Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

domenica 3 novembre 2013

Lo sguardo della maschera: Psicoanalisi e arte poetica




di Piero Di Giorgi

Tra uomo e donna non vi è alcuna complementarietà. Il rapporto sessuale non è nell’ordine del possibile, si riduce a un parlar d’amore. In quanto impossibile, esso è preda della coazione a ripetere “Ancore, ancore…”, cerca sempre un plus de jouir. Sono le tematiche trattate da Luigi Burzotta nel suo ultimo libro Lo sguardo della maschera, che, come spiega l’autore nella premessa, vuole suggerire, con una metafora pirandelliana e sulla scia di Jaques Lacan, che il soggetto parlante non è padrone del proprio discorso ma che esso è sempre il discorso dell’Altro, in cui l’Altro è il luogo dell’Inconscio e di spiegamento della parola. Detto altrimenti, la verità è quella dell’Inconscio. Come dice Arthr Rimbaud, Je est un autre.

L’autore, psicoanalista, direttore per tanti anni della rivista “Bollettino di psicoanalisi Cosa freudiana”, membro del bureau internazionale della Fondation Européenne pour la Psychanalyse, di cui è stato anche Presidente, in un linguaggio colto e non facile, come è il linguaggio lacaniano, enuncia, in modo originale, i temi centrali dell’insegnamento lacaniano: La diade madre-bambino sarebbe totalizzante senza l’interposizione del padre, che, interdicendo il desiderio del bambino verso la madre, fa incontrare al bambino la legge del padre. Da ciò la nascita del desiderio impossibile, di una mancanza e, nel tentativo di colmare questa antica mancanza, l’uomo, iscritto nel registro dell’essere, eleva il Fallo a Significante dei Significanti, come metafora dell’interdizione, ma ciò non toglie che continua a soffrire per la sua privazione e, in quanto essere castrato, si rivolge alla donna, iscritta nel registro del non-essere, come a colei che può integrare la sua mancanza; dal canto suo, la donna non può dargli quello che lei non ha e si rivolge a lui come al tutto.

Luigi Burzotta, da lacaniano Doc, supporta il suo discorso attraverso un impianto narrativo che, partendo dal “Caso del piccolo Hans”,  “Il Mosè di Michelangelo” e “L’uomo dei topi”di Sigmond Freud, passando per l’analisi di alcuni quadri del maestro Giuseppe Modica e attraverso la vita e le opere di Luigi Pirandello in particolare, e poi attraverso il “padre umiliato” della trilogia di Paul Claudel, l’amore contemplativo e la donna angelicata di Dante, “Il Faust” di Goethe e “Il Fuoco” di D’Annunzio, approda all’assunto di una mancanza e di un’impossibilità di rapporto tra uomo e donna.

E’ noto come la posizione lacaniana sulla donna come inserita nel registro del non-essere è stata criticata da molte femministe e in particolare da Luce Irigaray, psicoanalista lacaniana, che fu espulsa, per le sue posizioni critiche, dall’ècole freudienne di Lacan.

Per quanto riguarda la concezione lacaniana sulla centralità della legge del padre, a mio avviso, andrebbe adeguatamente storicizzata, in consonanza alle trasformazioni socio-economiche e culturali che hanno investito la famiglia nucleare, come d’altronde lo stesso complesso edipico. Già, Alexander Mitscherlich, in un noto libro Verso una società senza padre, negli anni ’60, aveva già messo in luce la crescente assenza del padre nella famiglia nucleare, impegnato tutto il giorno nel processo produttivo, a cui si aggiunge oggi, spesso, anche un’assenza materna, con gravi conseguenze sul processo di socializzazione e sullo sviluppo affettivo dei bambini, tant’è che oggi ci troviamo di fronte a una diffusa patologia narcisistica della personalità.

