Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
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lunedì 2 febbraio 2015

Quando i grilli fanno cri, cr’Imposimato, cr’Imposimato


Come tutti gli italiani ho assistito allo spoglio delle schede per l’elezione del presidente della repubblica, spaparanzato in poltrona, emozionato ma non teso, consapevole che non si sarebbe ripetuto l’ignobile vigliaccata di due anni prima. Questa volta non ci sarebbe stato nessun impallinamento, semmai il problema si poneva sul numero di consensi che avrebbe avuto il designato presidente. Tutto andava come previsto via via che si alternavano  nella  passerella televisiva i vari baronicchi della politica, i quali, mai come in questa occasione, facevano di tutto per ostentare la loro capacità metamorfica, gareggiando nell’adulazione, nella deferenza,  nell’ossequio nei confronti del futuro inquilino del Colle.
L’applauso liberatorio dei grandi elettori, allo scandire del cinquecentocinquesimo voto che eleggeva  Sergio Mattarella dodicesimo presidente della repubblica, era l’ atto catartico che li liberava dall’ignominia che si portavano dietro. Ho applaudito anch’io come milioni di italiani mentre osservavo lo scorrere delle immagini della panoramica televisiva sull’emiciclo. Tutti in piedi, tutti si fa per dire, se non fosse stato per quel settore pentastellato di gente seduta, ammutolita e frastornata. I grillini, frustrati, adusi a obbedir tacendo, perpetravano lo sgarbo istituzionale  non unendosi all’applauso degli altri grandi elettori, per non contaminare la loro elitarietà, la loro purezza, il loro  principio di servilismo verso la rete.  Quel silenzio era un segnale di ostilità, di non riconoscimento politico, tranne poi far sentire il loro frinìre prodotto dalle tagmine con quell’ applauso ostentato verso il  prediletto della  loro rete.
Quando i grilli fanno cri, cr’Imposimato, cr’Imposimato, canticchiavo mentalmente parodiando una nota canzoncina sanremese.
Non ero sconcertato, ma arrabbiato da quella  loro stupida ottusità di sottoporre la politica alla rete, contro ogni logica e ogni buon senso. Eppure bastava fare una piccolissima proporzione da scuola media per capire che quel mito di democrazia virtuale  non ha senso.
I numeri sono infallibili e come tali meritano rispetto. I votanti della rete, secondo il blog dei loro mentori Grillo/Casaleggio, delle quirinarie sono stati 51.677. Essi rappresentano una insignificante percentuale degli elettori che hanno votato M5S, appena lo 0,59% di quegli ottomilioni e passa di voti che hanno portato oltre 150 cittadini a Montecitorio e al Senato. Possono i 126 grandi elettori penta stellati, rappresentanti del 25% degli elettori italiani, farsi dare la dritta da questo trascurabile e inconsistente numero di frequentatori della loro rete senza precipitare nel ridicolo?
Ancora una volta i grillini si sono distinti per la loro incapacità nel fare politica e  per l’ottusità di non   fare impestare  il loro candore.
Ma allora, che ci stanno a fare su quegli scranni?

