Alcune zone degradate di Mazara vengono recuperate attraverso
l'inserimento di elementi di arte fabbrile, mentre in altre zone il recupero avviene attraverso
l'inserimento di elementi di arte di...amiantifera.
Cartesio
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martedì 30 ottobre 2012
Mazara:l'Arte del recupero
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sabato 27 ottobre 2012
I.E.A. Presentazione del libro. Ebrei arabi
Una
raccolta di scritti inediti cerca di dare qualche risposta al complesso e irrisolto conflitto israelo- palestinese che
sconquassa da anni quell’area chiave del Medioriente. Paradossalmente, come viene sottolineato nei vari saggi, l’attacco ai palestinesi è anche, seppure in funzione vicaria, un attacco contro gli strati insofferenti e “sofferenti” della società israeliana.
Susanna Sinigaglia, ebrea pacifista, membro dell’associazione ECO (Ebrei contro
l’occupazione), è traduttrice e autrice.
Ha tradotto diverse opere e scritto, tra
gli altri, il libro L’arca dell’alleanza, descrizione e storia del recipiente sacro che conteneva le Tavole della Legge. Ha partecipato a
Varese, in quanto studiosa del conflitto
mediorientale, ad un seminario sul
sionismo.
Wasim
Dahmash, palestinese, ha
vissuto e studiato in Siria, a Damasco.
Professore di Lingua e letteratura araba
presso l’Università degli Studi di Cagliari, è traduttore dall’arabo ed esperto di
dialettologia per l’area
siro-palestinese. Ha insegnato dal 1985 al 2006 Dialettologia araba all’Università di Roma “La
Sapienza”. Studioso della storia e della
società Palestinese è autore di diverse
pubblicazioni.
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lunedì 22 ottobre 2012
Grillo e la rivoluzione siciliana.
Cosa c’è di più populista di colui che si fa portavoce del comune
sentimento popolare contro il degrado politico assurto a sistema,che ha reciso
i legami valoriali con la società,che ha smarrito il senso della storia,che ha
abiurato alla sua identità e alle sue origini,che si è bulimizzato di privilegi
ed ingrassato di iniquità?
Cosa c’è d’altronde di più populista da essere, a tal punto, considerato
dal popolo un messia,angelo vendicatore dei deboli,degli ultimi,degli
indifesi,degli esclusi,degli umiliati,degli irrisi?
Tutto questo è considerato oggi
Grillo e il suo movimento,semplicemente dei demagoghi,dei sobillatori,degli
spacciatori di false promesse, dei detrattori della nobile arte della politica.
In poche parole:cialtrone e
agitatore di piazza,Masaniello della
rete,fustigatore del politically correct.
Sarà anche vero,ma cosa ne sarebbe della politica senza la demagogia? E cosa spinge in modo del tutto irrazionale moltitudini di folle a stringersi attorno ad un uomo o un movimento, se non il
volere reagire ad un sistema che ha ferito la dignità di intere generazioni alle quali è stata tolta
anche la speranza in un futuro?
La presenza di Grillo in questi
giorni in Sicilia sembra assumere una funzione catartica di quanto vi è immondo
in un sistema politico trincerato nel suo guscio di privilegi, chiuso ad ogni contatto fisico e ideale con il mondo
reale. A nulla vale gridare a propria difesa che non tutti i partiti sono
uguali;infatti “alcuni sono più uguali degli altri”,e le metastasi delle
furfanterie sono talmente devastanti che
il sistema stesso è incapace,ormai,di autoimmunizzarsi.
Lo spettacolo al quale assistiamo
in questi giorni, da parte dei partiti, è deprimente ed annichilente, investe tutto il sistema
politico,incapace di gesti di
contrizione per lo sfascio etico e sociale prodotto. Catatonici ai sentimenti
di sdegno che si levano da ogni parte,i partiti sono diventati loro stessi semi
e germinatoi di antipolitica anche attraverso una forma di spocchia culturale.
Non dicano che quello di Grillo è solo populismo,è solo rozza demagogia,è
solo spettacolo da fiera paesana,perchè così facendo dimostrano ancora una
volta che tra loro e il paese reale vi è un cordone ombelicale ormai reciso.
Diventa facile gioco per chi conosce le tecniche delle comunicazione
intercettare il disagio,le sofferenze,la rabbia,le urla di giustizia. La
comunicazione diventa una sola voce,quella della gente comune,del sentire
comune,di una rabbia repressa per troppo tempo e che finalmente si libera nelle
piazze,affollandole, e urlando anche
sotto forma di isteria collettiva come segno di ribellione alle umiliazioni
subite.
Bisognerebbe riflettere perchè le
stesse manifestazioni isteriche non si verificano con Vendola o con Bersani o
con Casini etc . Solo appeal?Solo spettacolo? Solo populismo? Forse la cosa è
molto più seria dal punto di vista sociologico.
Stiamo assistendo a qualcosa di
nuovo che per la prima volta bypassa i partiti,ad un fenomeno mediatico nato nella rete ed
attraverso di essa è arrivato direttamente alla gente comune,ai giovani,agli
operai,agli impiegati,ai professionisti. Non è un fenomeno di massa fine a se
stesso e destinato a spegnersi come una fiammella. Chi porta avanti una simile
tesi o non sa come argomentare o non ha capito niente. Le grandi rivoluzioni,i
grandi sconvolgimenti sono avvenuti tutti in questo modo,e noi siamo testimoni
di ciò che sta per accadere,ci piaccia o non ci piaccia.
Per concludere:Io non credo ai miracoli,ma ci conto ciecamente.
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venerdì 12 ottobre 2012
L'entropia del PD.
E’ un PD allo sbando,in piena entropia di identità.La stessa confusione,lo stesso sbracamento,la mancanza di
un chiaro e lineare progetto il partito lo rivela sia in campo nazionale sia in
quello locale. A Mazara il PD è al
centro di una squallida campagna
acquisti di berlusconiana memoria. In
questo mercatino della politica si arraffa di tutto e a scatola chiusa,senza
alcuna certificazione di garanzia. La mercanzia è oggetto di trattazione nelle
segrete stanze e poi esposta al pubblico. E’ un indecente spettacolo di una politica che
nell’irridere se stessa,fa strame della sua identità,genera
repulsione,mina alle fondamenta tutti i concetti basilari che stanno alla base
della democrazia partecipata. A Mazara il PD si sta distinguendo per la politica di cooptazione ad opera di singoli
oligarchi che si comportano come
rigattieri di anticaglie che rovistano tra i vari mercatini delle pulci
o negli stand di chincaglierie,raccattano ciarpame e cianfrusaglie e li propongono
come preziosi oggetti da esporre nelle proprie collezioni.
Il PD si dimostra così come un
partito aperto,accoglie tutti,e nel farlo non ha bisogno di turarsi il naso:le
sue cellule olfattive si sono talmente
atrofizzate da non distinguere il tanfo dall’olezzo.
