità, volti e cieli, il rumore delle acque e la maestà delle cupole, perlustrando la città alla ricerca del suo rapporto con il mare e della sua memoria del passato. Da qui è nato il film MARE BIANCO, in cui si intrecciano, per capitoli, due “viaggi”: da una parte le dure giornate di pesca nel Canale di Sicilia e a largo delle coste della Tunisia del peschereccio Prassitele, dall’altra le danze e i canti di un gruppo di ragazzi impegnato ad allestire uno spettacolo teatrale. Nel mezzo il Mediterraneo, frontiera liquida di speranze e di paure, di vita e di morte.
Alla proiezione sarà presente il regista. Interverranno inoltre Giovanni Tumbiolo, Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, e Antonino Cusumano, dell’Istituto Euro Arabo.
La cittadinanza è invitata a partecipare. L’ingresso è libero.

mercoledì 4 giugno 2014

Mazara: Presentazione del libro " Riscatto Mediterraneo"



Domenica 8 giugno alle ore 18.00 nel Teatro Garibaldi in via Carmine a Mazara del Vallo, a cura dell’Istituto Euro Arabo e sotto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, sarà presentato il libro di GIANLUCA SOLERA, “Riscatto Mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza”, recentemente edito da Nuova Dimensione. L’Autore è stato consigliere politico al Parlamento Europeo dal 1995 al 2004 ed è il Coordinatore delle Reti della Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture, un’istituzione dell’Unione per il Mediterraneo che raccoglie più di quattromila organizzazioni non-governative, fondazioni pubbliche e private. Il libro è un’amplissima rassegna di voci e di testimonianze di uomini e donne che Gianluca Solera ha incontrato durante i suoi viaggi nei luoghi dove sono scoppiate le rivoluzioni e si sono manifestati i sommovimenti popolari che, da est a ovest, dalla Grecia ai Paesi del Maghreb, dalla Spagna alla Siria, dalla Turchia a Israele, hanno attraversato e agitato il Mediterraneo, ispirati da eguali parole d’ordine: giustizia e libertà. Attingendo alle fonti dirette l’autore documenta le parole e le azioni che orientano i movimenti di ribelli, indignati e occupanti, quel che hanno in comune le diverse piazze e i molteplici movimenti, gli artisti tunisini e i giovani egiziani, i martiri siriani e i migranti di Lampedusa, gli indignados spagnoli e i  manifestanti di Plateia Syntagmatos ad Atene, le donne ribelli di Misurata in Libia e quelle palestinesi di Gaza. Dopo i saluti del Sindaco, coordina l’incontro e discute con l’Autore del libro Antonino Cusumano, dell’Istituto Euro Arabo.

martedì 28 gennaio 2014

Mazara:Presentazione del libro di Lorenzo Inzerillo - " Una città di polvere e gelsomini"



