Cartesio


Non c'è nulla interamente in nostro potere,se non i nostri pensieri.
Cartesio

lunedì 1 ottobre 2012

Parenti serpenti




Presentate le liste PDL in provincia di Trapani,sia Fazio che Cristaldi possono cantare vittoria  dell’estromissione di Ruggirello dalla lista del PDL,voluta ad alta voce da entrambi. La loro è una vittoria contro il sen. D’Alì, il quale aveva inserito nella lista del PDL  Paolo Ruggirello dopo la sua uscita dal movimento di Lombardo. Tale candidatura avrebbe dovuto,nelle intenzioni del senatore trapanese, ostacolare da una parte Fazio nel suo percorso alla regione e contemporaneamente vanificare ogni speranza di successo di  Duilio Pecorella, sponsorizzato da Cristaldi.
 Canta vittoria Cristaldi perché elimina un concorrente vincente a dà qualche alito di speranza al suo Pecorella;  canta vittoria Fazio perché elimina il suo concorrente diretto e vede sempre più vicino lo scranno regionale; il più soddisfatto  appare però il Sen.  D’Alì, felice per l’inserimento della sua pupilla Cettina Spataro oltre che nella lista PDL anche  nel listino di Musumeci, segno che a Trapani è ancora lui che comanda.
Tutti felici,tutti contenti. Intanto preparano le mosse per condurre tra loro una guerra l’un  contro l’altro armati.
Ciononostante,molto malumore serpeggia all’interno del PDL mazarese;la candidatura di Pecorella non è andata giù a molti giovani. Viene rimproverato a  Pecorella il suo impegno  a fianco  di Scilla e le  sue forti critiche espresse a Cristaldi durante le scorse amministrative.  Viene altresì rimproverato al sindaco che dopo il voltafaccia di Pecorella nei confronti di Scilla e il suo schierarsi al ballottaggio con Cristaldi,lo stesso è stato ricompensato con la carica di assessore provinciale,scalzando giovani del partito,meritevoli per capacità, per appartenenza e per coerenza. Ed è all’interno di questa componente giovanile che si è alla ricerca di altri punti di riferimento. Molti di loro sentono il fascino di Musumeci.
La stessa aria di parenti serpenti si respira all’interno del PD trapanese dopo l’esclusione dal listino di Crocetta della mattarelliana Monica Alagna,costretta,con un colpo di coda, a lasciare il posto ad un’altra donna, Antonella Milazzo, fortemente voluta dall’alcamese  sen. Papanìa, vero Dominus del PD nella Sicilia occidentale. Intanto all’interno del PD mazarese incominciano a  manifestarsi dei mal di pancia,sia per la candidatura di Giampiero Giacalone, una parte della componente femminile avrebbe voluto una rappresentante donna, sia per l’ingresso nel partito di Vito Torrente a sostegno dell’uscente Baldo Gucciardi. Torrente,il cui curriculum politico di ex riempie varie pagine,tanti sono i partiti che lo hanno visto militante tra le proprie fila,rappresenta con il suo gruppo una potente macchina di voti. Il suo appoggio vuol dire avere la certezza di essere eletto. E lo si è visto con il pienone del teatro Rivoli dove il Torrente  ha dato sfoggio delle sue truppe cammellate con grande  gioia di Gucciardi e del suo mentore sen. Papania, e dove quei pochi militanti piddini avevano il ruolo di semplici figuranti e dove sulla scena,Vito Torrente si prendeva sperticati elogi e relativi incensamenti dal deputato e dal senatore del PD. E’  la conferma che in politica vige la regola del Do ut des. Conosciamo il do, chissà se sapremo mai il des richiesto. L’ingresso in campo di Torrente spariglia l’alleanza Giacalone- Macaddino da una parte,mette in allarme i piddini vicini a Oddo,alla sua quarta legislatura,alla faccia dei limiti sanciti dallo statuto; quest’ultimo,che poteva contare fino a qualche giorno fa l’appoggio di parte della CGIL trapanese,adesso è seriamente preoccupato in quanto all’interno dello stesso sindacato vi sono lacerazioni su come schierarsi,o con Giovanna Marano,subentrata a Fava, e segretaria regionale della Fiom,o con Mariella Maggio,segretaria generale della  CGIL siciliana,inserita a sorpresa nel listino di Crocetta. Anche tra la componente  ex margherita del PD,intenzionata a votare Gucciardi,l’accordo con Torrente lo trovano indigesto,e molti sono pronti a votare la lista Crocetta,nella quale figura con sorpresa Vito Billardello, fedelissimo di Massimo Russo. Con Billardello continua la grande fuga dei mazaresi da quello che fu il partito di Lombardo. Si chiude la porta a Russo e lo si fa entrare dalla finestra attraverso un suo candidato. Questa è pura alchimia politica. Un segnale che se dovesse essere eletto, Crocetta potrebbe avvalersi dell’esperienza,riveduta e corretta,dell’attuale assessore regionale alla salute,nonostante le sue roboanti  smentite.
Tutto liscio in casa Grande Sud;nel partito di Miccichè sembra che non vi siano problemi di rielezione per il   deputato uscente Toni Scilla. Bisogna dargli atto che ha saputo lavorare bene e tutto a suo vantaggio. La lista non è forte, ma è stata formata in modo tale da superare agevolmente lo sbarramento del 5% e consentire l’elezione del deputato mazarese,il quale nella sua città potrà contare su un  gruppo di amici e simpatizzanti,  forte, motivato,coeso e soprattutto fedele.
Forte,come al solito,la lista dell’UDC. Qui,si contenderanno l’elezione Turano e Pompeo,ex sindaco di Castelvetrano,ma qualche sorpresa potrebbe venire da Marsala,città governata dalla potente Diva Giulia; il candidato sostenuto dalla Adamo potrebbe vedere elevate le sue chances di  successo.
Da seguire con attenzione il risultato di Livio Marrocco a Mazara. Il giovane deputato finiano,che sembra non avere problemi di rielezione  a Trapani e hinterland,sempre che a Marsala Massimo Grillo si decida a fare votare il partito di cui è segretario provinciale,costituisce il termometro  per le aspettative politiche del consigliere Francesco Di Liberti, il quale, dopo avere abbandonato Cristaldi,si è avvicinato a Marrocco,divenendone il suo referente. Tutti voti che verranno meno a Cristaldi e al suo candidato Pecorella.
Appare nebulizzato quel potente partito per l’autonomia che fu di Lombardo. Dopo la perdita di Ruggirello,ha serie difficoltà a superare lo sbarramento.
La curiosità degli osservatori però è rivolta al movimento 5 stelle e alla sua capacità di convogliare i voti di protesta.   Saranno essenzialmente voti di lista,al di là della modestia del candidato locale.
Aspettiamo il 28 Ottobre.

