Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

venerdì 19 luglio 2013

Presentazione del Libro: " A Prescindere"




Pochi sanno che Antonio De Curtis, il principe Totò, chiuse la propria carriera teatrale proprio in Sicilia, a Palermo.
Aneddoti, testimonianze e curiosità sono nel libro del giornalista palermitano Giuseppe Bagnati, che per tanti anni ha lavorato alla Gazzetta dello Sport.
“Totò, l’ultimo sipario” è il titolo del volume edito dalla Nuova Ipsa Editore che sarà presentato venerdì 26 luglio alle 21,15 nell’atrio del Collegio dei Gesuiti in piazza Plebiscito a Mazara del Vallo. L’autore ha raccolto le testimonianze dei protagonisti dello spettacolo palermitano: Franca Faldini, Franca Gandolfi, moglie di Domenico Modugno, Mario Di Gilio, l’imitatore prediletto da Totò, Lando Buzzanca, allora giovane spettatore in loggione.
Interverranno il giornalista Vincenzo Prestigiacomo e l’autore del libro. Introduce e coordina la serata Luigi Tumbarello.
In occasione della manifestazione sarà allestita negli stessi locali una mostra di locandine e manifesti storici di film di Totò, grazie al materiale originale fornito dal collezionista Masino Di Salvo. La mostra sarà accessibile fin dalle ore 10.00 di venerdì. Durante la presentazione del volume saranno proiettati brevi filmati tratti da film e da interviste a Totò.
La manifestazione è promossa e organizzata dall’Associazione Alchimie e dall’Istituto Euro Arabo, con i patrocini del comune di Mazara del Vallo e della Nuova Ipsa Editore.

mercoledì 10 luglio 2013

Gli equivoci della innovazione

Il parco eolico nell'Orensund - Danimarca

di Antonino Cusumano. 

La lingua, si sa, rivela il pensiero fino a tradirlo, a illuminarlo, a supplirlo in certi casi, fino a metterne a nudo epifanicamente anche i più nascosti intendimenti. Nel lessico politico le torsioni e le contorsioni linguistiche sono oggi il segno più evidente ora del vuoto di idee e di progetti, ora dei raggiri sottintesi e delle imposture più infami. Le parole sempre più spesso sono piegate a violente distorsioni, a ingannevoli manomissioni. Accade così che si usi in modo disinvolto e senza suscitare sorpresa  l'espressione “parco eolico” per indicare un impianto di pali piantati in mezzo al mare, a meno di due miglia dalla costa.
Quando leggo “parco” penso in prima istanza ad un ambiente naturale protetto, ad un luogo lussureggiante di piante e animali, ad uno spazio pubblico da tutelare o da valorizzare. Associare alla parola “parco” un insieme di 48 antenne con eliche ruotanti che fuoriescono dall'acqua per 150 metri, fissate nel fondale marino lungo il tratto antistante Capo Feto, Margi Spanò e Punta Biscione, ovvero tra la costa di Mazara e Petrosino, è operazione quanto meno bizzarra, per non dire ambigua. L'ambiguità trova conferma nelle parole inglesi che accompagnano con un tocco esotico la locuzione “parco eolico”: off shore, che letteralmente significa “al largo, lontano dalle coste” ma per estensione metaforica fa riferimento anche a imprese fittizie create in centri finanziari sinonimi di paradiso fiscale.
Che si rischi di consumare un ennesimo misfatto al patrimonio ambientale è più che un sospetto. Del resto, sul fronte dei beni culturali Mazara ha già alle spalle una lunga storia di colpevoli e imperdonabili  “distrazioni”. La mente corre all'esempio più clamoroso: il palazzo  municipale di Piazza della Repubblica. Un monstrum di alluminio e cemento che ha nella sua struttura aggettante la cinica protervia del potere. Ma più indietro nel tempo altre ferite sono state inferte sul corpo della città: si pensi solo alla costruzione dell'edificio della Cassa mutua marittima accanto al monumento arabo-normanno della chiesa di san Nicolò Regale e all'elevazione di grattacieli nel pieno centro storico. Senza contare lo scempio urbanistico perpetrato ai danni del litorale di Tonnarella. Più recentemente si è per fortuna scongiurata la realizzazione di un imponente porto turistico davanti al lungomare che avrebbe privato i mazaresi di uno dei pochi privilegi gratuiti goduti fin qui: lo spettacolo offerto dall'orizzonte del mare.
La progettazione di un megaimpianto infrastrutturale di produzione di energia eolica a poca distanza dalla costa, in mezzo al mare, costituisce una grave minaccia per l'equilibrio ambientale e paesaggistico. Pensavo fosse acquisita nel senso comune e collettivo la convinzione del danno prodotto dalla pervasività di queste altissime “croci” disseminate sul territorio, che a me sembrano disegnare tanti penosi calvari lungo i crinali delle valli del nostro entroterra. Se si considera che agli effetti rovinosi sul paesaggio si associano la scarsissima redditività e l'altissima densità di infiltrazioni mafiose e di corruttele, si stenta davvero a credere che possa esserci ancora qualche ingenuo o qualche buontempone che scambi queste operazioni di profitto privato per opportunità di occupazione e di sviluppo economico. Le stesse offerte di lavoro sarebbero comunque di breve momento, limitate all'effimera fase dell'istallazione, mentre l'impatto di queste pale innalzate in mezzo al mare resterebbe monumento alla stoltezza, memoria dell'inganno, oltraggio incancellabile alla bellezza.
È quanto meno singolare che coloro che sostengono, in nome delle innovazioni, le ragioni di questo mito salvifico affidato alla costruzione del cosiddetto “parco eolico”, siano gli stessi che rivendicano la vocazione turistica del nostro territorio e trascurano di considerare che l'impianto sorgerebbe in presenza di una prospiciente e ampia area protetta (questa sì, vero e proprio parco), di interesse comunitario e di riconosciuto valore naturalistico. La Sicilia non è l'Inghilterra né la Danimarca, dove queste turbine che emergono dal mare sorgono comunque a più di venti chilometri dalla costa. Sarebbe insensato pensare di assumere questi modelli, impropri per dimensioni strutturali e caratteristiche naturali. Le contraddizioni  non finiscono qui, se si prendono in considerazione altri fattori: i rischi sismici di origine geologica, le conseguenze sulla piccola pesca e sulla navigazione, le ripercussioni sulle correnti marine e sugli habitat delle specie animali.
Ma un'argomentazione su tutti dovrebbe essere prevalente, quella che ci suggerisce la storia e ci offre la natura, ovvero la difesa di quanto abbiamo ereditato e che ci fa diversi, riconoscibili, credibili. Se avessimo più rispetto per la bellezza dei luoghi che abitiamo, avremmo probabilmente consapevolezza che i beni ambientali e culturali non sono velleitario appannaggio di minoranze nostalgiche che negano il diritto alle innovazioni tecnologiche, ma sono invece preziose  risorse economiche da gestire con intelligenza, occasioni di benessere  e di sviluppo civile, capitali fondamentali del nostro patrimonio storico e identitario.  


martedì 9 luglio 2013

Al Lucasdesign, a Mazara,personale di Giacomo Cuttone.