venerdì 17 gennaio 2014

Il M5S e il mistero dei curriculi




Seguo da tempo e con particolare attenzione il M5S di Mazara, naturalmente da osservatore politico esterno. Confesso che nel complesso tutto ciò che viene svolto con passione trova la mia simpatia, ancor più se non inquinato da malizia politica. E siccome, nel passato, ho militato nella politica, conosco e credo di sapere distinguere la malizia, la furbizia e l’ipocrisia dalla generosità dell’impegno anche se contornato da ingenuità.
Tuttavia negli ultimi tempi,  leggendo i deliberati, molto generici per la verità, messi in rete dal meetup M5S di Mazara, confesso che qualche cosa non mi è sembrata lineare, cristallina, logica.  Mi riferisco alle modalità di selezione del “ cittadino portavoce sindaco”. Per potere aspirare a concorrere a tale incarico bisognava inviare il proprio C.V.  Il curricolo di una persona dovrebbe rappresentare la qualità,  la capacità, l’idoneità a ricoprire un incarico di responsabilità notevole quale è quello di amministrare una città complessa, segmentata, multiforme, per alcuni aspetti difficile sotto il profilo del disagio sociale, economicamente disastrata, impoverita a causa del trasferimento delle sue migliori risorse intellettuali  giovanili alla ricerca di condizioni migliori di lavoro e di aspettativa di vita, che l’ha, di fatto, trasformato  in una collettività senile.  Il C.V.  rappresenta dunque le competenze  del candidato per uno specifico ruolo, e il cui fine è quello di privilegiare il merito scegliendo, anche se ciò non sempre avviene, la persona giusta al posto giusto. Non per niente, si legge nei  deliberati redatti dai meetup, che anche « gli assessori successivamente saranno scelti esclusivamente in base alla specifica competenza del settore in cui andranno ad operare ».
Nulla si dice, però, del metodo  usato nel valutare i singoli curricoli. Tutto viene lasciato alla discrezionalità del meetup, ovvero a quel gruppetto di attivisti che detiene la golden share. Accade così che curricoli di elevato profilo professionale, culturale, relazionale, vengano cestinati a vantaggio di altri modestissimi e sicuramente non sufficientemente  rispecchianti le competenze del ruolo politico da rappresentare. Accadono anche delle storture difficilmente comprensibili sul piano della logica, come quando un candidato appartenente alla terna selezionata dal meetup  rinuncia, dopo qualche tempo e per motivi di lavoro, proponendo in sua vece un altro nominativo che subito lo sostituisce. Presumo che  il curricolo di quest’ultimo sia stato vagliato, ponderato  e confrontato con quelli  precedentemente esclusi sul piano delle competenze. Però, a leggere i resoconti pubblicati dal sito  del M5S, non sembra che così sia stato, anzi, la proposta è stata accettata all’unanimità senza alcun bisogno di mettere in relazione i vari curricoli. Sicuramente la prassi seguita è stata conforme alle regole interne del meetup,però le conseguenze sono state che il quarto incomodo è risultato, sottoposto  al giudizio delle ”sindacarie”,  il prescelto per la candidatura a ʺcittadino candidato sindacoʺ e con larga messe di suffragi rispetto a concorrenti.  Accade anche, dopo qualche tempo, che quel candidato, il quale spontaneamente aveva rinunciato alla sua candidatura a portavoce sindaco venisse assunto, in forza dei  meriti, delle competenze e dei  titoli certificati dal proprio C.V.  come collaboratore del gruppo M5S all’assemblea regionale.  Quando un giovane, di questi tempi, conquista con i denti un posto di lavoro, anche se a mandato limitato, non si può che essere felici e contenti di questo colpo di fortuna.
  Viene da  dire:”Quando si nasce sotto una buona stella”, anzi sotto cinque stelle.

martedì 1 ottobre 2013

Sarà Karim Hannachi il candidato sindaco del M5S?



Nonostante i giochi non siano ancora chiusi, qualcosa si muove nella casa penta stellata mazarese.
Già incominciano ad essere pubblici  in rete, nel loro sito ufficiale, i C.V. dei candidati a portavoce sindaco e a consigliere comunale (leggi).
Corposo e articolato il curriculum del prof. Karim Hannachi, lungo sei metri, costituito da 21 pagine, tante quanto la somma dei curricoli presentati dagli altri candidati.
Adesso spetterà agli attivisti di M5S del meetup di Mazara prenderne visione e votare il candidato portavoce  che loro riterranno più idoneo.
Se la scelta dovesse cadere sul prof.Hannachi, sarebbe un colpo grosso per i grillini e la partita per lo sprint finale alla corsa di sindaco di Mazara si aprirebbe con esiti non del tutto scontati.
Karim Hannachi gode di notorietà e stima non solo tra la comunità tunisina mazarese, ma soprattutto anche tra gli ambienti intellettuali a livello locale, regionale e nazionale, e può convogliare attorno alla sua figura consensi trasversali.
Intanto, l’assoluzione del sen. D’Alì dall’accusa di concorso in associazione mafiosa, fortifica la posizione politica di Giuseppe Siragusa, pupillo del senatore e candidato della neo risorta Forza Italia alla carica di sindaco.
Niente di nuovo in casa PD dove il caos domina incontrastato. Sembra che non siano nelle condizioni di presentare una candidatura che possa riunificare le varie anime; comunque vadano le cose, hanno poche chances da giocare e il loro candidato sarà, comunque, un outsider rispetto agli altri.