venerdì 28 settembre 2012

Addio Michele Argentino, professore colto e poetico



 Philippe Daverio e Riccardo Agnello ricordano Michele Argentino, 64 anni, stimato professore di “Disegno industriale” alla facoltà di Architettura di Palermo
di PHILIPPE DAVERIO e RICCARDO AGNELLO
Profondo cordoglio e commozione per la morte improvvisa di Michele Argentino, 64 anni, stimato professore di “Disegno industriale” alla facoltà di Architettura dell'Università di Palermo. Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di un amico, Riccardo Agnello e quello di Philippe Daverio, critico d'arte e docente ordinario di "Disegno industriale" all'Università di Palermo.
Ricordo Michele studente, timido, intelligente, curioso. L'ho poi rincontrato professore, colto, gentile, ma sempre curioso. Era, Michele, un Siciliano che non riusciva a togliersi quell'aurea di isolano pigro, perso in lunghe meditazioni in riva al mare ma poi lo scoprivi diverso, quasi stacanovista, la sua strana flemma mal nascondeva travagli interiori per un futuro sempre incerto e per un presente di sogni agitati. Dolce Michele con bimbi aggrappati alle sue spalle e giovani alle sue parole. (RiccardoAgnello)

Michele Argentino, intellettuale e poetico, sognatore e progettuale, sicilianissimo nella complessa e intrigante contraddizione di questi termini. Quanti caffè abbiamo bevuto assieme, inventando scenari che ovviamente non avrebbero mai avuto alcuna opportunità di farsi concreti.
 Ma la speculazione mentale ha un suo valore intrinseco, in quanto è esercizio dello spirito propedeutico a scenari più degni. E in questo gioco Michele era maestro virtuoso. Il suo segreto stava nella capacità di pensare al mondo intero come ad una dimensione naturale, e di esprimere poi questo pensiero nel più stretto accento di Mazara.
Il suo cosmo non era limitato alla geografia, ma profondamente esaltato nella dimensione storica: le stratificazioni riportate attraversavano l’orizzonte della consapevolezza come frecce diagonali. Gli dobbiamo tutti segnalazioni di libri e di testi che nessuno mai avrebbe potuto immaginare lui scoprisse. Gli dobbiamo suggestioni di fantasia creativa che solo chi partecipa ad altre dimensioni del gioco della vita può stimolare. Gli dobbiamo il sorriso disincantato dell’ironia greca, l’occhio acuto del marinaio fenicio. Gli dobbiamo il calore e la franchezza dell’amicizia intelligente. (Philippe Daverio)

28 settembre 2012
Pubblicato da Balarm.it

domenica 23 settembre 2012

Candidati giovani,politica vecchia.




