Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

venerdì 26 aprile 2013

Il mondo dei Trinariciuti



Poveretti,sempre più imbranati! Come studentelli alla loro prima assemblea.
Pungolati,inchiodati sulle loro responsabilità, invitati a rimuovere quella saracinesca di incomunicabilità; sottoposti ad un pressing psicologico che fa loro abbassare lo sguardo, come scolaretti , tanto che qualcuno di loro promette che da questo momento in poi faranno i bravi e ci saranno tanti sì alle proposte del futuro governo.
Alla fine,non avendo niente da controbattere,consigliano al presidente incaricato Letta,che in quel momento non rappresenta il PD, di istituire le consultazioni dei loro elettori utilizzando la rete.
Proprio al PD alle cui primarie hanno partecipato 3500000 cittadini,
Proprio al PD che a quelle di Roma hanno votato 100000 cittadini e il candidato Marino ha ottenuto più voti di tutti i grillini aventi diritto alle squinternate “quirinarie”.
Proprio al Pd, il cui candidato Sassoli,2^ classificato,ottiene tanti voti quanti sono stati tutti i grillini che hanno votato in rete,cittadini deputati compresi.
Proprio al PD, il cui terzo classificato,Gentiloni,ha ottenuto 14000 voti, più del doppio della quirinariata Gabanelli .
Politicamente goffi,intellettualmente impacciati,non avendo altro da dire per deficit di senno,tanto che l’oca giuliva grillina,nessuna parentela con le nobili oche del Campidoglio che salvarono Roma dai galli di Brenno, alzando la mano domanda:”Mi scusi,mi potrebbe spiegare perchè non avete votato Rodotà?”
Domanda di notevole intelligenza e acume politico tale da far drizzare i capelli nella rasata capa del collega Crimi, il quale,questa volta,appare nei confronti dei suoi compagni cittadini un pilastro di saggezza.
Un altro delegato,per dire qualcosa,se no che ci stava a fare in quel gruppetto,fa notare che tra i punti programmatici esposti dal presidente incaricato era assente quello sul costo della politica. E dire che l’incontro era trasmesso in diretta streaming.
Subito paternamente smentito da Letta che della questione ne aveva parlato ampiamente,nonchè fulminato dallo sguardo torvo del suo portavoce cittadino senatore Vito Crimi,che si era stancato di sentire i suoi dire tante minchiate date in pasto in diretta televisiva e web a tutti i  cittadini italiani.
Non è che il poveretto cittadino senatore dormisse;il fatto è che i trinariciuti rappresentanti grillini erano in crisi di attenzione e di comprensione.
Esilarante,poi, la consegna della proposta di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico da parte della oca giuliva  cittadina deputata portavoce al presidente incaricato perché apponesse la propria firma,scambiando quel luogo e quel momento istituzionale per un gazebo.
Il passaggio dalla tracotanza alla deferenza è il ritratto della sconfitta morale della delegazione del M5S,formata da personaggi inadeguati e per certi versi infantili. Abbiamo tutti assistito ad una metamorfosi della delegazione di Grillo passata dallo squallore della tracotanza durante il primo incontro con Bersani,all’apertura,volta per volta,sui singoli provvedimenti,pronti anche,a loro modo, a dialogare,a uscire dall’angolo,ad abbandonare quel guscio di coerenza e di protervia che non porta da nessuna parte e che provoca solo disastri.
Lo fa loro capire, in maniera semplice, lo stesso Letta,facendo notare che se il M5S ha un vicepresidente alla camere e un questore lo si deve non alla coerenza ma alla capacità di dialogo dei partiti, soprattutto del PD,senza i cui voti il gruppo M5S non avrebbe avuto una sua rappresentanza.
Uno schiaffo di buon senso necessario .
Solo che ancora una volta Grillo chiude dal suo blog ogni possibilità di dialogo.
Essi sono condannati a vivere nel loro mondo:il mondo dei Trinariciuti.

giovedì 25 aprile 2013

presentazione del libro: " Il sogno di zio Ciano"




Per quanto la Sicilia sia una terra stretta in mezzo al mare, letteratura e antropologia hanno paradossalmente dedicato una scarsa attenzione alla cultura e al mondo della pesca.
Il lavoro di ricerca sui pescatori di Augusta (SR), a cura di Alessio Di Modica, dopo essere stato uno spettacolo teatrale di narrazione, uno spettacolo per bambini, un documentario, diventa un testo letterario edito da Libridine Editore,con una nota introduttiva del professor Antonino Cusumano, che ne ha curato pure la consulenza antropologica.
Il contesto che l’autore ci racconta è Augusta (SR), dove c’è il polo petrolchimico piu grande d’ Europa, ma in realtà potrebbe essere un angolo di mondo qualsiasi alle prese con la  devastazione ambientale, storica e culturale del progresso.
La presentazione di questo testo, a cura di A. Cusumano, è l'occasione per parlare di memoria attiva.
Si parte con un excursus letteratura orale: come nasce e si sviluppa determinando la cultura di un popolo, diventandone memoria.
In questa chiave verrà raccontata come è nato il SOGNO DI ZIO CIANO, attraverso aneddoti dell'autore che per diversi anni ha ascoltato e raccolto le storie degli anziani del suo territorio, per ricostruire codici e segreti di un mestiere scomparso: la piccola pesca artigianale di uno dei golfi più pescosi della Sicilia.
Alessio Di Modica è un cantastorie, clown,teatrante che nasce il 17 luglio 1976 ad Augusta (SR), città in cui vive tuttora.
Il libro sarà presentato nell'ambito della rassegna " Libri da mare"
Sabato27 Aprile alle ore 21,00 nell'atrio del Palazzo Vescovile
Piazza della Repubblica - Mazara del Vallo
Segue degustazione a cura delle Cantine Colomba Bianca

