Cartesio
Cartesio
mercoledì 28 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
Il linguaggio da taverna
«Di quello che dice il Fli non me ne
fotte un cazzo >>
Esercitare la
politica nel modo più nobile significa soprattutto non eccedere nella
smodatezza del linguaggio e nella
sgradevolezza dei termini. La politica nelle sue dinamiche e nella sua
dialettica, condotta anche in modo schietto, impone di mantenere un eloquio
equilibrato e rispettoso, ben distinto dal linguaggio da taverna, ancor più
se il confronto di idee e di
competizione avviene tra soggetti che, altrettanto nobilmente e
democraticamente, esercitano e svolgono nella stessa misura la loro funzione. Nel momento in cui l’aria che si
respira è abbastanza ammorbata dai miasmi della mala
politica,c’è
tanto bisogno di un messaggio di
cultura democratica.
mercoledì 21 marzo 2012
Mohammed Zitoun: un’analisi da non sottovalutare
Ho letto con interesse l’intervento di Mohammed Zitoun riportato da Mazaraonline sull’integrazione
degli immigrati a Mazara.La sua analisi non consente appigli né lascia spazio
alla retorica; Zitoun conosce la realtà in quanto vive sulla sua pelle cosa
vuol significare essere figlio di immigrati, come centinaia di altri giovani
nella sua stessa condizione. Zitoun però si trova in una posizione di
privilegio, essendo consigliere aggiunto,oltre che operatore sindacale. Il suo
è un richiamo forte alle istituzioni affinchè alle parole facciano seguire
fatti tangibili e non roboanti slogan di facciata. Egli intravede,in assenza di
un progetto organico, da parte della governance, che coinvolga direttamente alla
sua stesura anche la comunità degli immigrati, il diffondersi di un disagio
sociale che nel tempo può intensificarsi e divenire incontrollabile,con forme
di devianza legale molto pericolose per la sicurezza della collettività.L’analisi che fa Zitoun sulla complessa
realtà magrebina a Mazara conferma quello che dieci anni fa Stefano Allevi
aveva scritto nel suo libro – L’Islam italiano – sul capitolo dedicato al
fenomeno immigratoria a Mazara e che di seguito riporto:
-<< “ Le due popolazioni
semplicemente non si mischiano; tra di loro vi è separatezza . Separatezza che
continua nei bar, nei luoghi del
divertimento,nei brandelli di piazze occupate dalle varie comunità:ben
distinte. Anche se mancano qui atti espliciti di razzismo,di rifiuto,di
intolleranza. Qui c’è un’integrazione non comunicante,di cui è un buon
indicatore la separatezza. I marinai sono sempre a mare,chi lavora a terra non
ha tempo libero,chi non lavora passa il tempo a cercare lavoro,chi lavora e ha
tempo libero non ha niente da fare a Mazara. E allora va al bar,al suo bar,come
faceva in Tunisia. Come ci dice con una plastica immagine una delle suore
francescane che da anni opera con le donne tunisine: “ Immigrati e mazaresi
sono come due binari,che corrono paralleli,ma non si incontrano mai. Se
non,aggiunge a bassa voce, nel mondo dell’illecito”, e in questo settore la
discriminazione non esiste. >>.-”
Siamo di fronte,dopo dieci anni, a due analisi convergenti della
stessa realtà, nulla sembra essere cambiato a Mazara,se non un aumento del
disagio sociale dovuto anche a fattori di crisi
che hanno investito i settori trainanti dell’economia locale,la
marineria e l’edilizia. Sono in forte aumento attività illecite come lo spaccio
di droga all’interno di un centro storico che diviene off limits dopo una certa
ora, e in cui aumentano i furti e gli scippi.
E’ soprattutto la crisi la causa dell’aumento della percezione del
disagio sociale che sta attraversando l’intera collettività, interessando in
particolar modo le comunità di immigrati e le giovani generazioni nati da esse.
Emergono in molti giovani problemi di
personalità,essi non riescono ad integrarsi nella società,si sentono degli
emarginati, degli esclusi. Una parte di loro,quelli meno istruiti,reagiscono a
questa situazione di ghettizzazione sociale ed economica con atti di bullismo o
di vandalismo,una forma di insofferenza versa una società escludente. L'esclusione dal mondo del lavoro fa smarrire il loro senso dell’appartenenza; la
consapevolezza di non partecipare totalmente alla vita della
collettività sviluppa un profondo senso di estraneità dalla comunità che ha accettato i loro genitori, dove essi
stessi sono nati, la stessa che dà loro una profonda frustrazione di
alienazione.Percepiscono tutte le contraddizioni tra i buoni propositi fatti
di parole e la concretezza della loro condizione di vita,con la loro esclusione
dalla vita sociale e istituzionale,da
quella produttiva,dalla politica,nonostante abbiano acquisito gli stessi
titoli di studio dei loro coetanei autoctoni. Una minoranza di tali giovani
vede un futuro privo di prospettive e di
speranza,ritiene la loro condizione intollerabile e indegna,si sente non
integrata,a disagio,umiliata,emarginata,ignorata da una collettività
indifferente. Sperano,una volta terminati gli studi, di continuare il percorso
emigratorio dei loro genitori verso la Francia o la Germania,paesi che offrono
loro quelle opportunità negate nel paese dove sono nati, o di ritornare nella
terra delle loro radici. Per coloro che restano, non rimane ,come diceva la
suora francescana, che l’arruolamento nell’illecito dove la discriminazione non
esiste.
E’ un appello da non
sottovalutare quello di Zitoun, e se io fossi il sindaco,non ignorerei il grido
di allarme lanciato dal consigliere aggiunto. Al contrario,la sua
collaborazione sarebbe ben più preziosa di qualche esperto ben remunerato ma
assolutamente alieno alla realtà mazarese.
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giovedì 15 marzo 2012
“Lu Pupulianu”: chi l’ha visto ?