Ieri ha accolto Vito Torrente,assessore provinciale della giunta Turano in quota MPA. Oggi il
consigliere comunale Matteo Bommarito,alla sua prima consiliatura e già esperto
nel traghettare da un partito all’altro.
Erano i valori che mancavano al partito e che si cercava da tempo.
Nunc est bibendum .
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domenica 7 ottobre 2012
Mazara: Accordo sulla spending rewiev
Accordo di massima tra il consiglio comunale e la giunta grazie all'opera di mediazione dell'assessore Giuseppe Siragusa.
Sembra che si sia raggiunto un accordo nel tavolo tecnico costituito dai
rappresentanti del consiglio comunale e da quelli della giunta Cristaldi. Motivi del contendere
i tagli, una spending rewiev in miniatura, delle spese ritenute
eccessive e che interesserebbero la funzionalità degli uffici,i gettoni di
presenza dei consiglieri, la stessa indennità del sindaco,dello staff e dei consulenti. Da fonti attendibili,
a fronte di una disponibilità dell’amministrazione di potere concedere un taglio del 10% alle
spese di sua competenza, vi è una richiesta molto consistente dall’altra parte, in modo tale
da addolcire l’inevitabile aumento dell’IMU.
Il braccio di ferro tra le parti sembra
sia arrivato ad un compromesso:taglio del 20% sulle indennità del sindaco,dei
componenti della giunta,dei consiglieri comunali,sulle spese dei consulenti e
dello staff;abolizione della figura del direttore generale. I tagli complessivi
sarebbero quantizzabili a circa un milione di euro, insufficienti ad evitare l’aumento
delle aliquote IMU. Sembra che si insisti molto anche sull’uso esclusivamente
istituzionale dell’auto blu da parte del sindaco. Quest’ultimo sembra un nodo
cruciale,un modo di fare passare il sindaco sotto le forche caudine e che potrebbe portare alla rottura del
tavolo. Certo,rompere una trattativa, con il rischio del dissesto di bilancio,non sarebbe nè comprensibile
nè ragionevole. Il lavoro di mediazione portato avanti con determinazione e fatica dall’assessore
Siragusa sembra avviarsi a una conclusione condivisa. A meno di colpi di coda.
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giovedì 4 ottobre 2012
Le anime mute
Riflettevo sulle candidature del PD trapanese,e le ho trovate abbastanza stantìe, retrò, che emanano afrori di naftalina con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono.
Le stesse candidature sono la conferma di un partito allo sbando,senza anima,pervicacemente chiuso in se stesso,incapace di sintonizzarsi sulla frequenza del comune sentire, di dare spazio a sensibilità che siano una soluzione di continuità da una politica ormai in auto fagocitosi.
Mi chiedevo, assistendo a quell’indecoroso spettacolo di antipolitica che ha tenuto a battesimo l’ingresso di Torrente nel partito,se il gruppo dirigente locale,con tale acquisto, riuscirà a dare un’anima al partito immaginato da Prodi.
Mi ha colpito il silenzio delle donne del PD di fronte a delle scelte imposte dai raìs democratici e che saranno destinate a tracciare il percorso del prossimo futuro politico di questo partito.
Ancor di più ho trovato deludenti le loro anime mute.
lunedì 1 ottobre 2012
Parenti serpenti
Presentate le liste PDL in
provincia di Trapani,sia Fazio che Cristaldi
possono cantare vittoria dell’estromissione di Ruggirello dalla lista
del PDL,voluta ad alta voce da entrambi. La loro è una vittoria contro il sen.
D’Alì, il quale aveva inserito nella lista del PDL Paolo Ruggirello dopo la sua uscita dal
movimento di Lombardo. Tale candidatura avrebbe dovuto,nelle intenzioni del
senatore trapanese, ostacolare da una parte Fazio nel suo percorso alla regione
e contemporaneamente vanificare ogni speranza di successo di Duilio Pecorella, sponsorizzato da Cristaldi.
Canta vittoria Cristaldi perché elimina un
concorrente vincente a dà qualche alito di speranza al suo Pecorella; canta vittoria Fazio perché elimina il suo
concorrente diretto e vede sempre più vicino lo scranno regionale; il più
soddisfatto appare però il Sen. D’Alì, felice per l’inserimento della sua
pupilla Cettina Spataro oltre che nella lista PDL anche nel listino di Musumeci, segno che a Trapani
è ancora lui che comanda.
Tutti felici,tutti
contenti. Intanto preparano le mosse per condurre tra loro una guerra l’un contro l’altro armati.
Ciononostante,molto
malumore serpeggia all’interno del PDL mazarese;la candidatura di Pecorella non
è andata giù a molti giovani. Viene rimproverato a Pecorella il suo impegno a fianco
di Scilla e le sue forti critiche
espresse a Cristaldi durante le scorse amministrative. Viene altresì rimproverato al sindaco che
dopo il voltafaccia di Pecorella nei confronti di Scilla e il suo schierarsi al
ballottaggio con Cristaldi,lo stesso è stato ricompensato con la carica di
assessore provinciale,scalzando giovani del partito,meritevoli per capacità,
per appartenenza e per coerenza. Ed è all’interno di questa componente
giovanile che si è alla ricerca di altri punti di riferimento. Molti di loro
sentono il fascino di Musumeci.
La stessa aria di parenti
serpenti si respira all’interno del PD trapanese dopo l’esclusione dal listino
di Crocetta della mattarelliana Monica Alagna,costretta,con un colpo di coda, a
lasciare il posto ad un’altra donna, Antonella Milazzo, fortemente voluta
dall’alcamese sen. Papanìa, vero Dominus
del PD nella Sicilia occidentale. Intanto all’interno del PD mazarese
incominciano a manifestarsi dei mal di
pancia,sia per la candidatura di Giampiero Giacalone, una parte della
componente femminile avrebbe voluto una rappresentante donna, sia per
l’ingresso nel partito di Vito Torrente a sostegno dell’uscente Baldo Gucciardi.
Torrente,il cui curriculum politico di ex riempie varie pagine,tanti sono i
partiti che lo hanno visto militante tra le proprie fila,rappresenta con il suo
gruppo una potente macchina di voti. Il suo appoggio vuol dire avere la
certezza di essere eletto. E lo si è visto con il pienone del teatro Rivoli
dove il Torrente ha dato sfoggio delle
sue truppe cammellate con grande gioia
di Gucciardi e del suo mentore sen. Papania, e dove quei pochi militanti
piddini avevano il ruolo di semplici figuranti e dove sulla scena,Vito Torrente
si prendeva sperticati elogi e relativi incensamenti dal deputato e dal
senatore del PD. E’ la conferma che in
politica vige la regola del Do ut des.