domenica 27 ottobre 2013

Mazara: Congresso PD.-Fratelli serpenti-

Il neo segretario del PD Francesco De Blasi

E’ stato un congresso muscolare quello svoltosi al Mahara Hotel di Mazara, che ha visto un PD spaccato letteralmente in due.
Due candidati, due modi di interpretare la politica, due schieramenti sordi ad ogni ipotesi di accordo e nessuna proposta politica intesa a proiettare il partito verso le prossime amministrative.
Non si può parlare di anime, perché questo PD rimane ancora evanescente e alla ricerca di una propria identità. A conclusione delle votazioni, infatti, ancora non è chiaro il percorso che i democratici intendono fare e con chi.
Non sono mancate accuse pesanti da parte della candidata alla segreteria,la consigliera Teresa Diadema, ad un gruppo dirigente del partito,alludendo a interessi oggetto di indagine da parte della magistratura. Nessuna replica dall’altra parte, solo silenzio; e il silenzio dalle nostre parti bisogna interpretarlo, come a voler dire che arriverà la risposta politica nel tempo e nei modi opportuni, e non in punta di fioretto.
Nessuno dei due schieramenti ha voluto arrivare ad una candidatura unitaria, condivisa, che superasse le critiche esterne rivolte al partito, che rasserenasse i malumori della base democratica, gli stessi dirigenti e i consiglieri comunali piddini.
Ha vinto la linea di Giorgio Macaddino e del sindacato imponendo il capogruppo consiliare del PD Francesco De Blasi. E’ stata una sfilata di truppe cammellate dell’ex sindaco,una dimostrazione di forza, che in un sol colpo fa fuori i suoi avversari e contemporaneamente si prende in mano il partito.
Tutto, a quanto sembra, con il beneplacito dell’on. Baldo Gucciardi.
Sarà Macaddino a indicare quale sarà il candidato del PD, ammesso che su questa candidatura si possa raggiungere l’unitarietà.
Si parla del dott. Pino Bianco, anche se per Macaddino, il candidato ideale sarebbe stato il suo pupillo, l’avv. Francesco Truglio.
Sulla candidatura di Pino Bianco rimangono dei nodi da sciogliere, e  due sono centrali.
Il medico dovrà essere il candidato ufficiale del PD oppure egli si candiderà con una propria lista, avendo per appoggio una serie di liste centriste e civiche, compreso il PD?
Il secondo nodo sarà quello dell’unitarietà del partito.
Riuscirà il neo segretario Francesco De Blasi nella difficile opera di ricomposizione tra i due schieramenti? Soprattutto, riuscirà a convincere la componente avversaria,uscita fortemente sconfitta nei numeri, ma non politicamente, a fare accettare, senza resistenze, la candidatura di Bianco?
Lo vedremo nei prossimi giorni.

venerdì 25 ottobre 2013

Così è se vi pare.


nella foto:il regista Ivan Vadori, Piero Di Giorgi,Salvo Vitale,Danilo Di Maria - assessore alla cultura del comune di Mazara


Ieri alla conferenza e alla visione del film " La voce di Impastato " svoltasi al teatro Rivoli, organizzata dall'istituto Euro Arabo di Mazara con la collaborazione dell'associazione Fidapa, erano presenti quasi cento persone.
Contemporaneamente, alla presentazione del libro di Paolo Ansaldi da parte dell'associazione Alchimie, svoltasi al teatro Garibaldi, vi era all'incirca lo stesso pubblico.
Nello stesso momento, nella sala La Bruna del Collegio dei gesuiti, sempre a Mazara, durante l'apertura della sesta edizione di Sponde, incontro internazionale sul dialogo interreligioso, organizzato dal CeMSI, centro di studi interculturali con sede a Mazara e presieduto dal Vescovo Mons. Domenico Mogavero, erano presenti una ventina di persone.
Per una città che ha la velleità di candidarsi a capitale dell multiculturalismo, del dialogo interreligioso e della legalità, mi sembra ben poco.
Quelli che ieri sera, un anonimo giovedì della settimana, nonostante la crisi economica, hanno scelto di andare nei vari Wine bar e nelle varie pizzerie erano molto, molto, molto di più.


venerdì 18 ottobre 2013

La Voce di Impastato





Giovedì 24 ottobre 2013, alle ore 17:30 al cine-teatro Rivoli a Mazara del Vallo (ingresso libero) sarà proiettato il film-documentario di Ivan Vadori La voce di Impastato.
Il film, opera prima del regista friulano, è un viaggio nell’Italia attraverso i testimoni che hanno conosciuto l’attivista siciliano barbaramente ucciso dalla mafia 35 anni fa (9 maggio 1978).
 Il giornalista milanese Pietro Spada, impersonato dall’attore croato Andrea Tich, raccoglie le testimonianze dei giornalisti Salvo Palazzolo e Antonella Mascali, dei magistrati Gian Carlo Caselli e Franca Imbergamo, del sociologo Nando Dalla Chiesa, del presidente di “Rete 100 Passi” Danilo Sulis, del fratello di Peppino Giovanni Impastato, del presidente di “Libera” Don Ciotti, dello scrittore Carlo Lucarelli, del co-autore di “Radio Aut” Salvo Vitale.
Ivan Vadori è giornalista pubblicista, laureato in scienze e tecnologie multimediali presso l’Università di Udine. Produttore del documentario “Aviano, Italia” e del film “Il sole tramonta a mezzanotte”, vincitore del premio “corti” Pirandello 2009 ad Agrigento è impegnato attivamente nel Presidio di Libera “Giancarlo Siani” di Portogruaro (VE).
La proiezione, preceduta da una breve presentazione del regista e seguita dalla testimonianza dello storico Salvo Vitale, amico di Peppino Impastato, co-autore di “Radio Aut”, si concluderà con gli eventuali interventi del pubblico.
Introduce e coordina Piero Di Giorgi, direttore responsabile della rivista on-line Dialoghi Mediterranei, periodico bimestrale dell’Istituto Euro Arabo.
Sarà presente il Sindaco on. Nicola Cristaldi.
L’iniziativa è promossa dalle associazioni FIDAPA e Istituto Euro Arabo di Mazara, sotto il patrocinio del Comune di Mazara del Vallo.

martedì 1 ottobre 2013

Sarà Karim Hannachi il candidato sindaco del M5S?



