Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

domenica 8 agosto 2010

Una cultura piccola piccola.

Ebbene, devo ammetterlo: ci avevo creduto, ci avevo soprattutto sperato. Pensavo che la vera rivoluzione politica, con l’elezione di Cristaldi a sindaco di Mazara, fosse il rilancio e il decollo Culturale ( con la C maiuscola) di una città abbandonata per decenni al dominio di lanzichenecchi e trasformata in una contrada di periferia abitata da borgatari festaioli e pantagruelici. Il sindaco deputato aveva imperniato la sua campagna vincente sul rilancio della Cultura in una città che da tempo ha perduto la memoria del suo passato. Moltissimi cittadini appartenenti a diverse aree politiche, ne erano rimasti affascinati. Molti di noi, pur non essendo della stessa area politica del sindaco, hanno abbracciato con entusiasmo quel progetto, scendendo in campo direttamente a fianco di Cristaldi, mettendoci la faccia e l’intelligenza. Ci eravamo Cristaldizzati. Ad un anno appena trascorso, è proprio sulla politica della Cultura che l’attuale amministrazione rivela tutte le sue ambiguità e la sua approssimazione progettuale. Aveva promesso il coinvolgimento delle migliori intelligenze cittadine, una sorta di think tank, indipendente dalla politica ma collaborante con l’amministrazione, un pensatoio che progettasse itinerari e percorsi culturali con finalità anche di educare i propri cittadini, per anni abbandonati a se stessi, e nello stesso tempo richiamare l’attenzione dei mass media su alcune manifestazioni di prestigio che potessero fungere da volano per il decollo di una città segnata dal tracollo della sua principale fonte economica. Invece aspettative e speranze  sono  andate deluse a iniziare dalla scelta dei consulenti che il primo cittadino ha voluto al suo fianco. Quando si pensa di avvalersi di consulenti, il pensiero va a degli esperti, con comprovate esperienze sul campo, con profonda  conoscenza del territorio, con indiscusse capacità progettuali; figure di grosso spessore intellettuale. Se le scelte cadono al contrario su persone normali, di intelletto normale, di cultura scolastica normale, allora tutto è destinato a restare immutato se non a peggiorare. E così è stato in questo primo anno di sindacatura. La cultura che, ahi noi, ci viene propinata, è costituita da commediole dialettali farsesche, da performance in cortili, da piano bar dilettantistici che servono solo a soddisfare la clientela di qualche gestore, da ripetitive comparsate di artisti di strada. Più di una città ambiziosa, Mazara sembra un borgo rurale i cui catalettici borgatari vengono nutriti a base di“ broru di ciciri”. Altro che piccola capitale del mediterraneo.

mercoledì 4 agosto 2010

L'estate culturale a Mazara



Sembra che la sofferta prova dimagrante di Cristaldi in quel di Polignano non abbia dato i frutti sperati se il sindaco di Mazara continua ad estasiarsi dinanzi al “ Culatello di Eea” (*). Come Caligola che nominò senatore il suo cavallo “ Incitatus “ , anche il sindaco ha voluto pregiarsi della preziosa presenza di quanto di meglio “l’Inclito Borgo” potesse offrire, il “ Culatello di Eea”, delizia e luce della gastronomia culturale mazarese, nominandolo suo consulente. I Paesani, nella sagra culturale estiva mazarese hanno così la possibilità di saziarsi con “ sommo gaudio”. Basta non farne indigestione.

(* )  Eea,  mitica isola  cantata da Omero nell'Odissea, abitata dalla maga Circe, la quale trasformò in maiali i compagni di Ulisse.

giovedì 1 luglio 2010

Una opposizione di trinariciuti

Il recente sfogo del Sindaco Cristaldi attraverso alcune sue dichiarazioni, sebbene generiche, su taluni consiglieri comunali, merita un po’ di riflessione. Chi scrive non ha mai lesinato critiche e censure al consiglio comunale, dimostrandosi, inoltre, molto severo soprattutto verso il presidente del consiglio e nei confronti di molti trinariciuti consiglieri dei partiti di opposizione. Sono sempre più convinto che nell’attuale consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione, rimangono sconosciute alcune qualità come la competenza, l’esperienza politica, la professionalità e la cultura del civile confronto. L’opposizione è tuttora incapace di esprimere con chiarezza concetti elementari di indirizzo e ragionamenti politici. Il linguaggio con cui essa comunica appare molto scarno, incerto, vuoto, generico e spesso petulante. E’ incapace, soprattutto, di rappresentarsi attraverso il buon uso della parola, spesso sostituita dal dileggio .
L’esercizio delle parole è essenziale in politica e chi non ne fa buon uso finirà per interrompere il filo di comunicazione con la gente e con i propri elettori. Se da un lato le parole rappresentano il mezzo che permette il dialogo tra le persone; è attraverso di esse che vengono mandati messaggi che possono essere recepiti o respinti. Delle parole non se ne può fare a meno, soprattutto per chi svolge una funzione politica, ed in questo contesto il loro uso deve essere oggetto di particolare attenzione e cura per la loro qualità. Chi fa politica o chi esercita funzioni istituzionali, nel comunicare attraverso la qualità delle parole deve escludere quelle di tenore offensivo. Sebbene molti consiglieri presentano limiti e insufficienze, tuttavia essi non appartengono a una specie umana degradata e o incompleta, non sono un peso morto, come scriveva Massimo D’Azeglio quando si riferiva ai siciliani ( il lebbroso con cui toccava andare a letto). Costoro sono semplicemente privi di una educazione politica, ancora immaturi al libero confronto. Ma per fortuna non assomigliano nemmeno ai Borghezio, ai Salvini o ai Miglio anche se continuano a dimostrare tutta la loro incapacità a darsi una svolta culturale per uscire dal quel ” cul de sac” di irriverenti epiteti in cui si sono cacciati. Così termini come imbecille o prendere a ceffoni, sono politicamente e civilmente scorretti, da qualunque parte provengano, ancor di più se a farne un cattivo uso è un politico di comprovata esperienza e di indubbie capacità intellettuali.
Socrate:”Sappi che il parlare impreciso non è soltanto sconveniente in se stesso ma nuoce anche allo spirito” (Fedone). Lo cito sapendo che Socrate è uno dei filosofi più amati dal sindaco Cristaldi. Ciò vale per i consiglieri comunali ma ancor più per il sindaco.”
Avrei fatto questo richiamo al Sindaco Cristaldi in condizioni normali, in una città normale rappresentata da un Consiglio comunale normale. Ma dopo lo spettacolo indecoroso offerto dai consiglieri di opposizione, in sede di approvazione del bilancio, guidati da un presidente del consiglio sempre più fazioso, rozzo nei comportamenti, corresponsabile della regressione culturale dell’immagine del Consiglio stesso e dell’imbarbarimento della politica, non si può che condividere lo sfogo del sindaco. Ma si possono prendere a ceffoni delle facce di bronzo?



mercoledì 30 giugno 2010

La questione meridionale sotto il fascismo:“ Noi Italiani, e Voi Siciliani “

Pubblico il Proclama del generale Mario Roatta , documento che conferma ancora una volta come il meridione fosse considerato alla stessa stragua di una colonia dal fascismo. La  riprova che la questione meridionale era ancora un problema da risolvere.

Comando FF.AA. Sicilia ( VI Armata )

- Le “ FF. AA. Sicilia “ in gran parte composte di Vostri conterranei, sono qui fra Voi per difendere la Vostra Isola, bastione d’Italia.

- Voi tutti- ne sono sicuro – affiancherete l’opera della “ FF. AA. Sicilia”:

- mantenendo in qualsiasi contingenza, calma ed incrollabile fiducia nei destini della Patria;

- Applicando disciplinatamente e volenterosamente le disposizioni delle Autorità Militari;

- Attendendo con lena costante al Vostro lavoro ordinario, e a quello cui sarete chiamati per rafforzare sempre più la difersa dell’Isola;

- Arruolandovi – e se necessario – combattendo nelle Centurie volontarie Vespri di imminente costituzione.