Conosciamo il do, chissà se sapremo
mai il des richiesto. L’ingresso in
campo di Torrente spariglia l’alleanza Giacalone- Macaddino da una parte,mette
in allarme i piddini vicini a Oddo,alla sua quarta legislatura,alla faccia dei
limiti sanciti dallo statuto; quest’ultimo,che poteva contare fino a qualche
giorno fa l’appoggio di parte della CGIL trapanese,adesso è seriamente
preoccupato in quanto all’interno dello stesso sindacato vi sono lacerazioni su
come schierarsi,o con Giovanna Marano,subentrata a Fava, e segretaria regionale
della Fiom,o con Mariella Maggio,segretaria generale della CGIL siciliana,inserita a sorpresa nel
listino di Crocetta. Anche tra la componente
ex margherita del PD,intenzionata a votare Gucciardi,l’accordo con
Torrente lo trovano indigesto,e molti sono pronti a votare la lista Crocetta,nella
quale figura con sorpresa Vito Billardello, fedelissimo di Massimo Russo. Con
Billardello continua la grande fuga dei mazaresi da quello che fu il partito di
Lombardo. Si chiude la porta a Russo e lo si fa entrare dalla finestra
attraverso un suo candidato. Questa è pura alchimia politica. Un segnale che se
dovesse essere eletto, Crocetta potrebbe avvalersi dell’esperienza,riveduta e
corretta,dell’attuale assessore regionale alla salute,nonostante le sue
roboanti smentite.
Tutto liscio in casa
Grande Sud;nel partito di Miccichè sembra che non vi siano problemi di
rielezione per il deputato uscente Toni Scilla. Bisogna dargli
atto che ha saputo lavorare bene e tutto a suo vantaggio. La lista non è forte,
ma è stata formata in modo tale da superare agevolmente lo sbarramento del 5% e
consentire l’elezione del deputato mazarese,il quale nella sua città potrà
contare su un gruppo di amici e
simpatizzanti, forte, motivato,coeso e
soprattutto fedele.
Forte,come al solito,la
lista dell’UDC. Qui,si contenderanno l’elezione Turano e Pompeo,ex sindaco di
Castelvetrano,ma qualche sorpresa potrebbe venire da Marsala,città governata
dalla potente Diva Giulia; il candidato sostenuto dalla Adamo potrebbe vedere
elevate le sue chances di successo.
Da seguire con attenzione
il risultato di Livio Marrocco a Mazara. Il giovane deputato finiano,che sembra
non avere problemi di rielezione a
Trapani e hinterland,sempre che a Marsala Massimo Grillo si decida a fare
votare il partito di cui è segretario provinciale,costituisce il
termometro per le aspettative politiche
del consigliere Francesco Di Liberti, il quale, dopo avere abbandonato
Cristaldi,si è avvicinato a Marrocco,divenendone il suo referente. Tutti voti
che verranno meno a Cristaldi e al suo candidato Pecorella.
Appare nebulizzato quel
potente partito per l’autonomia che fu di Lombardo. Dopo la perdita di
Ruggirello,ha serie difficoltà a superare lo sbarramento.
La curiosità degli
osservatori però è rivolta al movimento 5 stelle e alla sua capacità di
convogliare i voti di protesta. Saranno
essenzialmente voti di lista,al di là della modestia del candidato locale.
Aspettiamo il 28 Ottobre.
venerdì 28 settembre 2012
Addio Michele Argentino, professore colto e poetico
Philippe
Daverio e Riccardo Agnello ricordano Michele Argentino, 64 anni, stimato
professore di “Disegno industriale” alla facoltà di Architettura di Palermo
di PHILIPPE DAVERIO e RICCARDO AGNELLO
Profondo cordoglio e commozione per la morte improvvisa di Michele
Argentino, 64 anni, stimato professore di “Disegno industriale” alla
facoltà di Architettura dell'Università di Palermo. Riceviamo e pubblichiamo il
ricordo di un amico, Riccardo Agnello e quello di Philippe Daverio, critico
d'arte e docente ordinario di "Disegno industriale" all'Università di
Palermo.
Ricordo Michele studente, timido, intelligente, curioso. L'ho poi rincontrato professore, colto, gentile, ma sempre curioso. Era, Michele, un Siciliano che non riusciva a togliersi quell'aurea di isolano pigro, perso in lunghe meditazioni in riva al mare ma poi lo scoprivi diverso, quasi stacanovista, la sua strana flemma mal nascondeva travagli interiori per un futuro sempre incerto e per un presente di sogni agitati. Dolce Michele con bimbi aggrappati alle sue spalle e giovani alle sue parole. (RiccardoAgnello)
Ricordo Michele studente, timido, intelligente, curioso. L'ho poi rincontrato professore, colto, gentile, ma sempre curioso. Era, Michele, un Siciliano che non riusciva a togliersi quell'aurea di isolano pigro, perso in lunghe meditazioni in riva al mare ma poi lo scoprivi diverso, quasi stacanovista, la sua strana flemma mal nascondeva travagli interiori per un futuro sempre incerto e per un presente di sogni agitati. Dolce Michele con bimbi aggrappati alle sue spalle e giovani alle sue parole. (RiccardoAgnello)
Michele Argentino, intellettuale e poetico, sognatore e progettuale, sicilianissimo nella complessa e intrigante contraddizione di questi termini. Quanti caffè abbiamo bevuto assieme, inventando scenari che ovviamente non avrebbero mai avuto alcuna opportunità di farsi concreti.
Ma la speculazione mentale ha un suo valore
intrinseco, in quanto è esercizio dello spirito propedeutico a scenari più
degni. E in questo gioco Michele era maestro virtuoso. Il suo segreto stava
nella capacità di pensare al mondo intero come ad una dimensione naturale, e di
esprimere poi questo pensiero nel più stretto accento di Mazara.
Il suo cosmo non era limitato alla geografia, ma profondamente esaltato nella dimensione storica: le stratificazioni riportate attraversavano l’orizzonte della consapevolezza come frecce diagonali. Gli dobbiamo tutti segnalazioni di libri e di testi che nessuno mai avrebbe potuto immaginare lui scoprisse. Gli dobbiamo suggestioni di fantasia creativa che solo chi partecipa ad altre dimensioni del gioco della vita può stimolare. Gli dobbiamo il sorriso disincantato dell’ironia greca, l’occhio acuto del marinaio fenicio. Gli dobbiamo il calore e la franchezza dell’amicizia intelligente. (Philippe Daverio)
Il suo cosmo non era limitato alla geografia, ma profondamente esaltato nella dimensione storica: le stratificazioni riportate attraversavano l’orizzonte della consapevolezza come frecce diagonali. Gli dobbiamo tutti segnalazioni di libri e di testi che nessuno mai avrebbe potuto immaginare lui scoprisse. Gli dobbiamo suggestioni di fantasia creativa che solo chi partecipa ad altre dimensioni del gioco della vita può stimolare. Gli dobbiamo il sorriso disincantato dell’ironia greca, l’occhio acuto del marinaio fenicio. Gli dobbiamo il calore e la franchezza dell’amicizia intelligente. (Philippe Daverio)
28 settembre 2012
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domenica 23 settembre 2012
Candidati giovani,politica vecchia.