giovedì 18 aprile 2013

Sicilia Inghilterra: presentazione del libro al Teatro Garibaldi di Mazara



Sabato 20 aprile (ore 17.30), presso il Teatro Garibaldi di Mazara del Vallo (via Carmine), sarà presentata l’edizione italiana integrale del volume “Sicily and England”, che Tina Whitaker Scalia pubblicò a Londra nel 1907 e che venne tradotto e dato alle stampe, per la prima volta, nel 1948 dalla Società Editrice Siciliana di Mazara del Vallo, costituita due anni prima da un gruppo di giovani guidati dal professor Nino Sammartano.
L’autrice, nata nel 1858 e morta nel 1957, era figlia del generale palermitano Alfonso Scalia e moglie del ricco imprenditore inglese Giuseppe Whitaker, cui si devono  opere fondamentali nel campo  dell’ornitologia e dell’archeologia.  
Nel libro, i ricordi e le notazioni biografiche si intrecciano con le vicende politico risorgimentali, nelle quali furono coinvolti numerosi personaggi costretti ad esiliare dalla Sicilia e dalle altre regioni nei decenni di regno borbonico. Tina Whitaker, durante la sua lunga ed intensa vita vissuta tra l’Inghilterra e la Sicilia fu protagonista di primo piano nella vita sociale palermitana e al centro di una fitta rete di relazioni (culturali, economiche, imprenditoriali) tra le due grandi isole.
Salvatore Costanza, già docente di Storia e di Ecostoria negli Istituti Superiori e Universitari, ha dedicato alla Sicilia moderna e contemporanea il suo maggiore impegno di studioso con libri sulla marginalità sociale (La Patria armata, 1989), sui Fasci siciliani e il mondo contadino (L’utopia militante, 1996) e sul  Risorgimento (La libertà e la roba, 1998).
Più di recente ha pubblicato in tre volumi un’analitica ricostruzione della storia urbanistica, sociale e culturale di Trapani (Tra Sicilia e Africa. Trapani. Storia di una città mediterranea, 2005), una monografia su Gentile (Giovanni Gentile. Gli anni giovanili 1875-1898, 2011) ed ha in preparazione un volume sul carteggio inedito di Nunzio Nasi.
Tina Whitaker Scalia (1857-1958), nata a Londra durante gli anni di esilio del padre siciliano e poi moglie di un inglese residente a Palermo, è stata tra le più rappresentative protagoniste di quella comunità inglese presente nell’Isola tra ’800 e ’900 che contribuì a collegare la Sicilia ad un circuito di relazioni internazionali molto particolari, non solo di natura commerciale, imprenditoriale e finanziaria, ma anche culturale. Sicilia e Inghilterra, pubblicato per la prima volta in inglese nel 1907 e, in una prima parziale versione italiana, nel 1948 (dalla S.E.S. editrice di Mazara del Vallo), viene adesso riproposto in una nuova edizione integrale curata da Diletta D’Andrea (Università di Messina). Nell’ampio contesto di scritti relativi ai rapporti economici, politici e sociali tra Sicilia e Inghilterra, il volume di Tina Whitaker Scalia permette di comprendere meglio tali legami, molteplici e radicati nel tempo, ricostruendo preziosi particolari biografici sia dei tanti “amici inglesi degli esuli siciliani”, sia di alcuni protagonisti delle principali vicende storico risorgimentali italiane.

martedì 16 aprile 2013

Luigi Fiorentino: Il centenario della nascita






Questo è il certificato di nascita autenticato dallo stesso Luigi Fiorentino in una poesia contenuta nella raccolta “Un fiume un amore” (Siena, Maia 1961).
Nato a Mazara del Vallo, fece gli studi secondari a Trapani e quelli universitari a Napoli. Con il matrimonio si trasferì a Ventimiglia (IM) dove intraprese la carriera militare. Partecipò all’ultimo conflitto mondiale come comandante di batteria e fu decorato con due croci di guerra e con la medaglia di “volontario della libertà”.
Dopo l’8 settembre 1943 combatté contro i Tedeschi: quando si rese conto che la partita era perduta ritenne suo dovere rendere inservibili le bocche da fuoco e le armi automatiche del suo reparto. Per questo corse il rischio di essere fucilato dal nemico per sabotaggio; finì invece in un lager nazista, in Polonia prima e in Germania dopo, svolgendovi un’implacabile opera di resistenza passiva. Ritornò a casa, in Liguria, sul finire del mese di luglio 1945 con tante delusioni e con un manoscritto che l’anno dopo apparve in volume a Milano sotto il titolo Cavalli 8, uomini…: cronologicamente il primo libro che narra il dramma dei militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti. La triste marcia da lager a lager attraverso interminabili distese innevate, sotto l’incalzare dei sorveglianti tedeschi è rievocata nella poesia “Ballata della neve” (Cielo e Pietra – Siena Maia 1957).
“LA NEVE
                  La fatica.
                                 Lo sgomento.
La colonna già in marcia nella neve.
Il passo dentro la neve. La frusta
degli aguzzini: Los! Avanti, presto.
Il cielo basso. Il vento sulla neve.
La landa senza termine, echeggiante.
E la fame di mesi sopra mesi.
Chi crollava era pietra sulla neve.
E los. Ancora los. Sempre los. “