- Strettamente, fiduciosamente, fraternamente uniti, voi Siciliani, e noi, militari italiani,e germanici delle “ FF.AA. Sicilia”, dimostreremo al nemico che di qui non si passa.



P.M. 5 – 9 maggio 1943 XXI
Il Generale Comandante
Mario Roatta.
Per fortuna nessun siciliano si arruolò nelle fantomatiche Centurie volontarie Vespri.

La questione meridionale sotto il fascismo

“ La Sicilia è un cancro al piede d’Italia; provincia nella quale né costumi né leggi civili sono possibili”. Chi pensate che l’abbia detto? Bossi ? Calderoli? Un leghista? No. Chi non si è vergognato di dirlo è stato Alfredo Oriani, il maestro e l’ispiratore di Mussolini. E questa città, come tante altre città siciliane gli ha dedicato una via. Ma da chi sono formate le commissioni toponomastiche?

lunedì 28 giugno 2010

Il pianista Alessandro Marino suona per l'AME nel cortile di Palazzo Biscari


Tra impressioni fuggevoli ed espressioni rutilanti si prodigava il virtuoso pianista ventitreenne Alessandro Marino (nato a Mazara del Vallo), a disvelare “Il mito di Alkan, pianista solitario”, nel suggestivo cortile di Palazzo Biscari. Primo, graditissimo appuntamento della rassegna “Musica nei luoghi del barocco, nelle ville e nei giardini etnei”, promosso dall'Associazione musicale etnea (presidente Biagio Guerrera, direttore artistico Emanuele Casale). Artista dal tocco lucidissimo, Marino trascorreva con prontezza da atmosfere sognanti di echi schumanniani, a tratti roboanti alla Liszt, come all'impetuoso schizzare di scherzi chopiniani, addentrandosi in pagine romantiche irte di fremiti ritmici e richiami simbolici (Faust, il Diavolo, Prometeo), lungo le differenti e travagliate fasi dell'esistenza nella Grand Sonata les 4 ages. Squarci di memoria, su un dominio della tastiera di nitido tematismo, a cui il pianista si abbandonava tra corpose aperture solari e andamenti dall'incedere giocoso (Chemin de fer op.27), in analogia col rievocare dall'opera di Marcel Proust À la recherche du temps perdu, che inframmezzava le esecuzioni con la lettura di passi tratti dal primo e secondo volume (Dalla parte di Swann e All'ombra delle fanciulle in fiore) a cura di Biagio Guerrera, voce recitante accanto alla prima declamazione in lingua francese di Doroty Armenia. Ricordi avvolti da sensazioni nostalgiche di un tempo oramai trascorso a Combray, ma ritrovato dal protagonista, Swann, appunto, grazie alla memoria involontaria, tra flash di arabeschi musicali e armonie pianistiche di ineffabile piacere, ascoltate da giovane, o rumori di treno evocanti tocchi di campane, in analogia alle semicrome musicali. Un alveo di sapori indeterminati, come i 4 Esquisses op. 63, sempre di Alkan, (tra sensazioni tenui o capricciose rivissute dal protagonista di Proust), e il successivo Le festin d'Esope op.39 n. 12, a riprodurre il mito del pianista solitario nel suo appartarsi dal mondo intorno al 1850, schivo quanto lo scrittore francese che si isolò prima si intraprendere l'opera suddetta. Una serata all'insegna dell'originale anche nei tre bis finali, dove il pianista ha estrinsecato la sua brillante creatività nella trascrizione della colonna sonora dal telefilm La signora in giallo, accanto ad Alkan (finale dalla Sinfonia) e a Gottscholk (Souvenir d'Andalousie), ottenendo vivissimi e reiterati consensi di pubblico.


Anna Rita Fontana (Bellininews)

19/6/2010

venerdì 25 giugno 2010

Ambizioni deluse

Monumento alla cultura ( il satiro del vallo )


Ho l’ambizione di fare diventare Mazara un polo della ceramica, così come lo è Sciacca, Caltagirone o Santo Stefano di Camastra». Così una dichiarazione del sindaco Cristaldi per giustificare l’invasività dell’uso della ceramica nel centro storico.
Non sembra pensarla allo stesso modo l’assessore regionale ai BB. CC Gaetano Armao, che verga di proprio pugno la “ Carta di Burgio”, ovvero la nascita della carta della ceramica siciliana di cui fanno parte i comuni che hanno nella ceramica il loro patrimonio identitario: Burgio – Collesano – Caltagirone –Sciacca – S. Stefano di Camastra – Patti.
Come dire: la cultura di una città non la si può inventare né imporre.

martedì 22 giugno 2010

Una campagna di contumelie.

Scintille nello scorso consiglio comunale tra l’opposizione maggioritaria e la giunta, costretta ancora una volta ad incassare attacchi ed impropèri, non solo politici, da parte dei partiti dell’opposizione. Basta una semplice trasmissione autogestita e finanziata dall’amministrazione,voluta dal sindaco, per esporre con una certa compiutezza il lavoro amministrativo e alcuni dei progetti attivati, per inscenare un dibattito vuoto sotto il profilo dei contenuti e su quello politico. Non si manca di accusare il primo cittadino di autoritarismo, di volere imporre la mordace al consiglio, di gestire la cosa pubblica come un monarca, di imbavagliare la libera informazione attraverso interviste artefatte, concordate, precostituite. Questa povera opposizione non riesce a distinguere una trasmissione autogestita da un dibattito aperto. Così qualunque scusa è buona per tenere viva ed incandescente una campagna elettorale che non conosce fine, avendo come obbiettivo quello di screditare l’immagine del Sindaco Cristaldi; per far ciò si inventano compiti e ruoli che non appartengono al consiglio. Una serie di contumelie isteriche e prive di fondamento, provenienti dai banchi dell’opposizione, non fanno altro che attivare reazioni da parte dell’amministrazione le quali a loro volta ne innescano altre dalla parte opposta. E si va avanti solo per avere visibilità politica, e nel farlo, l’opposizione non disdegna di trasformare l’aula consiliare in una piazza, soprattutto quando essa si rivolge, in modo volutamente irrituale, ai cittadini e non ai colleghi consiglieri. In tal modo si stravolgono regole e forme istituzionali. E’ così che si sperpera denaro pubblico e si fa scherno della democrazia.

domenica 20 giugno 2010

il vascello e la chiatta


E così anche un altro componente dell’equipaggio sotto il comando del Sindaco Cristaldi si è ammutinato e ha  abbandonato la nave. Adesso diventa più difficoltoso governare il natante lungo una rotta insidiata da marosi e burrascate. Mai come in questo momento si è notato una ciurma così poco motivata,  debolmente coesa,  scarsamente gratificata,  priva di disciplina, insufficientemente addestrata. Sulla plancia di comando, tra  gli ufficiali serpeggia il malcontento: alcuni di loro si sono rivelati maldestri nel coadiuvare il comandante a tenere ben dritto il timone; la loro gelosia e le ripicche personali  hanno generato confusione, prodotto una caduta d’immagine e di autorevolezza all’interno degli uomini che  costituiscono il residuo equipaggio; questi ultimi, ancora una volta,  vengono lasciati soli ad affrontare le tempeste. Il comandante fa finta di non accorgersi, minimizza, dimostra segni di ottimismo, convinto che  basta la sua esperienza di “vecchio lupo di mare” a portare il natante in porto; non immagina che così facendo rischia di  perdere  autorità e prestigio sia tra i suoi marinai sia  tra la  gente comune che tanta fiducia ed entusiasmo ha riposto  in lui. La   speranza di questa popolazione è che ad attraccare nel porto sia un regale vascello con il suo carico pingue e prezioso e di non vedere apparire,  al contrario, nel suo lento avvicinarsi, una modestissima  e sgangherata chiatta.