Nemmeno il verbo rottamare
riesce a svecchiare la politica siciliana. Tanti i candidati giovani ma con
poca probabilità di realizzare il proprio sogno,e tanti,troppi i candidati
appartenenti alla categoria dei soliti noti. La fanno da padrone gli ex,
sindaci, presidenti di provincia,assessori e via proseguendo. Tutte facce note,
tutti pronti al grande balzo.
Alcuni relativamente attempati negli
anni,altri cronologicamente più giovani,ma tutti tenuti insieme da un minimo
denominatore comune:la vecchiezza del linguaggio,sempre lo stesso,vacuo, fumoso, generico, inconsistente, approssimativo, privo di idee, di soluzioni, di proposte,avulso dalla realtà,dalla
quotidianità,dalla normalità. Ecco un esempio di linguaggio che sa di minestra
riciclata,scondita,insapore e scipita:” La
Sicilia è a due passi da quella terra che ha dato molto alla nostra storia e
alle nostre civiltà. Adesso dal patrimonio storico ereditato c'è da creare un
modello economico e sociale: in pratica un nuovo modello di sviluppo che
consenta alle popolazioni rivierasche di avere precisi riferimenti ed alla
Sicilia il vantaggio di essere guida e tramite per l'avvicinamento del vecchio
continente al mondo nuovo che sta nascendo in Africa.” A parlare in questi termini non è un politico
navigato e scilipotiano,ma un giovane trentenne candidato di destra,uno dei
tanti novelli Atlante sulle cui spalle dovrebbero gravare le sorti delle
prossime generazioni,comprese la sua. Il quale,passando a temi di natura
economica,tanto per mostrare le sue competenze,se ce ne fosse bisogno, propone
il suo pensiero:” Sarebbe il caso che la
politica regionale siciliana lavorasse per un nuovo sistema economico ed
occupazionale diverso, basato sulle cose che possediamo e costruendo fabbriche
compatibili con le nostre materie prime che sono quelle che la natura ci ha
regalato: il sole, il mare, la storia, i beni artistici, la gente.”Immagino
come saranno entusiasti di tale progetto i cassaintegrati, gli esodati,i
licenziati, i disoccupati,i precari,gli inoccupati,e soprattutto i giovani suoi
coetanei in cerca del primo lavoro.
Ma il meglio di se il
candidato lo dà nel campo socio antropologico,e lo spunto gli viene dato dal
governo della sua città:” A Mazara del
Vallo c'è chi crede fermamente in questo e la Città si sta attrezzando per
svolgere un grande nuovo ruolo destinato a cambiare il volto e la stessa
funzione di Mazara. Incontri con imprenditori provenienti da ogni parte del
mediterraneo si amplificano e diventano stimolo anche per allacciare rapporti
nel mondo della cultura e di quell'ambiente che si ribella alla staticità ed
agli equilibri del mondo che i potenti della terra non vogliono toccare,
immaginando che gli altri, tutti gli altri, debbano accettare regole e
condizioni che siano orientate al mantenimento delle cose attuali, senza tenere
conto che così il mondo si sta spegnendo nel sonno fuggendo dall'ambizione, dal
dialogo, dalla cultura degli altri, dall'essere abitante di un pianeta dove non
ci siamo soltanto noi.”
Un linguista scriverebbe
tomi su questo tipo di linguaggio nebbioso,arzigogolato,doroteo.
Di tutta la vischiosità,la
degenerazione,il ciarpame che ha risucchiato in un vortice di melma l’intero
sistema politico,nessun accenno. Degli sperperi,dei privilegi,dei parentadi,dei
partiti trasformati in mignatte di pubblico denaro, che per decenni hanno relegato
la Sicilia tra le regioni più arretrate
economicamente e culturalmente, nascondendo la loro incapacità dietro il
paravento di uno statuto anacronistico di autonomia speciale, nessuna traccia. Dei
rapaci,degli scrocconi,dei famelici che hanno trasformato la politica a greppia
dalla quale foraggiare la loro insaziabile bulimia di denaro,le loro
perversioni,le loro godurie,i loro pantagruelici appetiti,il silenzio è totale.
Con tali premesse questa
terra potrà mai cambiare?
mercoledì 19 settembre 2012
Elezioni regionali: The day after
Che
succederà il giorno dopo i risultati elettorali in Sicilia? Che tipo di
coalizione governerà? Stando ai sondaggi rilevati in questi ultimi
giorni,chiunque sarà eletto governatore non potrà disporre,neanche ricorrendo
al listino,di numeri sufficienti che
possono consentire la governabilità. Le previsioni indicano in Crocetta e
Musumeci i due papabili governatori. Tutto
sembra ipotizzare una volata al fotofinish tra il candidato di destra e quello
di centrosinistra.In difficoltà la coalizione guidata da Miccichè,mentre ha
problemi di raggiungere il quorum Fava .Una incognita sulla quale è puntata
l’attenzione di tutti i partiti è il Movimento 5 stelle. Riuscirà a raggiungere
il quorum per piazzare qualche deputato a Palazzo dei Normanni? Intanto si
affinano le strategie precedute da
tatticismi, insinuazioni, accuse,ammiccamenti,mezze frasi e silenzi che la dicono
lunga sulla complessità della politica
siciliana. La Sicilia è sempre stata il laboratorio delle alchimie
politiche; dai risultati che verranno fuori sarà condizionata la stessa politica
nazionale su quali coalizioni puntare. Una vittoria di Crocetta obbligherà la
sua coalizione formata daPD e UDC a chiedere alleanze di responsabilità sia a SEL sia a
Miccichè. Una simile ipotesi costituirebbe una svolta in senso fortemente autonomista
rispetto ai progetti nazionali di PD e SEL
che vede nell’UDC il naturale alleato per un futuro governo di centrosinistra
senza che si passi per una riconferma a premier di Monti,così come va
sbandierando ogni giorno Casini. E se riesce difficile immaginare una convivenza Sel –Udc, , tanto più problematica appare una coalizione che veda Sel a braccio di
Miccichè e di Casini, a meno che Vendola non dia la sua
benedizione. Sarebbe un atto di responsabilità se si vuole scongiurare un
ritorno immediato alle urne per i siciliani.
La diffidenza comunque è reciproca. Appare chiaro che la governabilità
di Crocetta passa solo attraverso un accordo con il leader di Grande Sud. Comunque
vadano le cose Miccichè diventa l’ago della bilancia della politica siciliana.
Lo è anche e soprattutto in caso di vittoria di Musumeci e della sua malconcia
coalizione messa insieme dalle varie anime duellanti di quel che è rimasto del
PDL insieme ai cuffariani del PID e ai
transfughi lombardiani. In questo
caso,l’ex pupillo di Berlusconi tratterebbe da una posizione di estrema debolezza politica e dovrebbe mostrare capacità di convincimento nei
confronti dei suoi alleati,visto che la coalizione da lui guidata è rappresentata anche da Lombardiani e
Finiani che del PDL non ne vogliono
sapere alcunché. A meno che un imprevisto quanto probabile successo di Grillo
non faccia suonare l’allarme sia a destra che a sinistra. S’ode a destra uno squillo di tromba/a sinistra risponde uno squillo. Sarebbe
la nascita della Grosse Koalition sulle note della Sicilienne
di Fauré.