Nonostante i giochi non siano ancora chiusi, qualcosa si muove nella casa penta stellata mazarese.
Già incominciano ad essere pubblici  in rete, nel loro sito ufficiale, i C.V. dei candidati a portavoce sindaco e a consigliere comunale (leggi).
Corposo e articolato il curriculum del prof. Karim Hannachi, lungo sei metri, costituito da 21 pagine, tante quanto la somma dei curricoli presentati dagli altri candidati.
Adesso spetterà agli attivisti di M5S del meetup di Mazara prenderne visione e votare il candidato portavoce  che loro riterranno più idoneo.
Se la scelta dovesse cadere sul prof.Hannachi, sarebbe un colpo grosso per i grillini e la partita per lo sprint finale alla corsa di sindaco di Mazara si aprirebbe con esiti non del tutto scontati.
Karim Hannachi gode di notorietà e stima non solo tra la comunità tunisina mazarese, ma soprattutto anche tra gli ambienti intellettuali a livello locale, regionale e nazionale, e può convogliare attorno alla sua figura consensi trasversali.
Intanto, l’assoluzione del sen. D’Alì dall’accusa di concorso in associazione mafiosa, fortifica la posizione politica di Giuseppe Siragusa, pupillo del senatore e candidato della neo risorta Forza Italia alla carica di sindaco.
Niente di nuovo in casa PD dove il caos domina incontrastato. Sembra che non siano nelle condizioni di presentare una candidatura che possa riunificare le varie anime; comunque vadano le cose, hanno poche chances da giocare e il loro candidato sarà, comunque, un outsider rispetto agli altri.

domenica 25 agosto 2013

Un modesto " Festino "


Al di là delle roboanti dichiarazioni che evocano un ridondare di frasi vuote come “multietnicità”, “multiculturalità”, insieme alla new entry “multi religiosità”, dal festino di San Vito ci si aspettava di più.
Come ogni anno, e sono tantissimi ormai, non mi perdo la sfilata della rappresentazione storico ideale a quadri viventi sulla vita del Santo patrono. Quest’anno mi è sembrata modesta, disarticolata, scenograficamente frammentata, povera nei costumi, anonima nella descrizione dei vari quadri, nonostante lo sforzo del prof. Giovanni Isgrò di darle una dimensione europea, almeno dal punto di vista storico e religioso. Mi ha colpito soprattutto lo scarso pubblico presente lungo il percorso; mi è apparso indifferente e poco interessato. La sfilata storica ha da sempre rappresentato il momento clou del “Festino” e richiamava migliaia di persone non solo dalla provincia. Richiamava una volta, adesso sembra perdersi nello anonimato, per niente pubblicizzata, di scarsa attenzione anche da parte di chi avrebbe tutto l’interesse a farla inserire in un circuito dei grandi appuntamenti religiosi e culturali. Invece è relegata a una delle tante manifestazioni paesane.
Al di là del momento della cerimonia culminata con la rituale consegna delle chiavi della Città al Santo in cui il crepitìo della retorica ha superato quello dei giochi d’artificio dell’alba dello stesso giorno, mi ha imbarazzato, e non poco, la scenografia, lungo il percorso del corteo, di una fila di cassonetti della spazzatura, qualcuno pieno, e dei sacchetti di immondizia per terra, senza che nessuno dell’organizzazione si fosse curato quantomeno di occultare quella cornice così irrispettosa .
Non credo che ciò sia stato tanto apprezzato dagli sparuti turisti presenti .
Questo “ Festino”, con tale formula di competenze separate mi pare difficile che possa ritrovare interesse e richiamare turismo.