martedì 25 giugno 2013

Mazara:Caos Politico



Che tipo di elezioni amministrative si prospetteranno per i cittadini mazaresi il prossimo anno? Sicuramente saranno elezioni dai toni aspri,con candidati sindaci e relative liste di appoggio che faranno di tutto per demolire i reciproci avversari.
La campagna elettorale sarà improntata più sugli uomini che sui partiti, sulle antipatie o simpatie che verso di loro si provano piuttosto che sulle proposte politiche che saranno presentate, sulla capacità di sapere esprimere alleanze e consensi anzichè programmi. D'altronde i programmi sono e resteranno tali sulla carta.
Nel momento in cui la politica è passata dalla forma partitica a quella movimentista, con i partiti tradizionali, sempre più deboli e confusi, sostituiti da movimenti e liste civiche non soggette a regole, i candidati che saranno in grado di sapere coagulare attorno alla propria immagine forti appoggi, trarranno senz’altro benefici al fine di superare il primo turno e andare al ballottaggio. Perché è fuor di dubbio che la partita sarà giocata avendo come obiettivo il ballottaggio.
Azzeccare gli apparentamenti giusti significa aumentare le possibilità di vittoria. Per far ciò, la strategia è quella di formare liste forti tali da superare agevolmente lo sbarramento del 5% fissato dalla legge.
Nonostante sia abbastanza folta la lista degli aspiranti candidati a primo cittadino, tuttavia la lotta sembra attestarsi su due candidati: il sindaco uscente on Nicola Cristaldi e l’imprenditore Vito Torrente.
In uno stato confusionario sembra trovarsi il PDL. La candidatura dell’ex assessore alle finanze Giuseppe Siragusa è legata al destino del sen.D’Alì. Se quest’ultimo uscirà indenne dal processo che lo riguarda, allora la candidatura del prof. Giuseppe Siragusa non troverà ostacoli, forte dell’appoggio del senatore in provincia; resta comunque l’incognita Toni Scilla, ma per l’ex deputato regionale sembra non esserci spazio per una candidatura bis nel PDL, ma potrebbe giocare con intelligenza tattica le sue carte in appoggio a qualche candidato,considerato che può ancora contare su un seguito abbastanza forte in termini di voti; ma si sa che il potere logora chi non ce l’ha, e da qui a qualche mese i rapporti di forza potrebbero cambiare e vi potrebbero essere altre defezioni nell’ex gruppo di Forza Sud.
In maniera certosina,non lasciando niente al caso, attraverso una strategia militare, Vito Torrente  prepara da tempo quella che potrebbe essere considerata una potente macchina da guerra elettorale. Si muove in tutte le direzioni, da destra al centro e a sinistra; tesse la sua tela aggregando e coagulando attorno a se una serie di liste di appoggio di notevole peso elettorale. Il suo obiettivo è quello di arrivare al ballottaggio, non sottovalutando le insidie che possono ostacolare il suo percorso alla conquista della poltrona di primo cittadino.
Caos in casa PD e M5S.
Il PD o quel che ne rimane,appare sempre più lacerato e diviso: una parte, o almeno alcuni esponenti dell’ex area Letta sembrano flirtare con il movimento di Cristaldi, un altro frammento sembra costituire una testa di ponte che possa riavvicinare l’area vicina all’ex sindaco Giorgio Macaddino a Vito Torrente; rimangono i gucciardiani in attesa di una candidatura di bandiera. Comunque il PD sembra essere fuori gioco ma potrebbe diventare determinante se decidesse di sostenere Torrente.
All’insegna del dilettantismo puro il M5S alle prese con meetup e regolamenti ai quali sembrano volere restare fermamente ancorati nell’esprimere le loro candidature di portavoce sindaco e di cittadini consiglieri. Esaurita la sbornia per l’inaspettato successo alle politiche del febbraio scorso, adesso i cittadini grillini devono misurarsi con la realtà di una campagna elettorale incentrata sugli uomini e sulla loro capacità di raccogliere consensi e non sulla protesta. Si renderanno conto che la Rete e i social networks da soli non saranno sufficienti a garantire loro successo e rappresentanza. Inoltre, fino a questo momento solo due militanti, inviando il  loro curriculum, hanno di fatto dato la disponibilità alla candidatura di portavoce sindaco. Due giovani uno dei quali ingegnere. E’ preclusa qualsiasi candidatura esterna e non militante al movimento grillino.
Se i requisiti di candidabilità richiesti saranno quelli del non statuto, allora questo movimento rischierà di uscire assai dimensionato rispetto al successo di qualche mese fa; è assai improbabile che M5S possa costituire una valida alternativa a Cristaldi e Torrente. Però mai dire mai, vista le sorprese uscite dalle urne a Messina e Ragusa.
Qualche annotazione va fatta sul movimento futurista, a Mazara creatura dell’on. Cristaldi, che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare un contenitore di idee e di proposte nuove, che si prefigge, però, come obiettivo, un progetto politico più ampio e articolato a livello regionale e nazionale. Sembra essere nelle intenzioni del primo cittadino mazarese confederare il suo movimento con altri contenitori di delusi e di bocciati, che facciano riferimento soprattutto a quella A.N. di Fiuggi  prima che confluisse nel PDL. Tale confederazione costituirebbe un coacervo politico che andrebbe dai futuristi finiani passando per Nania e aggregando la destra di Storace, i disperati abbandonati dal PDL e quel nugolo di personaggi senza bandiera e senza virtù alla ricerca di un punto di riferimento in cui soddisfare le proprie inesauribili ambizioni. Viene difficile immaginare che da relitti così malmessi si possa costruire un vascello regale con un equipaggio disciplinato e motivato
A Mazara, nell’entourage di Cristaldi si farà sentire la defezione di Giovanni Quinci, vero regista della vincente campagna elettorale di Cristaldi di quattro ani fa. Rimane ancora un mistero il motivo del suo licenziamento dalla giunta, soprattutto considerando che l’ex vicesindaco ha sempre condiviso lealmente, anche se con qualche perplessità, tutti i progetti politici di Cristaldi, dal PDL al naif “Partito-Città” fino al Movimento dei Futuristi. La defezione di Quinci sarà, a quanto si mormora, sostituita da new entry di diversa area con i quali Cristaldi sta lavorando alla ricerca di consensi una volta essersi liberato dell’etichetta del partito di Berlusconi. Da questo lato le sorprese non mancheranno e alcune, secondo indiscrezioni potrebbero essere eclatanti.
Aspettiamo che la campagna elettorale entri nel vivo per saperne di più.