Dopo quell’agghiacciante esperienza e per dare un nuovo slancio alla propria vita e a quella della moglie Giulia Pia Montalto e delle figlie Ebe, Gloria e Graziella (alle quali in seguito si aggiunse Fiora), Luigi Fiorentino scelse di trasferirsi a Siena e ne fece la sua terra di adozione: era stato affascinato dall’amore per l’arte, la letteratura e la storia di cui le strade erano ancora permeate.
Nel 1946 fondò la rivista di Lettere e Arti “AUSONIA” (che diresse ininterrottamente per trentacinque anni fino alla morte) e, quando dopo pochi anni abbandonò la carriera militare, si dedicò al suo vero grande amore: la cultura,la letteratura,la poesia.
A tali attività affiancò anche quella di editore pubblicando nella Casa Editrice Maia opere di scrittori italiani e stranieri nonché saggistica e teatro. Per molti anni insegnò Letteratura italiana nella Scuola di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri. Successivamente fu chiamato ad insegnare Lingua e Letteratura spagnola nella Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Siena e più tardi Letterature Ibero-americana nell’Università di Trieste dove si era trasferito con la seconda moglie Francisca Cruz-Rosòn e l’ultima figlia Beatrice.
Con editori quali Meschina, I.P.L., Mondatori, Mursia, Paravia, Sansoni, pubblicò circa 40 volumi, alcuni dei quali, ristampati più volte, furono tradotti da importanti case editrici estere, come Hachette (Francia), Nolit e Bagdala (Jugoslavia), Sofia (Messico), Pampano (Argentina), Cahiers du Nord (Belgio), in francese, spagnolo, inglese, tedesco, portoghese, rumeno, latino, neo-greco, olandese, svedese, serbo-croato, turco, arabo, ceco, ungherese, sloveno ecc.
Tenne inoltre dotte conferenze e cicli di lezioni in Università e Istituti culturali di molti Paesi europei e del Medio Oriente.         
I suoi scritti sono inclusi in centinaia di antologie e critici italiani e stranieri di chiara fama come Enrico Falqui, Francesco Flora, Giuseppe Lipparini, Bruno Maier, Francesco Biondolillo, Juan Ramòn Jimenez Guglielmo Lo Curzio, Daniel Rops, Paul Fort, Manuel Bandiera hanno scritto articoli e saggi sulla sua produzione letteraria.
Lungo tutto l’arco della sua attività gli sono stati conferiti molti ed alti riconoscimenti tra i quali i premi: Isola d’Elba, S. Pellegrino, Chianciano, David, Presidenza del Consiglio dei Ministri (sette volte), Sileno d’oro, Pisa, le Muse, Duccio, Renato Serra, Siciliano illustre.
La morte lo colse, ancora nel pieno dell’attività, il 2 agosto 1981 a Trieste.
FRANCESCA LA MALFA
http://www.luigi-fiorentino.it/biografia.htm
L’Università  per stranieri di Siena ne commemorerà il centenario della nascita il 23 Aprile.



venerdì 12 aprile 2013

Concerto del pianista Alessandro Marino al Quirinale




Continua  inarrestabile il successo del pianista mazarese Alessandro Marino con  una settimana di intensa attività concertistica,dal Palacultura Antonello della Filarmonica Laudamo di  Messina  al Quirinale,con una tappa intermedia in Lombardia.
Il pianista mazarese terrà,domenica 14 Aprile,alle ore 11,55 un atteso concerto alla Cappella Paolina del Quirinale che sarà trasmesso in diretta radiofonica  da Radio 3 e attraverso il circuito Euroradio in tutta Europa.
I Concerti di Radio3 sono diventati una tradizione per tutti coloro che seguono con interesse e passione la musica, con l'attenzione rivolta a quanti, spesso con sacrificio, si dedicano in Italia all'approfondimento dell'esperienza musicale, e in particolare ai più giovani.
 È ad essi soprattutto che i Concerti al Quirinale di Radio3 vogliono offrire un'occasione di visibilità che ormai costituisce di per sé un importante riconoscimento.
I concerti di Alessandro Marino  affascinano e entusiasmano il pubblico per il virtuosismo tecnico e per le complesse partiture quasi impraticabili dalla gran parte dei pianisti ma che l’artista mazarese affronta con sicura disinvoltura, ritmo serrato, interpretazione appassionata e appassionante, confermando sempre la sua statura di autentico fuoriclasse.
Il concerto prevede l’esecuzione di brani di Camille Saint Saëns, Alfred Jaëll, Émile Prudent, Louis Moreau Gottschalk, Charles-Valentin Alkan.- vedi programma di sala.

lunedì 8 aprile 2013

La rivoluzione tunisina.



Primavera araba o autunno islamista?

Poco più di due anni sono trascorsi dall’inizio delle proteste nel mondo arabo.
La rivoluzione tunisina e la conseguente “primavera araba” hanno liberato alcuni paesi della riva sud del Mediterraneo dai loro dittatori e hanno scatenato straordinari cambiamenti politici, sociali e culturali.
 Le elezioni democratiche in Tunisia, Egitto e Libia hanno prodotto governi con maggioranze islamiste. Per molti osservatori, la speranza di questi popoli si sta trasformando in derive oscurantiste; si tratta allora di una primavera araba o di autunno islamista?
Il 12 maggio 2012 abbiamo organizzato un incontro-dibattito sulla rivoluzione tunisina. Con il prof. Ghazi Gherari dell’Università di Tunisi si sono analizzate le cause e le conseguenze dei processi in atto sulla riva sud del Mediterraneo, le problematiche e le sfide della rivoluzione tunisina,l’importanza, la forza e l’influenza dei partiti islamisti nell’attuale governo, scaturito dall’Assemblea Costituente chiamata a scrivere la nuova Costituzione. Da quel maggio 2012 ad oggi molte cose sono cambiate, specialmente in Tunisia.
 Con l’incontro-dibattito che l’Istituto Euro Arabo propone sabato 13 aprile 2013, cercheremo di capire se fu vera primavera o piuttosto un autunno per molte donne arabe a causa dell’avanzata islamista.
Habib Mellakh è docente di letteratura francese presso la Faculté de Lettres, des Arts et des Humanités, Unversità La Manouba. Rappresentante sindacale e militante, ha seguito il conflitto tra laici e salafiti all’Università La Manouba documentando “l’affaire Kasdaghli” con un libro intitolato “Manoubistan”. È uno dei fondatori dell’Associazione tunisina di difesa dei valori universitari di cui è segretario generale.
Jinene Limam è docente di diritto pubblico presso la Faculté des sciences juridi-ques, politiques et sociales, Università di Tunisi e membro de l’Association tuni-sienne d’études politiques. Ricercatrice e militante, si occupa dell’aspetto politico, costituzionale e del ruolo della donna nella rivoluzione tunisina.