mercoledì 7 agosto 2013

Strane cose accadono in città


di Dino Levi

In una grande isola al centro del Mediterraneo, c’è una piccola città sul mare.
In questa piccola città succedono cose strane.
Si spendono molti soldi pubblici per iniziare opere piccole e grandi e quando sembra che queste siano a buon punto, per qualche maledizione sconosciuta, s’interrompono.
Passano poi mesi, a volte anni, a volte ancora molti anni, ed ecco che improvvisamente i lavori riprendono e con essi la speranza che vadano a buon fine.
Spesso, naturalmente, le finalità delle opere sono superate dai tempi, e se le opere vengono completate si generano così quelle che gli esperti, per ormai radicata e stanca abitudine maturata dall’esperienza più che dalla scienza, sogliono chiamare “cattedrali nel deserto”.
Ma la cosa più strana di tutte è che, per un’altra inspiegabile maledizione, proprio quelle opere che sembravano aver mantenuto con il tempo la loro pubblica utilità, e soprattutto quelle che pochissime risorse e pochissimi adempimenti sarebbero stati sufficienti a completare, con innegabili e immediati benefici per la città; bene: quelle non ripartono mai.
Per esempio.
Molti soldi pubblici e molto lavoro di esperti e di uomini di buona volontà erano stati investiti nel recupero di una vasta zona umida, raccogliendo il consenso dell’Europa e ….. degli uccelli migratori che ricominciarono a passarvi lunghi periodi. Poco ormai sarebbe bastato per organizzarne la gestione, attirando i moltissimi viaggiatori che per interesse naturalistico sarebbero stati richiamati e avrebbero soggiornato in città, convertendo una risorsa naturale in una opportunità di lavoro, e Dio solo sa quanto in città ce ne sia bisogno.
Come per un perfido destino, dopo tanti sforzi e parziali risultati, l’intera zona fu abbandonata a sé stessa ed alla bruttura delle discariche illegali.
Per esempio ancora.
Si sa che il migliore amico dell’uomo è il cane, e come è bello vedere in questa piccola città che molti giovani e anziani, col passare del tempo, hanno preso a ricambiarne l’amicizia, e che questa cultura e civiltà aumenta.
Ma per tanti che ricambiano l’amicizia, altrettanti continuano a considerare i cani non creature viventi da proteggere, ma cose da maltrattare e da buttare.
Così, alle periferie della città, cani randagi cercano conforto aggregandosi in branchi e minacciando a volte i passanti, quasi a vendicarsi di precedenti maltrattamenti.
La “soluzione”, che tale non è, consiste nel fare retate e deportare in un lager al centro dell’isola le povere bestiole.
Ora, la cosa strana non è tanto che questo costi un’enormità di soldi e non risolva il problema, ma che la città già avrebbe un canile moderno, che cioè non è un lager ma un luogo dove le bestiole possono essere contrassegnate con un “chip” elettronico individuale e, se randagie, sterilizzate e rilasciate dopo averle affidate ad uno o più cittadini, spezzando così la spirale del randagismo.
E che questo si possa realizzare lo dimostra un episodio di vita cittadina che ha fatto storia.
Quando un “cane di quartiere” fu catturato e trasportato nel lager al centro dell’isola, centinaia di cittadini firmarono una petizione e alla fine il cane fu fatto ritornare, tra festeggiamenti degni di una star.
Ma ogni volta che il canile sembra pronto per l’inaugurazione o ignoti vandali lo danneggiano o si scopre qualche motivo per rinviare la cosa.
Molti incominciano a sospettare che ci possa essere un inconfessabile interesse a continuare la politica delle deportazioni, e, come diceva qualcuno, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.
Cambieranno le cose in città?
Malgrado tutte le disgrazie che accomunano questa piccola città alle altre nell’isola e non solo, ed alle altre disgrazie che sono purtroppo solo sue (crisi della pesca, terminale di traffici illeciti etc…), essa conserva ancora un incredibile privilegio: la possibilità che hanno i suoi cittadini, se lo vogliono, di far sentire la loro voce.
Vorrei che lo volessero.

Dino Levi

(in memoria di Peppe Pirrello) 

venerdì 2 agosto 2013

Amministrative a Mazara:una proposta al PD per una candidatura “ sconza jocu “


Questa volta il PD è atteso a dare una prova di coraggio. Senza coraggio non si può costruire un qualsiasi progetto politico.