venerdì 26 aprile 2013

Il mondo dei Trinariciuti



Poveretti,sempre più imbranati! Come studentelli alla loro prima assemblea.
Pungolati,inchiodati sulle loro responsabilità, invitati a rimuovere quella saracinesca di incomunicabilità; sottoposti ad un pressing psicologico che fa loro abbassare lo sguardo, come scolaretti , tanto che qualcuno di loro promette che da questo momento in poi faranno i bravi e ci saranno tanti sì alle proposte del futuro governo.
Alla fine,non avendo niente da controbattere,consigliano al presidente incaricato Letta,che in quel momento non rappresenta il PD, di istituire le consultazioni dei loro elettori utilizzando la rete.
Proprio al PD alle cui primarie hanno partecipato 3500000 cittadini,
Proprio al PD che a quelle di Roma hanno votato 100000 cittadini e il candidato Marino ha ottenuto più voti di tutti i grillini aventi diritto alle squinternate “quirinarie”.
Proprio al Pd, il cui candidato Sassoli,2^ classificato,ottiene tanti voti quanti sono stati tutti i grillini che hanno votato in rete,cittadini deputati compresi.
Proprio al PD, il cui terzo classificato,Gentiloni,ha ottenuto 14000 voti, più del doppio della quirinariata Gabanelli .
Politicamente goffi,intellettualmente impacciati,non avendo altro da dire per deficit di senno,tanto che l’oca giuliva grillina,nessuna parentela con le nobili oche del Campidoglio che salvarono Roma dai galli di Brenno, alzando la mano domanda:”Mi scusi,mi potrebbe spiegare perchè non avete votato Rodotà?”
Domanda di notevole intelligenza e acume politico tale da far drizzare i capelli nella rasata capa del collega Crimi, il quale,questa volta,appare nei confronti dei suoi compagni cittadini un pilastro di saggezza.
Un altro delegato,per dire qualcosa,se no che ci stava a fare in quel gruppetto,fa notare che tra i punti programmatici esposti dal presidente incaricato era assente quello sul costo della politica. E dire che l’incontro era trasmesso in diretta streaming.
Subito paternamente smentito da Letta che della questione ne aveva parlato ampiamente,nonchè fulminato dallo sguardo torvo del suo portavoce cittadino senatore Vito Crimi,che si era stancato di sentire i suoi dire tante minchiate date in pasto in diretta televisiva e web a tutti i  cittadini italiani.
Non è che il poveretto cittadino senatore dormisse;il fatto è che i trinariciuti rappresentanti grillini erano in crisi di attenzione e di comprensione.
Esilarante,poi, la consegna della proposta di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico da parte della oca giuliva  cittadina deputata portavoce al presidente incaricato perché apponesse la propria firma,scambiando quel luogo e quel momento istituzionale per un gazebo.
Il passaggio dalla tracotanza alla deferenza è il ritratto della sconfitta morale della delegazione del M5S,formata da personaggi inadeguati e per certi versi infantili. Abbiamo tutti assistito ad una metamorfosi della delegazione di Grillo passata dallo squallore della tracotanza durante il primo incontro con Bersani,all’apertura,volta per volta,sui singoli provvedimenti,pronti anche,a loro modo, a dialogare,a uscire dall’angolo,ad abbandonare quel guscio di coerenza e di protervia che non porta da nessuna parte e che provoca solo disastri.
Lo fa loro capire, in maniera semplice, lo stesso Letta,facendo notare che se il M5S ha un vicepresidente alla camere e un questore lo si deve non alla coerenza ma alla capacità di dialogo dei partiti, soprattutto del PD,senza i cui voti il gruppo M5S non avrebbe avuto una sua rappresentanza.
Uno schiaffo di buon senso necessario .
Solo che ancora una volta Grillo chiude dal suo blog ogni possibilità di dialogo.
Essi sono condannati a vivere nel loro mondo:il mondo dei Trinariciuti.