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domenica 16 settembre 2012
L'Antipolitica
“Troppe
tasse,abolirò l’Imu!”dichiara Belusconi, “così come ho fatto con l’Ici”.Il
mantra della campagna elettorale di Berlusconi inizia con il botto mediatico.
Dunque il PDL è contro l’IMU. Intanto a Mazara il sindaco Cristaldi,esponente
di spicco del PDL regionale propone di aumentare
notevolmente l’Imu sulla prima e sulla seconda casa,smentendo di fatto
Berlusconi. Ecco un bell’esempio di antipolitica.
giovedì 13 settembre 2012
Massimo Russo:C’è posto per me?
L’assessore alla sanità dà la sua
disponibilità ad un impegno personale nel centrosinistra e manda in tilt il PD
siciliano. Intanto a Mazara il PD tace:non
una parola di apprezzamento e di solidarietà a Massimo Russo.
Massimo
Russo cerca casa. Dopo il divorzio con il dimissionario ( ? ) governatore
Raffaele Lombardo,reo di averlo incensato,adulato,magnificato il lavoro, usato
e infine illuso di una improbabile investitura a suo erede politico, Massimo
Russo vorrebbe tornare alla politica per vigilare e anche completare la riforma sanitaria
portata avanti da assessore alla sanità .Per questo,dopo i primi momenti di
stizza e di rabbia nei confronti di Lombardo che lo aveva abbandonato al suo
destino preferendogli Miccichè a candidato alla presidenza regionale,l’assessore
mazarese, dopo avere dichiarato di volere ritornare al suo vecchio mestiere di
magistrato,sarebbe pronto a tornare in politica apportando il suo considerevole
contributo di esperienza e di conoscenza,deluso dalle scelte politiche fatte
dal suo ex mentore. E’ consapevole,l’ex magistrato,quanto la sua riforma sia
fortemente avversata da alcuni politici, disposti a tutto pur di affossarla. E’
convinto di essere il solo baluardo a difesa della riforma sanitaria che tanti
consensi ha avuto a livello nazionale sia da parte del governo sia dai leader
politici,Vendola incluso. Per questo,ha mandato un messaggio di collaborazione
a Crocetta,sul quale si sta costruendo un laboratorio politico tra il PD e
l’UDC e che vedrà aggregarsi in una seconda fase il Sel di Vendola, per un suo
possibile impegno politico con il centrosinistra, anche attraverso una
responsabilità diretta di governo,possibilmente
nell’assessorato di cui tutt’ora è titolare. Un atto di superbia,vista la
singolarità della richiesta o semplicemente la consapevolezza che se vuoi fare
politica nella terra del gattopardo devi usare l’arte della spregiudicatezza?Una
ostentazione di culto della personalità o semplicemente una ingenuità politica,
in considerazione che si chiede addirittura l’assessorato più importante in
termini economici e politici? Una dimostrazione di irragionevolezza politica,visto
che intende scendere in campo con forze alternative al governo cui tuttora appartiene
e nel quale continua a mantenere la carica di assessore? I recenti impegni
politici di Massimo Russo nelle amministrative di Palermo si sono rivelati un
disastro per la lista “ Palermo Avvenire” sponsorizzata dallo stesso assessore in prima persona. Inoltre è durata pochi
giorni l’avventura di un altro suo movimento politico, Team Sud,che doveva
essere la faccia nobile del mpa lombardiano. Semplicemente una operazione di
marketing d’immagine quella che sta proponendo di se Massimo Russo o
qualcos’altro, con la copertura di esponenti del Pd come Cracolici e Papania,o del mpa e del fli contrari all’accordo
Lombardo- Miccichè - Fini? .Anche questo potrebbe far parte del canovaccio
delle alchimie politiche siciliane. Non sono pochi coloro che credono che il
ripensamento di Massimo Russo sia dovuto alla preoccupazione che l’enorme
lavoro svolto per riassettare finanziariamente e strutturalmente il sistema
sanitario siciliano possa essere vanificato dal ritorno al cuffarismo. Sia
Crocetta sia una parte dei vertici del PD,oltre all’UDC sembrano indisponibili
ad un ritorno di Russo in un eventuale governo dopo le elezioni;diniego dovuto
a motivi politici e di opportunità,in quanto non tutto quello che Russo ha
fatto nella sanità è di gradimento al centrosinistra. E di fronte al momentaneo
coro di“ niet”o “ ni” da parte del centrosinistra,a Russo non rimane che fare
marcia indietro,-”Non ho mai chiesto la riconferma all’assessorato “-fa sapere
l’assessore. Un copione già scritto:“«Nondum matura
est, nolo acerba sumere».Intanto a
Mazara nessun segnale arriva da quella frangia del MPA che si identificava
“Totus tuus” con Russo,né dal Pd locale. Sembrano essere trascorsi anni luce da
quando i dirigenti di questo partito si pavoneggiavano nel posare accanto all’ex
magistrato e dichiaravano:” Quando
Massimo Russo chiama,non si può non accorrere!” Eppure ci si aspettava un
segnale forte di non preclusione da
parte di questo partito verso il loro concittadino. Non si sa come andrà a finire,però i suoi
concittadini dovrebbero incominciare a preoccuparsi perché nella loro
città,Mazara,il suo immane lavoro di creare un centro di radioterapia di
eccellenza,con i finanziamenti da lui trovati, non finisca con l’essere sacrificato a
interessi politici di parte; dovrebbero altresì preoccuparsi soprattutto per il
vuoto politico che potrebbe esprimere la città dopo le prossime elezioni
regionali;tale vuoto la renderebbe incapace di difendere e far valere le
ragioni di un’opera ritenuta fondamentale per la tutela della salute di questo
territorio e di quelli limitrofi. Oggi l’unico garante rimane Massimo Russo.
domenica 12 agosto 2012
Cultura: In scena nella chiesa di Sant' Ignazio " ANTICHI VUCI "
Antichi vuci è uno
spettacolo intenso, una storia d’amore comune, è la nostra comunione tra la
vita razionale e il nostro sentire irrazionale, è una storia di uomini nella
storia di una città.
Uomini che cantano la
vita mazarese del tempo circonfusi dal mistero, dal presagio, dalla buona
novella o dall’immanente disgrazia che li rende indifesi e naufraghi nel mare
dell’esistenza.
Nel ricordo gli attori di
questo dramma fanno emergere il loro doppio del tempo che fu: le voci di due
innamorati che abitavano entro le mura della città, un circo dove amore,
speranze e il desiderio d’evasione portano gli stessi a dimenarsi nello spazio
ristretto delle regole sociali del tempo.