I quadri di  Giacomo Cuttone abbracciati da armoniosi oggetti in design

Incuriosisce, prende l’ occhio, attrae fino ad incantare la personale, molto originale quanto azzeccata, di Giacomo CuttoneI-soli-tudine – Fra le Isole” che fino a domenica  21 luglio i buon gustai dell’ arte possono visitare e deliziare la propria vista  nei locali di Lucasdesign,  in Mazara, al civico 47 di Corso Umberto.
La personale del prof. Cuttone, titolare della cattedra di Arte e Immagine alla scuola secondaria “G. Grassa”, infatti, questa volta è deliziosamente offerta tra colorati, affascinanti oggetti di design del nuovo fiammante Lucasdesign gestito dall’ architetto Rosaria Messina, detta Nuccia, che accoglie i visitatori con l’ antico, nobile, molto apprezabile stile della nobildonna siciliana.
“Sì, stavolta ho voluto aderire a un sistema, indubbiamente originale, di esporre le mie opere – dice Giacomo Cuttone, rispondendo alla mia domanda: perché una personale in mezzo a oggetti di design? -  Ed ho creduto sin dall’ inizio della bontà proposta fattami dall’ architetto Nuccia Messina. Trovo che l’ accostamento dei quadri agli oggetti proposti in Lucasdesign, pieni di colori e luci, ricchi di forme e sfumature, rappresentanti l’ espressione tecnica in prodotti destinati all’ estetica degli ambienti rafforzi l’ arte che c’ è negli uni e negli altri”.
Parliamo di arte e ne parliamo sapendola ospite di un luogo dove regna prioritaria la tecnica incorporata in oggetti di design – ha sottolineato Gianni Di Matteo, tecnico designer, che ha curato il testo della brochure di presentazione della personale di Cuttone  - Navighiamo tra la più avanzata attualità tecnica e il respiro esistenziale del fare artistico … a complicare ulteriormente il discorso il “vezzo” dell’ autore che vuole giocare con le parole”.
E il riferimento al titolo della mostra I-soli-tudine -fra le Isole è chiaro. Su esso il professore artista sottolinea: “In un’ era dove tutto è veloce; e per questo tutti corriamo senza possibilità, tranne in casi eccezionali,  di riflettere, ho voluto dare questo titolo affinché qualcuno potesse trovare il giusto senso delle parole e del loro significato espressivo,così come lo esprime, a chi sa osservare,  un’ opera pittorica o  scultorea. Non poche volte e non in  poche occasioni ci si trova soli, in solitudine, staccati dal mondo, fuori dalle altre realtà, vivendo fra le isole”.
Giacomo Cuttone, formatosi all’ Accademia di Belle Arti di Palermo, è protagonista in eventi culturali dal 1972. Numerose le sue partecipazioni a collettive; altrettante  le mostre personali tenute sul territorio nazionale. L’ ultima quella dell’ anno scorso (2012) a Roma, al Lavatoio contumaciale diretto dall’ artista poeta Tomaso Binga.
Ha illustrato diversi libri di poesie e riviste letterarie. E’ coautore di Compagni di strada camminando (2003) Edizione Riccardi, Quarto(NA) e ‘Elmotell Blues (2007) Navarra Editore (PA), insieme a Gianmario Lucini, del   Canto dei bambini perduti (2013) Edizioni CFR, Piateda (SO).
Tra i suoi cantori più affezionati annovera il poeta-scrittore Antonino Contiliano, già preside in Istituti Superiori.
Nell’ accogliente showroom di Corso Umberto Cuttone propone, per la delizia degli occhi dei fortunati visitatori, alcune sue opere di veramente straordinaria bellezza e verve artistica.
 Lo dico da non critico d’ arte, riconoscendo e confessando i miei limiti nella cultura della nobilissima arte pittorica:   a prescindere dalla capacità individuale di saperli guardare e apprezzare, con occhio “educato alla pittura”, i quadri del professore Giacomo danno il senso concreto della esaltazione estetica e della valorizzazione che regalano all’ ambiente che li espone, costituendo per esso un vero valore aggiunto.

Attilio L. Vinci



lunedì 1 luglio 2013

Amministrative a Mazara: L’attrazione del potere.


Giorgio Dal Canto:Il Potere - la corsa a salire sul carro del vincitore-

Secondo indiscrezioni molto attendibili, vi è euforia nell’entourage vicino a Cristaldi.Si consolidano alleanze clamorose che rompono gli schemi tradizionali. C’è la corsa a salire sul carro del vincitore.