Siamo in presenza di un “ caos calmo” in attesa del botto, se botto ci sarà. Manca meno di un anno alle prossime amministrative e la politica, anche se qualche passo avanti sembra averlo fatto, appare posizionata in uno stato di stallo. Nonostante le due candidature forti delle quali si è abbondantemente scritto, Nicola Cristaldi, sindaco uscente, e Vito Torrente, imprenditore ed ex assessore provinciale, il numero dei contendenti sembra non limitarsi a queste due figure. Tralasciando alcune candidature di contorno, per la verità assai insignificanti, autoreferenziali, il cui unico scopo è quello di acquisire una certa visibilità politica, si notano ancora dei vuoti politici per completare lo schieramento in campo. L’attenzione degli osservatori è rivolta soprattutto alle liste di centro ancora alla ricerca di un candidato che chiuda la quadra, al PDL incapace di uscire con una candidatura unitaria e forte indipendentemente dal destino che i giudici riserveranno al sen.D’Alì, signore e padrone del partito in provincia, al M5S alle prese con l’applicazione del loro non statuto e orientati verso una candidatura di militanza, e infine al PD, se esiste ancora come soggetto politico capace di delineare dei progetti e dei percorsi anche attraverso alleanze strategiche. Per i militanti di cinque stelle, la candidatura di un giovane, sembrano orientati verso l’Ing. Davide Castrogiovanni, potrà loro dare qualche soddisfazione in termini di consensi personali, insufficienti, però, a proiettarli al ballottaggio. Lo scoglio che dovranno superare è quello della formazione di una lista forte, di portatori di voti, e ciò non sembra per il momento alla loro portata. D'altronde il miracolo del voto di protesta difficilmente si potrà ripetere. A meno che non cambino strategia e vadano alla ricerca di alleanze attraverso una candidatura di elevata statura professionale, politica e intellettuale, non condizionabile, esterna, condivisa con altre formazioni. Ma una simile ipotesi non è nel loro DNA. Ma se fossi al loro posto, aprirei una discussione, nei meetup, su una tale ipotesi. Vedremo in seguito come.
Veniamo al PD. Devono decidere ( chi?) non solo se presentare una propria lista e soprattutto una candidatura di prestigio e in piena autonomia, (questa sarebbe una vera rivoluzione copernicana), naturalmente dopo avere contattato i gruppi dirigenti e gli iscritti. Mi chiedo se anche la senatrice Orrù sarà contattata per dare il suo imprimatur. Una parte del PD, di area Papania - Gucciardi, non si sa il suo peso politico, sembra essere in contatto con quel coacervo di liste centriste, alcune di queste fai da te, per convincere il dott. Giuseppe Bianco a ricandidarsi nonostante la disastrosa esperienza del 2004 che lo vide a capo del cartello di sinistra comprendente La Margherita, i DS, Rifondazione, socialisti e verdi. Non so che probabilità di successo possa avere una simile scelta nonostante la figura di rilievo di Bianco; a mio parere poche e credo che il dott. Bianco ne sia consapevole, a meno che anche i Grillini non abiurino al loro credo e incomincino a ragionare di politica.
 Il Pd, dunque, è destinato all’insuccesso? In mancanza di fantasia la catastrofe sembra ineludibile.
Però, con un po’ di coraggio, si potrebbe provare a scompaginare i piani, a “ scunzari lu jocu” della politica.
 Come? Riproponendo a soggetti invertiti lo schema di quattro anni fa.
“Quando una persona della levatura del magistrato Massimo Russo chiama i partiti a condividere una politica comune per la città, questi non possono che accorrere e aderire al progetto”.
Queste le parole dette in un intervista dal Dott. Giovanni Palermo, allora coordinatore del PD per spiegare lo schierarsi del suo partito a favore del progetto dell’ex P.M.
 I risultati, in termini di voti hanno dato una risposta chiara; la coalizione messa su da Massimo Russo è stata la più votata al primo turno; solo che l’errore è stato nella scelta della candidata destinata a guidarla, giudicata non all' altezza del progetto e di scarso appeal nello attrarre consensi. Questo e altri errori di percorso fecero naufragare, al ballottaggio, la coalizione di  Massimo Russo, soprattutto. per l’approssimazione e la sufficienza politica con cui si è arrivati alla candidatura della Di Giovanni.
Allora, perché non riallacciare i rapporti con l’ex magistrato invitandolo a candidarsi a sindaco della propria città?
Questa volta devono essere i partiti a invocarne la candidatura. Massimo Russo ha dato prova di qualità politiche non comuni in un settore difficile e complesso quale quello della sanità in Sicilia; la sua riforma, nonostante delle critiche, è stata apprezzata ed encomiata a livello nazionale; ha saputo trovare i finanziamenti per la ristrutturazione dell’ospedale di Mazara e la realizzazione, al suo interno, del centro di radioterapia. Tutto questo lavoro, per quanto riguarda la sua città, rischia seriamente di essere vanificato per una insufficiente attenzione e per debolezza politica .
Perché,dunque, non ripresentare lo schema a parti invertite? Si faccia il PD promotore di un raggruppamento politico che sondi la disponibilità del dott. Massimo Russo a candidarsi a sindaco della propria città. Le ragioni per farlo sono tante, tra le quali appare prioritaria la realizzazione dell’ospedale. Chi meglio dell’ex assessore regionale alla sanità può salvaguardare il diritto di una città ad avere un ospedale? Questo interrogativo è già sufficiente di per se a invocarne la sua discesa in campo.
Una proposta del genere scombinerebbe i giochi nei campi avversi, renderebbe tutto meno semplice e scontato e indurrebbe una serie di riflessioni politiche.
Su una personalità come quella del magistrato sono convinto che si ricompatterebbero tutte le anime non avventuristiche del PD, incontrerebbe il favore delle varie liste civiche che non si riconoscono nelle candidature di Cristaldi e Torrente, scompaginerebbe oltretutto alleanze all’interno di queste ultime, e sicuramente costringerebbe il M5S a fare finalmente una scelta politica verso la quale non può che averne apprezzamento e condividerne il percorso. Inoltre metterebbe in difficoltà il futuro candidato del PDL a Mazara, le cui sorti sono legate alle vicende giudiziarie del sen. D’Alì, padrone incontrastato del PDL in provincia.
Fantapolitica?