domenica 3 marzo 2013

Futuristi o Gattopardi?




Se è vero,e non può non esserlo,che il presente  è la percezione del passato e il futuro non è altro che una continua  dinamica proiezione del presente,allora chi si riconosce di vivere  in questa ultima dimensione  non può che appartenere alla categoria dei “ futuristi “.
L’On.Cristaldi, sindaco di Mazara, sembra ragionare secondo quest’ottica ed è subito pronto a rimodulare il suo movimento da “Partito Città “ a  “ I Futuristi”,che nulla ha a che vedere con il movimento culturale del primo novecento.
Le ragioni che hanno portato alla formazione di tale iniziativa si devono alla vulnerabilità dei partiti tradizionali, usciti frantumati e sconfitti dallo tsunami grillino.
- “In provincia di Trapani, assistiamo ad una deriva nella quale diverse intelligenze non intendono essere coinvolte, prendendo atto della facilità di cambiamenti repentini di opinioni e contraddizioni che mortificano costantemente il senso della politica.”-dichiara il primo cittadino mazarese.
Non appare,quindi,inaspettata né originale l’ultima sortita del sindaco di Mazara, il quale, dopo essersi trovato senza punti di riferimento politico, non ha alcuna intenzione di ritirarsi a vita privata.
Cristaldi non  rappresenta quella “ insularità dell’anima-”di cui parla il principe Fabrizio a Chevalley; non è rassegnato né disponibile a cedere il passo al fluire degli eventi; la sua è la reazione che avrebbe dovuto avere il Principe Salina alle adulazioni del piemontese Chevalley:
-“ Se gli uomini onesti si ritirano,la strada rimarrà libera alla gente senza scrupoli e senza prospettive,ai Sedàra: e tutto sarà di nuovo come prima.”- e lo esortava a scendere in campo.
Cristaldi vive intensamente questo psicodramma gattopardesco: l’incubo del garibaldinismo rappresentato da Grillo e dal suo giovane ed irresistibile movimento.
Egli è consapevole dell’inarrestabilità degli eventi  ma non vuole cedere il passo. Il collegamento con il Gattopardo non è casuale,perché i siciliani si credono dèi,e hanno da insegnare e  nulla da imparare dagli altri.
La superbia è uno dei vizi che i siciliani manifestano con maggiore frequenza,la stessa  superbia ostentata da Marinetti,innamorato di se stesso e della sua superiorità che ambiva essere riconosciuta.
-“Vengono ad insegnarci,i garibaldini,le buone creanze,ma non lo potranno fare,perché noi siamo dèi “ è la risposta di Don Fabrizio ad alcuni ufficiali della marina inglese qualche giorno prima che Garibaldi conquistasse Palermo.
I futuristi cristaldiani,a loro modo di vedere,si sentono dei neo crociati,l’ultimo  baluardo a difesa dei principi del cattolicesimo  e del riformismo ”minacciati dalle orde barbariche” che   al grido di” Siete circondati” intimano loro di arrendersi.
 Per questo non hanno alcuna intenzione di cedere e anzi intendono contrattaccare il nemico,lancia in resta, in uno scontro frontale.
Non si rendono conto che anche alla fantasia c’è un limite.