Sarà pure un segreto di Pulcinella, ma in ambienti politici vicinissimi al sindaco di Mazara, si parla di new entry a suo sostegno con liste autonome, e tra costoro nomi altisonanti destinati a suscitare clamore. Personaggi “politicamente autorevolissimi”, che cinque anni fa hanno sostenuto Tony Scilla o Vinnuccia Di Giovanni, sembrano intenzionati a prendere la chiatta e passare con i loro voti nell’altra sponda, offrendo il loro appoggio a colui che fu il nemico giurato. Appare molto abbottonato,a quanto si dice, il sindaco Cristaldi, e invita tutti a darsi da fare e formare proprie liste; c’è tempo per discutere di coalizioni, di alleanze organiche e di apparentamenti. L’ex deputato appare abbastanza sicuro di se o quanto meno del carisma che gode tra i suoi concittadini, nonostante qualche alto e basso e qualche critica sferzante, ma le critiche fanno parte del gioco.
La strategia sembra essere la stessa di quattro anni fa. “ Lui intanto è candidato”, dicono  alcuni consiglieri comunali che lo supportano, ma non è disponibile a inserire nella sua lista chiunque ne faccia richiesta. Chi avanza pretese di alleanze lo faccia nelle regole del gioco, attraverso liste proprie e autonome, senza accordi precostituiti. Su questo punto, Cristaldi è coerente con il suo percorso politico. Oltretutto appare sicuro di arrivare al ballottaggio e poi vincere la sfida. Sa che i suoi concittadini voteranno con il cuore, e lui è bravo a suscitare passioni e sentimenti.
Da vecchio  e consumato attore, si muove a suo agio nel palcoscenico della politica, avendo preparato il suo canovaccio di interventi amministrativi con minuzia e attenzione, secondo schemi collaudati che dimostrano, nonostante proclami e trasfigurazione di immagine, che la politica si muove sempre allo stesso modo: così si preparano ad entrare in funzione qualche decina di cantieri che consentirà un momentaneo lavoro per decine di operai, si inaugurerà il “ Monumento ai pescatori”, sarà terminata la “sopraelevata”, sarà fatto il restyling del “ Palazzaccio”. Quello che importa è il fine, non l’utilità. Se poi riuscirà anche, e di questo ne è convinto, a dare inizio ai lavori di dragaggio del porto canale il gioco è fatto. La gente si dimenticherà della ferrovia e di altre promesse fatte durante la precedente campagna elettorale.
Tutto scontato allora? No. Le strane alleanze, soprattutto quelle con parti del PD ex Letta ed ex Renzi, nonché con un’altra parte molto vicina ad un sindacato, potrebbero non essere comprese dagli elettori e considerate un “ inciucio”; esse potrebbero essere oggetto di forti critiche politiche che favorirebbero, in segno di protesta, gli avversari; soprattutto perché la gente non capirebbe quella tracimazione dei potenti supporter della Di Giovanni di quattro anni fa verso il sindaco Cristaldi.
Intanto, tra gli alleati di Cristaldi, sembra che vada prendendo corpo l’ipotesi di una lista degli ex “ Liberi” con Vito Billardello, assessore alla solidarietà sociale. Questa nuova formazione supererebbe agevolmente lo scoglio del 5% e potrebbe far valere con autorevolezza il suo peso politico condizionando in modo determinante l’assetto amministrativo in caso di vittoria di Cristaldi.

martedì 25 giugno 2013

Mazara:Caos Politico



Che tipo di elezioni amministrative si prospetteranno per i cittadini mazaresi il prossimo anno? Sicuramente saranno elezioni dai toni aspri,con candidati sindaci e relative liste di appoggio che faranno di tutto per demolire i reciproci avversari.
La campagna elettorale sarà improntata più sugli uomini che sui partiti, sulle antipatie o simpatie che verso di loro si provano piuttosto che sulle proposte politiche che saranno presentate, sulla capacità di sapere esprimere alleanze e consensi anzichè programmi. D'altronde i programmi sono e resteranno tali sulla carta.
Nel momento in cui la politica è passata dalla forma partitica a quella movimentista, con i partiti tradizionali, sempre più deboli e confusi, sostituiti da movimenti e liste civiche non soggette a regole, i candidati che saranno in grado di sapere coagulare attorno alla propria immagine forti appoggi, trarranno senz’altro benefici al fine di superare il primo turno e andare al ballottaggio. Perché è fuor di dubbio che la partita sarà giocata avendo come obiettivo il ballottaggio.
Azzeccare gli apparentamenti giusti significa aumentare le possibilità di vittoria. Per far ciò, la strategia è quella di formare liste forti tali da superare agevolmente lo sbarramento del 5% fissato dalla legge.
Nonostante sia abbastanza folta la lista degli aspiranti candidati a primo cittadino, tuttavia la lotta sembra attestarsi su due candidati: il sindaco uscente on Nicola Cristaldi e l’imprenditore Vito Torrente.
In uno stato confusionario sembra trovarsi il PDL. La candidatura dell’ex assessore alle finanze Giuseppe Siragusa è legata al destino del sen.D’Alì. Se quest’ultimo uscirà indenne dal processo che lo riguarda, allora la candidatura del prof. Giuseppe Siragusa non troverà ostacoli, forte dell’appoggio del senatore in provincia; resta comunque l’incognita Toni Scilla, ma per l’ex deputato regionale sembra non esserci spazio per una candidatura bis nel PDL, ma potrebbe giocare con intelligenza tattica le sue carte in appoggio a qualche candidato,considerato che può ancora contare su un seguito abbastanza forte in termini di voti; ma si sa che il potere logora chi non ce l’ha, e da qui a qualche mese i rapporti di forza potrebbero cambiare e vi potrebbero essere altre defezioni nell’ex gruppo di Forza Sud.
In maniera certosina,non lasciando niente al caso, attraverso una strategia militare, Vito Torrente  prepara da tempo quella che potrebbe essere considerata una potente macchina da guerra elettorale. Si muove in tutte le direzioni, da destra al centro e a sinistra; tesse la sua tela aggregando e coagulando attorno a se una serie di liste di appoggio di notevole peso elettorale. Il suo obiettivo è quello di arrivare al ballottaggio, non sottovalutando le insidie che possono ostacolare il suo percorso alla conquista della poltrona di primo cittadino.
Caos in casa PD e M5S.
Il PD o quel che ne rimane,appare sempre più lacerato e diviso: una parte, o almeno alcuni esponenti dell’ex area Letta sembrano flirtare con il movimento di Cristaldi, un altro frammento sembra costituire una testa di ponte che possa riavvicinare l’area vicina all’ex sindaco Giorgio Macaddino a Vito Torrente; rimangono i gucciardiani in attesa di una candidatura di bandiera. Comunque il PD sembra essere fuori gioco ma potrebbe diventare determinante se decidesse di sostenere Torrente.
All’insegna del dilettantismo puro il M5S alle prese con meetup e regolamenti ai quali sembrano volere restare fermamente ancorati nell’esprimere le loro candidature di portavoce sindaco e di cittadini consiglieri. Esaurita la sbornia per l’inaspettato successo alle politiche del febbraio scorso, adesso i cittadini grillini devono misurarsi con la realtà di una campagna elettorale incentrata sugli uomini e sulla loro capacità di raccogliere consensi e non sulla protesta. Si renderanno conto che la Rete e i social networks da soli non saranno sufficienti a garantire loro successo e rappresentanza. Inoltre, fino a questo momento solo due militanti, inviando il  loro curriculum, hanno di fatto dato la disponibilità alla candidatura di portavoce sindaco. Due giovani uno dei quali ingegnere. E’ preclusa qualsiasi candidatura esterna e non militante al movimento grillino.
Se i requisiti di candidabilità richiesti saranno quelli del non statuto, allora questo movimento rischierà di uscire assai dimensionato rispetto al successo di qualche mese fa; è assai improbabile che M5S possa costituire una valida alternativa a Cristaldi e Torrente. Però mai dire mai, vista le sorprese uscite dalle urne a Messina e Ragusa.
Qualche annotazione va fatta sul movimento futurista, a Mazara creatura dell’on. Cristaldi, che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare un contenitore di idee e di proposte nuove, che si prefigge, però, come obiettivo, un progetto politico più ampio e articolato a livello regionale e nazionale. Sembra essere nelle intenzioni del primo cittadino mazarese confederare il suo movimento con altri contenitori di delusi e di bocciati, che facciano riferimento soprattutto a quella A.N. di Fiuggi  prima che confluisse nel PDL. Tale confederazione costituirebbe un coacervo politico che andrebbe dai futuristi finiani passando per Nania e aggregando la destra di Storace, i disperati abbandonati dal PDL e quel nugolo di personaggi senza bandiera e senza virtù alla ricerca di un punto di riferimento in cui soddisfare le proprie inesauribili ambizioni. Viene difficile immaginare che da relitti così malmessi si possa costruire un vascello regale con un equipaggio disciplinato e motivato
A Mazara, nell’entourage di Cristaldi si farà sentire la defezione di Giovanni Quinci, vero regista della vincente campagna elettorale di Cristaldi di quattro ani fa. Rimane ancora un mistero il motivo del suo licenziamento dalla giunta, soprattutto considerando che l’ex vicesindaco ha sempre condiviso lealmente, anche se con qualche perplessità, tutti i progetti politici di Cristaldi, dal PDL al naif “Partito-Città” fino al Movimento dei Futuristi. La defezione di Quinci sarà, a quanto si mormora, sostituita da new entry di diversa area con i quali Cristaldi sta lavorando alla ricerca di consensi una volta essersi liberato dell’etichetta del partito di Berlusconi. Da questo lato le sorprese non mancheranno e alcune, secondo indiscrezioni potrebbero essere eclatanti.
Aspettiamo che la campagna elettorale entri nel vivo per saperne di più.