L’impossibilità di poter amare
come lo si sente è una zavorra insopportabile dettata dalla “buona creanza”. In
questo spettacolo l’uomo che ama è troppo moderno per essere corrisposto da una
donna che deve adottare degli atteggiamenti che la società comune ha impartito
in questo piccolo mondo. Nel delirio cosciente non resta altro che volgere lo
sguardo a un dio che sembra essere sordo e muto in contrapposizione ad una
natura che grida la sua forza e che accoglie le spoglie esanimi di questi
uomini stanchi.
giovedì 9 agosto 2012
Estate mazarese: “ Fistino di San Vito”tra indifferenza e anonimato
A leggere il programma
dell’estate mazarese,limitato al solo mese di Agosto, mese clou di ogni
manifestazione estiva, balza agli occhi l’assenza di quello che per decenni era
l’evento più atteso dai mazaresi e dai turisti che provenienti da ogni angolo
della Sicilia: “ Lu fistinu di S.Vitu”,
in cui le sfilate in costumi d’epoca si alternavano ai momenti religiosi, le
rappresentazioni teatrali della vita del Santo mazarese costituivano momenti di
richiamo alle tradizioni popolari e alle origini ,la consegna delle chiavi da
parte della Città al Vescovo sanciva un cordone ombelicale inscindibile tra il
santo e la sua comunità, e l’imbarco della statua argentea su un peschereccio
seguito da altri nel prospiciente mare mazarese consacrava la fede dei marinai
verso il santo i quali ne invocavano la protezione dalle intemperie e dai
pericoli.
- E’ nostra intenzione – dichiarava, con il suo plurale maiestatis, l’
On. Cristaldi, al suo primo festino da sindaco appena eletto, al Vescovo e alla
sua comunità - di riportare il “Festino
ai suoi antichi splendori quali sono quelli che gli competono, e di inserire il
“festino” nel circuito delle manifestazioni culturali e religiosi più
importanti della Sicilia e tra le più importanti del Mediterraneo,così come il
nostro amato santo concittadino merita_.
Era il momento della
consegna delle chiavi della città, e quel modesto palchetto,approntato in
quattro e quattr’otto,scarno,miserabile,pasticciato,stava stretto al primo
cittadino,Lui che si vantava di avere riportato agli antichi splendori il mito
di Federico II attraverso l’omonima fondazione.
Sono passati tre anni da
allora,e quelle promesse rimangono ancora tali, mentre un muro di
incomunicabilità fa da barriera tra il primo cittadino e il vescovo Mogavero;il
Festino, più che agli antichi
splendori, sembra essere stato relegato nell’anonimato, per l’incapacità del
Sindaco e della Curia di sapersi coordinare e collaborare,non essendo in grado di
formare un comitato organizzatore per la gestione del “ Festino” e degli eventi
ad esso legati.
Sarebbe interessante conoscerne i motivi, che
non possono essere limitati solo a una questione economica.
Una
simile e ardita tesi sarebbe un ulteriore offesa al santo e alla Città.
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Nicola Cristaldi
giovedì 19 luglio 2012
Il Vescovo Domenico Mogavero lascia la diocesi di Mazara del Vallo?
La notizia è di quelle destinate a promuovere dibattiti e chissà anche
clamori. Se confermata,ma fonti vicine alla Curia Mazarese la danno per
certa,questione di qualche settimana o addirittura di giorni e ne sarà dato l’annuncio
ufficiale, il trasferimento del vescovo Domenico Mogavero dalla sua diocesi
all’arcidiocesi di Monreale farà discutere.
Domenico Mogavero non è un vescovo qualunque, rappresenta la punta di
lancia della Conferenza episcopale italiana,con le sue chiare prese di
posizione contro un certo tipo di potere,soprattutto contro quella commistione
tra vita pubblica e privata disinvolta,licenziosa, incurante del ruolo
rappresentato Il suo obbiettivo non era soltanto l’ex premier Silvio
Berlusconi, ma il berlusconismo con tutti gli eccessi che da esso promanavano. Uomo
di grande cultura e di concrete iniziative,indisponibile ad
accomodamenti,sempre in prima fila come pastore della sua chiesa,punto di
riferimento dei fedeli della sua diocesi,vicino alla gente nei momenti del
bisogno, Mogavero ha rappresentato, facendosene carico in prima persona, il
sentimento della gente comune, la loro voce,espressa con fermezza e con
chiarezza,senza bizantinismi e accomodamenti, ma non è stato un fustigatore di
costumi. Ha detto,con l’onestà intellettuale che gli va riconosciuta,pane al
pane,vino al vino, anche contro un certo modo di fare politica della Curia
Romana,più attenta al potere,per ricevere privilegi, che al suo gregge .Non si
può dire che Domenico Mogavero fosse simpatico ai politici, anzi, ma per
giornalisti tutto ciò che diceva era una notizia da pubblicare. E’ stato anche
accusato dai suoi detrattori di eccessivo apparire,di feeling con i mass-media,ma
la sua voce di pastore non è mai mancata nei momenti di bisogno, sempre accanto
a chi avesse bisogno di un conforto e di una vicinanza spirituale e umana; lo è
stato con i clandestini, ha chiesto per loro condizioni più umane che ne rispettassero dignità;è stato a fianco delle
vittime del mare, e ,con grande affetto,ai familiari dei marinai sequestrati e
tenuti prigionieri dai libici. Nella diocesi di Monreale prenderà il posto del
vescovo Salvatore Di Cristina.
Mogavero rappresenta quelle poche voci dissenzienti dell’episcopato
ancorate a forti valori di fondo e non inclini ad una doppia morale, una voce
scomoda e non asservita,capace di frustare il potere,di metterne a nudo vizi e
responsabilità,sempre consapevole di parlare da pastore e soprattutto di
esercitare il suo diritto di cittadino. La sua è una voce non più isolata e sempre
più meritevole di attenzione.
Il vescovo di Mazara rappresenta degnamente quella Chiesa che dinanzi
alle prevaricazioni del potere ha preferito non tacere, e non ha taciuto
neanche dinanzi alla mafia,basta ricordare l’appello fatto a Matteo Messina Denaro
perché si costituisse: “Matteo Messina Denaro è un nostro diocesano,si costituisca, saprà come fare".
L’ultimo incarico avuto dalla Segreteria di Stato del vaticano è quello
di Visitatore Apostolico con funzioni ispettive presso la diocesi di Trapani; a
seguito della sua relazione,la Santa Sede ha destituito il vescovo mons.Francesco
Miccichè. Non è trascorso neanche un mese ,ed ecco che arriva,come un fulmine a ciel sereno,il trasferimento di Mogavero
a Monreale. A questo punto sorge una domanda, perché questo improvviso e
imprevisto trasferimento del vescovo di Mazara? Normale routine o perché è un vescovo scomodo? Tra i nomi che circolano per sostituirlo si fa quello del
vescovo ausiliaro di Palermo Carmelo Cuttitta, più giovane di Mogavero.