giovedì 4 aprile 2013

On line " Dialoghi Mediterranei "




Nasce finalmente,dopo mesi di intenso lavoro progettuale,il periodico on line dell’istituto Euro Arabo di Mazara del Vallo,”Dialoghi Mediterranei”.
Il sito può essere raggiunto  via web attraverso quello dell’istituto, anche esso ristrutturato con una nuova interfaccia grafica e sotto l'aspetto dei contenuti http://www.istitutoeuroarabo.it/ oppure direttamente attraverso l’indirizzo  http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/.
“Dialoghi Mediterranei”  nasce per soddisfare le richieste di quanti in questi anni hanno seguito con interesse  e attenzione le moltissime attività culturali e iniziative editoriali dell’I.E.A.
Il periodico vuole rappresentare un luogo d’interazione, di confronto e di dialogo tra culture, tra punti di vista e modi di pensare diversi,un osservatorio sia sulla realtà locale in cui si trova a operare, sia su un contesto più ampio, che è quello euro-mediterraneo,attraverso una narrazione della realtà capace di stimolare e suscitare un pensiero critico e consapevole.
Già il primo numero si presenta assai ghiotto con argomenti di grande attualità sociale e  culturale.
L'Istituto Euro Arabo dispone di una biblioteca specializzata in islamistica, opere di storia politica e sociale dei Paesi mediterranei, di letteratura e scienze umane. E' attivo un servizio di prestito e/o consultazione.

venerdì 15 marzo 2013

Un Papa cercato lontano



 “ Sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo”, queste le prime parole al popolo di Roma del nuovo Papa appena eletto.
Due brevi frasi fatte di semplici parole,ma che rivelano speranze, desideri  e attese di quanti professano la fede cattolica. La ricerca di un vescovo di Roma, perché  è da qui che deve ripartire quel processo di evangelizzazione messo in crisi dalla secolarizzazione anche delle stesse istituzioni ecclesiali.
Per far questo occorreva scegliere lontano dai sacri palazzi,molto lontano,e dare una convincente risposta alle denuncie di Benedetto XVI nell’omelia delle Ceneri:” nella rete di Pietro vi sono anche pesci cattivi; Il vero discepolo non serve se stesso, ma il suo Signore" , e soprattutto quando ha citato il profeta Gioele  che richiamava il suo popolo:”-Così dice il Signore: ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti”- ed invitava la comunità a dare prova di testimonianza di fede e di vita cristiana “per manifestare il volto della Chiesa e come questo volto venga, a volte, deturpato. Penso in particolare alle colpe contro l’unità della Chiesa, alle divisioni nel corpo ecclesiale.”
Ancora una volta la Chiesa stupisce chi come noi è abituato a ragionare e ad agire secondo categorie politiche e ottiche estranee allo spirito ecclesiale.
Sono stati sufficienti, ai cardinali, meno di ventiquattro ore per scegliere la nuova guida spirituale della cristianità.  Una lezione che i nostri politici dovrebbero imparare, anche se non sono guidati dallo Spirito Santo.
L’elezione del cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, ha stupito tutti gli  addetti ai lavori; non è mai capitato che un candidato battuto al conclave precedente, venisse considerato papabile nel successivo. Il card.Bergoglio è stato l’antagonista più forte del cardinale Joseph Ratzinger in quel conclave.
L’elezione contiene in se stessa dei primati: primo Papa gesuita, primo Papa  americano, primo Francesco  con una decisione anch’essa senza precedenti nella storia delle successioni papali.” Il Romano Pontefice ha così scelto un nome che è divenuto cristiano grazie al santo di Assisi, nel quale già i contemporanei riconobbero un “secondo Cristo” (alter Christus)”,scrive l’Osservatore Romano.
L’essere gesuita, poi, non può che richiamare la grande personalità del cardinale Carlo Maria Martini, avversario di Papa Ratzinger e propugnatore del rinnovamento della Chiesa e dell’apertura ai laici.
Carlo Martini non lesinava rimproveri alla Curia Romana,che considerava anch’essa secolarizzata ai beni materiali anziché spirituali e poco attenta alla sua missione pastorale.
Alla domanda  che gli poneva  don Verzè:
 “ Se Cristo tornasse di nuovo sulla terra,magari in prima persona,cosa farebbe innanzitutto? Andrebbe con i suoi sandali e il suo matello anche in Piazza San Pietro?”
il cardinale Martini rispose:
“ Non credo che guarirebbe tutti i malati,lascerebbe fare agli uomini,non era questo il suo compito. Credo che andrebbe in San Pietro con un vestito che faccia un po’ di scalpore e produca un certo disagio nella gente.In ogni caso avrebbe l’aspetto piuttosto di un povero. Agire controcorrente,questa sarebbe l’opera di Cristo. E senza dubbio avrebbe da ridire anche ai figli della Chiesa,perché non abbiamo creduto abbastanza e perché non abbiamo amato abbastanza”- ( dal libro Siamo tutti nella stessa barca).
 L’avere mantenuto,da parte di Papa Francesco, la sua croce pettorale di ferro,rifiutando quella più preziosa  tradizionale dei pontefici,costituisce un forte messaggio simbolico.
Il cardinale Martini sarà in questo momento felice.

giovedì 14 marzo 2013

Ecce Papa.




Habemus Papam 

Georgium Marium Bergoglio

qui sibi nomen imposuit 

Franciscum



sabato 9 marzo 2013

Voglia di normalità




Mazara:
Piccola grande capitale  multiculturale, multietnica e multilinguistica.
Città della ceramica
Città della Pace
Città del pesce
Capitale della pesca
Capitale della tolleranza
Capitale dell’accoglienza
Capitale dell’arte fabbrile
Capitale del neo Futurismo
Città dell’Esperanto.
Ma una città normale,curata, pulita,con qualche parco giochi,con servizi funzionanti,è assai difficile immaginarla?

domenica 3 marzo 2013

Futuristi o Gattopardi?