ʺAl ritmo serrato di uno stridente cortocircuito di passato e presente il figlio ricorda e recupera quanto ha ricevuto in eredità, riconoscendo nel padre un modello di riferimento non solo affettivo ma anche dispirazione etica, civile e culturale. Tornano in mente le parole di Goethe: «Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi possederlo davvero», e l’insegnamento che Giuseppe Inzerillo ha maturato si gioca sul filo della nostalgia e della disillusione.
Ha nostalgia del padre e della città da lui abitata e amata. A differenza di quanto comunemente si creda, la nostalgia non è un sentimento ambiguo ma nobile, muove dal disincanto e dalla consapevolezza della caducità della vita dell’effimero scorrere del tempo. Chi ha nostalgia non rimpiange il passato ma non vuole dimenticarlo né tanto meno restaurarlo, avendo un affettuoso,laico e meditato rapporto con il mondo di uomini e cose che ci ha preceduto e magari ci ha generato. Con questo sguardo Giuseppe Inzerillo rilegge gli scritti del padre, a sua volta costruiti sul paziente esercizio della memoria, su quella fondamentale arte del ricordare che l’esperienza più intima e distintiva della natura umana, condizione che precorre e sostiene ogni atto consapevole e responsabile del presente.ʺ
Così scrive Antonino Cusumano nella prefazione al volume di Lorenzo Inzerillo
Una città di polvere e gelsomini
Le mazarisate
edito dall’Istituto Euro Arabo di Mazara e che presenterà nell’aula consiliare “31 Marzo 1946” di Mazara sabato 1 febbraio 2014 alle ore 17,30, con gli interventi di Giuseppe Inzerillo, figlio dell’autore e curatore del volume, del giornalista Nino Giaramidaro e di Antonino Cusumano.
Scorrendo le pagine, il lettore si troverà retroproiettato nei ricordi diretti o indiretti, vissuti o tramandati, di un susseguirsi di personaggi, noti o meno conosciuti dalle generazioni dell’immediato dopoguerra, che hanno rappresentato un pezzo di vita vissuta della città e anche un segmento di storia di essa. La lettura, assai piacevole e agile, si snoda in un labirinto di nomi e soprannomi, la ‘nciùria, attraverso la quale ancora oggi sono riconosciute le persone e il loro nucleo familiare più ancora del cognome anagrafico. Una rassegna di personaggi e ‘nciùrie, sconosciuti oggi alle giovani generazioni, popolani, per lo più persone comuni e tali sono rimasti nell’immaginario collettivo, mentre altri si sono elevati sia sul piano socio economico sia su quello delle professioni. E nonostante il fluire del tempo, anche se cambiate le loro condizioni economiche, sono rimaste invariate le ‘nciùrie a ricordo delle loro origini, ereditate persino dai figli. Così, ancora oggi, sopravvivono in modo indelebile i soprannomi di bacarazza, cardeddra, ciolla, occhi di puci, quagghiaraddu, saccu di chiova, simana, batarollu e via di seguito. Dietro ogni ‘nciùria vi è un personaggio, e dietro un personaggio un aneddoto dal quale trae origine il soprannome.
Segue una ricca elencazione di ”modi di dire”, variopinti affreschi di luoghi e figure, episodi e stravaganze annotati in maniera certosina e nella lingua madre, il siciliano, dall’autore. In tal modo Lorenzo Inzerillo, con i suoi appunti e le sue annotazioni ha voluto ricordare e ricordarci l’identità della sua città e della sua comunità, dei suoi luoghi: lu mulinu a ventu, lu Picu, la Campagnedda,la Strata di la cursa,lu Cozzu,la Vanedda di li corna, la Batieddra.
In questo caleidoscopio non potevano mancare i mestieri di una volta: lu crivaru, lu ficurinniaru, lu sapunaru, lu sinsali, lu tavirnaru, lu panneri, l’assuliaru, con relativi personaggi che tali mestieri esercitavano, a testimonianza di un paese povero, socialmente e culturalmente modesto, quale era Mazara tra le due grandi guerre del secolo appena trascorso. Inoltre una sfilza di protagonisti caricaturali, trattati anche in modo irriverente, sconosciuti ai giovani di oggi, ma che vivono ancora nella memoria della generazione a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta:Petru nasca, Mamma scupitta, Giuseppinu Pecoraru, Giattinu,L’omu cani, Raffaeli nuttata persa, Va suca e tanti altri.
Grazie a Giuseppe Inzerillo per avere così gelosamente conservato gli appunti del padre come preziose gioie in un  scrigno e all’Istituto Euro Arabo, è stato possibile dare alle stampe un libro che consente alle nuove generazioni, ma non solo ad esse, di conoscere una Mazara semplice, a tratti ironica, molto provinciale, pittoresca,  burlona, anche cattiva e per un certo verso irridente e soprattutto non ancora contaminata dalla modernità.
Il libro verrà dato in omaggio ai presenti.

lunedì 6 maggio 2013

Dante e l'Islam




Maria Soresina è nata e vive a Milano. È laureata in scienze politiche. Accanto all’attività professionale ha sempre coltivato lo studio, che negli ultimi due decenni si è concentrato su Dante, sul quale ha pubblicato i libri:
Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie medievali (Moretti & Vitali, 2002 e 2010), Libertà va cercando. Il catarismo nella Commedia di Dante (Moretti & Vitali, 2009) e Mozart come Dante. Il Flauto magico: un cammino spirituale (Moretti & Vitali, 2011).
In questi anni Maria Soresina ha pubblicato vari articoli su riviste letterarie e tenuto oltre cento lezioni e conferenze in Italia e all’ estero, tra cui “Il simbolo della barca in Dante” al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano nel 1997 e “La cosmologia dantesca” alla Facoltà di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università di Budapest nel 2000. Nel sito www.segretecose.it sono elencate quelle tenute dopo la pubblicazione del primo libro.
Dante si è abbeverato a tutte le numerose fonti della cultura del suo tempo: anche a scritti islamici, ma soprattutto ai Vangeli e alla Bibbia, a Tommaso d’Aquino e Gioacchino da Fiore, a Virgilio e alla letteratura classica con la sua mitologia, e a tante altre ancora.
In un periodo in cui la Chiesa promuoveva ancora le crociate, la posizione di Dante non è certo anti-islamica. Il motivo di tale apertura viene individuato in quella che, secondo la relatrice, è la principale fonte di Dante: il catarismo. I «buoni cristiani» intrattenevano rapporti di amichevole dialogo con ebrei e musulmani.
Se non si può parlare di un «sommo poeta partorito dall’Islam», certamente si può dire che Dante era un sommo poeta amico dell’Islam.