Da alcuni giorni sulla rete,
grazie al gruppo di Fb Mazaraforever,
vi è una intensa discussione su una fontana a forma di vasca esagonale, che fino ai primi
anni ’50 del secolo scorso,era stata allocata
in Piazza Matteotti e della quale,una volta smantellata, si sono perdute le tracce. La sua collocazione
risale intorno agli anni ’20-30, e trovandosi al crocicchio di quella che
allora era considerata la porta periferica
della città, serviva da abbeveratoio per gli armenti di pecore e capre che
passavano nei pressi,oltre che a
dissetare asini,muli e cavalli ( vedi foto 1).
Intorno ai primi anni ’50, dopo
che nel pozzo artesiano che alimentava la vasca era annegato un bambino,la
fontana è stata dismessa, anche a seguito di una delibera del consiglio comunale con la
quale si cedeva alla regione siciliana l’area occupata dalla fontana affinchè
venisse costruita,al suo posto, una stazione di autobus. Dove sta il problema
allora? Una foto inserita sullo stesso
sito FB, raffigura un gruppo scultoreo di materiale cementizio, formato da un
mostro marino sormontato da una conchiglia sulla quale sta seduto un putto
nell’atto di suonare una tofa, grossa conchiglia che poteva essere usata come
tromba( vedi foto 2).
La foto è stata scattata nel momento in cui il gruppo scultoreo veniva trasportato su un carro matto. Ancor oggi rimangono ignoti sia
la destinazione sia il commissionante. Alcuni riconoscono nel gruppo scultoreo
il “Pupulianu” –termine in dialetto
arcaico con il quale si indicava la figura di un “pupu”,putto, posto al centro
della vasca e dal quale fuoriuscivano
sprizzi di acqua. Dell’insieme vasca e scultura,però, manca la documentazione
fotografica. Si è allora ricorso alla memoria di chi,in quel periodo,
frequentava quella piazza o abitava nei pressi di essa,per ricostruire un lembo
di storia della città di cui si sono perse le tracce documentali e materiali.
La discussione che si è aperta ha diviso i gruppi in due schieramenti. Da una
parte vi stanno, i santommasini, neologismo derivante da S.Tommaso, i quali sostengono
che in mancanza di prove documentali la scultura non è mai esistita,ovvero non
facesse parte della fontana oggetto della discussione, ma fosse stata ordinata
da privati per abbellire qualche loro giardino; costoro sono confortati da
testimonianze autorevoli di personaggi, alcuni oggi molto anziani,che all’epoca abitavano nella
piazza o svolgevano nei pressi la loro attività,che ne escludevano la presenza
nella vasca.A favore di questa tesi gioca l’assenza di tracce documentali nel
registro di catalogazione delle opere comunali. L’altro gruppo, detto dei pupulianisini, sostenitori della
presenza del pupuliano nella vasca, si
ritengono testimoni diretti,avendo a loro dire,visto la
statua, anche se all’epoca dei fatti erano ancora di giovane età. Questa discussione in rete ha fatto emergere come
questa città abbia fatto strame del suo passato,al di là dell’esistenza o meno
del gruppo scultoreo, e di come la sua storia
costruita di pietre e documenti sia
stata dispersa da politici che si sono
comportati da scopini della memoria, grazie anche a una comunità indifferente.
Sarebbe interessante ritrovare ciò che è
rimasto della fontana e farla rivivere in uno spazio ad essa adeguato,ammesso
che ne esistano i resti.Meglio se il “ Pupulianu” risorgesse dall’oscurità in cui
è stato sepolto.
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lunedì 12 marzo 2012
I.E.A. " Antichi Vuci"
giovedì 1 marzo 2012
Cristaldi – D’Alì : un connubio mal riuscito.
Così la “ strana “ coppia Cristaldi – D’Alì, come
era immaginabile, è scoppiata. Dopo
appena qualche anno di convivenza di
facciata, di complici ammiccamenti,di ostentate effusioni, il finto connubio si è rotto, seguito da accuse e rinfacciamenti
reciproci, prima in punta di fioretto, poi a colpi di mannaia come nella “ Guerra dei Roses “. Ci insegna Hobbes che a determinare le azioni dell'uomo
sono l'istinto di sopravvivenza e di
sopraffazione; di conseguenza, in politica, se si vuole sopravvivere e
conservare il potere, occorre attenersi alla ferrea legge della “ mors tua vita mea” affinchè dalla
competizione politica possa uscire un
solo vincitore e un solo sconfitto. E’ quello che da diligenti epigoni di tale
regola Cristaldi e D’Alì hanno fatto ricorrendo a dichiarazioni pesanti, a parole forti e facendo scena di manifestazioni
politiche muscolari degne delle nobili truppe cammellate democristiane della
prima repubblica. Così l’uno, il senatore, forte della sua carica
parlamentare e con l’imprimatur dei vertici nazionali del PDL, ha convocato un congresso provinciale e si è
fatto promuovere da vice coordinatore a coordinatore del partito; l’altro, On. Cristaldi,
vedendo messa in discussione l’unica carica politica di prestigio
rimastagli,quella di coordinatore
provinciale pro tempore, e tuttavia
politicamente molto indebolito per la rinuncia al seggio parlamentare, per
contrastare il suo Co-coordinatore per
la provincia di Trapani, ha riunito un gruppo di simpatizzanti e iscritti a lui fedeli ad Alcamo. La
lacerazione che si è creata tra
Cristaldi e D’Alì, al di là dei codicilli e delle regole assembleari indicate nello statuto del PDL, è da
ricercarsi, comunque, nell’incompatibilità di due personalità forti nello
stesso partito e soprattutto nell’impossibilità di potere continuare a gestire
in modo unitario il controllo politico del PDL trapanese in condizioni fortemente mutate e asimmetriche
rispetto a qualche mese fa. Facendosi
eleggere direttamente dal congresso, D’Alì ha messo fine alla diarchìa con Cristaldi e ha
dato un inequivocabile segnale di
supremazia nel controllo del
partito a Trapani e nel territorio, egemonia sancita anche dalla presenza in
assemblea del presidente della provincia Turano,fino a quel momento alleato equidistante di D’Alì e Cristaldi. Adesso D’Alì deve però salvaguardarsi
dall’entrata in gioco di Fazio,attuale sindaco di Trapani, il quale è
determinato ad incidere direttamente ed in modo influente nelle scelte
politiche del PDL nel capoluogo, sia per
quanto riguarda il candidato sindaco, sia perché ambisce, non facendone mistero,a nuove esperienze politiche più
prestigiose. La partita che si gioca a Trapani richiedeva una vittima sacrificale che non poteva essere che Cristaldi e questo è
stato fatto. Presto assisteremo ad un flirt tra D’Alì e Fazio. Game over.