Se è vero,e non può non esserlo,che il presente  è la percezione del passato e il futuro non è altro che una continua  dinamica proiezione del presente,allora chi si riconosce di vivere  in questa ultima dimensione  non può che appartenere alla categoria dei “ futuristi “.
L’On.Cristaldi, sindaco di Mazara, sembra ragionare secondo quest’ottica ed è subito pronto a rimodulare il suo movimento da “Partito Città “ a  “ I Futuristi”,che nulla ha a che vedere con il movimento culturale del primo novecento.
Le ragioni che hanno portato alla formazione di tale iniziativa si devono alla vulnerabilità dei partiti tradizionali, usciti frantumati e sconfitti dallo tsunami grillino.
- “In provincia di Trapani, assistiamo ad una deriva nella quale diverse intelligenze non intendono essere coinvolte, prendendo atto della facilità di cambiamenti repentini di opinioni e contraddizioni che mortificano costantemente il senso della politica.”-dichiara il primo cittadino mazarese.
Non appare,quindi,inaspettata né originale l’ultima sortita del sindaco di Mazara, il quale, dopo essersi trovato senza punti di riferimento politico, non ha alcuna intenzione di ritirarsi a vita privata.
Cristaldi non  rappresenta quella “ insularità dell’anima-”di cui parla il principe Fabrizio a Chevalley; non è rassegnato né disponibile a cedere il passo al fluire degli eventi; la sua è la reazione che avrebbe dovuto avere il Principe Salina alle adulazioni del piemontese Chevalley:
-“ Se gli uomini onesti si ritirano,la strada rimarrà libera alla gente senza scrupoli e senza prospettive,ai Sedàra: e tutto sarà di nuovo come prima.”- e lo esortava a scendere in campo.
Cristaldi vive intensamente questo psicodramma gattopardesco: l’incubo del garibaldinismo rappresentato da Grillo e dal suo giovane ed irresistibile movimento.
Egli è consapevole dell’inarrestabilità degli eventi  ma non vuole cedere il passo. Il collegamento con il Gattopardo non è casuale,perché i siciliani si credono dèi,e hanno da insegnare e  nulla da imparare dagli altri.
La superbia è uno dei vizi che i siciliani manifestano con maggiore frequenza,la stessa  superbia ostentata da Marinetti,innamorato di se stesso e della sua superiorità che ambiva essere riconosciuta.
-“Vengono ad insegnarci,i garibaldini,le buone creanze,ma non lo potranno fare,perché noi siamo dèi “ è la risposta di Don Fabrizio ad alcuni ufficiali della marina inglese qualche giorno prima che Garibaldi conquistasse Palermo.
I futuristi cristaldiani,a loro modo di vedere,si sentono dei neo crociati,l’ultimo  baluardo a difesa dei principi del cattolicesimo  e del riformismo ”minacciati dalle orde barbariche” che   al grido di” Siete circondati” intimano loro di arrendersi.
 Per questo non hanno alcuna intenzione di cedere e anzi intendono contrattaccare il nemico,lancia in resta, in uno scontro frontale.
Non si rendono conto che anche alla fantasia c’è un limite.

mercoledì 20 febbraio 2013

Bye bye baby:Vito Torrente saluta il PD



“La festa appena cominciata è già finita” vi ricordate la canzone di Endrigo?
Ebbene,sono trascorsi alcuni mesi dalla solenne cerimonia d’iniziazione di Vito Torrente nel PD con gran cerimonieri l’On.Baldo Gucciardi e il sen.Antonino Papania,che già si assiste se non ad un divorzio,almeno alla separazione consensuale tra l’imprenditore mazarese ed i suoi mentori del PD.
Nemmeno il tempo di pregustare il trionfo alle primarie per il parlamento,nelle quali Vito Torrente,in forza dei numeri,ha potuto dimostrare ai parlamentari piddini,se avevano dubbi,la sua capacità di raccogliere consensi, che i distinguo e le prese di posizioni all’interno del Pd mostravano un malcontento diffuso per quella che era ritenuta una consegna del partito a Torrente.
Ricordiamo che si deve esclusivamente a lui se la candidata al senato Pamela Orrù,catapultata per il correre degli eventi dalla 5^ posizione alla seconda,sarà nominata senatrice.
A far precipitare le cose è stata, anche,la decisione della commissione dei garanti di escludere dalle liste del senato in Sicilia il sen. Papania,che aveva largamente vinto le primarie.
L’esclusione di Papania non poteva non mettere in discussione gli accordi pregressi tra Torrente,e le sue velleità di essere il candidato a sindaco di Mazara con il simbolo del PD.
Alle proteste per tale esclusione,tiepide per la verità,dell’entourage dei fedeli del senatore,facevano da contrappunto la malcelata soddisfazione di quei militanti del PD che vedevano in quella decisione la fine del potere incontrastato del parlamentare alcamese in provincia, e rimettevano in discussione,senza però averne mai parlato,quel patto Papania-Gucciardi-Torrente,che avevano dovuto subire,e mai avevano digerito.
Le lacerazioni che ne sono seguite a Mazara in particolare,ma in tutta la provincia,soprattutto tenendo conto che gran parte degli avversari di Papania si erano schierati apertamente con la lista Il Megafono” di Crocetta,indebolendo di fatto il partito,hanno fatto capire a Torrente che il partito in cui era entrato altro non era che un armata Brancaleone, acefalo,fatto da anime mute, del tutto prive di una strategia,di obbiettivi e soprattutto di riferimenti politici con i quali programmare le imminenti scadenze elettorali,dalle nazionali alle provinciali e soprattutto le prossime amministrative.
Per un uomo che dell’operatività e del fare ha fatto le sue fortune politiche ed imprenditoriali,trattare con anime che alla politica preferivano il pensiero metafisico e auto contemplativo,era ritenuto una perdita di tempo;così decide di abbandonare il PD,in preda alla sue faide interne e lacerazioni, alla sua sorte.
Consapevole che quel che conta in politica non è il simbolo ma il consenso,Torrente si defila con discrezione dalla campagna elettorale e inizia a ordire la sua trama per le prossime elezioni amministrative,sistemando i vari tasselli per costruire la sua campagna elettorale,in modo che niente sia lasciato al caso.
Tra riunioni e incontri con suoi simpatizzanti,ha già messo in moto strategie e alleanze per la sua prossima candidatura a primo cittadino. Si dice che abbia già pronte tre liste civiche a suo sostegno,e tanta gente pronta a salire sul suo carro.
Il PD,intanto,smarrito e senza alcuna idea,in attesa di congressi locali che divaricheranno ulteriormente le spaccature al suo interno, appare sempre più un cimitero di anime in pena.
Bye bye baby, lo saluta Torrente.