martedì 15 giugno 2010

Una riproposizione moderna della “ Questione Meridionale”

E dopo avere impedito di essere e di fare, si comincia a rimproverare il Sud di non essere e di non fare. Oggi, nel pieno della peggiore crisi del dopoguerra,il Nord, ( come al solito), mira a salvarsi a spese della parte più disagiata del paese. La prima cosa che serve a chi fa politica è un nemico; il Nord lo trova in casa, al Sud; libera i suoi spiriti animali attraverso la Lega, per la quale l’Osservatorio europeo contro il razzismo e l’intolleranza ha espresso allarme e condanna. Incarna la protesta del Nord produttivo contro il Sud fannullone, Umberto Bossi: uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua,si è fatto mantenere dai genitori; poi dalla prima moglie ( la quale scoprì dopo un anno e mezzo di matrimonio che il marito non andava ogni giorno a lavorare in ospedale, come diceva, e non era medico, e non era manco laureato, nonostante tre feste di laurea, negli anni); poi si è fatto mantenere dalla seconda moglie ( terrona; e se a qualcuno piacciono le metafore…come il Nord si è fatto mantenere dal Sud depredandone le ricchezze con l’annessione del 1860); poi dal popolo italiano. Questo è l’uomo che fa la lezione a milioni di meridionali (e poi extra comunitari) che danno vita e sangue per un pane e “ chi vrazza svacantanu a panza da terra”: con le braccia svuotano la pancia della terra, come direbbe il poeta di Bagheria Ignazio Buttitta.

Da: “ Terroni “ di Pino Aprile

domenica 13 giugno 2010

El Libertador

Presto a casa i pescherecci mazaresi

Il Colonnello Muammar Gheddafi ha accolto la richiesta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di liberare i tre motopescherecci di Mazara del Vallo sequestrati nei giorni scorsi dalla Marina libica. Lo si e' appreso da fonti italiane a Tripoli.
I tre pescherecci che saranno liberati appartengono alla flotta di Mazara del Vallo e sono: l'''Alibut'', il ''Mariner 10'' e il ''Vincenza Giacalone''. Le tre imbarcazioni erano state sequestrate all'alba di tre giorni fa da una motovedetta libica mentre erano impegnate in una battuta di pesca nel Golfo della Sirte in una zona, a trenta miglia dalla costa, che i libici considerano di propria esclusiva competenza. (ANSA)

Il manager Goeldi lascia la Libia: Tripoli: "Berlusconi determinante"

- ''Il ruolo del premier Silvio Berlusconi per risolvere il contenzioso tra la Libia e la Svizzera e' stato determinate'' e per questo motivo ''lo Stato libico ringrazia l'Italia per tutti gli sforzi messi in atto'' per risolvere questo problema. Lo ha detto all'ANSA il primo ministro libico Bagdadi Ali al Mahmoudi.
L'imprenditore libico Max Goeldi ha lasciato Tripoli. Goeldi e' partito dalla capitale libica con un volo di linea.( La Stampa ).
Dopo avere inaugurato in Bulgaria ( dove si trova tanto a proprio agio ) una statua di Garibaldi, il premier vola in Libia ed emulando l’eroe dei due mondi, libera un imprenditore svizzero da mesi fatto prigioniero, solo per ripicca, dal fraterno amico dell’Italia Muammar Gheddafi e si fa promettere da quest’ultimo la imminente liberazione dei pescherecci mazaresi insieme agli equipaggi ,sequestrati con lo stesso metodo dei predoni della Grande Jamāhīriyya Araba di Libia Popolare e Socialista.
Nel centocinquantesimo dell’unità d’Italia , ecco che il Popolo della Libertà può vantare il suo El Libertador.

venerdì 11 giugno 2010

Concerto di Alessandro Marino a Catania



Associazione Musicale Etnea

Stagione Concertistica 2010

Palazzo Biscari

IL MITO DI ALKAN, PIANISTA SOLITARIO

dom 13 giugno ore 21:15 Cortile di Palazzo Biscari



Alessandro MARINO   pianoforte

Biagio GUERRERA    voce recitante

Doroty ARMENIA       voce recitante
 Brani tratti da: “À la recherche du temps perdu” di Marcel Proust



Programma



Charles Valentin Alkan

Grand Sonata "Les 4 ages":

  • 20 ans
  • 30 ans
  • 40 ans
  • 50 ans

Le chemin de fer op.27

4  Esquisses op.63

n.8 "Pseudo-naivetè"
n.12 "Barcarollette"
n.23 "L'homme aux sabots"
n.46 "Le premier billet doux"

Le festin d'Esope op.39 n.12

Charles Valentin Alkan, spesso definito come “il Berlioz del pianoforte”, resta nella nostra immaginazione legato, insieme alle grandi figure di Chopin e Liszt, ai salotti parigini fin de siècle. A differenza dei due più fortunati amici, la musica de “L’Ebreo errante” di Parigi è difficile da classificare e solo oggi se ne apprezza la sua originalità. Tra le opere presentate, di particolare rilievo la straordinaria Grande Sonata op.33 (Le Quattro età) considerata dal grande pianista Lewenthal come “la più difficile sonata per pianoforte dopo la Hammerklavier di Beethoven e la più strana prima della Concorde Sonata di Ives”. Durante il concerto verranno recitati brani di un altro personaggio parigino di eccezione: Marcel Proust.

Alessandro Marino, nato a Mazara del Vallo nel 1987, ottenuto il Diploma di maturità scientifica con il massimo dei voti, nell’a. a. 2006/2007 consegue il Diploma di Laurea di I livello in Discipline Musicali – Pianoforte – presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Scontrino” di Trapani, sotto la guida del M° Salvatore Spanò, con la votazione di 110 e lode con dignità d’incisione.
Successivamente nell’a. a. 2008/2009 consegue il Diploma di Laurea di II livello in Discipline Musicali – Indirizzo solistico- presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con la votazione di 110 e lode.
A partire dall’a. a. 2004/2005 è allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, prima sotto la guida dei maestri G. Valentini e D. Franceschetti, e attualmente (corso triennale) sotto la guida del maestro Piero Rattalino.
Ha partecipato in qualità di esecutore e uditore a diversi masters di perfezionamento (O. Niederdofer , F.Scala, L. Richaud, W. Wojtal, A. Torger, R. Risaliti, Vo. Ashkenazy, J. Soriano, C. Pescia, A. Lucchesini, Y. Jun, Z. Kocsis, R. Levin).
Primo premio in diversi Concorsi Nazionali ed Internazionali, si è esibito in concerto per Accademia Filarmonica Romana, Festival Verdi 2009 in Teatro Regio di Parma, Sagra Musicale Malatestiana 2009 a Rimini, Associazione Amici della Musica di Palermo, Comune di Mazara del Vallo, Accademia di Musica di Pinerolo, “Memorial L.Berman” Imola, Festival ”Le tastiere raccontano” Baselga di Pinè(TN), Associazione Amici della Musica di Mazara del Vallo, “Notte dei Musei” Trapani, a Stresa per l’Associazione Dino Ciani, a Neunen, a Eindhoven (Paesi Bassi). Nell’anno 2007 ha esordito con orchestra (Orchestra Sinfonica Mediterranea), concerto organizzato dall’Associazione Cultori della Musica di Mazara del Vallo, per cui ha eseguito il Secondo Concerto di Rachmaninov. Nel novembre 2009 è ospite e si esibisce in una puntata in diretta televisiva del Pauw&Witteman show, il più seguito talk-show nei Paesi Bassi. Si esibisce inoltre nella maratona “Tutto Chopin” organizzata dall’Accademia di Imola, svoltasi all’Auditorium dell’Orchestra Verdi di Milano, ripresa e trasmessa da Mediaset.