martedì 21 febbraio 2012
Sermoni di carnevale
E’ stata una settimana molto “ grassa” quella appena trascorsa, preparatoria
ad un pimpante carnevale. La potremmo chiamare la settimana del “ sermone di carnevale
“ considerato che si è parlato più di prediche che di canzoni, nonostante un festival di Sanremo
sempre più dispendioso e sempre più noioso. Ma è stata anche la settimana della
“ farfallina inguinale”, della “ parolaccia”,
e del “ sotto il vestito niente “ . Il tutto con la
benedizione dell’audience. Come i Mille che partiti da Quarto sbarcarono a
Marsala, il sermone,lanciato via etere dalla città dei fiori è arrivato
puntuale a Mazara,nel luogo più appropriato e sacro,la cattedrale. Così noi
fedeli, conferiti alla funzione religiosa per raccoglierci in momenti più
spirituali,dopo l’inattesa predica
festivaliera propinataci dal molleggiato
predicatore, siamo stati costretti, in coda alla messa, a sorbirci un
predicozzo dall’officiante parroco sul perché la chiesa non deve pagare l’ICI.
Per nulla toccato dalla filippica di Celentano
contro i giornali cattolici Famiglia Cristiana e Avvenire accusati di
non parlare del paradiso, il nostro don Orazio esordisce, fiero, che Lui durante
le sue omelie,del paradiso parla spesso, e invita noi parrocchiani a stare
attenti,e a non farci deviare e ingannare dalle falsità che “ preti, suore e
vescovicchi in cerca di visibilità, attraverso interviste televisive,diranno
sull’Ici.” Ici? Non capiamo.Vabbè che siamo alla vigilia del carnevale e tutto
è ammesso: “ semel in anno licet
insavire “ anche nella casa di Dio. E giù con una filippica contro la
politica che vuole far pagare l’Ici alla
chiesa che “ ha già dato tanto”, in termini di assistenza e di vicinanza ai più
bisognosi,e in termini di immobili che “ sono stati rubati alla chiesa” da uno
stato ladro. Perentorio l’invito del parroco al sindaco,agli assessori e ai
funzionari del comune “ a salire sulla
nave”,( seppur con l’omissione del c…) e a mettersi al servizio della gente invece di
chiedere una tassa iniqua non dovuta. Ne ha per tutti il parroco che si defila dalla posizione di quei vescovi e cardinali disposti ad
accettare un compromesso sulla sacrilega imposta; si scaglia contro i privilegi
delle associazioni non profit, i
sindacati, i partiti politici, i comuni esenti dal pagamento dell’ici.
“Ite,missa est”. “E non fatevi influenzare da quel che diranno
in televisione e che scriveranno sui giornali”. Usciamo in silenzio confortati dalla salvifica benedizione e ci avviamo verso casa in
attesa della seconda predica televisiva. Come sabato grasso non c’è male. Che
sia stato uno scherzo da prete?
giovedì 16 febbraio 2012
Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi
sabato 11 febbraio 2012
Sgarbi a Salemi
Era salito in maniera trionfante
sul carro di Giammarinaro, era stato incoronato con l’alloro ed era
entrato a Salemi con gli onori
che nemmeno Garibaldi ebbe. E’ stato un sindaco che ha dato una impronta
personale nell’ amministrare la città,a volte originale,altre volte
provocatoria,altre volte ancora in maniera atipica ma coerente con il carattere
del personaggio quale è: bastian contrario per alcuni,rivoluzionario e geniale
per altri. Ha sempre avuto da dire su tutto,sull’eolico, colpevolizzando in
maniera generica, facendo di tutta l’erba un fascio,chi non la pensasse come
lui,arrivando a teorizzare l’equazione eolico uguale mafia. Basta ricordare la
querelle che Lo ha visto scagliarsi
contro Moncada,il principale produttore di energia alternativa in Sicilia e uno
dei maggiori del meridione. E’ stato l’ideatore della cessione delle case a 1 euro allo scopo di recuperare il decadente centro
storico di Salemi; progetto che non ha visto alcuna concretizzazione nonostante
il battage pubblicitario sui media. Ha portato alcune opere d’arte di inestimabile valore,basti pensare ai
dipinti di Caravaggio, di Rubens,di
Picasso,di Lorenzo Lotto, di Cezanne,di Modigliani,altri assai discutibili come
la “ Madonna del terzo reich”di Veneziano,molto contestata da molti e apprezzata da altri; ha organizzato mostre di grande spessore
culturale,come quella di Fausto Pirandello, in una città sino allora
culturalmente in catalessi; ha innovato il modo di amministrare chiamando a
dare il loro contributo e nominandoli assessori non istituzionali e con
incarichi stravaganti e provocatori personaggi del mondo della cultura
nazionale e internazionale,ma distanti anni luce dalla realtà paesana che non conoscevano e con la quale non vi era
alcun minimo denominatore comune che li legasse. Salemi è stata la prima città
ad avere una giunta kafkiana: c’è l’assessore
ai sogni,quello al nulla,l’assessore all’ebbrezza, e non poteva mancare
l’assessore all’antimafia, l’assessore alle Mani in pasta insieme all’assessore
al Gusto e Disgusto. In un retroterra caratterizzato in passato da grandi
interessi mafiosi e legato economicamente e politicamente a potentissime
famiglie,Sgarbi ha sempre sostenuto che nella Salemi da lui amministrata la
mafia non è mai esistita nè esistevano
condizionamenti, e che personaggi come Giammarinaro, assai
controversi,non potevano essere classificati mafiosi,né tantomeno potevano
condizionare la sua attività amministrativa .Per difendere la sua tesi non ha
esitato a denunciare coloro che nello svolgimento dei loro compiti istituzionali,questore
e uomini dell’arma, relazionavano il
contrario di quanto asserito dal sindaco. Nell’ultima loro relazione, gli
ispettori del ministero dell’interno hanno proposto lo scioglimento del comune
di Salemi per infiltrazioni mafiose. Ciò
ha portato,per protesta,il sindaco,prima a reagire provocatoriarmente
proponendo lo stesso Giammarinaro alla carica di assessore all’antimafia per
poi rimangiarsi tutto e minacciare di
dimettersi da primo cittadino. In attesa della decisione del ministro
dell’interno, il critico continua nelle sue dichiarazioni scomposte invitando
gli organi competenti a considerare le strane alleanze delle precedenti
elezioni amministrative di Mazara, che vedevano due personaggi antitetici
sostenere la stessa candidata. Una simile presa di posizione,ex post, dimostra
l’inconsistenza delle tesi di Sgarbi che in questo modo tenta disperatamente di
aggrapparsi agli specchi pur di sostenere un corollario privo di fondamento. In
questo blog l’anomala alleanza politica era stata evidenziata durante le recenti amministrative
che vedevano la candidata di Russo e Giammarinaro contro l’On.Cristaldi, leggi
,ma allora per Sgarbi era tutto normale. Di tutta questa triste storia chi ne
fa le spese sono ancora una volta i cittadini di Salemi che ne trarranno solo
pubblicità negativa,qualunque dovesse essere l’esito.