Comunque finirà,Mazara perde una voce possente e
autorevole, una grande guida spirituale e civile.
sabato 14 luglio 2012
Toponomastica:Ci sono o ci fanno ?
A questo punto,dopo i numerosi
rilievi evidenziati su un uso della toponomastica abbastanza disinvolto e a
tratti anche irriverente, mi chiedo se i signori componenti della commissione
responsabile della titolazione viaria intendano correre ai ripari e rimediare
su alcune leggerezze che non sono pertinenti con un corretto uso della
nomastica . L’ultima,- ma sarà proprio l’ultima?- riguarda la straordinaria
licenza che si è data questa solerte commissione a desantificare,come se in ciò
ci fosse una mente sopraffina a far da regia,tutto ciò che appartiene ai canoni
ecclesiali. Avevo denunciato l’uso improprio,sintomo di una vera mancanza di
cultura,dell’appellativo di monsignore,
al posto di Vescovo. Il risultato è stato un calderone di vie di monsignori,
indistinguibili dai vescovi di questa città. L’ultima ciliegina l’ho trovata in
una traversa del Lungomare S.Vito ( secondo la neo cultura dovrebbe essere Lungomare Vito) : il solito tris di mattonelle con sopra
pennellato Via Crescenza e Modesto. Riesce difficile anche tentare di compenetrarmi nella fulgida mente dalla quale
è scaturita questa perla di titolazione, in riferimento ai santi Crescenza e
Modesto, rispettivamente nutrice e precettore
di S.Vito,patrono della città che gli diede i natali. Non si comprende la loro desantificazione
nella toponomastica. In questa città c’è chi santifica e desantifica a suo
arbitrio, incurante dei canoni, della storia e del rispetto che ad essa si deve .
giovedì 12 luglio 2012
Largo consenso di critica e di pubblico alla presentazione di –Ómini –
Mazara:Chiesa di S.Ignazio. ( Le
foto sono di Angelo Pitrone)
E’ stata una sfida tra la
cultura da una parte e il caldo africano di Minosse dall’altra, quella che si è
svolta sabato pomeriggio nel suggestivo scenario della Chiesa barocca di
S.Ignazio, adiacente al Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo. Nonostante
l’insopportabile afa,un pubblico attento e numeroso ha fatto da cornice alla
presentazione del libro di Nino De Vita –Ómini
–promossa dall’Istituto Euro Arabo di Mazara,al quale va il merito di
valorizzare la cultura siciliana legata alle tradizioni e alla memoria. E
proprio della conservazione della memoria attraverso un dialetto
straordinariamente unico, quello che una volta si parlava nelle nostre contrade
prima che venisse contaminato dai mass media,è il tema del libro di De Vita. Il
dialetto,per l’autore è una vera e propria lingua,è il cutusìano che si parlava
nella contrada di Cutusìa,nel marsalese, dove è nato e cresciuto il poeta, fatto
di suoni, di note greche,arabe,francesi,spagnole, e che rispecchia in modo
paradigmatico la storia della Sicilia.
-Ómini-
è un libro di ricordi,un
diario, uno spaccato di vita dell’autore, scritto attraverso una prosa fatta di
versi,alla stessa stregua dei grandi poemi della letteratura universale dall’Odissea
alla Gerusalemme Liberata. E’ un poema di esperienze,di ritratti, di incontri,
di personaggi anonimi e noti,un caleidoscopio di figure che vanno da Sciascia a
Bufalino, da Consolo a Sellerio e a Buttitta, ma anche di personaggi anonimi,
come lo sconosciuto marsalese di Ballarò, il cui racconto è una metafora della
mafia,una vera lezione che descrive la mentalità mafiosa in modo più efficace
di decine di conferenze sullo stesso tema.
“ Un omu avia scinnutu;
un sissantinu,àvutu,
sfrazzusu,cu ‘a mascagna.
Eu arristai a taliari
‘u spurteddu spunnatu.
“ E’ sua?” spiau, “ E’ mia” cci rissi. “
Mia “
“Nni sugnu rispiaciutu”
Iddu rissi. “ Ri sòlitu
‘u postu, cca, è vacanti “.
L’opera di De Vita è stata presentata e illustrata da Antonino Cusumano e da Salvatore Ferlita,critico letterario,autore di numerosi saggi e collaboratore del quotidiano “ La Repubblica”.
Attraverso il ricorso alla
parola parlata, certe sfaccettature possono rendere comprensibile lo stato d’animo
di una persona,le sue pulsioni, i sentimenti e i gesti, e ciò Nino De Vita lo
rende ancora più efficace attraverso un uso acribico del –suo- dialetto ,che fu dei suoi genitori e dei suoi nonni.
Come nel racconto della
premiazione di Sciascia ( familiarmente Nanà)il quale, saputo che sarebbe stato
presente alla premiazione l’on.Lima,fece di tutto per non incontrare il
plenipotenziario di Andreotti in Sicilia,rinunciando quella sera a ritirare il
premio.
“ Amuninni” nni rici
“ emu,niscemu”.
Runa
‘a manu a Bufalinu,
a ‘nnavutru,e aisamu
‘u passu.
Nna dd’istanti,
pantàsima nna luci
ru celu ch’u tunnia,
spunta ra porta Lima,
chi s’adduna ri Sciascia,
‘u rricanusci,mitti una calata,
fa una musiuni,comu
p’allungaricci ‘a manu;
Nanà s’annacquaria, si spizzinia
pagghiri a mmia e, cu ‘a fittula,
stricuniannu nni Lima
- ricu stricannu ‘a panza:
bbunaca cu bbunaca,
bbuttuna cu bbuttuna –
nfila dda largasia
ppi nesciri.
…..
Trasemu,nn’assittamu,
nna màchina,e nni pisca
currennu Dumitilla. “ Chi successi “
rici “ Nanà,rimmillu,
avanti, chi successi…”
“ Nenti “ rici Nanà
“ nenti…” cu ‘n filiceddu
rì coccanu.
Ascoltare timbri e suoni
dalla voce dello stesso autore ha deliziato il folto pubblico che non ha
mancato di fare sentire il suo apprezzamento convinto ed entusiastico.
Una serata di fresca
cultura che ha ripagato il pubblico dall’afa .Ancora un a volta l'assenza di
amministratori e tv locali è segno dell'assenza di ogni attenzione da parte di
chi ha il potere di governare la politica culturale e la presunzione di
informare l'opinione pubblica.