sabato 15 giugno 2013

Il grande brick


C’è un tempo per seminare e un tempo per raccogliere. C’è un tempo per pensare e uno per realizzare.
Lo scrittore e giornalista Khaled Fouad Allam è stato chiamato dal sindaco Cristaldi, immediatamente dopo la sua elezione, come consulente esperto a sostegno del “processo di sviluppo della città nel contesto euro mediterraneo”, in quanto il sogno di Cristaldi è quello di fare della sua città -“la piccola grande capitale della multiculturalità e della multi etnicità”-.
La scelta di nominare esperto e consulente l’ex deputato dell’Ulivo, algerino di nascita, naturalizzato italiano, era stata giudicata felice da chi conosceva lo scrittore e saggista.
Incontrai per la prima volta Fouad Allam una domenica, dopo l’elezione di Cristaldi a sindaco, in un bar di Piazza Mokarta a Mazara e dal breve scambio di parole mi è sembrato che conoscesse poco della comunità tunisina. Inoltre le idee non erano chiare su come organizzare il proprio lavoro in città. Mi accennò ad un ipotesi di lavoro con gli studenti delle secondarie e ad un possibile incontro con poeti musulmani. Non so se queste ipotesi ebbero un seguito. Io preferivo parlare del suo libro appena letto: “La solitudine dell’occidente” e di cosa pensasse dei musulmani moderati e se tra costoro potesse far parte anche Tarik Ramadan. Ricordo che il suo giudizio su quest’ultimo non è stato lusinghiero.
Trascorso qualche mese,la lettura di un raccontino di sapore fiabesco, da mille e una notte, Aladino, sul tappeto volante per trovare la speranza", pubblicato su un importante quotidiano nazionale, mi ha indotto a riconsiderare il ruolo di Fouad Allam in riferimento all’incarico ricevuto e ben retribuito come consulente.
Quel racconto mi era sembrato nient’altro che l’affresco di un quadretto di lusinghe piuttosto che una descrizione della realtà degli emigrati tunisini; era senz’altro un modo per ripagare la magnificenza del suo generoso sindaco.
Perplessità confermate, in seguito, leggendo un altro suo recente libro: L’Islam spiegato ai leghisti” con riferimento al capitolo dedicato a Mazara e in particolare a Cristaldi.
Il libro doveva essere presentato a Mazara, ma per la data annunciata non se ne fece nulla.
Ho tratto l’impressione che non la comunità tunisina né i suoi rapporti e la sua interazione con gli autoctoni sia stato l’obiettivo del saggista algerino. Quelle poche considerazioni scritte in quelle due pagine mi sono sembrate una sorta di piaggeria verso il sindaco di Mazara, al punto da arrivare a raffigurarlo come “un nobile dignitario normanno” così come facevano un tempo i cantori di corte nel declamare le gesta e la magnificenza del signore. (Fouad Kaled Allam: - L’Islam spiegato ai leghisti”- pp.158-160).
L’ultima esternazione di qualche giorno fa di Fouad Allam, sempre nelle vesti di esperto e consulente del sindaco, rappresenta un vero colpo di genio creativo, una ciliegina sulla torta: “Tenteremo per la prossima edizione della padellata 2014, ha detto il sociologo, di coinvolgere chef ed esperti enogastronomici del nord Africa per entrare nel guiness dei primati con la più grande padellata di brick, piatto tipico tunisino che si va diffondendo anche in Italia”.
Sta tutto qui il contributo,in quattro anni, di un esperto di fama internazionale come Fouad Allam nel “processo di sviluppo della città nel contesto euro mediterraneo”?
Apprezziamo l’idea, ma si ha il ragionevole dubbio che questo brick risulti molto salato per la collettività, ammesso che nel 2014 si possa realizzarlo e che Cristaldi venga confermato in quei giorni sindaco.