lunedì 6 febbraio 2012
La fissazione del posto fisso
Da quale remoto pianetino della nostra galassia proviene
la neo ministra dell’interno Anna Maria Cancellieri per potere affermare con
tanta sicumera:” "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella
stessa città di fianco a mamma e papà" ? Credevamo che il rispettabile
curriculum della “ prefetto di ferro” la mettesse al riparo da esternazioni
sciocche e incommentevoli. L’essere stata prefetto di Bergamo, Vicenza, Brescia, Genova e Catania,
ancorché, dopo essere andata in quiescenza nel 2009,a 61 anni,avere ricoperto
incarichi come commissario al Teatro Bellini di Catania, Presidente della
commissione per il Piano rifiuti della Regione Sicilia, la avrebbero dovuto
mettere in condizione di conoscere i flussi migratori interni che dalle regioni
meridionali e insulari si spostavano verso le regioni settentrionali. Non si
trattava di emigrazione di manodopera come negli anni sessanta,ma di trasloco
di giovani cervelli che andavano e continuano ad occupare posizioni preminenti al
nord. A questo si aggiunga la continua crescita di iscrizione di studenti
meridionali non solo negli atenei più conosciuti di Milano,Torino,Bologna,ma
addirittura nelle piccole sedi universitarie come Ferrara,Pavia e Parma, per
immaginare il gran flusso di intelligenza e di denaro in direzione Sud-Nord,con
grave salasso dell’economia familiare di provenienza. Sono molte decine di migliaia gli insegnanti, i
dipendenti pubblici e privati, i tecnici di elevata professionalità,gli
studenti che hanno scelto,non da ora,ma da qualche decennio, di lasciare “il
calore e l’affettuosa” protezione dei genitori per andare alla ricerca di un
lavoro; sono decenni che la meglio gioventù meridionale,scegliendo di studiare
negli atenei del nord si è smeridionalizzata e affrancata dal mito del posto
fisso. E in questo flusso senza ritorno
si è ulteriormente depauperato in termini economici e intellettuali lo sviluppo
e la speranza di un futuro migliore di intere regioni. Francamente la ministra ci
poteva risparmiare delle sciocche
esternazioni come hanno fatto in precedenza autorevoli membri del governo cui
lei stessa fa parte.
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domenica 5 febbraio 2012
La Zakat
Aumentano sempre di più nel mondo
politico coloro che si dimostrano contrari a dare la cittadinanza per “Ius soli
“ ai figli degli immigrati che nascono nel territorio italiano. Forse si
preoccupano che in un futuro prossimo possano essere applicate le leggi della Sharīʿa a coloro che
si impossessano della “ Zakat” elargita generosamente ai partiti.
venerdì 3 febbraio 2012
Mazara:Il sindaco Cristaldi incontra Massimo Russo
OSPEDALE MAZARA, PROFICUO INCONTRO TRA IL SINDACO
CRISTALDI E L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE RUSSO
I lavori di messa in sicurezza dell’ospedale Abele Ajello
inizieranno in aprile per concludersi a dicembre 2013. Garantita l’attivazione
dell’aera di emergenza urgenza
“Oggi è una bella giornata per la nostra Città, grazie alla
proficua collaborazione ed al bel rapporto istituzionale instaurati tra la
nostra Amministrazione Comunalee l’Assessorato regionale alla Salute,
guidato dall’Assessore Massimo Russo, che ringraziamo per l’impegno finora
profuso, che ha consentito di ottenere i circa 32 milioni di finanziamenti
europei per la ristrutturazione e messa in sicurezza dell’ospedale.
Siamo soddisfatti delle rassicurazioni fornite dallo stesso Assessore e dai
vertici dell’Asp, sia per la tempistica dei lavori nell’ospedale che si
dovranno concludere entro il dicembre 2013, sia per la garanzia che in attesa
di riavere un ospedale finalmente moderno ed efficiente, la nostra Città sarà
dotata di un’area di emergenza – urgenza dotata di sala operatoria,
strumentazione e personale in grado di salvare vite umane, ma anche di fornire
i servizi sanitari essenziali”.
Lo ha dichiarato il Sindaco di Mazara del Vallo on. Nicola
Cristaldi nel corso dell’incontro con l’Assessore regionale alla Salute dr.