Forse, ma senza coraggio non si può costruire un qualsiasi progetto politico.

venerdì 19 luglio 2013

Presentazione del Libro: " A Prescindere"




Pochi sanno che Antonio De Curtis, il principe Totò, chiuse la propria carriera teatrale proprio in Sicilia, a Palermo.
Aneddoti, testimonianze e curiosità sono nel libro del giornalista palermitano Giuseppe Bagnati, che per tanti anni ha lavorato alla Gazzetta dello Sport.
“Totò, l’ultimo sipario” è il titolo del volume edito dalla Nuova Ipsa Editore che sarà presentato venerdì 26 luglio alle 21,15 nell’atrio del Collegio dei Gesuiti in piazza Plebiscito a Mazara del Vallo. L’autore ha raccolto le testimonianze dei protagonisti dello spettacolo palermitano: Franca Faldini, Franca Gandolfi, moglie di Domenico Modugno, Mario Di Gilio, l’imitatore prediletto da Totò, Lando Buzzanca, allora giovane spettatore in loggione.
Interverranno il giornalista Vincenzo Prestigiacomo e l’autore del libro. Introduce e coordina la serata Luigi Tumbarello.
In occasione della manifestazione sarà allestita negli stessi locali una mostra di locandine e manifesti storici di film di Totò, grazie al materiale originale fornito dal collezionista Masino Di Salvo. La mostra sarà accessibile fin dalle ore 10.00 di venerdì. Durante la presentazione del volume saranno proiettati brevi filmati tratti da film e da interviste a Totò.
La manifestazione è promossa e organizzata dall’Associazione Alchimie e dall’Istituto Euro Arabo, con i patrocini del comune di Mazara del Vallo e della Nuova Ipsa Editore.

mercoledì 10 luglio 2013

Gli equivoci della innovazione

Il parco eolico nell'Orensund - Danimarca

di Antonino Cusumano. 

La lingua, si sa, rivela il pensiero fino a tradirlo, a illuminarlo, a supplirlo in certi casi, fino a metterne a nudo epifanicamente anche i più nascosti intendimenti. Nel lessico politico le torsioni e le contorsioni linguistiche sono oggi il segno più evidente ora del vuoto di idee e di progetti, ora dei raggiri sottintesi e delle imposture più infami. Le parole sempre più spesso sono piegate a violente distorsioni, a ingannevoli manomissioni. Accade così che si usi in modo disinvolto e senza suscitare sorpresa  l'espressione “parco eolico” per indicare un impianto di pali piantati in mezzo al mare, a meno di due miglia dalla costa.
Quando leggo “parco” penso in prima istanza ad un ambiente naturale protetto, ad un luogo lussureggiante di piante e animali, ad uno spazio pubblico da tutelare o da valorizzare. Associare alla parola “parco” un insieme di 48 antenne con eliche ruotanti che fuoriescono dall'acqua per 150 metri, fissate nel fondale marino lungo il tratto antistante Capo Feto, Margi Spanò e Punta Biscione, ovvero tra la costa di Mazara e Petrosino, è operazione quanto meno bizzarra, per non dire ambigua. L'ambiguità trova conferma nelle parole inglesi che accompagnano con un tocco esotico la locuzione “parco eolico”: off shore, che letteralmente significa “al largo, lontano dalle coste” ma per estensione metaforica fa riferimento anche a imprese fittizie create in centri finanziari sinonimi di paradiso fiscale.
Che si rischi di consumare un ennesimo misfatto al patrimonio ambientale è più che un sospetto. Del resto, sul fronte dei beni culturali Mazara ha già alle spalle una lunga storia di colpevoli e imperdonabili  “distrazioni”. La mente corre all'esempio più clamoroso: il palazzo  municipale di Piazza della Repubblica. Un monstrum di alluminio e cemento che ha nella sua struttura aggettante la cinica protervia del potere. Ma più indietro nel tempo altre ferite sono state inferte sul corpo della città: si pensi solo alla costruzione dell'edificio della Cassa mutua marittima accanto al monumento arabo-normanno della chiesa di san Nicolò Regale e all'elevazione di grattacieli nel pieno centro storico. Senza contare lo scempio urbanistico perpetrato ai danni del litorale di Tonnarella. Più recentemente si è per fortuna scongiurata la realizzazione di un imponente porto turistico davanti al lungomare che avrebbe privato i mazaresi di uno dei pochi privilegi gratuiti goduti fin qui: lo spettacolo offerto dall'orizzonte del mare.
La progettazione di un megaimpianto infrastrutturale di produzione di energia eolica a poca distanza dalla costa, in mezzo al mare, costituisce una grave minaccia per l'equilibrio ambientale e paesaggistico. Pensavo fosse acquisita nel senso comune e collettivo la convinzione del danno prodotto dalla pervasività di queste altissime “croci” disseminate sul territorio, che a me sembrano disegnare tanti penosi calvari lungo i crinali delle valli del nostro entroterra. Se si considera che agli effetti rovinosi sul paesaggio si associano la scarsissima redditività e l'altissima densità di infiltrazioni mafiose e di corruttele, si stenta davvero a credere che possa esserci ancora qualche ingenuo o qualche buontempone che scambi queste operazioni di profitto privato per opportunità di occupazione e di sviluppo economico. Le stesse offerte di lavoro sarebbero comunque di breve momento, limitate all'effimera fase dell'istallazione, mentre l'impatto di queste pale innalzate in mezzo al mare resterebbe monumento alla stoltezza, memoria dell'inganno, oltraggio incancellabile alla bellezza.
È quanto meno singolare che coloro che sostengono, in nome delle innovazioni, le ragioni di questo mito salvifico affidato alla costruzione del cosiddetto “parco eolico”, siano gli stessi che rivendicano la vocazione turistica del nostro territorio e trascurano di considerare che l'impianto sorgerebbe in presenza di una prospiciente e ampia area protetta (questa sì, vero e proprio parco), di interesse comunitario e di riconosciuto valore naturalistico. La Sicilia non è l'Inghilterra né la Danimarca, dove queste turbine che emergono dal mare sorgono comunque a più di venti chilometri dalla costa. Sarebbe insensato pensare di assumere questi modelli, impropri per dimensioni strutturali e caratteristiche naturali. Le contraddizioni  non finiscono qui, se si prendono in considerazione altri fattori: i rischi sismici di origine geologica, le conseguenze sulla piccola pesca e sulla navigazione, le ripercussioni sulle correnti marine e sugli habitat delle specie animali.
Ma un'argomentazione su tutti dovrebbe essere prevalente, quella che ci suggerisce la storia e ci offre la natura, ovvero la difesa di quanto abbiamo ereditato e che ci fa diversi, riconoscibili, credibili. Se avessimo più rispetto per la bellezza dei luoghi che abitiamo, avremmo probabilmente consapevolezza che i beni ambientali e culturali non sono velleitario appannaggio di minoranze nostalgiche che negano il diritto alle innovazioni tecnologiche, ma sono invece preziose  risorse economiche da gestire con intelligenza, occasioni di benessere  e di sviluppo civile, capitali fondamentali del nostro patrimonio storico e identitario.  