giovedì 12 luglio 2012

Largo consenso di critica e di pubblico alla presentazione di –Ómini –



 Mazara:Chiesa di S.Ignazio. ( Le foto sono di Angelo Pitrone)

E’ stata una sfida tra la cultura da una parte e il caldo africano di Minosse dall’altra, quella che si è svolta sabato pomeriggio nel suggestivo scenario della Chiesa barocca di S.Ignazio, adiacente al Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo. Nonostante l’insopportabile afa,un pubblico attento e numeroso ha fatto da cornice alla presentazione del libro di Nino De Vita –Ómini –promossa dall’Istituto Euro Arabo di Mazara,al quale va il merito di valorizzare la cultura siciliana legata alle tradizioni e alla memoria. E proprio della conservazione della memoria attraverso un dialetto straordinariamente unico, quello che una volta si parlava nelle nostre contrade prima che venisse contaminato dai mass media,è il tema del libro di De Vita. Il dialetto,per l’autore è una vera e propria lingua,è il cutusìano che si parlava nella contrada di Cutusìa,nel marsalese, dove è nato e cresciuto il poeta, fatto di suoni, di note greche,arabe,francesi,spagnole, e che rispecchia in modo paradigmatico la storia della Sicilia.
-Ómini- è un libro di ricordi,un diario, uno spaccato di vita dell’autore, scritto attraverso una prosa fatta di versi,alla stessa stregua dei grandi poemi della letteratura universale dall’Odissea alla Gerusalemme Liberata. E’ un poema di esperienze,di ritratti, di incontri, di personaggi anonimi e noti,un caleidoscopio di figure che vanno da Sciascia a Bufalino, da Consolo a Sellerio e a Buttitta, ma anche di personaggi anonimi, come lo sconosciuto marsalese di Ballarò, il cui racconto è una metafora della mafia,una vera lezione che descrive la mentalità mafiosa in modo più efficace di decine di conferenze sullo stesso tema.

“ Un omu avia scinnutu;
un sissantinu,àvutu,
sfrazzusu,cu ‘a mascagna.
Eu arristai a taliari
‘u spurteddu spunnatu.
“ E’ sua?” spiau, “ E’ mia” cci rissi. “ Mia “
“Nni sugnu  rispiaciutu”
Iddu rissi. “ Ri  sòlitu
‘u postu, cca, è vacanti “.



L’opera di De Vita è stata presentata e illustrata da Antonino Cusumano e da Salvatore Ferlita,critico letterario,autore di numerosi saggi e collaboratore del quotidiano “ La Repubblica”. 
Attraverso il ricorso alla parola parlata, certe sfaccettature possono rendere comprensibile lo stato d’animo di una persona,le sue pulsioni, i sentimenti e i gesti, e ciò Nino De Vita lo rende ancora più efficace attraverso un uso acribico del –suo- dialetto ,che fu dei suoi genitori e dei suoi nonni.
Come nel racconto della premiazione di Sciascia ( familiarmente Nanà)il quale, saputo che sarebbe stato presente alla premiazione l’on.Lima,fece di tutto per non incontrare il plenipotenziario di Andreotti in Sicilia,rinunciando quella sera a ritirare il premio.

“ Amuninni” nni rici
“ emu,niscemu”.
Runa
‘a manu a Bufalinu,
a ‘nnavutru,e aisamu
‘u passu.
Nna dd’istanti,
pantàsima nna luci
ru celu ch’u tunnia,
spunta ra porta Lima,
chi s’adduna ri Sciascia,
‘u rricanusci,mitti una calata,
fa una musiuni,comu
p’allungaricci ‘a manu;
Nanà s’annacquaria, si spizzinia
pagghiri a mmia e, cu ‘a fittula,
stricuniannu nni Lima
- ricu stricannu ‘a panza:
bbunaca cu bbunaca,
bbuttuna cu bbuttuna –
nfila dda largasia
ppi nesciri.
…..
Trasemu,nn’assittamu,
nna màchina,e nni pisca
currennu Dumitilla. “ Chi successi “
rici “ Nanà,rimmillu,
avanti, chi successi…”
“ Nenti “ rici Nanà
“ nenti…”   cu ‘n filiceddu
rì coccanu.