Massimo Russo, svoltosi questa mattina al Palazzo comunale alla presenza di
esponenti politici, del mondo sanitario e dell’Osservatorio permanente per le
Politiche Sanitarie coordinato dal dr. Luciano Asaro.
“Ringrazio il Sindaco Cristaldi – ha dichiarato
l’Assessore Massimo Russo - per il clima costruttivo e la bella
accoglienza che ci ha riservato. La sanità non è né di destra, né di centro, né
di sinistra, e sono lieto sia nella qualità di Assessore regionale alla Salute
che di concittadino mazarese di potere rassicurare tutti, in primis il Sindaco,
sul fatto che i lavori per la messa in sicurezza e ristrutturazione
dell’ospedale inizieranno entro aprile e si concluderanno entro i due anni
previsti. In attesa dell’avvio dei lavori – ha proseguito Russo – abbiamo
dovuto ottemperare alle ingiunzioni di Vigili del Fuoco e Prefettura ,
trasferendo per ragioni di sicurezza alcuni reparti e riducendo i posti letto.
In attesa dell’avvio dei lavori che saranno aggiudicati la prossima settimana,
l’emergenza e l’urgenza sono attualmente garantite presso l’Abele Ajello,
mentre quando inizieranno i lavori all’ospedale entrerà in funzione la
struttura di via Livorno che stiamo adeguando e che sarà operativa e funzionale
per garantire qualsiasi tipo di emergenza, la diagnostica e tutte le
visite ambulatoriali”.
Il manager dell’Asp De Nicola, entrando nei particolari, ha
elencato i servizi e le apparecchiature di cui sarà dotata l’area di emergenza
– urgenza, assicurando la presenza 24 ore su 24 di cardiologi, anestesisti
e chirughi. “Saranno inoltre in funzione –ha dichiarato
- laboratori di analisi, tac e strumentazioni all’avanguardia”.
Risposte positive, quindi, alle istanze dei cittadini
mazaresi riassunte in un documento elaborato dall’Osservatorio permanente
sanità e consegnato all’Assessore regionale ed al manager dell’Asp.
Al termine dell’incontro, il Sindaco Cristaldi e l’Assessore
Russo hanno effettuato un sopralluogo presso la struttura di via Livorno,
constatando la qualità e celerità dei lavori di adeguamento.
Ufficio Stampa
Ettore Bruno
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Nicola Cristaldi
lunedì 30 gennaio 2012
Una questione di stile
Ancora una volta il sindaco di Mazara non perde l’occasione di far parlare di se.” Dite di me quel che volete, purché parliate di me”sembra esser la sua filosofia di vita. Se le occasioni di farlo mancano allora si costruiscono. Ed è in una sapiente strategia dell’uso delle parole che il primo cittadino,attraverso la costruzione di frasi ad effetto, accende la discussione. Se poi le parole non sono sufficienti allora bisogna trasformarli in fatti. Così l’improvvida risposta al giornalista che lo intervistava: -“Sì, adesso il Comune dovrà pagarmi lo stipendio e tutte le missioni. Finora l’ho fatto gratis. Perché non rinunciarci? Non ci penso neanche. Mi spetta per legge, non regalo niente a nessuno” - viene seguita dai fatti. Con delibera di giunta n.8 del 14/01/2012 la giunta comunale presieduta dal sindaco Cristaldi ha deciso di determinare, con decorrenza dal 1° gennaio 2012 le indennità di funzione del sindaco, del vice sindaco e degli assessori,aumentandola secondo quando prescritto dalla legge. E’ un brutto modo per rispondere alle proteste di quanti in questi giorni chiedono equità e giustizia sociale. E’ altresì uno schiaffo a quanti non godono neanche degli ammortizzatori sociali e non sanno come tirare avanti. E’ una questione di stile.
mercoledì 25 gennaio 2012
Io non sto con i forconi
Girolamo
è un giovane ingegnere manager di una modernissima azienda ad alta
specializzazione tecnologica, situata in un paesino sperduto della Sicilia di
Sciascia. Egli ogni giorno,per scelta sua. si sobbarca 160Km per raggiungere
l’azienda in cui lavora da casa sua. Non
vi sono collegamenti pubblici né ferroviari. Impiega 1 ora e
quarantacinque minuti quando non trova traffico. Lo stesso tempo impiega
al rientro a casa,di tarda sera. A suo
carico le spese di carburante che non gli vengono rimborsate dall’azienda e che
incidono significativamente sul netto dello stipendio. Lo sciopero dei forconi
non gli ha consentito di fare il pieno di carburante e di potere ritornare a
casa e così l’ingegnere è costretto a dormire in un albergo di un paesino
prossimo al luogo di lavoro per una settimana. Tutto a spese sue naturalmente.
Intanto l’azienda,unica realtà economica di quel territorio desolante,
abbandonato dagli uomini e dalla speranza,direbbe Sciascia, è costretta a
mettere in cassa integrazione 80 operai perché non arriva materia prima da
dieci giorni.
Giovanni è un medico primario,responsabile di U.O. dell’ospedale
di Marsala. Ogni mattina parte da Mazara con la sua macchina. Il blocco del
movimento Forza d’urto ha lasciato a secco le stazioni di servizio. Non ha più carburante,ma deve
recarsi in ospedale perché quella mattina ha degli interventi seri da fare,ne va della salute dei suoi
pazienti. Non può permettersi di fare una coda di tre quattro ore per
rifornirsi di carburante. Quella mattina ,alle sei,telefona ad un amico se può
prestargli la sua auto, che ovviamente la mette a sua disposizione.
Claudia è una bambina di 1 anno,ha bisogno di
latte e biscotti per la sua crescita. I supermercati sono vuoti,la madre è
disperata,non sa dove trovarli. Per fortuna qualche busta la trova in
farmacia,ma il costo è triplo del normale. Il papà di Laura è in cassa
integrazione e la mamma casalinga.
Giacomo
è un piccolo proprietario di una azienda di mezzi di movimentazione. C’è bisogno di due suoi
cingolati per svolgere un lavoro urgente. Non gli viene consentito di fare
uscire i mezzi. Riceve anche delle strane telefonate. E’ costretto licenziare gli
8 operai per una settimana o fino a
quanto la situazione non diventerà normale.