giovedì 14 febbraio 2013

La Chiesa di Mazara con l'animo imperturbabile.



Le dimissioni di Papa Benedetto XVI non turbano la Chiesa di Mazara

Non è mia abitudine intervenire sulle dichiarazioni di importanti personalità ancor più se queste rappresentano istituzioni religiose. Entrare in un dibattito,poi,in merito ad eventi di portata storica,dinanzi ai quali siamo chiamati ad essere testimoni del tempo,non è facile né tanto meno opportuno,soprattutto quando si ha la consapevolezza di non avere conoscenze specifiche sulla questione.
Però,dal punto di vista umano,e solo relativamente a ciò,la sensibilità impone o di tacere ed aspettare l’evolversi degli eventi o di intervenire per potere esprimere,molto sommessamente, la propria opinione di laico cattolico appartenente ad una chiesa di periferia,di frontiera,lontana dagli intrecci e dalle viscosità nelle quali sembra aggomitolata la Curia dei Sacri Palazzi.
L’evento di cui si parla è quello della “solenne rinuncia”al ministero petrino sancita nella Declaratio di Papa Benedetto XVI,e l’oggetto del mio intervento si riferisce a certe dichiarazioni di preminenti personalità della Chiesa mazarese che a mio modo di vedere invitano a qualche riflessione.
Dinanzi ad una decisione talmente forte, unica nell’attuale contesto storico, da sconquassare e persino scandalizzare una cultura di pensiero e di fede incardinata sul concetto quasi dogmatico di Vicarìa ,inteso che “Vicario di Cristo” è l’appellativo che si da comunemente al Papa,non possono non lasciare qualche sbandamento le dichiarazioni del vescovo della Diocesi di Mazara seguite a ruota da quelle di padre Fiorino,responsabile della S.Vito Onlus.
Dice Mons.Domenico Mogavero in una dichiarazione a caldo riportata nel sito della Diocesi:
La notizia del Papa che annuncia la sua rinuncia all’ Ufficio di successore di Pietro giunge inattesa ma non turba il mio animo. Sotto l’aspetto umano, la decisione del Papa lascia sicuramente una traccia profonda perché dice l’alta intelligenza e la profonda sensibilità di un uomo che sente i propri limiti spirituali e fisici per continuare a reggere il peso del ministero petrino”.
Colpisce l’uso freddo,distaccato,dell’espressione ” non turba il mio animo” dinanzi ad una decisione di incommensurabile portata da far dichiarare allo stesso allo stesso Card. Bagnasco,presidente della CEI:
Abbiamo avvertito un repentino senso di sconcerto e di profondo rincrescimento”.
Anche Mons.Francesco Alfano-vescovo di Sorrento esprime:
“Una profondissima emozione e insieme un grande turbamento: sono stati sentimenti che ho avvertiti entrambi in un istante, poi subito dopo ho avuto la percezione di un dono immenso che il Papa stava facendo alla Chiesa in questo momento.”
La rinuncia al soglio di Pietro,seppur per motivi fisici e di spirito-(“per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”)- può lasciare l’animo impassibile?
Non si prova turbamento di fronte alla dura denuncia del Santo Padre, durante il rito delle ceneri, su come "il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro l'unità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale"?
Non siamo di fronte ad un contratto a tempo determinato per cui don Francesco Fiorino possa dichiarare con tanta semplicità la pensionabilità del Vicario di Cristo:
Francamente non ho avuto nessuna sorpresa nell’apprendere le dimissioni del Papa! Da qualche mese confidavo a qualche persona amica che l’attuale Successore di Pietro - che ha sottolineato spesso l’intimo rapporto tra verità e amore - avrebbe lasciato responsabilmente la sua alta e unica missione. Ma quando le energie fisiche e mentali diminuiscono non puoi non tenerne conto! Devi fare un passo indietro”
 Così dichiara don Fiorino.
Allora è così semplice,è così normale?E’ solo questione di energia mentale e fisica?
Il perimetrare il tutto ai” limiti spirituali” di colui che è considerato il più raffinato e importante teologo  contemporaneo di questa Chiesa non aiuta a comprendere la forza e la finalità del suo gesto.
Può non generare turbamento la presenza della zizzania nel campo del Signore e la presenza di "pesci cattivi nella rete di Pietro”?E se queste fossero una concausa?
Non sono io a dovere dare una risposta.

                       

lunedì 11 febbraio 2013

la politica e la " Manciugghia"



     A Mazara la lista il Megafono di Crocetta come il Cavallo di Troia.