martedì 4 giugno 2013

La tolleranza in Corso Umberto


E’ uscito  il secondo numero  del  periodico Dialoghi Mediterranei, pubblicazione on line dell’ istituto Euro Arabo di Studi Superiori di Mazara del Vallo.
 Dialoghi mediterranei vuole essere un luogo d’interazione, di confronto e di dialogo tra culture, tra punti di vista e modi di pensare diversi,e si  propone di essere un osservatorio sia sulla realtà locale in cui si trova a operare, sia su un contesto più ampio, che è quello euro-mediterraneo.
Mi è sembrato interessante pubblicare l’articolo di Naor Ben-Yehoyada,un antropologo israeliano che ha vissuto per molti mesi nella nostra città nella quale ha condotto una ricerca  sulla flotta peschereccia mazarese e le relazioni intercorse tra le due sponde interessate dalle attività di pesca.
L’articolo in questione,con sottile ironia, pone lo sguardo,non fugace e superficiale come di solito siamo abituati a fare, su un particolare scritto su uno dei tanti vasi che arredano la città.
La  Tolleranza in Corso Umberto

 di Naor Ben-Yehoyada

 Tolleranza([tolle’rantsa] s.f.): qualità per cui si permettono e si accettano idee e atteggiamenti diversi dai propri o si dimostra comprensione per gli errori e i difetti altrui.
[tol-le-ràn-za] s.f. (2) Disposizione a comprendere e a rispettare idee e comportamenti diversi dai propri: tolleranza culturale, religiosa; atteggiamento  comprensivo; SIN:indulgenza: mostrare tolleranza  per i difetti altrui || casa di t., in cui veniva esercitata la prostituzione legalizzata | t. zero, nel l. giornalistico, politica di assoluta severità contro criminalità, illegalità ecc.
Attitudine a mostrarsi ragionevoli, comprensivi verso idee, credenze religiose, sistemi politici diversi o contrari ai propri: t. religiosa; la democrazia si fonda sulla t.; i fanatici non conoscono la t. 
La passeggiata in Corso Umberto I offre ai Mazaresi un incontro con la tolleranza in senso inverso. Camminando verso nord sul lato ovest del Corso, dal mare verso l’entroterra, subito dopo l’incrocio con la Via Settevanelle, ci s’imbatte su un vaso colorato. La giara fa parte del progetto già discusso a lungo della “riqualificazione del centro storico” che ha coinvolto “artisti ed imprese locali.” Ma oltre la firma d’artista del Sindaco in giro per la città (così lo interpreta il giornalista Rino Giacalone), l'on. Cristaldi ed i suoi collaboratori nel progetto sembrano aver voluto - tramite questa giara particolare - insegnare ai cittadini mazaresi ad apprezzare qualche concetto relativo all’etica della coesistenza interculturale.
A differenza delle ceramiche collocate sui molti muri nelle vie di Mazara, che mostrano messaggi e citazioni delle persone notissime nel mondo per il loro impegno per la pace e la convivenza, questo vaso porta il suo messaggio in modo letterale, testuale: tra una fila di persone con le mani alzate in alto e due simboli di sole (uno rosso, l’altro giallo), è scritta in mezzo la parola “tolleranza” in tre lingue.
La fila delle figure dai colori diversi forse simboleggia la diversità, contesto e premessa della tolleranza (se non fosse la diversità, probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di parlare della tolleranza), e i due soli radiosi alludono al futuro o all’ottimismo. Si tratta tuttavia di simboli, ormai mondiali, di questi temi. Sono le parole scritte che c’insegnano il messaggio della tolleranza nel modo più diretto. La maggior parte dei passanti riconosce quella scritta in italiano: lettere maiuscole dai colori rosso, giallo, nero, verde, rosa, e così via, su uno sfondo di mosaico bianco. Che la scritta in italiano sia rivolta verso nord e l’entroterra, va bene con la geografia cognitiva in loco, ove gli immigrati - quelli da tollerare - arrivano dal sud. L’autore del vaso e del messaggio (non si sa se la stessa persona che aveva eseguito il lavoro artistico ha anche posato la giara nel modo così rilevante nella rosa dei venti) ha tentato di esprimere la tolleranza, scrivendo questa parola anche in due altre lingue: arabo e cinese. Tra queste due lingue, è l’arabo che è rivolto verso il mare. Scritte in nero su bianco, si distinguono sette lettere della grafia araba. 
Sarebbe certamente la tolleranza che l’autore aveva in mente quando cercava di esprimere questo concetto in tre lingue diverse che ormai rappresentano la composizione sociolinguistica della cittadinanza di Mazara. Se la tolleranza significa l’attitudine “a mostrarsi ragionevoli, comprensivi verso idee, credenze religiose, sistemi politici diversi o contrari ai propri”, allora scrivere in lingue altrui esprime quest’attitudine.
Ma la tolleranza non è solo un concetto etico nell’Italia odierna. È una prova. Esprimendola, si mette in gioco la capacità di essere all’altezza degli atteggiamenti che essa ci esige. Purtroppo, nel tentativo di mostrarsi comprensivo verso la cultura araba, l’autore del vaso ha dimenticato di verificare se in arabo si scrive dalla sinistra alla destra, come in italiano, o invece dalla destra alla sinistra. Il risultato che si legge sul vaso nella corretta traduzione non è la parola araba “la tolleranza” ossia Tasaamuh, ma una sequenza che comprende tutte le lettere della parola araba, scritte però in senso inverso. Invece di questa parola:


leggiamo questa successione di lettere:


 Non ho intervistato l’autore benintenzionato, ma possiamo forse ricostruire il suo errore. Forse è andato su qualche motore di ricerca online. Chissà se ha messo la parola in italiano copiando le lettere arabe che sono spuntate e poi incollandole su un programma adatto? In ogni caso, se avesse presentato questa catena di lettere a qualsiasi persona che conosce l’arabo (non c’era certo bisogno di prendere il pullman verso Palermo o Trapani), gli avrebbero detto immediatamente che arabo questa sequenza di lettere non è.
Cercate di leggere questa parola:
AZNARELLOT
È lo stesso.
Se una persona di origine araba si rendesse conto del significato esatto di questo vaso, potrebbe assumere l’offerta di tolleranza (così maldestramente rovesciata) come offesa. Quelli a cui ho chiesto in giro mi hanno risposto che non hanno osservato questo vaso con attenzione. Meno male.