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lunedì 9 luglio 2012
Come si contamina la storia
Salita della Chiesa Madonna delle Giummare ( Madonna dell'Alto )
Ancora una volta la
commissione toponomastica di Mazara non si smentisce. Dopo avere dato il meglio
di se nell’intitolare una via al Papa Giovanni Paolo I,con il risultato di
avere,due vie dedicate alla stessa persona con ben quattro denominazioni
diverse,continua la sagra delle titolazioni viarie in coerenza con la storia,le
tradizioni,gli usi e i costumi della città. Chiunque,se si dovesse fare un
quesito su come intitolare il breve e aspro pendio,con gradoni ricavati nella
roccia, che conduce alla bellissima chiesetta normanna della Madonna delle
Giummare, avrebbe scelto salita,( vedi foto),ascesa,arrampicata,clivo per i più
sopraffini, oppure in vernacolo locale “acchianata
di la Maronna di latu” ,forma storpiata di Madonna dell’Alto,così come la
conoscono da sempre i mazaresi,e luogo
di pellegrinaggio il giorno di Ferragosto. Ma si sa che i nostri dotti della
commissione non sono avvezzi all’uso del volgo,rifuggono dalla
consuetudine,evitano ogni corruzione linguistica soprattutto se legata alle tradizioni
popolari. La loro è una cultura dotta,che va oltre,è pregna di fantasia,è
avvezza a stupire il mondo per l’originalità e per l’ acribia nella ricerca
raffinata ed esclusiva della nomastica. La nostra commissione,vero“ Stupor
urbis” culturale,nel rispetto canonico della storia della chiesetta, fatta costruire nel XI secolo da Giuditta
d'Evreux ,moglie
di Ruggero D’Altavilla, decide di denominare tale pendio ” Via Attilio Bertolucci”.
Via? Ma se è difficoltoso
accedervi anche ai muli? Ma se non possiede le caratteristiche topologiche
minime perché possa essere indicata come tale? Ma se è vietato l’accesso a qualsiasi mezzo meccanico,vista
la sua impervietà? Se proprio via bisognava chiamarla,la denominazione corretta
sarebbe stata ,al massimo, via dolorosa,perché è una sofferenza scalarla per
chi soffre di acciacchi e di artrosi. Via Attilio
Bertolucci? Che ci azzecca con il contesto storico ambientale e con le
tradizioni popolari e religiose di
Mazara? Sarebbe interessante conoscere le motivazioni che hanno portato la
commissione a dedicare uno scorcio di uno dei luoghi più belli e caratteristici di
Mazara al poeta parmense. Un poeta,ci informa Wikipedia,padre del più famoso
Bernardo Bertolucci,regista di “ L’Ultimo tango a Parigi”; e i signori della
commissione hanno ritenuto che tale allocazione era l’unica possibile per tale
poeta. Non stupisce più di tanto se nessuno,neanche chi pennella tali nomi su
piastrelle non si ponga dove queste vengano allocate.
La loro è cultura creativa,elitaria,e tutto possono: anche contaminare
la storia e le tradizioni.
domenica 1 luglio 2012
OMINI
Nino
De Vita è
poeta siciliano riconosciuto tra i più interessanti e rigorosi della nostra
letteratura contemporanea, figura significativa e rappresentativa di un mondo e
di un modo originale di interpretare la vocazione dialettale. Ha
esordito nel 1984, con la raccolta di versi Fosse Chiti, a cui ha fatto seguito una trilogia:Cutusìu, (2001); Cùntura, (2003) Nnòmura, (2005).
Nel 2011, sempre
con la casa editrice Mesogea, ha pubblicato Òmini.
Per la sua opera poetica ha ricevuto numerosi premi letterari, tra i quali il
Premio Mondello, il Premio Moravia e il Premio Tarquinia Cardarelli.
Salvatore Ferlita è autorevole critico
letterario e saggista, insegna all’Università Kore di Enna, collabora con il
quotidiano “la Repubblica”, dirige riviste ed è autore di numerosi
studi sulla letteratura siciliana contemporanea. La sua ultima opera si
intitola Le arance non
raccolte, una ricognizione attenta su alcuni scrittori siciliani rimasti ai
margini del canone letterario codificato.
sabato 2 giugno 2012
Mazara: Sull'acqua il vicesindaco esordisce in modo sciagurato
Io non metto in dubbio la serietà del lavoro di ragazzi e degli
insegnanti dell'I.T.I "R D'Altavilla",ai quali va dato il merito di
avere condotto una indagine apprezzabile; non mi convince,però,il comunicato della
dirigente scolastica. Noto una contraddizione tra quanto dalla stessa
dichiarato all’atto della presentazione delle analisi delle acque monitorate e
riportato nel sito
ufficiale del comune di Mazara del Vallo,in cui asseriva:” Abbiamo voluto
presentare questo rapporto,ha dichiarato la Preside Lisma,perché riteniamo che
la cittadinanza debba conoscere dati obiettivi ed inconfutabili sulla salute
delle acque, grazie al progetto che ha impegnato positivamente i nostri docenti
e studenti in un’azione di campionamento ed analisi delle acque di falda. Se da
un lato,prosegue la Preside,siamo molto soddisfatti del trend positivo del
miglioramento della qualità, dall’altro lato invitiamo le Istituzioni tutte a
non sottovalutare nuovi fenomeni di inquinamento,come si evince dalla presenza,se
pur ancora a livelli non nocivi, di ammoniaca. Possiamo affermare con
soddisfazione che l’acqua di Mazara del Vallo è buona nel suo complesso“ e quanto dichiarato dopo attraverso un comunicato “che non si tratta di analisi di acque
erogate alla popolazione,bensì di acque provenienti da pozzi privati le cui
acque non sono impiegate per scopi potabili, ma solo limitate alle
altre necessità civili ed agricole. Si tratta di una semplice esercitazione
didattica,che ha come unico scopo la qualificazione professionale dei nostri
allievi” Con tutti i limiti
che un monitoraggio del genere presenta,compresa la confutabilità del modo con
il quale la ricerca è stata condotta,non comprendo perché la stessa sia
stata presentata alle istituzioni locali ,come inconfutabile analisi
scientifica,e non al collegio dei docenti come al contrario bisognava fare. Si
sarebbero evitate polemiche e ambiguità interpretative. Prendo atto che la dirigente
scolastica ha voluto chiarire,con onestà intellettuale che le va
riconosciuta,che quel monitoraggio fatto dagli alunni nulla ha a che fare con
il problema della salute delle acque utilizzate dalla popolazione. Se le cose
stanno così, e non potrebbe essere altrimenti,non vedo come questi risultati
possano tranquillizzare la popolazione.
Fatto ancora più grave appare il modo sciagurato,alla luce di quanto precisato
nel comunicato a firma della
stessa professoressa Lisma, con cui il neo vicesindaco imprudentemente e con
esasperante sufficienza,travisa e falsifica una interpretazione di dati e
analisi buoni solo all’utilizzo di acque per fini agricoli,dichiarando
pomposamente: “Siamo lieti sia come Amministrazione che come
cittadini,ha dichiarato il Vice Sindaco Ingargiola,dell’esito di questo
monitoraggio che mette in evidenza il progressivo miglioramento della qualità
delle nostre acque grazie anche all’azione di miscelazione decisa dal Sindaco
Cristaldi”
Tale affermazioni
sono talmente irresponsabili e pericolose per la stessa salute della
collettività, che il minimo che questo assessore possa fare è quello di
dimettersi, a meno che il sindaco non condivida le castronerie del suo vice.
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