Pietro è un piccolo imprenditore edile
costretto a chiudere il cantiere per mancanza di materiale. I suoi tre operai
rimangono senza lavoro.
Questa mattina,alle ore 10,45,ho appena
assistito ,diciamo così,ad un fermo e convincente invito da parte di un posto
di blocco di questi, non so come definirli, " Bravi camionisti ", di
alcuni tir che trasportavano derrate alimentari,all'uscita della A 29, svincolo
di Castelvetrano. Alcuni di loro hanno aperto lo sportello della cabina e sono
saliti a bordo,obbligando gli autisti a parcheggiare i grossi mezzi in uno
spiazzale sterrato,accanto a decine di altri tir. In quel territorio di Matteo
Messina Denaro non è consentito tuttora a nessun mezzo di passare. Tutto è
bloccato. La polizia sta a guardare. Se questo non è sequestro è sicuramente un
modo di tenere in ostaggio mezzi e uomini.
Caterina ha la madre ricoverata nel reparto di chirurgia dell’ospedale
distante da casa quaranta Km. L’anziana donna ha bisogna dell’assistenza della
figlia che non può raggiungerla per mancanza di carburante.
La chiamano rivoluzione sociale. Io la definisco
azione delinquenziale. E’ una lotta contro chi non può difendersi,contro i più
deboli,contro le persone oneste. Tutto quel che sta accadendo non è una
rivoluzione sociale,è soltanto macelleria sociale.
mercoledì 18 gennaio 2012
Cristaldi:Una eredità senza eredi
Mazara perde il suo deputato nazionale e, come il coro nella goliardica Ifigonia, canta: “ Noi siamo felici, noi siamo contenti..”. Quanta ipocrisia promana
quel coro di voci,dimentichi del loro precedente stato di sudditanza e di
soggezione durato interi decenni verso
altri politici di città viciniore. Politicamente la perdita di un deputato, di
qualunque appartenenza, lascia comunque un vuoto rappresentativo nel territorio, e costituisce in ogni caso un
danno politico per la collettività, a maggior ragione in questa estrema provincia
siciliana già abbastanza disattenzionata nelle scelte politiche mirate strategicamente allo sviluppo
economico dell’intero comprensorio,soprattutto adesso che quest’ultimo non ha
nessuna rappresentanza parlamentare alla camera dei deputati. Il vuoto politico
rappresentativo che si è venuto a determinare non fa che relegare ulteriormente
questo estremo lembo di Sicilia alla condizione di paria tra le province italiane
senza che tra i banchi dei deputati si possa alzare alcuna voce in difesa dei
suoi interessi. Gli ultimi dati Istat lo
confermano. Con queste premesse mi viene difficile associarmi al tono entusiastico
di coloro i quali vedono nelle dimissioni da parlamentare del primo cittadino
mazarese una forma di rivalsa politica non legittimata dal voto. Lo dico con estrema
franchezza, e senza timore di essere tacciato di piaggeria nei confronti del
deputato uscente, al quale riconosco meriti e demeriti, difetti e virtù, e
verso il quale non sono mancate le mie riserve, spesso in forma molto severe. Cristaldi
non lascia eredi. Né può sembrare
scontato che l’altro deputato regionale,il mazarese On. Tony Scilla possa
raccoglierne il testimone. Devo dire che
il giovane deputato armatore si è mosso bene, nella qualità di coordinatore
provinciale di Grande Sud, nel raccogliere adesioni soprattutto a Gibellina e
Campobello di Mazara. Questo lavoro di tramatura politica non appare di per se
sufficiente, per qualità e quantità
tutta da verificare, a fare del parlamentare regionale mazarese un punto
di riferimento politico forte ed incisivo sul quale la città potere contare. Anche
perché l’obiettivo di Scilla sembra essere quello di ambire ad uno scranno a
Montecitorio, fermo restando il così detto “ porcellum”,avendo fatto del motto “
Totus Tuus” un atto di fedeltà a
Gianfranco Miccichè nella speranza di
potere godere di una copertura blindata. Obiettivo che ha una sua
giustificazione alla luce della riforma regionale che vede il numero dei
parlamentari considerevolmente ridotto a tal punto che le probabilità di una sua rielezione si
sono fatte oggettivamente problematiche. Anche in casa Pd lo scenario è tristemente
desolante per la città marinara,e qui siamo in presenza di un vuoto politico
assoluto. La mancanza di un delfino
designato lascerà aperti tutti i giochi in un PDL in pieno dissolvimento,
e Cristaldi non ha alcuna intenzione di sostenere una qualsiasi candidatura, non essendo del
tutto guarito da certe scottature politiche ancora dolorose. I giochi si
scopriranno alle prossime elezioni regionali, a meno che i risultati che
verranno fuori dalle imminenti elezioni amministrative in provincia,che secondo
i sondaggi si preannunciano catastrofici per quello che fu il primo partito in
assoluto, non destrutturino e spariglino precedenti giochi e organigrammi
apparentemente inamovibili,vedi il direttorio di coordinatori Cristaldi – D’Alì,
destinato ad indebolirsi con la discesa in campo, a Trapani, dell’attuale
sindaco Fazio, che Alfano userà come grimaldello per acquisire il controllo
politico della provincia. Che succederà a Mazara? La disputa sembra limitarsi,
ma solo per ambizioni personali, e non so per quanti meriti, a due soli
contendenti, l’assessore provinciale Duilio Pecorella e Giampaolo Caruso. Il
secondo non sembra essere nelle grazie del deputato uscente, mentre il primo non
è gradito al senatore D’Alì. Chi dei due ha aspirazioni politiche e qualità
da affiancare o sostituire il sindaco di Mazara? La posizione di Cristaldi è
chiara: nessuno degli aspiranti avrà il
suo appoggio. E se ci sono terzi che nutrono aspettative e speranze, si fa il
nome dell’assessore alle finanze Giuseppe Siragusa, molto vicino al sen. D’Alì,
si facciano avanti e si mettano in gioco se sono nelle condizioni di
farlo. Ma è difficile immaginare il primo cittadino mazarese assistere alla
tenzone da spettatore imparziale e distaccato, così come egli stesso ha fatto
capire. Quasi certamente invece Cristaldi designerà suo erede se stesso. E’ pronto
per affrontare eventuali primarie per la presidenza della regione e nel
frattempo ha già impegnato la sua ricandidatura per le future elezioni a
sindaco di Mazara. Chissà se sarà anche disponibile per la presidenza della
provincia. Quest’ultimo incarico manca nel suo palmares.
lunedì 9 gennaio 2012
Alessandro Marino :un concerto che non si dimentica.