martedì 9 luglio 2013

Al Lucasdesign, a Mazara,personale di Giacomo Cuttone.


I quadri di  Giacomo Cuttone abbracciati da armoniosi oggetti in design

Incuriosisce, prende l’ occhio, attrae fino ad incantare la personale, molto originale quanto azzeccata, di Giacomo CuttoneI-soli-tudine – Fra le Isole” che fino a domenica  21 luglio i buon gustai dell’ arte possono visitare e deliziare la propria vista  nei locali di Lucasdesign,  in Mazara, al civico 47 di Corso Umberto.
La personale del prof. Cuttone, titolare della cattedra di Arte e Immagine alla scuola secondaria “G. Grassa”, infatti, questa volta è deliziosamente offerta tra colorati, affascinanti oggetti di design del nuovo fiammante Lucasdesign gestito dall’ architetto Rosaria Messina, detta Nuccia, che accoglie i visitatori con l’ antico, nobile, molto apprezabile stile della nobildonna siciliana.
“Sì, stavolta ho voluto aderire a un sistema, indubbiamente originale, di esporre le mie opere – dice Giacomo Cuttone, rispondendo alla mia domanda: perché una personale in mezzo a oggetti di design? -  Ed ho creduto sin dall’ inizio della bontà proposta fattami dall’ architetto Nuccia Messina. Trovo che l’ accostamento dei quadri agli oggetti proposti in Lucasdesign, pieni di colori e luci, ricchi di forme e sfumature, rappresentanti l’ espressione tecnica in prodotti destinati all’ estetica degli ambienti rafforzi l’ arte che c’ è negli uni e negli altri”.
Parliamo di arte e ne parliamo sapendola ospite di un luogo dove regna prioritaria la tecnica incorporata in oggetti di design – ha sottolineato Gianni Di Matteo, tecnico designer, che ha curato il testo della brochure di presentazione della personale di Cuttone  - Navighiamo tra la più avanzata attualità tecnica e il respiro esistenziale del fare artistico … a complicare ulteriormente il discorso il “vezzo” dell’ autore che vuole giocare con le parole”.
E il riferimento al titolo della mostra I-soli-tudine -fra le Isole è chiaro. Su esso il professore artista sottolinea: “In un’ era dove tutto è veloce; e per questo tutti corriamo senza possibilità, tranne in casi eccezionali,  di riflettere, ho voluto dare questo titolo affinché qualcuno potesse trovare il giusto senso delle parole e del loro significato espressivo,così come lo esprime, a chi sa osservare,  un’ opera pittorica o  scultorea. Non poche volte e non in  poche occasioni ci si trova soli, in solitudine, staccati dal mondo, fuori dalle altre realtà, vivendo fra le isole”.
Giacomo Cuttone, formatosi all’ Accademia di Belle Arti di Palermo, è protagonista in eventi culturali dal 1972. Numerose le sue partecipazioni a collettive; altrettante  le mostre personali tenute sul territorio nazionale. L’ ultima quella dell’ anno scorso (2012) a Roma, al Lavatoio contumaciale diretto dall’ artista poeta Tomaso Binga.
Ha illustrato diversi libri di poesie e riviste letterarie. E’ coautore di Compagni di strada camminando (2003) Edizione Riccardi, Quarto(NA) e ‘Elmotell Blues (2007) Navarra Editore (PA), insieme a Gianmario Lucini, del   Canto dei bambini perduti (2013) Edizioni CFR, Piateda (SO).
Tra i suoi cantori più affezionati annovera il poeta-scrittore Antonino Contiliano, già preside in Istituti Superiori.
Nell’ accogliente showroom di Corso Umberto Cuttone propone, per la delizia degli occhi dei fortunati visitatori, alcune sue opere di veramente straordinaria bellezza e verve artistica.
 Lo dico da non critico d’ arte, riconoscendo e confessando i miei limiti nella cultura della nobilissima arte pittorica:   a prescindere dalla capacità individuale di saperli guardare e apprezzare, con occhio “educato alla pittura”, i quadri del professore Giacomo danno il senso concreto della esaltazione estetica e della valorizzazione che regalano all’ ambiente che li espone, costituendo per esso un vero valore aggiunto.