Ascoltare timbri e suoni dalla voce dello stesso autore ha deliziato il folto pubblico che non ha mancato di fare sentire il suo apprezzamento convinto ed entusiastico.
Una serata di fresca cultura che ha ripagato il pubblico dall’afa .Ancora un a volta l'assenza di amministratori e tv locali è segno dell'assenza di ogni attenzione da parte di chi ha il potere di governare la politica culturale e la presunzione di informare l'opinione pubblica.

sabato 20 novembre 2010

IEA: Presentazione del volume : SIRENE DI SICILIA





Sabato 27 novembre 2010, ore 17.30
Aula Magna - Seminario Vescovile – Mazara del Vallo

L’Istituto Euro Arabo
in collaborazione con:
Magenes Edizioni
col patrocinio di
Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana
Comune di Mazara del Vallo
Biblioteca del Seminario Vescovile
presenta il volume:

Sirene di Sicilia
edito dalla Magenes Editrice a cura di Ninni Ravazza

intervengono
Ninni Ravazza, giornalista e scrittore
Lina Novara, storico dell’arte
introduce e coordina
Antonino Cusumano
Nel corso della presentazione saranno proiettate, a cura di Lina Novara, immagini sul tema
Sirene, Tritoni, Nereidi nel mare dell’arte.
Di sirene si parlerà sabato 27 novembre alle ore 17.30 nell’Aula Magna del Seminario di Mazara del Vallo. L’Istituto Euro Arabo ha promosso la presentazione del volume Sirene di Sicilia, edito da Magenes a cura di Ninni Ravazza. Il libro raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a San Vito lo Capo e illustra sotto diversi punti di vista la mitica figura delle Signore del canto, immagine femminile di straordinaria densità simbolica che per millenni ha affascinato scrittori, registi e artisti.
Tra i simboli che vengono da lontano e hanno attraversato i secoli, i mari e i cieli dell’oriente e dell’occidente, le sirene sono giunte fino a noi sotto un comune e permanente segno, quello fascinoso e perturbante della seduzione. Modelli di ineffabile bellezza, sono archetipi di una certa femminilità, della capacità metamorfica tutta femminile, ovvero del mito dell’eterno femminino. Creature di confine e di mediazione, le sirene incarnano nell’ambiguità e nella doppiezza del loro corpo le nostre ansietà unitamente alle speranze, le nostre paure non meno che i desideri più segreti. In forme e contesti diversi oggi sono ancora tra di noi, abitano i nostri sogni, ci distraggono e ci attraggono, ci tentano e ancora ci incantano.
Delle sirene e del loro potere seduttivo parleranno Ninni Ravazza, noto giornalista, scrittore e curatore del volume, Antonino Cusumano, autore della nota introduttiva e Lina Novara, storica dell’arte. Nel corso della presentazione saranno proiettate immagini sul tema delle Sirene nell’arte figurativa siciliana. 
Il volume Sirene di Sicilia contiene gli atti di un convegno tenutosi a San Vito lo Capo e illustra sotto diversi punti di vista la mitica figura delle Signore del canto che per millenni hanno affascinato scrittori, registi e artisti. Incarnazione delle nostre ansie, paure e speranze, astrazione della bellezza e dell’arcano femminile, le sirene sono ancora tra di noi, nuotano nel mare del nostro immaginario, volteggiano nel cielo dei nostri sogni, ci distraggono e ci attraggono, ci tentano e ancora ci incantano.
Ninni Ravazza, coordinatore e promotore del convegno, curatore del volume, è noto giornalista e subacqueo professionista. Presidente della Pro Loco di San Vito lo Capo, ha già pubblicato presso Magenes i seguenti volumi dedicati al mare: Corallari (2004); Diario di tonnara (2005); Il sale e il sangue (2007); Il mare e lo specchio (2009).
Lina Novara, già docente presso l’Istituto di Storia dell’Arte della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, ha curato numerose mostre presso il Museo Regionale Pepoli di Trapani e ha collaborato alla redazione dei relativi cataloghi: L’arte del corallo in Sicilia (1986); Ori e rgenti di Sicilia (1989); Materiali preziosi dalla terra e dal mare (2003); La navigazione nel Mediterraneo (2005). È coautrice dei volumi Argenti in processione. I misteri di Trapani (1992), Argenti e ori trapanesi nel museo e nel territorio (2010). È attualmente presidente dell’Associazione Amici del Museo A. Pepoli. Casa editrice Magenes che ha sede a Milano è specializzata nella pubblicazione di opere dedicate al mare: i titoli del catalogo spaziano dalla narrativa alla manualistica, dalla storia della marineria agli studi sulla cultura del mare.