Scoppiettante il
recital del pianista mazarese Alessandro
Marino
nello storico Teatro Garibaldi di Mazara
nello storico Teatro Garibaldi di Mazara
Si è aperta in maniera scoppiettante la 34^
Stagione concertistica dell’Associazione Amici della Musica di Mazara. Dopo
avere peregrinato per anni alla ricerca di una sede dove potere tenere i concerti, ecco che finalmente viene messo a disposizione dell’associazione il
Teatro Garibaldi ,finito di recente di essere restaurato, e che in tal modo si riappropria,dopo una chiusura durata sessantanni,
della sua identità ritornando ad
essere fucina di cultura e di musica
colta. Hanno di che essere soddisfatti la presidente dell’associazione Flora Savona Marrone
e tutti i soci per la pregevole sede assegnata loro dal sindaco Cristaldi,il
quale,nel suo breve saluto iniziale ha
voluto sottolineare che la prestigiosa sede dello storico teatro ritornasse ad
ospitare solo eventi di alto livello e di nicchia, vista la limitata capienza di
posti consentita. E di grande livello è stata l’inaugurazione della stagione
con il recital pianistico del mazarese Alessandro Marino,da tempo residente a
Milano. Possiamo definirlo l’evento musicale dell’anno senza essere tacciati di
eccessiva enfasi? Il concerto del pianista mazarese Alessandro Marino è stato e
resterà un evento memorabile negli annali della cultura musicale mazarese, e
non solo perché si è tenuto nel luogo
che meglio ha simboleggiato la musica
e cultura della città, il Teatro Garibaldi, ma anche perché è stata data la possibilità a pochi mazaresi di apprezzare le straordinarie capacità e il virtuosismo del pianista
24enne, grazie alla scelta di un programma di non facile esecuzione se non
si è dotati di assoluta padronanza della tastiera. Il concerto comprendeva
brani di Saint Saens/Liszt - Danza macabra; Hummel - Rondò op. 11; Moscheles - Fantasia su temi del Nabucco; Liszt - Rapsodia ungherese n. 14, mentre
nella seconda parte sono stati
eseguiti brani di straordinaria complessità di autori come: Gottschalk - Tournament Galop;
e Alkan - Sinfonia per pianoforte solo
op. 39 nn. 4-5-6-7 :Allegro- Marcia funebre- Minuetto – Finale. Quest’ultimo brano ha mostrato agli entusiasti spettatori il
virtuosismo, l’agilità, la velocità di esecuzione non comune del pianista,uno dei pochi in
Italia a eseguire nel campo concertistico opere di così elevata difficoltà; non
per niente la sinfonia op. 39 di Alkan è
da considerarsi tra le pagine più
difficili ed ardite dell’intera letteratura pianistica. Intensa l’emozione
provata dal pubblico il quale con fragorosi e lunghi applausi ha voluto manifestare in
piedi il proprio entusiasmo per il giovane concertista mazarese.
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mercoledì 4 gennaio 2012
Senza rossore
Come lupo famelico anch’egli si avventò sulle briciole di pane raffermo
lasciando scarna la credenza
Come dire: "ogni ficateddu di musca fa sostanza! "
lunedì 2 gennaio 2012
Il sindaco Normanno e il suo cantore
“era l’immagine dei dignitari normanni quando conquistarono l’isola:
biondo,con folti baffi e la carnagione bianchissima”
“ quando vidi Nicola Cristaldi per la prima volta,mi sembrò di tornare ai libri di storia medievale, perché era l’immagine dei dignitari normanni quando conquistarono l’isola:biondo,con folti baffi e la carnagione bianchissima. Quegli uomini del grande nord erano stati attratti dai riverberi del sole sulle onde del mediterraneo e avevano lasciato le fredde foreste scandinave perché sotto gli ulivi e gli aranceti di Sicilia la terra è più dolce. Capii che egli aveva intuito come la vera identità della Sicilia passasse attraverso la riscoperta e la rivisitazione della memoria che i siciliani sembravano avere completamente rimosso. Lo studio e il progetto che elaborai con lui fu un lavoro appassionante, anche se i ritmi della politica,purtroppo non ne permisero il varo. Qualche anno più tardi ci rivedemmo,Nicola Cristaldi mi propose di collaborare con lui questa volta per la sua città,Mazara del Vallo dove era nato e dove era stato appena eletto sindaco. Mazara è del tutto particolare per due motivi:perché è su quella costa che gli arabi sbarcarono con Al Furat; e perché è uno dei centri storici più affascinanti della Sicilia,con uno splendido barocco e con la caratteristica di essere abitata dalla comunità araba – essenzialmente tunisina – di più vecchia data in Italia,presente qui dagli anni sessanta. Fino a qualche tempo fa il centro storico di Mazara era considerato un luogo da evitare- era come si dice in sociologia,un’area segregata – a causa della scarsa conoscenza tra gli italiani e la comunità araba che vi risiede. Il primo progetto di Cristaldi consistette nell’avviare un opera di riqualificazione urbana,ma con la partecipazione della gente:nello spazio di pochi mesi questo centro storico è diventato la zona più visitata della città. A contatto e con la collaborazione dei residenti del centro storico,questa zona è rinata come un giardino un tempo abbandonato. Il lavoro continua a tutt’oggi,sviluppandosi sul terreno sociale se su quello culturale. Mazara sta ricreando ciò che fu la Sicilia nella sua storia:una esperienza feconda di vita e di società. ( ? )(interrogativo mio ).