mercoledì 9 giugno 2010

Niente doppia indennità agli ex parlamentari regionali

Divieto di cumulo tra l’indennità parlamentare e la pensione per gli ex deputati regionali eletti alla Camera o al Senato o al parlamento europeo. Lo ha deciso oggi il consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. La delibera sarà adesso esaminata dall’aula. Se approvata porterebbe un risparmio di circa un milione di euro all’anno.
Per ora gli ex parlamentari regionali per cui scatterebbe la sospensione della doppia indennità sono 14: Sebastiano Burgaretta Aparo, l’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e il suo collega di partito Mirello Crisafulli, l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (Pdl), l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e l’ex ministro Lillo Mannino (entrambi dell’Udc). E ancora Fabio Granata, Pino Firrarello, Salvo Fleres e Alessandro Pagano, Raffaele Stancanelli, Ugo Grimaldi, Dore Misuraca del Pdl e l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv).
“In un momento di grandi difficoltà economiche, in cui i cittadini stringono la cinghia, – afferma Francesco Cascio, presidente dell’Ars – mi sembra corretto dare un segnale ulteriore in direzione del contenimento della spesa pubblica e della moralizzazione della politica”. “Peraltro non vedo, perché se gli ex parlamentari nazionali eletti all’Ars subiscono la sospensione della pensione da parte di Camera e Senato, – aggiunge – lo stesso non dovrebbe valere anche per il Parlamento Regionale Siciliano”.
Dal bilancio preventivo dell’Ars per il 2010, il capitolo di spesa per la previdenza e l’assistenza (sia per i deputati in carica, che per quelli cessati dal mandato) è pari a oltre 22 milioni di euro.
da i livesicilia

L'agnello sacrificale

Non è un litigio tra capponi di manzoniana memoria. La convivenza nella giunta Cristaldi tra l’assessore alla solidarietà sociale Riccardo La Rosa e il vicesindaco Giovanni Quinci è diventata insostenibile sia sul piano politico che su quello amministrativo. La recente e sgradevole dura diatriba pubblica tra Quinci e La Rosa in Consiglio comunale, dove i due amministratori hanno perso il senso della misura nel rinfacciarsi accuse e ingerenze, non ha alcun precedente nella storia delle ultime amministrazioni che si sono succedute al governo della città
Essa ha messo in risalto tutte le contraddizioni che sin dall’inizio hanno reso debole , sul piano politico, le scelte assessoriali del deputato sindaco. Adesso che tali contraddizioni sono venute alla luce, rimane evidente l’incompatibilità della convivenza all’interno della stessa compagine assessoriale dei principali attori della querelle. Sia il vicesindaco Giovanni Quinci sia il suo collega Riccardo La Rosa nel mettere in scena uno scontro dialettico politicamente effervescente e irrituale, erano entrambi consapevoli di andare al di sopra delle righe di un normale scambio di opinioni, e di non rispettare i ruoli assegnati loro dalle deleghe ricevute. La conseguenza di tale vivace e ingeneroso scambio di accuse è stata quella di creare sconcerto non solo tra le file dei consiglieri della stessa coalizione, ma soprattutto tra gli elettori vicino al sindaco. La domanda che ci si pone è: “ Quali decisioni prenderà in merito l’On. Cristaldi?” .” Chi sarà l’agnello sacrificale?”. Certificati i dissapori anche personali tra i due assessori, il primo cittadino, al ritorno dalla kermesse dimagrante da Gallipoli, dovrà districare alcuni nodi di non facile soluzione, in considerazione, anche, delle conseguenze che le sue scelte potranno determinare : sia sull’assetto della prossima compagine assessoriale, sia all’interno delle stesse forze politiche che in consiglio comunale condividono il progetto del sindaco. Analizziamo questi nodi. Il primo, sottovalutato da Cristaldi, è il rapporto tra l’amministrazione e i consiglieri di appartenenza. Tra costoro si percepisce l’imbarazzo a causa di una situazione diventata insostenibile, ovvero:- la mancanza di coordinamento tra gruppi consiliari e giunta; - l’assenza di linee guida; - la mancanza di partecipazione alle scelte amministrative; soprattutto si coglie nei consiglieri cristaldiani un senso di frustrazione per essere mandati allo sbaraglio, in un consiglio comunale ostile e perennemente conflittuale, senza una strategia valida che consenta loro di tenere testa alla continua campagna elettorale che l’opposizione continua a portare avanti in quella sede. Si fa sempre più convinta, tra i consiglieri vicini a Cristaldi, la percezione dell’inutilità della loro funzione. Tutto ciò potrebbe contribuire ad accelerare ulteriori diaspore tra i cristaldiani. Ancora più complesso appare il rapporto politico che si dovrà instaurare tra il gruppo dell’Udc, che finora ha supportato il progetto di Cristaldi, e il Sindaco. A complicare le cose il rapporto venutosi a creare tra la corrente giammarinariana e l’on. Turano, dopo l’epurazione da consigliere provinciale del dott. Franco Gancitano, e la revoca assessoriale di Nicola Lisma, molto vicino a Cristaldi ma soprattutto a Massimo Grillo. Nel rideterminare i rapporti tra l’Udc e il Sindaco, e nel condividere il suo progetto politico, i Casiniani porranno come pregiudiziale una richiesta di reale visibilità all’interno della giunta, non riconoscendosi politicamente nella figura del vicesindaco Quinci; inoltre chiederanno una inversione di tendenza che avvii un nuovo corso sia sul piano amministrativo sia su quello dell’immagine amministrativa, attraverso un taglio netto con qualche personaggio dello staff del sindaco, a loro giudizio incompatibile con la presenza Udc. Ancora, essi porranno la questione di una svolta radicale, attraverso un ruolo di moderazione, che attenui le tensioni e le conflittualità che hanno finora esacerbato i rapporti tra opposizione e amministrazione. Di grana in grana: con chi sostituire l’assessore La Rosa? Con il fedele e potente alleato Lisma, qualora quest’ultimo non dovesse essere riconfermato nella delega di assessore provinciale, o con l’ex Udc, adesso Liberino, Dott. Luciano Asaro, attuale consulente alla sanità? ( a titolo gratuito ). L’una o l’altra delle scelte sicuramente provocheranno malumori. Di certo, occorre dare nuovo impulso, soprattutto nell’immagine politica, all’amministrazione attraverso un ricambio anche politicamente qualitativo. E questo mette in allarme l’assessore Ditta ( Carneade? Chi è questo politico?). Conoscendo l’On. Cristaldi, so molto bene che non è nelle sue abitudini cambiare squadra assessoriale, ma questa volta forse di necessità dovrà farne virtù. L’estate che sta per venire si prevede abbastanza calda sotto il profilo meteopolitico, in considerazione che quattro degli attuali sei assessori sono intoccabili. A meno che  la quadratura non avvenga con l'ATO; allora tutto finirà a tarallucci e vino. 

domenica 6 giugno 2010

L’autogol dell’On. Cristaldi.