lunedì 27 maggio 2013

Mostra antologica di Vito Gallo


Mostra antologica di Vito Gallo
Galleria d’Arte Contemporanea “Santo Vassallo”
Complesso monumentale “Filippo Corridoni” – Mazara del Vallo
25 Maggio-16 Giugno 2013

Il linguaggio neocubista nella produzione artistica  di Vito Gallo*

“La pittura è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama”.
Renato Guttuso


Scrivere del lavoro di una vita di un artista è sempre una grossa responsabilità; se aggiungiamo, poi,  che lo si conosce da moltissimi anni e – oltre all’Arte – ci uniscono amicizie, luoghi, mostre, professione e un rapporto di stima reciproca, l’impresa diventa ardua, ci si sente un po’  inadeguati, si ha il timore nel dover esprimere un giudizio e che sia, soprattutto, separato da fattori esterni alla produzione artistica in se. 
Il mazarese Vito Gallo, acquerellista, pittore, scultore e pittore-scultore di ceramica (non ceramista), ha alle spalle una lunghissima carriera fatta di esposizioni ( la prima risale al 1962)  e di lavori pubblici e privati, disseminati un po’ in tutta la provincia, che arricchiscono palazzi, chiese, scuole, istituti di credito, cappelle gentilizie ed edifici commerciali. 
I suoi bassorilievi in ceramica (pezzi modellati e incastrati come in un puzzle), che rifuggono dalla decorazione pittorica (tipica dei ceramisti),  da sempre,  non sono  altra cosa rispetto alle sue opere grafico-pittoriche (oli, acquerelli, tecniche miste o altro), identico rimane il linguaggio,  stessa raffinatezza, bellezza e forza espressiva, uguale è la dignità data dall’artista.
La ceramica,  considerata da sempre sorella minore della pittura, nella ricerca di Gallo – esattamente come hanno fatto, nel Rinascimento,  Luca e Andrea della Robbia  –  viene   elevata  a tecnica espressiva che non ha niente da invidiare a quelle, tradizionalmente, considerate tali. 
Il linguaggio di Vito Gallo, pur nella sua classicità nell’uso dei materiali , è straordinariamente moderno e sottilmente contemporaneo per  lo stile  e per  le tematiche affrontate, anche quando fa riferimento alla  mitologia , al sacro, alla storia o alla cultura materiale e della tradizione.  Queste categorie servono all’Artista come recupero della memoria del  passato  per trarne, per se e per gli altri  (soprattutto le nuove generazioni) gli insegnamenti necessari per affrontare con maggiore consapevolezza il presente.
Lungo la sua carriera Gallo si è dedicato, anche,  alla pratica del ritratto, e l’impegno profuso in questo ambito, risulta essere notevole. 
La ricerca di Vito si muove, a mio parere,  lungo il binario tracciato dal Fronte Nuovo delle Arti, la cui poetica si sintetizza nel cosiddetto “Manifesto del neo-cubismo”: elaborazione di un nuovo linguaggio visivo “moderno” che coniugasse realismo e astrattismo secondo modalità neocubiste, privilegiando composizioni formali più strutturate, capace ancora di evolversi sia nella direzione realista che in quella astrattista. Il movimento cioè che, a partire dalle influenze della scultura africana e dalla sperimentazione di Cézanne, promuove il rinnovamento del linguaggio nella forma tipica del cubismo, ovvero dell’ espressività artistica come scomposizione della figuratività dell’oggetto abbandonandone completamente la visione prospettica e naturalistica.
Il neo-cubismo di Vito Gallo però non ri-fugge dalla forma, dallo schema o dalla rap-presentazione;  nell’uso dei colori, poi, presenta pure una componente fortemente psicologica che ri-chiama certe teorie gestaltiche. 
Ma il pittore mazarese è, anche e soprattutto, figlio della terra di Sicilia e della sua Città e, le sue pitture, intrise del  chiaro e dello scuro  che caratterizza le contrade di Mazara del Vallo, ne riflettono lo spessore con identità creativa e problematica: la luce è immensa, emana calore, riscalda,  s-fuma i contorni, dà speranza, allunga l’orizzonte; le ombre sono nette, taglienti, fredde, fanno ri-saltare i volumi,  ci  bloccano al-di-quà della soglia  del pessimismo e/o dello  scoraggiamento.
Giacomo Cuttone











venerdì 24 maggio 2013

Finito il flirt tra Onda Nuova e “ I Futuristi”?