Attilio L. Vinci



lunedì 1 luglio 2013

Amministrative a Mazara: L’attrazione del potere.


Giorgio Dal Canto:Il Potere - la corsa a salire sul carro del vincitore-

Secondo indiscrezioni molto attendibili, vi è euforia nell’entourage vicino a Cristaldi.Si consolidano alleanze clamorose che rompono gli schemi tradizionali. C’è la corsa a salire sul carro del vincitore.

Sarà pure un segreto di Pulcinella, ma in ambienti politici vicinissimi al sindaco di Mazara, si parla di new entry a suo sostegno con liste autonome, e tra costoro nomi altisonanti destinati a suscitare clamore. Personaggi “politicamente autorevolissimi”, che cinque anni fa hanno sostenuto Tony Scilla o Vinnuccia Di Giovanni, sembrano intenzionati a prendere la chiatta e passare con i loro voti nell’altra sponda, offrendo il loro appoggio a colui che fu il nemico giurato. Appare molto abbottonato,a quanto si dice, il sindaco Cristaldi, e invita tutti a darsi da fare e formare proprie liste; c’è tempo per discutere di coalizioni, di alleanze organiche e di apparentamenti. L’ex deputato appare abbastanza sicuro di se o quanto meno del carisma che gode tra i suoi concittadini, nonostante qualche alto e basso e qualche critica sferzante, ma le critiche fanno parte del gioco.
La strategia sembra essere la stessa di quattro anni fa. “ Lui intanto è candidato”, dicono  alcuni consiglieri comunali che lo supportano, ma non è disponibile a inserire nella sua lista chiunque ne faccia richiesta. Chi avanza pretese di alleanze lo faccia nelle regole del gioco, attraverso liste proprie e autonome, senza accordi precostituiti. Su questo punto, Cristaldi è coerente con il suo percorso politico. Oltretutto appare sicuro di arrivare al ballottaggio e poi vincere la sfida. Sa che i suoi concittadini voteranno con il cuore, e lui è bravo a suscitare passioni e sentimenti.
Da vecchio  e consumato attore, si muove a suo agio nel palcoscenico della politica, avendo preparato il suo canovaccio di interventi amministrativi con minuzia e attenzione, secondo schemi collaudati che dimostrano, nonostante proclami e trasfigurazione di immagine, che la politica si muove sempre allo stesso modo: così si preparano ad entrare in funzione qualche decina di cantieri che consentirà un momentaneo lavoro per decine di operai, si inaugurerà il “ Monumento ai pescatori”, sarà terminata la “sopraelevata”, sarà fatto il restyling del “ Palazzaccio”. Quello che importa è il fine, non l’utilità. Se poi riuscirà anche, e di questo ne è convinto, a dare inizio ai lavori di dragaggio del porto canale il gioco è fatto. La gente si dimenticherà della ferrovia e di altre promesse fatte durante la precedente campagna elettorale.
Tutto scontato allora? No. Le strane alleanze, soprattutto quelle con parti del PD ex Letta ed ex Renzi, nonché con un’altra parte molto vicina ad un sindacato, potrebbero non essere comprese dagli elettori e considerate un “ inciucio”; esse potrebbero essere oggetto di forti critiche politiche che favorirebbero, in segno di protesta, gli avversari; soprattutto perché la gente non capirebbe quella tracimazione dei potenti supporter della Di Giovanni di quattro anni fa verso il sindaco Cristaldi.
Intanto, tra gli alleati di Cristaldi, sembra che vada prendendo corpo l’ipotesi di una lista degli ex “ Liberi” con Vito Billardello, assessore alla solidarietà sociale. Questa nuova formazione supererebbe agevolmente lo scoglio del 5% e potrebbe far valere con autorevolezza il suo peso politico condizionando in modo determinante l’assetto amministrativo in caso di vittoria di Cristaldi.