La recente dichiarazione dell’on. Nicola Cristaldi di “ essere pronto a far ricorso qualora il consiglio di presidenza dell’assemblea regionale Siciliana dovesse deliberare il blocco del vitalizio di ex deputato regionale percepito assieme all’indennità di parlamentare nazionale “ ( Mazaraonline) sta suscitando non poche e giustificate reazioni da parte dei cittadini. Costoro sono penalizzati dai sacrifici, per molti insostenibili, imposti loro sia dalla grave crisi economica con la mancanza di posti di lavoro che non consentono di assicurare un livello minimo della qualità della vita di moltissime famiglie, sia da una manovra economica pesante, asfissiante e settaria. Se non è facile accettare un taglio di circa € 6.000, tanto ammonta il vitalizio regionale incassato mensilmente dal sindaco di Mazara da quando ha lasciato gli scranni di Palazzo dei Normanni; se su questa cifra abbastanza significativa si possano avere fatto, legittimamente, dei progetti di vita a medio e lungo termine, tuttavia nel momento in cui ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per potere salvare “ la barca che rischia di affondare “, i primi a dare l’esempio dovrebbero essere i politici, se non altro perché questo sostanzioso vitalizio costituisce un privilegio insopportabile sotto il profilo etico e sociale. Un ingegnere, un dipendente qualsiasi che lascia una azienda per un’altra, non percepisce nel proprio stipendio alcun vitalizio dovuto al lavoro pregresso prestato nella precedente azienda. E’ un diritto acquisito ? Non è il caso di porre la questione sul piano giuridico, in quanto si tratta di privilegi che nulla hanno a che vedere con lo svolgimento del proprio mandato elettorale, per assolvere il quale, i parlamentari già introitano una corposa indennità comprensiva di favori e prerogative. E’ un diritto acquisito? Strana cosa una assemblea che legifera imponendo doveri agli altri e privilegi a se stessa! Su quest’argomento sarebbe stato preferibile un certo “ savoir faire da parte del sindaco On. Cristaldi e una maggiore prudenza nell’uso delle dichiarazioni, possibilmente facendo ricorso a quella ’’ arte del tacere”, che fa la distinzione tra un politico di razza quale indubbiamente è Cristaldi e un politico alle prime armi: ovvero dichiarare di essere pronto a rimettersi alle decisioni che avrebbe preso l’Assemblea Regionale della quale è stato autorevole e apprezzato Presidente. Ciò avrebbe sicuramente rafforzato l’immagine politica e umana del deputato sindaco. Tra i tanti consulenti che sono vicini al sindaco ne manca uno, il più importante: il consulente al “Discernimento”. Glielo consigliamo sinceramente, al fine di evitare ulteriori autogol.

lunedì 31 maggio 2010

Stati generali della cultura







La convocazione degli Stati Generali della Cultura è rivolta ad avviare un momento di confronto e di riflessione nella città di Mazara del Vallo con tutti coloro che sono interessati alla Cultura e al ruolo che essa svolge nella vita della comunità cittadina senza trascurare la sua proiezione anche nella sfera dello sviluppo economico.
L’orientamento principale dell’iniziativa che vogliamo proporre alla città è il coinvolgimento sia di coloro che da tempo si dedicano ai problemi artistico-culturali sia di coloro che, anche se non direttamente impegnati nel campo delle arti e della cultura, sono interessati alla crescita e al miglioramento della qualità della vita.
Si tratta di soggetti che appartengono ai settori più diversi del tessuto sociale e del mondo del lavoro.

Con questi intendimenti abbiamo immaginato un percorso che si pone i seguenti obiettivi:

·         analizzare quanto si è fatto in passato sul piano artistico-culturale e quali sono gli elementi caratterizzanti l’identità culturale di Mazara del Vallo al fine di meglio valorizzarli in una prospettiva di crescita futura;

·         coinvolgere in tale definizione strategica anche i soggetti del mondo economico-produttivo, le associazioni di categoria, ecc.;

·         pervenire ad un progetto culturale condiviso e creare nuove relazioni che possano dare impulso alla futura offerta culturale di Mazara del Vallo;

·         curare il rapporto fra offerta culturale e turismo grazie anche al contributo e alla collaborazione sinergica di operatori di settore.

Percorso operativo

1. Accogliere e analizzare proposte progettuali concrete e attività da intraprendere.

2. Costruire nuove partnership con i portatori d’interesse, coinvolgendoli e responsabilizzandoli non soltanto nella fase iniziale (individuazione di problemi, raccolta di spunti progettuali) ma anche individuandoli nel ruolo di possibili finanziatori/sponsor.

3. Raccogliere informazioni utili per l’elaborazione di nuovi progetti.

4. Individuare le modalità e gli indicatori attraverso i quali valutare l’efficacia e l’utilità dei progetti.

5. Reperire i budget necessari alla realizzazione dei progetti medesimi.

6. Monitorare le proposte operative e le forze che a titolo diverso intendono collaborare al raggiungimento dei migliori risultati auspicati dagli Stati Generali della Cultura.

7. Valutazione finale.
Evoluzione successiva

Dopo le giornate dei lavori del 4 e 5 giugno si proseguirà per tavoli ristretti e mirati ai diversi interlocutori. Sono stati identificati al riguardo alcuni filoni di riflessione, che possono essere così sintetizzati:

Attuale offerta culturale a Mazara del Vallo

1a. Strutture di pubblica fruizione utili per effettuare programmi di ricerca e approfondimenti artistico-culturali:
·         Biblioteca Comunale
·         Archivio Storico Diocesano
·         CNR
·         Archivio dell’Associazione Antiracket

1b. Musei
·         Museo del Satiro Danzante
·         Museo Diocesano
·         Anphoreus
·         Mirabilia Urbis
·         Museo Ornitologico
·         Museo della Legalità


Future offerte culturali

·         Messa in rete (anche telematica) del patrimonio individuale, delle associazioni e istituzioni private finalizzata ad una pubblica fruizione
·         Creazione di realtà stanziali e permanenti di interesse culturale, turistico e formativo anche sul piano artistico-artigianale
·         Creazione di un centro operativo, di ricerca e di progettazione articolata in discipline diverse volta a creare eventi utili alla promozione dell’immagine della città di Mazara del Vallo
·         Creazione di una struttura volta ad elaborare strategie di investimento imprenditoriale nel campo turistico-culturale

Innovazione, imprese e produzione culturale

L’ultimo filone di riflessione riguarda in particolare la capacità della città di percorrere strade nuove in ambito culturale, che riguardano in particolare:
·         il fund-raising
·         le strategie e gli interventi per la valorizzazione e la crescita dei talenti locali
·         lo sviluppo di partnership tra settore economico-produttivo e settore culturale-creativo.

Entrano in gioco qui i giovani talenti, l’innovazione, la capacità competitiva e creativa dei territori, l’attenzione sempre maggiore delle imprese per gli elementi immateriali che ne compongono il capitale umano e il capitale simbolico di identità/riconoscibilità; la maggiore consapevolezza del sistema produttivo del proprio ruolo e responsabilità nei confronti del territorio in cui è inserito (Responsabilità Sociale d’Impresa).
Il rapporto tra cultura e mondo delle imprese private è stato sinora basato su un approccio molto tradizionale: l’impresa era una porta alla quale bussare per finanziare progetti culturali già predefiniti, in cambio di un ritorno d’immagine.
Fra i limiti di questo tipo di approccio vale la pena di sottolinearne due:
1.      il ruolo passivo dell’impresa rispetto al progetto proposto per il finanziamento;
2.      lo svilimento del rapporto tra mondo della cultura e mondo economico, che invece ha diverse potenzialità da sviluppare sì da determinare reciprocità di interesse.

Per superare tali limiti occorre passare dalla sponsorizzazione alla partnership: una modalità cioè alla pari, nella quale l’impresa ha un ruolo attivo nella costruzione/realizzazione del progetto o dell’evento culturale.
Oltre alle risorse economiche, l’impresa ha, infatti, altre leve che possono diventare preziose risorse per il mondo della cultura e dare origine a partnership inedite: dalle competenze in materia di marketing e promozione al portafoglio clienti, dai contatti e relazioni sul territorio all’interesse per lo sviluppo del capitale umano della comunità in cui opera.

Interlocutori

Ai filoni di riflessione prima illustrati corrisponderanno interlocutori della pubblica amministrazione, istituzioni culturali laiche, istituzioni religiose, istituti bancari e rappresentanti del mondo dell’imprenditoria.