                                                             Onda di risacca

 -Onda Nuova-, il movimento politico fondato dalla dott.ssa Doriana Licata,si muove in modo oscillatorio alla ricerca di visibilità politica. Discutibile, però, è il carosello delle alleanze finalizzate a raggiungere tale visibilità.
Inizia con Forza Sud di Miccichè:
 -“Il Movimento Onda Nuova rappresenterà uno sprone al progetto autonomista e sicilianista promosso da Gianfranco Micciché, per realizzare un cambiamento reale che abbia al proprio centro l’esclusivo interesse di risolvere le problematiche e promuovere lo sviluppo territoriale della Provincia di Trapani”- ebbe a dire con entusiasmo Doriana Licata.
Flirt durato pochi giorni perché, poche ore prima della presentazione delle liste, avviene l’innamoramento dell’Onda con il –MPA-Partito dei Siciliani- di Lombardo Raffaele.
“- Per la realizzazione di questo progetto, che mira a trasformare la Sicilia da terra di mercato a territorio che produce, e nel suo esclusivo interesse, continuerò a spendermi, senza riserve e con tutta me stessa, in nome di ideali, più che di ideologie, anche una volta eletta all’Ars”-.dichiara ancora una volta Doriana Licata.
E’ l’ideale e non l’ideologia l’energia che spinge il movimento dell’Onda Nuova.
Poichè l’Onda si è dimostrata meno carica di energia di quanto ne sarebbe stata necessaria, è venuta meno l’elezione all’Ars.
L’indomita Doriana Licata,convinta però che la sua Onda Nuova ha capacità e potenzialità energetiche tali da proiettarla,se sapientemente calibrate e rinvigorite, nella sospirata dimensione politica regionale,divorzia dal partito dei siciliani e va alla ricerca di nuove fonti di energia con le quali alimentarsi. Nel far ciò,viene folgorata da un incontro ravvicinato con“ I Futuristi”, il neo movimento disegnato dal sindaco di Mazara, on. Cristaldi,il quale,dopo avere abbandonato il suo PDL, era rimasto insoddisfatto del prototipo di partito personale da lui progettato in modo approssimativo e denominato -Partito Città .
L’adesione di Onda Nuova al neo movimento cristaldiano è entusiastica come sempre:
-“Non c'è altra strada se non quella di ritrovarsi insieme coloro che credono ancora nei valori, nei principi e nelle regole – chiosa ancora Doriana Licata – per sconfiggere il vecchio metodo della politica che pur di restare in sella si allontana sempre più dalla gente e dai problemi concreti delle persone”.
E’ l’incipit del manifesto del nuovo che avanza.
Passato un mese e qualche giorno, ecco che la nostra non smentisce l’ondivago pensiero,e si allea,questa volta da cofondatrice, con il movimento - Democratici Riformisti- uno dei tanti rami di quello che è il PD in Sicilia,con la benedizione dell’on Salvatore Cardinale,del sempre eterno Enzino Culicchia e dell’ex,ma ex che più ex non si può, ex ministro Salvo Andò.
 “Si tratta –dichiara Doriana Licata– di un riconoscimento importante ma anche di una assunzione di responsabilità che ricade sull'intero movimento Onda Nuova. Non c'è infatti nulla di personale in questa nomina, ma la conferma che il lavoro capillare di rinnovamento che abbiamo svolto in questi anni è stato apprezzato e riconosciuto anche fuori dai confini trapanesi. Entriamo a far parte dei Democratici Riformisti da cofondatori del movimento. Lo riteniamo uno strumento significativo, nel panorama politico siciliano, per imprimere una reale svolta riformista al governo della Regione ed alle amministrazioni sul territorio.”
Sono sempre i valori e gli ideali l’energia propulsiva che dà movimento all’Onda; energia che va diminuendo nel tempo e trasforma l’Onda in risacca.
Intanto a Mazara il sindaco Cristaldi ,dopo avere azzerato la giunta,si accinge a rimodularla per le prossime amministrative.
Caro sindaco, in nome degli ideali e dei valori comuni,c’è posto per Onda Nuova nella sua futura giunta di futuristi?

sabato 18 maggio 2013

Una mosche a Mazara del Vallo?




Il ricco uomo d’affari del Qatar Sceicco Al-Hemadi disponibile a finanziarla

La visita dell’uomo d’affari dell’emirato del Qatar sceicco Mohamed Al Hemadi ha provocato entusiasmi e speranze sia a livello del governo regionale presieduto da Crocetta,sia nelle amministrazioni locali che Mr Al-Hemadi ha voluto visitare,per un rilancio dell’ economia isolana.
Per la verità non riusciamo a capire il perché di tanto entusiasmo. Il finanziere arabo sta percorrendo un lungo tour per la penisola, dedicandone due giorni alla Sicilia,per promuovere le eccellenze italiane meritorie di essere presenti nel padiglione italiano del lussuoso centro commerciale in costruzione a Doha,capitale del Qatar.Di questo privilegio ne saranno beneficiate solo alcune aziende del settore agroalimentare e manifatturiero siciliano che diano soprattutto garanzie di affidabilità e serietà.
Per quanto riguarda Mazara,la visita del centro storico potrebbe costituire un momento promozionale del territorio,tanto da indurre il ricco uomo d’affari del’emirato della penisola saudita alla disponibilità a finanziare la costruzione di una moschea per venire incontro alla comunità musulmana mazarese.
L’entusiasmante consenso a tale proposta,da parte del sindaco Nicola Cristaldi,alla condizione che a dirigere la moschea siano Imàm del Qatar,ci lascia quanto meno perplessi,per il semplice fatto che la religione professata nel ricco paese petrolifero non è altro che quella Wahabbita,uno dei movimenti più ortodossi e fondamentalisti che si rifanno alla purezza primitiva dell’islam e alla legge della sharīʿa.
Non penso che l’ attuale comunità tunisina mazarese,musulmana e laica,sia entusiasta di una simile proposta,alla luce anche di quel che sta avvenendo in Tunisia con le elezioni vinte dal partito fondamentalista  Ennadha.
 -“Bisogna diffidare di questi con la barbi”,mi disse l’altro giorno un tunisino da molti anni residente a Mazara: “ Essi predicano l’odio contro di voi”-.
Una moschea a Mazara sarebbe auspicabile dal punto di vista della libertà religiosa,ma dovrebbe potere esprimersi,su questa proposta,l’intera cittadinanza,e ascoltare la comunità tunisina soprattutto sulla sua gestione.

lunedì 6 maggio 2013

Giulio Andreotti




Io lo voglio ricordare così,con un poco di humor tipico del suo carattere.

Dante e l'Islam




Maria Soresina è nata e vive a Milano. È laureata in scienze politiche. Accanto all’attività professionale ha sempre coltivato lo studio, che negli ultimi due decenni si è concentrato su Dante, sul quale ha pubblicato i libri:
Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie medievali (Moretti & Vitali, 2002 e 2010), Libertà va cercando. Il catarismo nella Commedia di Dante (Moretti & Vitali, 2009) e Mozart come Dante. Il Flauto magico: un cammino spirituale (Moretti & Vitali, 2011).
In questi anni Maria Soresina ha pubblicato vari articoli su riviste letterarie e tenuto oltre cento lezioni e conferenze in Italia e all’ estero, tra cui “Il simbolo della barca in Dante” al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano nel 1997 e “La cosmologia dantesca” alla Facoltà di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università di Budapest nel 2000. Nel sito www.segretecose.it sono elencate quelle tenute dopo la pubblicazione del primo libro.
Dante si è abbeverato a tutte le numerose fonti della cultura del suo tempo: anche a scritti islamici, ma soprattutto ai Vangeli e alla Bibbia, a Tommaso d’Aquino e Gioacchino da Fiore, a Virgilio e alla letteratura classica con la sua mitologia, e a tante altre ancora.
In un periodo in cui la Chiesa promuoveva ancora le crociate, la posizione di Dante non è certo anti-islamica. Il motivo di tale apertura viene individuato in quella che, secondo la relatrice, è la principale fonte di Dante: il catarismo. I «buoni cristiani» intrattenevano rapporti di amichevole dialogo con ebrei e musulmani.
Se non si può parlare di un «sommo poeta partorito dall’Islam», certamente si può dire che Dante era un sommo poeta amico dell’Islam.