” La mafia è dunni c’è la “Manciugghia” e la politica è tutto un “ Mangia-mangia”

“La mafia te la trovi là dove non credi che te l’aspetti. Vi è un intreccio di interessi nella politica,negli enti legati ad essa,nella gestione della formazione tutta in mano delle moglie dei politici. E’ la politica corrotta che ha portato la Sicilia ad essere quella che è adesso. Altro che Matteo Messina Denaro:a questo lo dovrebbero accusare di concorso esterno mafioso,perché la vera mafia sta nelle istituzioni,rese incancrenite dal malaffare,dagli interessi,dalla manciugghia,dal mangia mangia.”
E’ un Rosario Crocetta che parla,urla,denuncia a ruota libera,senza peli sulla lingua,senza l’uso del linguaggio politically-correct;è un vulcano che erutta un fiume di accuse contro un sistema politico che definisce “la causa principale dei mali della Sicilia,e che ha alimentato connivenze mafiose e malaffare,che ha usato il denaro pubblico destinato ai cittadini per interessi privati,per generare potere,e sprecare risorse usate a soddisfare la sete di potere personale”.
Ne ha per tutti il presidente della Regione Siciliana,dal Consorzio Autostrade Siciliane alla Serit,dai consulenti regionali alla gestione dei fondi europei per la Formazione,dalla rotazione di tutti i dirigenti apicali alla Sanità con l’affair dei pannoloni d’oro,” come se all’improvviso tutti i palermitani fossero stati colti da sintomi di diarrea” denuncia il neo governatore della Sicilia.
Un parterre zeppo di politici,molti dei quali alla ricerca di nuovi punti di riferimento e pronti a salire sul carro del vincitore:tra costoro ex lombardiani,piddini anti Papania,ex supporter del senatore alcamese,molti osservatori indecisi, curiosi, simpatizzanti, uomini di cultura e professionisti, imprenditori e lavoratori, ma soprattutto molte donne.
Le forze dell’ordine vigilano ogni movimento a salvaguardia di uno degli uomini più  minacciati dalla mafia.
 Nessuna bandiera di partito, nessun inno nazionale, ma semplicemente un tenue sottofondo musicale della "La canzone popolare" di Ivano Fossati,nostalgia di una stagione politica di grande successo ma che non può più ripetersi, in attesa dell’arrivo dell’ospite in forte ritardo.
Il ritardo è dovuto al protrarsi dei colloqui tra il Presidente Crocetta e l’ambasciatore libico per l’occasione venuto a Mazara.
 Non vi è un palco,ma un parterre sobrio,scarno,nessuna poltrona,tutto all’insegna della familiarità.
 “ Ho sempre amato questa città,ho sempre desiderato di viverci,di abitarci. La sento come casa mia.”- Rosario Crocetta usa un linguaggio efficace e semplice,il suo lessico non è certo quello elegante e raffinato di Arbasino,le sue locuzioni sono ruspanti,piene di accenti cantilenanti ed intercalari tipici della vulgata gelese.
E’ anche un modo di dichiarare,con orgoglio,le sue umili origini, il radicamento ad una terra offesa,denigrata,sfruttata,ingannata,violentata da un secolo e mezzo di colonizzazione prima e di autonomia dopo,con la complicità della politica,degli imprenditori,delle grandi industrie,della mafia e degli stessi politici siciliani,da Cuffaro a Lombardo a Miccichè alleati questi ultimi con la Lega di Bossi.
Sta in questa forte,insistente,accorata denuncia del “mangia mangia” tutto il suo carattere,tutto il suo amore per la cultura della propria terra, del proprio paese, della propria gente,delle proprie tradizioni.
La violenza delle sue parole sono la risposta alla violenza di un sistema politico che ha contaminato e corrotto la dignità dei siciliani. Lo stile si nota dai segnali, dai comportamenti, dalle note di colore, dal portamento, dai toni della voce, dall’uso delle parole.
 Rosario Crocetta parla alla pancia della gente,li colpisce e li sferza a riscattarsi;i suoi toni populistici altro non sono che quelli di un comune sentire.
A cantare l’elogio della bellezza come antidoto alla barbarie e all’asservimento politico mafioso ci pensa,nell’attesa dell’ingresso in sala del neo governatore siciliano, il suo amico Antonio Presti,il creatore di Fiumara D’Arte,voluto fortemente candidato al senato da Crocetta.
 E’ un inno alla bellezza quello di Presti, promotore della valorizzazione del territorio per mezzo delle opere d’arte, ritenute un vero antidoto all’oscurantismo mafioso e all’obnubilamento delle coscienze.E’ un cantare le bellezze e la storia della propria città,del proprio territorio,della propria regione attraverso  le opere d’arte,così come fanno i cantastorie attraverso le immagini.
Un evento di enorme portata,secondo Presti, questo connubio politica-arte-cultura,destinato a dare frutti copiosi in un più ampio progetto di crescita legalitaria,economica,sociale. “C’è un tempo per seminare, c’è un tempo per raccogliere” è scritto nel Qohèlet.
Bisognava dare un segnale politico forte, univoco, inequivocabile, chiaro, frastornante ma nello stesso tempo intelligente, lontano dalla canea chiassosa. La filippica del Presidente Crocetta contro l’incancrenirsi del sistema politico viene accolto da un tripudio di applausi sinceri.
L’applauso non è formale, non è di parte, esso è convinto, rappresenta la manifestazione di affetto della gente nei confronti di un personaggio pubblico che vuole dare una svolta in termini qualitativi ed etici alla politica non solo siciliota ma nazionale.
La risposta è un’ ovazione che lega in un affettuoso abbraccio Crocetta e il suo movimento alla gente,la stessa gente stanca di essere delusa, che per tanto, troppo tempo è stata vilipesa, umiliata, tradita da una politica in preda a bulimia della manciugghia.
Può piacere o meno, ma il Presidente della regione è il simbolo del cambiamento storico culturale, il personaggio più interessante dell’attuale scenario politico nazionale insieme a Grillo. Non poteva mancare un richiamo all’integrazione culturale, alla convivenza e all’accoglienza, al rispetto della persona e dell’identità tra immigrati e popolazione indigena, elogiando le qualità di tolleranza e di rispetto dell’intera gente mazarese e siciliana.
Dal punto di vista politico la Lista “Il Megafono” attrae gli indecisi,è concorrenziale al M5S di Grillo,ma soprattutto allo stesso PD al quale porterà via molti consensi,nonostante facciano parte della stessa coalizione al senato.
L’obbiettivo è recuperare coloro che hanno abbandonato il centrosinistra e che avevano votato per protesta Grillo.
Per quanto riguarda la provincia di Trapani,e Mazara in particolare, i supporter della lista,in gran parte del PD,la usano come il Cavallo di Troia per mezzo del quale il gruppo di piddini anti papaniani vuole fare breccia e sgretolare la roccaforte dominata dal senatore alcamese .
Attraverso il Megafono si vuole passare alla resa dei conti tra correnti all’interno del PD; una rivolta in grande stile contro lo strapotere di Papania e Gucciardi, e vuole essere un altolà ad accordi preconfezionati durante le recenti primarie,vedi l’ingresso di Vito Torrente nel PD, a costo di lacerare e indebolire lo stesso partito sacrificato ad interessi di parte.
Una vittoria del centrosinistra al senato,con un forte consenso politico al movimento di Crocetta, vedrebbe fortemente rafforzata l’anima autonomista e sicilianista del Presidente della Regione;di contro risulterà indebolita la corrente dei notabili  del PD e il loro modo di gestire la politica
Ciò non può che far bene al prossimo governo nazionale.