Sessione plenaria conclusiva

A conclusione del lavoro si prevede una sessione finale, dove verranno presentate le macro direzioni per il futuro prossimo rispetto alle aree tematiche individuate.



venerdì 28 maggio 2010

Privilegi indecenti

Quattordici ex deputati ricevono una doppia indennità: si tratta degli ex parlamentari regionali passati in un altro Parlamento – alla Camera, al Senato o al Parlamento europeo – che, oltre all’indennità per l’incarico attuale, ricevono anche un vitalizio che si aggira in media intorno ai 70 mila euro all’anno. Sono 14 gli ex deputati coinvolti. Trasversali agli schieramenti. Si tratta di Sebastiano Burgaretta Aparo, subentrato a Totò Cintola nel gruppo Udc al Senato, dell’ex presidente della Regione Angelo Capodicasa (Pd) e del suo collega di partito Mirello Crisafulli, dell’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi (fra i più morbidi dei finiani), dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e del suo mentore Lillo Mannino (entrambi dell’Udc), del colonnello finiano Fabio Granata, dei lealisti Pino Firrarello, Salvo Fleres e Alessandro Pagano, del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ,del misurachiano Ugo Grimaldi e del suo capocorrente Dore Misuraca (Pdl “ribelle”) e dell’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando (Idv).
Non si vuole fare i moralisti, ma quando si bloccano stipendi e pensioni, quando si chiedono sacrifici a senso unico, un tale privilegio è semplicemente indecente.

venerdì 21 maggio 2010

Un mixer di elisir di lunga vita


 Vecchia discarica dismessa  in contrada Campana coperta con un leggero strato di argilla.

Nitrati, nitriti, metalli pesanti, percolato. Un bel mixer che shakerato potrebbe rivelarsi fra qualche tempo l’elisir di lunga vita servito direttamente a domicilio. Quel che colpisce è il silenzio su quel che accade nelle falde acquifere messe in condizioni di rischio dall’attuale discarica consortile di contrada Campana  di cui ha la responsabilità gestionale l’ATO Belice Ambiente. Lo dimostrano le recenti analisi chimico fisiche attraverso i piezometri di controllo siti all’interno della discarica. Allo stato attuale nulla si sa dei provvedimenti presi dalla società d’ambito per circoscrivere tale inquinamento. Ancora più grave appare il silenzio delle amministrazioni comunali di Mazara e Campobello di Mazara sulle quali ricade la competenza delle vecchie discariche dismesse e adiacenti a quella attualmente in servizio. Per queste ultime i criteri di messa in sicurezza non presentano standard adeguati o mancano del tutto. Esiste da parte degli Enti di controllo un monitoraggio delle falde sottostanti tali discariche dismesse? Esiste un monitoraggio di controllo degli acquiferi lungo un percorso che partendo dalle discariche arriva ai pozzi di captazione? Esiste un piano di intervento per mettere in sicurezza le discariche dismesse? Perché questo silenzio? A meno che non si aspetti  che la Bertolino vinca il ricorso che gli consenta di sversare i fanghi per darle la responsabilità dell’inquinamento di quelle falde.

martedì 4 maggio 2010

Una falda inquinata

Discarica  consortile di contrada Campana -Misiti

Gli ultimi dati ufficiali forniti dall’Ato TP 2 “ Belice Ambiente ” confermano l’allarme lanciato da questo blog e dal Comitato Cittadino di Mazara del pessimo stato di salute delle falde acquifere sottostanti le discariche consortili di pertinenza gestionale dell’Ato. Le analisi denunciano un pericoloso inquinamento da percolato da discarica dell’acquifero in prossimità della vasca n° 2 e una significativa presenza di metalli pesanti disciolti nelle acque della falda monitorate attraverso dei piezometri posizionati esternamente alla vasca. Chi ha competenza ha il dovere di calcolare l’incidenza di tale inquinanti nella salute della collettività che si approvvigiona di quelle acque e le consuma. Sorge a questo punto una domanda: “ Come intende correre ai ripari l’Ato per evitare che la discarica da essa gestita continui a versare percolato ed elementi chimici nocivi alla falda? Per quanto riguarda la vasca n° 1, esausta da poco tempo, ci si chiede se anche essa venga monitorata, e se possa incidere ulteriormente sull’inquinamento dell’acquifero. Non può sfuggire che tale vasca non sembra osservare in maniera ottimale gli standard di sicurezza previsti, in quanto, la stessa si presenta coperta da un foglio di polietilene superficiale facilmente esposto agli agenti atmosferici che ne possono compromettere l'integrità se non viene prontamente protetto da un soprastante strato di terra che costituisca il substrato per la successiva piantumazione. Dinanzi a una siffatta situazione come intendono intervenire le amministrazioni comunali di Mazara  e di Campobello al fine di tutelare la salute dei loro cittadini? In particolare il sindaco di Mazara, nella qualità di socio consortile di maggioranza ha il dovere di attivare tutte quelle procedure di monitoraggio delle falde acquifere fino ai pozzi di captazione di contrada S. Nicola per potere controllare l’evoluzione dell’inquinamento lunga l’intera falda.
Per garantire l'approvvigionamento potabile è indispensabile organizzare in modo scientifico il monitoraggio dei principali parametri quantitativi e qualitativi. Il costante controllo della piezometria e delle concentrazioni delle principali sostanze inquinanti, permette anche di “prevederne” l’evoluzione, al fine di programmare tutti i possibili interventi prima di essere costretti ad agire in emergenza o a chiudere i pozzi contaminati, con gravi conseguenze sull’alimentazione degli acquedotti. Il controllo della piezometria rappresenta la base di conoscenza di un acquifero indispensabile per ogni tipo di valutazione, studio o indagine sulle acque sotterranee, sia a livello quantitativo sia qualitativo. I dati dei   rilievi piezometrici periodici permettono di osservare il comportamento della falda nel corso degli anni, con aggiornamenti continui e costanti. La pubblicazione di tali rilevamenti e gli eventuali interventi correttivi sui siti ufficiali del comune  e dell'Ato, consentirebbe inoltre ai cittadini di avere diretta conoscenza dello stato di salute delle loro risorse idrighe ed eviterebbe altresì l'insorgere di ingiustificate campagne allarmistiche.  Ancor più che adiacenti alla discarica di contrada Campana, in un raggio di poche decine di metri sono presenti due vecchie discariche prive degli standard minimi di sicurezza.

mercoledì 28 aprile 2010

Mazara tra recupero e degrado.



Avere il desiderio di far decollare Mazara tra le principali località turistiche della Sicilia, aspirare a farla diventare la capitale del Mediterraneo, non importa se con la ci maiuscola o minuscola, avere l’ambizione di volare alto con progetti di spessore e di grande respiro, mette tutti d’accordo, amministrazione e cittadini, politici di tutti gli schieramenti, di destra,di sinistra, di centro. Volare alto significa soprattutto dare una dimensione quanto meno vivibile e dignitosa alla città sotto il profilo non solo dell’arredo e del decoro urbano, ma soprattutto sotto l’aspetto della presentabilità. Ma non è così, se a tutt’oggi i maggiori monumenti cittadini sono in pieno degrado per l’incuria e l’abbandono o la scarsa manutenzione di chi ha competenza in materia o per gli atti vandalici cui sono stati oggetto di oltraggio. Se il centro storico urbano sembra assumere gradualmente un aspetto quanto meno civile nella pulizia delle strade e nel decoro di alcuni cortili, lo stesso non si può affermare per la periferia che appare una discarica a cielo aperto, anzi a strade a circolazione limitata. Si rende ormai improcrastinabile da parte dell’amministrazione o da parte della società di ambito ATO TP 2, un progetto di intervento e di bonifica mirato alla salvaguardia del territorio e al ripristino della normalità in termine di igiene ambientale a tutela della stessa salute dei cittadini. In nessuna parte della Sicilia è presente una tale incivile umiliazione del territorio, corroborata da una colpevole disattenzione da parte di coloro che hanno il compito di tutelarlo. Che si aspetta a prendere drastici provvedimenti nei confronti di coloro i quali si rendono responsabili di tali delittuosi comportamenti ? E’ dal risanamento ambientale che passa il rilancio della città attraverso il rispetto del territorio e dei suoi abitanti, per non far si che una parte di essi possa percepire la propria condizione di “figli di un dio minore”.

venerdì 23 aprile 2010

Tradimento e Ascarismo.