venerdì 26 aprile 2013

Il mondo dei Trinariciuti



Poveretti,sempre più imbranati! Come studentelli alla loro prima assemblea.
Pungolati,inchiodati sulle loro responsabilità, invitati a rimuovere quella saracinesca di incomunicabilità; sottoposti ad un pressing psicologico che fa loro abbassare lo sguardo, come scolaretti , tanto che qualcuno di loro promette che da questo momento in poi faranno i bravi e ci saranno tanti sì alle proposte del futuro governo.
Alla fine,non avendo niente da controbattere,consigliano al presidente incaricato Letta,che in quel momento non rappresenta il PD, di istituire le consultazioni dei loro elettori utilizzando la rete.
Proprio al PD alle cui primarie hanno partecipato 3500000 cittadini,
Proprio al PD che a quelle di Roma hanno votato 100000 cittadini e il candidato Marino ha ottenuto più voti di tutti i grillini aventi diritto alle squinternate “quirinarie”.
Proprio al Pd, il cui candidato Sassoli,2^ classificato,ottiene tanti voti quanti sono stati tutti i grillini che hanno votato in rete,cittadini deputati compresi.
Proprio al PD, il cui terzo classificato,Gentiloni,ha ottenuto 14000 voti, più del doppio della quirinariata Gabanelli .
Politicamente goffi,intellettualmente impacciati,non avendo altro da dire per deficit di senno,tanto che l’oca giuliva grillina,nessuna parentela con le nobili oche del Campidoglio che salvarono Roma dai galli di Brenno, alzando la mano domanda:”Mi scusi,mi potrebbe spiegare perchè non avete votato Rodotà?”
Domanda di notevole intelligenza e acume politico tale da far drizzare i capelli nella rasata capa del collega Crimi, il quale,questa volta,appare nei confronti dei suoi compagni cittadini un pilastro di saggezza.
Un altro delegato,per dire qualcosa,se no che ci stava a fare in quel gruppetto,fa notare che tra i punti programmatici esposti dal presidente incaricato era assente quello sul costo della politica. E dire che l’incontro era trasmesso in diretta streaming.
Subito paternamente smentito da Letta che della questione ne aveva parlato ampiamente,nonchè fulminato dallo sguardo torvo del suo portavoce cittadino senatore Vito Crimi,che si era stancato di sentire i suoi dire tante minchiate date in pasto in diretta televisiva e web a tutti i  cittadini italiani.
Non è che il poveretto cittadino senatore dormisse;il fatto è che i trinariciuti rappresentanti grillini erano in crisi di attenzione e di comprensione.
Esilarante,poi, la consegna della proposta di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico da parte della oca giuliva  cittadina deputata portavoce al presidente incaricato perché apponesse la propria firma,scambiando quel luogo e quel momento istituzionale per un gazebo.
Il passaggio dalla tracotanza alla deferenza è il ritratto della sconfitta morale della delegazione del M5S,formata da personaggi inadeguati e per certi versi infantili. Abbiamo tutti assistito ad una metamorfosi della delegazione di Grillo passata dallo squallore della tracotanza durante il primo incontro con Bersani,all’apertura,volta per volta,sui singoli provvedimenti,pronti anche,a loro modo, a dialogare,a uscire dall’angolo,ad abbandonare quel guscio di coerenza e di protervia che non porta da nessuna parte e che provoca solo disastri.
Lo fa loro capire, in maniera semplice, lo stesso Letta,facendo notare che se il M5S ha un vicepresidente alla camere e un questore lo si deve non alla coerenza ma alla capacità di dialogo dei partiti, soprattutto del PD,senza i cui voti il gruppo M5S non avrebbe avuto una sua rappresentanza.
Uno schiaffo di buon senso necessario .
Solo che ancora una volta Grillo chiude dal suo blog ogni possibilità di dialogo.
Essi sono condannati a vivere nel loro mondo:il mondo dei Trinariciuti.

giovedì 25 aprile 2013

presentazione del libro: " Il sogno di zio Ciano"




Per quanto la Sicilia sia una terra stretta in mezzo al mare, letteratura e antropologia hanno paradossalmente dedicato una scarsa attenzione alla cultura e al mondo della pesca.
Il lavoro di ricerca sui pescatori di Augusta (SR), a cura di Alessio Di Modica, dopo essere stato uno spettacolo teatrale di narrazione, uno spettacolo per bambini, un documentario, diventa un testo letterario edito da Libridine Editore,con una nota introduttiva del professor Antonino Cusumano, che ne ha curato pure la consulenza antropologica.
Il contesto che l’autore ci racconta è Augusta (SR), dove c’è il polo petrolchimico piu grande d’ Europa, ma in realtà potrebbe essere un angolo di mondo qualsiasi alle prese con la  devastazione ambientale, storica e culturale del progresso.
La presentazione di questo testo, a cura di A. Cusumano, è l'occasione per parlare di memoria attiva.
Si parte con un excursus letteratura orale: come nasce e si sviluppa determinando la cultura di un popolo, diventandone memoria.
In questa chiave verrà raccontata come è nato il SOGNO DI ZIO CIANO, attraverso aneddoti dell'autore che per diversi anni ha ascoltato e raccolto le storie degli anziani del suo territorio, per ricostruire codici e segreti di un mestiere scomparso: la piccola pesca artigianale di uno dei golfi più pescosi della Sicilia.
Alessio Di Modica è un cantastorie, clown,teatrante che nasce il 17 luglio 1976 ad Augusta (SR), città in cui vive tuttora.
Il libro sarà presentato nell'ambito della rassegna " Libri da mare"
Sabato27 Aprile alle ore 21,00 nell'atrio del Palazzo Vescovile
Piazza della Repubblica - Mazara del Vallo
Segue degustazione a cura delle Cantine Colomba Bianca