venerdì 8 febbraio 2013

La vendemmia tardiva



A Mazara, la lista "Il Megafono" di Crocetta addruva uomini del PD per mandarli ad Arriciuppari!
Così "per aiutare Bersani" loro dicono.
Così  "per superare il PD" dice Crocetta.


***

Addruvari:        ingaggiare,assumere manodopera a giornata.
Arriciuppari:   raccogliere raspi di uva, racimolare frutta dopo il raccolto;
 ( dallo spagnolo:rechupar = succhiare di nuovo)



lunedì 4 febbraio 2013

Mazara: Presentato il libro " La Famiglia" di Eva Carlestål



Un autorevole uomo di governo ebbe a dire qualche anno fa: “Con la cultura non si mangia”,però,a guardare quell’aula consiliare di Mazara,gremita in ogni ordine di posti,vien da dire che forse la cultura non dà da mangiare,ma riempie tanti vuoti,sazia la bulimia del conoscere,e mette a nudo l’abissale distanza tra la sensibilità dei politici e quella della gente comune.
Riempire una aula per la presentazione di un libro di una autrice sconosciuta non è di tutti i giorni,soprattutto in una città in cui la sfida tra l’effimero e la cultura vede spesso quest’ultima soccombente.
Eppure un piccolo miracolo si è verificato, segno che se si semina bene si raccolgono buoni frutti. Ha seminato bene l’Istituto euro arabo di studi superiori di Mazara,perché l’aula del consiglio comunale è gremita in ogni ordine di posti. In questi tempi di spending- review,di crisi lacerante,di campagna elettorale,dove altri temi come il lavoro,la disoccupazione giovanile,la crisi della scuola dovrebbero essere,e non lo sono,al centro del dibattito,stupisce che un libro,un’indagine socio antropologica richiami tanto interesse.
L’evento è la presentazione del libro di Eva Carlestål“-La Famiglia-un’ indagine su una comunità di pesca in Sicilia”.
Si tratta della traduzione in italiano di una ricerca che l’antropologa svedese ha condotto direttamente a Mazara per conto dell’Università di Uppsala in un arco di tempo che va dal 1996 al 2001.
La comunità oggetto di studio è quella legata al mare; sotto osservazione è la famiglia marinara,non quella del marinaio di bassa estrazione sociale,ma quella socialmente più abbiente,che dalle umili origini è diventata una razza padrona,quella marinara-armatoriale,del capitano armatore,o dell’armatore tout court atipico che si identifica con i suoi marinari,che vive le loro stesse attese,le loro fatiche,i loro drammi,e che non ha del tutto reciso il cordone ombelicale con il suo mare.
Eva Carlestål mette a nudo usi e costumi,difetti e virtù di più famiglie matrifocali tipiche della comunità marinara mazarese, diverse dalle altre famiglie nucleari non marinare.
La famiglia matrifocale mazarese appare all’antropologa,”strutturata sulla supremazia della donna, il cui ruolo, culturalmente forte, la vincola in un stretto legame relazionale con i figli,ne fa da guida,da educatrice,da mediatrice" con la famiglia nucleare e nei rapporti sociali,oltre a svolgere le tradizionali incombenze della cura della casa e dell’economia.
Uno spaccato di società riflesso a tinte forti e con estrema schiettezza,visto da un punto di vista privilegiato quale è appunto quello dell’antropologa che sceglie di vivere con queste famiglie fino a contaminare se stessa,acquisendo nuove abitudini ed adattandosi ad un contesto sociale lontano anni luce da quello individualista  da cui proviene.
Il libro è un atto di amore di Eva Carlestål verso la città e soprattutto verso la comunità che l’ha accolta,superando le iniziali barriera di diffidenza,come se fosse un membro della famiglia.
Il pubblico ha seguito con interesse i vari interventi,quello del prof.Ignazio Buttitta,presidente della Fondazione “ I.Buttitta” che ha sponsorizzato la pubblicazione del libro in italiano,della prof.ssa Gabriella D’Agostino,antropologa dell’Università di Palermo,del prof.Antonino Cusumano,che ha tenuto i rapporti con l’autrice.Ha portato i suoi saluti il sindaco di Mazara On.Nicola Cristaldi il quale ha voluto dare un piccolo contributo al tema leggendo una breve poesia del poeta Ignazio Buttitta. “ La famigghia”.