-“Il tradimento, che è nel novero dei comportamenti umani poco dignitosi, alligna in coloro che sono adusi ad applausi, alla pubblica adulazione, salvo poi dire tutt’altro quando il leader gira le spalle. Raramente il tradimento è nella coscienza di chi si assume la responsabilità di quello che pensa in privato e pubblicamente “ ( FINI )

-“ I traditori non si preoccupano più dell’opinione pubblica e pensano che basta coltivare il proprio orticello per sopravvivere o essere riconfermati nella carica ricoperta. Il traditore che entra in questa fase abbandona il senso della politica per dare alla politica un proprio senso personale. La politica diventa una ragione per risolvere i propri problemi e non più un terreno per affrontare le questioni della gente.” ( Cristaldi: I Traditori)

Il tema dei traditori è ricorrente nella politica e come tale riapre un dibattito di difficile soluzione. Ha senso in politica parlare di tradimento? Dire che su alcune vicende relative a quelli che sono i problemi del Paese, su alcune cosa da fare, si possono avere opinioni diverse è una dimostrazione di alto tradimento ? Esprimere una linea culturale dissimile su alcuni aspetti di rilevanza politica, sociale, etica, significa passare per traditore di un progetto incentrato sull’unicità di pensiero e sul carisma messianico? Il recente scontro tra Berlusconi e Fini ha dimostrato che se non ci si omologa al pensiero carismatico si è traditori. Se il sistema correntizio, inteso anche come espressione di pensiero culturale, è percepito come ripugnante dalla concezione assolutistica che ha della politica il premier , alla quale ha visto prona la nutrita schiera dell’ascarismo berlusconiano, allora qualcuno deve spiegare il senso della formazione di tanti movimenti di pensiero che si coagulano attorno ai tanti notabili della variegata costellazione pidiellina, a incominciare dalla recente formazione di PDL Destra facente capo al sen. Nania. Aspettiamo con interesse che la stessa linea venga sancita per l’affaire Sicilia . Quel che vale per Fini deve valere altrettanto per Miccichè, per Alfano, per Nania, per Schifani, per D’Alì. Altrimenti siamo alla farsa.

venerdì 16 aprile 2010

Solo semplici parole

Saranno parole magari un po’ in disuso, magari un po’ fuori moda, però le proponiamo a tutti i consiglieri comunali perché facciano lo sforzo di imparale: decoro, serietà, integrità, legalità,sobrietà, stile, moderazione, dialogo, pacatezza, altruismo, condivisione, libertà, dignità, responsabilità, partecipazione, cultura, rispetto, democrazia, umanità, bellezza, doveri, diritti, onestà, accoglienza, comunità, integrazione,futuro, fatica, lavoro, amore, speranza e prospettiva, utilità, felicità.
Sono Parole semplici che, però, segnano una differenza culturale del modo di fare politica al servizio dei cittadini.

giovedì 15 aprile 2010

La politica e il linguaggio da bar.

“ la conosco troppo bene, tanto che mi ha mandato due suoi scagnozzi”
• “ Lei è un incantatore di piazza, un gran bugiardo, Pinocchio è niente ai suoi confronti”
• “ persone che potrei schiacciare come si dice simbolicamente con un dito”
• “ Qui dentro c’è gente pronta a tagliare la testa”
• “ Lei deve smettere di minacciare”

Le frasi appena elencate non sono appunti per un canovaccio di scene rusticane, ma estratti di scambi di accuse tra consiglieri e sindaco durante la seduta del consiglio comunale di Mazara del Vallo del 23 Marzo 2010 svolta in un clima surreale ed incandescente. Quel ricorso all’uso di parole improprie ha fatto assumere significati forse non voluti e ha rischiato di causare tensioni ed esasperazioni degli animi. In questa nostra società spesso diciamo e urliamo troppo, tanto che essa somiglia sempre più a una società di “strilloni” oppure ad un mercato rionale. Si brandisce la parola come arma di offesa. In altre società più evolute, la parola ha importanza e va soppesata, va mediata, va meditata e solo dopo essa va espressa, soprattutto se quando si dice qualcosa questo può scatenare delle alterazioni di significato. La Parola mette in moto passioni, pulsioni e sentimenti, li fa interagire con l'ambiente, lo condiziona, lo orienta fino a generare in esso conseguenze delle quali si è poi responsabili. Le parole possono illuminare o confondere, aiutare o danneggiare, costruire o distruggere.
Fintanto che si è al bar si può dire tutto quello che si vuole tranne smentire in seguito, ma una cosa è quello che si dice tra un bicchiere di vino e una birra e un’altra cosa è parlare quando si ha la responsabilità di ricoprire una carica e si è investiti di un ruolo pubblico di rappresentanza agli occhi della città.
L'esasperazione del linguaggio, la polemica sterile, la denigrazione e la demonizzazione dell' "altro", le condanne senza appello, le maldicenze, il sospetto e la calunnia oltre ad avvelenare le relazioni, inaridiscono e rendono i rapporti con la politica più difficile. Il linguaggio ne esce sporcato dall’uso improprio di termini che mirano ad eccitare le sensibilità più grossolane allo scopo anche di soddisfare l'ego personale. Si diffondono così dei cattivi messaggi che possono creare confusione a scapito della chiarezza, della vera comprensione e della serenità di giudizio, con fine di contagiare gli stati d'animo e le opinioni.
Se da un verso la parola può fare innamorare, può affascinare, può conquistare; il suo eccesso, però, può distruggere e avvelenare gli animi, inibire le speranze, cavalcare il disagio, rendere più incomprensibile la realtà, fino a diventare uno strumento di denigrazione e di mistificazione dell’avversario politico.
Essa può ,addirittura, mettere a rischio la vita la convivenza civile e il confronto democratico. Per questo si sente necessariamente il bisogno di fare un uso misurato ed equilibrato della parola. Senza equilibrio e senza misura della parola si va incontro ad un inaridimento della democrazia e del confronto politico e si induce i cittadini a diventare sempre più scettici e rabbiosi verso la politica.

lunedì 12 aprile 2010

L’Olocausto del PDL.


Dico al mio ex amico Angelino Alfano, che è molto ottimista su una riunificazione del Pdl, che non vorrei che gli finisse come agli ebrei ottimisti di Germania , chi foru chiddi ca ristaru ddra” (i quali alla fine sono rimasti là) .

Una frase riferita in dialetto da Gianfranco Miccichè a proposito del ritorno all’unità nel Pdl siciliano, spaccato in due gruppi all’assemblea regionale.

Ci piacerebbe a questo punto sentire dall’On. Miccichè , sempre con la sobrietà di linguaggio che lo caratterizza, chi è il Martin Bormann del PDL?




venerdì 9 aprile 2010

Pillole

Il sen. Emilio Colombo, nel compiere i suoi 90 anni, dopo avere ammesso di avere fatto uso personale di cocaina “per ragioni terapeutiche “ dovute allo stress da lavoro, confessa: «Nella vita, ogni persona tenta di inviare dei messaggi positivi. Tra quelli negativi, da parte mia, c’è questo episodio. Per il quale oggi, in piena onestà, mi sento di dover chiedere scusa al Paese. Sì, di chiedere scusa ».