Una mattina assolata Nicola Cristaldi mi portò nella piccola Via San Giovanni,non lontano dalla sede del Comune,per mostrarmi una grande lapide con questa iscrizione:
Mazara del Vallo
Della Mediterranea pesca
Inclita capitale
Madre di lavoratori audaci
Pescatori insonni
Ricorda
O diletti suoi figli
Travolti dal grande mare
Facile alle ire tempestose
Nel duro rischioso diuturno lavoro
Eleva preghiera all’Onnipotente
Onde loro conceda la pace dei giusti
Spera
Che leggi più eque rendano amiche
Le acque delle opposte sponde
L’Africana e l’europea
Nel nome del Dio universale
Padre di tutte le genti
Cristiane ed islamiche
Facendone un solo mare
Libero al lavoro,fecondo alla pace.
Il 28 Agosto 1977
Festa del patrono San Vito martire
Il Comitato.
Questa non è solo un’iscrizione,è una preghiera e una promessa. Dinanzi a un mondo arabo oggi in totale subbuglio,e più di un progetto politico o trattato internazionale,in quella piccola via si trova una promessa che tutti attendono, quella di raggiungere la convivenza, dunque la pace,dunque la serenità per calmare il mare turbolento della nostra storia.”
( Fouad Kaled Allam: - L’Islam spiegato ai leghisti”- pp.158-160 )
Ritengo Fouad Allam un autore interessante e godibile da leggere, al contrario di altri scrittori musulmani come Tariq Ramadan, e leggendo il comunicato ufficiale dell’amministrazione comunale che annunciava la presentazione a Mazara del libro scritto dal sociologo algerino “L’Islam spiegato ai leghisti”, in cui l’autore aveva dedicato alla nostra Città un intero capitolo, non nascondo che la curiosità di leggerlo è stata forte, tanto che lo comprai alla libreria Feltrinelli a Palermo, essendone sprovviste quelle di Mazara. Non ho competenze giuridiche, né sociologiche tanto meno antropologiche per potere avventurarmi in un dibattito o in una disanima del testo in questione. La mia curiosità era limitata su come l’esperto per il multiculturalismo e la multietnicità, ( quest’ultima è una parola che giudico priva di senso ), che il sindaco Cristaldi ha fortemente voluto perché collaborasse con la sua amministrazione, avrebbe affrontato e secondo quale prospettiva avrebbe analizzato la realtà degli immigrati tunisini a Mazara. Quali i punti di forza e quali le questioni irrisolte, come e quali iniziative il prof. Fouad Allam avrebbe proposto per dare sostanza a quella strategia dell’integrazione che appare agli esperti osservatori ancora incompiuta. Sulla questione,devo dire che grande è stata la mia delusione. Ho tratto l’impressione che non l’enclave tunisina né i suoi rapporti e la sua interazione con gli autoctoni sia stato l’obiettivo del saggista algerino. Quelle poche considerazioni scritte in quelle due pagine mi sono sembrate una sorta di piaggeria verso il sindaco di Mazara, al punto da arrivare a raffigurarlo come “un nobile dignitario normanno”: così come facevano un tempo i cantori di corte nel declamare le “gesta e la magnificenza del signore”. Un quadretto volto più a soddisfare la vanità che a descrivere la realtà. E in questo campo, Fouad Kaled Allam mostra tutta la sua abilità di scrittore di racconti fiabeschi; ed è nelle favole che sapientemente ripaga la magnificenza del suo generoso sindaco: leggere .“ Aladino, sul tappeto volante per trovare la speranza ".
mercoledì 28 dicembre 2011
Due poltrone per Uno
Anno nuovo giunta nuova. Dopo l’incompatibilità dichiarata dall’Ufficio Legislativo e Legale della regione Siciliana, l’ex commissario dell’Ato TP 2 Nicola Lisma è rimasto privo di una comoda poltrona; e con l’ abbassamento delle temperature minime previste nei primi giorni dell’anno, stare con le terga al freddo può provocare qualche malanno. Non sia mai, e poiché gli amici si vedono nei momenti di gran bisogno, ecco allora che sarebbe a disposizione per il nostro armatore la poltrona dell’attuale assessore alla Solidarietà sociale e pubblica istruzione, per la verità più per la solidarietà e meno per l’istruzione, dott. LA ROSA Riccardo, sodale di Lisma, ex Grilliano pure lui. Ma quella poltrona di assessore andrebbe molto stretta a Lisma a causa della sua stazza. Per accontentarlo, il primo cittadino farebbe accomodare il suo omonimo anche in quella del vicesindaco, ben più comoda e vellutata, lasciando a Giovanni Quinci, attuale vicesindaco, quella semplice, si fa per dire, di assessore con delega ai lavori pubblici e servizi alla città, salvo rimodulazione. Così prenderebbe forma la neo giunta Nicola & Nicola: una ventata di freschezza. Ce n’è tanto bisogno per la Città.
lunedì 26 dicembre 2011
Parole di Natale
On. Nicola Cristaldi – sindaco di Mazara
“« No, sono soldi miei, a meno che qualcuno non sostenga che i versamenti accumulati in una vita li debbano prendere gli altri. In più di trent’anni ho fatto una montagna di versamenti, milioni di euro. Adesso mi tocca riavere quel che è mio. Non sono uno sbarbatello della politica.»
Mons .Domenico Mogavero – Vescovo della Diocesi Mazara
“Il nostro Natale 2011 sia, allora, un pellegrinaggio nella fede verso la mangiatoia di Betlemme per lasciarci ammaestrare dalla povertà che accompagna il mistero di Dio che si fa uomo, venuto per servire e non per farsi servire (cfr Mc 10,45). Egli, infatti, ci spinge a dare alla nostra vita una svolta di essenzialità e di sobrietà nel momento in cui ci vengono imposti sacrifici pesanti.”
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