mercoledì 31 ottobre 2012

Generali senza truppe




Adesso sono rimasti veramente soli. A Trapani il sen. Antonio D’Alì, a Mazara il sindaco ex deputato Nicola Cristaldi.
Entrambi hanno dovuto subire la cocente sconfitta dei loro candidati: Cettina Spataro  e Duilio Pecorella. Ambedue hanno dovuto constatare di essere  dei generali senza truppe. Le prime due icone di quel che fu il PDL trapanese adesso non sono altro che rappresentanti di se stessi. La vittoria di Fazio nel capoluogo e  il successo,in termini di consenso,dello sconosciuto Tancredi del M5S a Mazara,confermano quanto sia distante il modo di fare politica dei due ex parlamentari dalla gente. A Trapani  D’Alì potrà sempre dire che si è speso personalmente per l’inserimento di Ruggirello nella liste del PDL. Se il successo del Pdl non è stato più consistente lo si deve a Fazio. Si dice che l’ex sindaco di Trapani abbia fatto intervenire direttamente Alfano affinché Ruggirello venisse depennato dalla lista berlusconiana. Inserito nella lista di Musumeci,Paolo Ruggirello,come era prevedibile,è stato eletto con una gran messe di voti.
Lo stesso non può dire Cristaldi. Avere puntato su un candidato  di  scarso appeal  all’interno dello stesso PDL locale,è stato un errore che non ci si aspettava da un politico di consumata esperienza. Sulla candidatura dell’ex assessore provinciale,Cristaldi ha messo sia la faccia sia la  propria autorevolezza,ma ne esce,insieme al suo candidato e al suo entourage, con una sonora bocciatura che lo devono  quanto meno indurre a delle serie riflessioni,se non altro sulle responsabilità di una sconfitta di tale portata. Nel frattempo,Cristaldi e D’Alì possono continuare a duellare da soli con le loro armi spuntate.
Al contrario,Toni Scilla ha dimostrato di essere alla guida di un gruppo coeso e motivato,e non solo nella sua Mazara dove è stato il più votato. Il deputato di Grande Sud ha saputo allargare i suoi consensi anche in provincia. La mancanza della sua rielezione non è però dovuta al meccanismo della legge elettorale,ma alla sua incapacità di  avere una visione strategica di grande respiro;la riprova è data dall’avere predisposto una lista provinciale di candidati deboli,incapaci di raccogliere consenso. Con un po’ di coraggio in più sicuramente sarebbe scattato il seggio alla lista. Molto sconcerto ha suscitato all’interno del PD l’enorme valanga di preferenze riversate a favore del deputato uscente Baldo Gucciardi, passato dai 500 voti del 2008 alle 1600 preferenze di oggi. Per lui hanno votato parte della componente della ex Margherita,ma soprattutto Vito Torrente e i suoi uomini,senza i quali il candidato di Papania non avrebbe raggiunto un risultato così eclatante. Vito Torrente, assessore provinciale nella giunta Turano,nominato in quota MPA, ha dato sfoggio,in tal modo,della sua potenza di fuoco in termini di voti; in cambio,Gucciardi e Papania gli hanno consegnato il partito a Mazara con la solenne investitura avvenuta all’apertura della campagna elettorale. Sarà lui il prossimo candidato a sindaco ?
Ancora una volta l’UDC mazarese si dimostra una greppia di voti per candidati di altre città. Quì trovano consensi non indifferenti Turano e anche Pompeo,tranne la candidata mazarese e attuale capogruppo al consiglio comunale Valeria Alestra. Ciò nonostante sono tutti felici e contenti.
Un discorso a parte va fatto per il M5S di Grillo. Chi parla di risultati a sorpresa dimostra di non avere capito niente dei malumori e della richiesta di cambiamento della gente. Il voto uscito dalle urne a favore di M5S  assume il significato politico di liberazione,di catarsi,di reazione civile e democratica contro gli eccessi di un sistema politico fuori controllo,bulimico di privilegi,di furberie e sodale con furfanti e faccendieri.
E’ la reazione della gente onesta,che non ne può più di essere tartassata,spremuta,irrisa,umiliata e calpestata nella dignità. Le immense folle che hanno riempito le piazze,durante i comizi di Grillo, erano i segnali che stava per accadere qualcosa di nuovo e di eclatante. Ed è successo.