Chissà se c’è qualche politico nostrano pronto a chiedere scusa per avere inviato messaggi negativi che hanno arrecato danno all’immagine della città?

giovedì 25 marzo 2010

Una questione uggiosa

Il precedente post “ Bertolino un nome da mostrificare”sembra abbia innescato delle reazioni, almeno da parte di qualche caro amico, che ritengo abbastanza scomposte. Mi si accusa addirittura di condurre una campagna di santificazione a favore della Bertolino. Lo stesso mi invita, non è il solo per la verità, a scendere “in piazza a diffondere le sue idee, ci metta la faccia, anzichè starsene comodamente seduto dietro un PC”. Poiché entrambi siamo legati, almeno lo è per me, da sentimento di amicizia e di stima, non ho alcuna voglia di polemizzare con Lui. Alcune cose ritengo che bisogna chiarirle. In questa uggiosa vicenda dei fanghi che la Bertolino avrebbe voluto sversare in terreni di sua proprietà a Mazara, ho sempre cercato di tenere un giudizio critico fondato sul diritto e sul rispetto della legge. Ovvero, ho cercato di fare una analisi dei fatti privilegiando l’uso della ragione e non la scompostezza delle pulsioni. A tal proposito ho posto degli interrogativi su questo blog ,vedi : I fanghi della Bertolino , in cui manifestavo le mie perplessità dal punto di vista del diritto. Chiedevo delle risposte che ancora oggi tardano ad arrivare. Forse perché le domande sono fastidiose? “Etsi Bertolino non daretur ? “ E’ possibile in questa città intavolare un discorso serio senza per questo passare per “santificatore” della Bertolino? Trovo inconsueto demonizzare, questo è stato fatto, un nome per un fatto non commesso. Trovo irrituale strumentalizzare la piazza, trincerarsi dietro persone disinformate, fare sfilare bambini di scuole elementari senza che la questione sia stata affrontata in modo rigoroso, scientifico e nel rispetto della normativa. Se scendere in piazza e sporcarsi le mani significa usare lo stesso metodo, io non ho intenzione alcuna di sporcarmi le mani. Mentre a Mazara si discute da anni del pericolo Bertolino, altri soggetti hanno continuato, indisturbati, a fare scempio dell’ambiente. Il chiasso fatto attorno alla Bertolino è servito a fuorviare l’attenzione dalle reali condizioni in cui si trovano contaminate le risorse idrighe per cause ancora non accertate e comunque per negligenza, superficialità e scarsa sensibilità dei vari organi preposti al controllo: Comuni, Provincia, Nuclei di controllo ambientale. Basti pensare che in c.da Campana vi è da anni una discarica esausta non messa in sicurezza dal comune che l’ha in gestione, con le conseguenze che essa può avere sulla salute della collettività. Però si è preferito incentrare l’attenzione su un fatto ancora ininfluente come quello rappresentato dai fanghi della Bertolino.

Lei non può uscire, è già in arresto” disse uno di loro a Joseph K

“ E perché mai ?” chiese K.

Noi non siamo autorizzati a dirglielo, il procedimento è appena avviato e lei saprà tutto a tempo debito

“A quale autorità facevano capo?” pensava tra se K. Eppure K viveva in uno stato di diritto, tutte le leggi erano in vigore: chi osava aggredirlo in casa sua? ( Il Processo-F.Kafka)

“ Etsi Bertolino non daretur?”

Se poi , una volta posti dei quesiti ed esposti dei dubbi, si preferisce non rispondere, allora è lecito dubitare anche della buona fede di chi, chiamato a dare delle risposte, si trincera dietro incomprensibili divagazioni. Senza per questo intaccare la stima personale che rimane intatta. Per concludere, non capisco tanta acrimonia nei confronti di altri soggetti ambientalisti che hanno il torto di seguire un percorso diverso da quello populistico e chiassoso quale è il ricorso alla piazza e il suo incitamento.

domenica 14 marzo 2010

Vicenda Bertolino:Il paradosso di una vittoria non calcolata.


Spesso i sogni trionfanti si trasformano in incubi. Sembra un paradosso, ma da qualche giorno coloro che avevano annunciato in modo tonitruante di essere riusciti con il loro ricorso a fare annullare il decreto assessoriale 1113 con il quale si consentiva alla ditta Bertolino di potere sversare i fanghi in un terreno di sua proprietà a Mazara, sembrano essere caduti in una sorta di crisi depressiva. L’annuncio da parte della titolare della distilleria di ricorrere al TAR contro l’annullamento in autotutela del decreto da parte del dirigente responsabile ha buttato nello sconforto e nel terrore Pietro Marino ed gli altri firmatari del ricorso. Le loro sicumere vengono lentamente sostituite dal dubbio: se il TAR dovesse dar ragione alla Bertolino, e questa chiedesse il risarcimento dei danni economici, chi li dovrà pagare? Non certo il Comune, che non figura parte avversa, ma i firmatari del ricorso. Si profilerebbe per costoro un esborso economico non indifferente. Non potrebbero costoro chiedere al comune di accollarsi simile onere economico in quanto tale richiesta sarebbe illeggittima. Questi ultimi potranno acquistare maggiore serenità se il comune si costituirà controparte in un secondo grado di giudizio contro una eventuale sentenza favorevole alla Bertolino; si eviterebbe il pericolo di una rivalsa economica contro i firmatari del procedimento. Tale ipotesi, molto fondata tra gli addetti ai lavori, metterebbe politicamente fuori gioco e in modo definitivo Marino, Scilla e compagni. Aspettiamo gli eventi.

sabato 13 marzo 2010

Una presidenza imbarazzante



Una democrazia si fonda sul rispetto e sull’osservanza dei ruoli e delle funzioni che la legge assegna alle varie figure istituzionali. Quel che accade all’interno del comune di Mazara va al di là di ogni comprensibile logica. Si assiste ad una prevaricazione continua delle proprie funzioni da parte della presidenza del consiglio, la quale spesso tracima in eloqui e comportamenti di dichiarata ostilità nei confronti del sindaco della Città, fino a trasformare l’ ufficio di presidenza in un caleidoscopio di aggressioni politiche. Il presidente del consiglio Marino finisce con il perdere il senso della misura e il rapporto con la realtà quando , nel convocare una conferenza stampa sulla ormai ben nota vicenda Bertolino, addirittura vieta l’accesso all’emittente locale TELE 8, non consentendole l’esercizio di svolgere pubblica informazione. Tale decisione costituisce un grave atto di irresponsabilità politica, un attacco alla democrazia e al diritto all’informazione. Azioni e comportamenti che si rivelano improvvidi, politicamente strumentali, inopportuni e inquietanti allorquando lo stesso ufficio di presidenza viene trasformato impropriamente alla stessa stregua di una segreteria di partito dalla quale consentire all’On. Scilla di condurre un vero attacco politico contro l’azione amministrativa del primo cittadino. Avevamo denunciato in tempi non sospetti l’inidoneità del consigliere Marino a ricoprire una funzione di equidistanza e di equilibrio politico, soprattutto per i suoi limiti culturali. E’ arrivato il momento che l’intero consiglio, o almeno le forze più responsabili, incomincino a riflettere sui comportamenti imbarazzanti di chi li rappresenta in modo così smodato e privo di autorevolezza. Si incominci a introdurre nello Statuto Comunale la Revoca del Presidente del Consiglio Comunale, quando quest'ultimo viola le funzioni che la legge e lo stesso statuto gli assegna.

mercoledì 3 marzo 2010

Pompeo e l’apoftegma dell’imbecille

Apoftegma o Apotegma: la parola, assume il significato di "detto", "sentenza", "massima" e si usa per una frase o sentenza di tipo aforistico che reca in estrema sintesi una verità profonda ed al contempo stringente. L'apoftegma è certo una sentenza; enunciata dal protagonista "in risposta" ad un altrui discorso. (Wikipedia)

Sull’ arcinota querelle intorno all’eliminazione o meno del tratto ferroviario che attraversa il centro di Mazara, il sindaco Cristaldi ebbe ad affermare che coloro che si oppongono al suo progetto trovavano i finanziamenti necessari a risolvere i problemi dei passaggi a livello di Mazara, Lui era pronto a cambiare idea, perché: “ solo gli imbecilli non cambiano idea.”

Nel successivo intervento, il sindaco di Castelvetrano, noto per la sua assoluta avversione al progetto Cristaldi ebbe a rispondere: “ Ha detto una cosa interessante il sindaco Cristaldi: Solo gli imbecilli non cambiano idea. Io mi auguro che Lui non sia imbecille e che possa cambiare idea”.

Poiché chi deve cambiare idea è Cristaldi e non Pompeo i Castelvetranesi adesso sanno che hanno per sindaco uno che non cambierà idea.