Nemmeno il verbo rottamare riesce a svecchiare la politica siciliana. Tanti i candidati giovani ma con poca probabilità di realizzare il proprio sogno,e tanti,troppi i candidati appartenenti alla categoria dei soliti noti. La fanno da padrone gli ex, sindaci, presidenti di provincia,assessori e via proseguendo. Tutte facce note, tutti pronti al grande balzo.
 Alcuni relativamente attempati negli anni,altri cronologicamente più giovani,ma tutti tenuti insieme da un minimo denominatore comune:la vecchiezza del linguaggio,sempre lo  stesso,vacuo, fumoso, generico, inconsistente, approssimativo, privo di idee, di soluzioni, di proposte,avulso dalla realtà,dalla quotidianità,dalla normalità. Ecco un esempio di linguaggio che sa di minestra riciclata,scondita,insapore e scipita:” La Sicilia è a due passi da quella terra che ha dato molto alla nostra storia e alle nostre civiltà. Adesso dal patrimonio storico ereditato c'è da creare un modello economico e sociale: in pratica un nuovo modello di sviluppo che consenta alle popolazioni rivierasche di avere precisi riferimenti ed alla Sicilia il vantaggio di essere guida e tramite per l'avvicinamento del vecchio continente al mondo nuovo che sta nascendo in Africa.” A  parlare in questi termini non è un politico navigato e scilipotiano,ma un giovane trentenne candidato di destra,uno dei tanti novelli Atlante sulle cui spalle dovrebbero gravare le sorti delle prossime generazioni,comprese la sua. Il quale,passando a temi di natura economica,tanto per mostrare le sue competenze,se ce ne fosse bisogno, propone il suo pensiero:” Sarebbe il caso che la politica regionale siciliana lavorasse per un nuovo sistema economico ed occupazionale diverso, basato sulle cose che possediamo e costruendo fabbriche compatibili con le nostre materie prime che sono quelle che la natura ci ha regalato: il sole, il mare, la storia, i beni artistici, la gente.”Immagino come saranno entusiasti di tale progetto i cassaintegrati, gli esodati,i licenziati, i disoccupati,i precari,gli inoccupati,e soprattutto i giovani suoi coetanei in cerca del primo lavoro.
Ma il meglio di se il candidato lo dà nel campo socio antropologico,e lo spunto gli viene dato dal governo della sua città:” A Mazara del Vallo c'è chi crede fermamente in questo e la Città si sta attrezzando per svolgere un grande nuovo ruolo destinato a cambiare il volto e la stessa funzione di Mazara. Incontri con imprenditori provenienti da ogni parte del mediterraneo si amplificano e diventano stimolo anche per allacciare rapporti nel mondo della cultura e di quell'ambiente che si ribella alla staticità ed agli equilibri del mondo che i potenti della terra non vogliono toccare, immaginando che gli altri, tutti gli altri, debbano accettare regole e condizioni che siano orientate al mantenimento delle cose attuali, senza tenere conto che così il mondo si sta spegnendo nel sonno fuggendo dall'ambizione, dal dialogo, dalla cultura degli altri, dall'essere abitante di un pianeta dove non ci siamo soltanto noi.”
Un linguista scriverebbe tomi su questo tipo di linguaggio nebbioso,arzigogolato,doroteo.
Di tutta la vischiosità,la degenerazione,il ciarpame che ha risucchiato in un vortice di melma l’intero sistema politico,nessun accenno. Degli sperperi,dei privilegi,dei parentadi,dei partiti trasformati in mignatte di pubblico denaro, che per decenni hanno relegato la Sicilia tra le regioni più arretrate  economicamente e culturalmente, nascondendo la loro incapacità dietro il paravento di uno statuto anacronistico di autonomia speciale, nessuna traccia. Dei rapaci,degli scrocconi,dei famelici che hanno trasformato la politica a greppia dalla quale foraggiare la loro insaziabile bulimia di denaro,le loro perversioni,le loro godurie,i loro pantagruelici appetiti,il silenzio è totale.
Con tali premesse questa terra potrà mai cambiare?


  

mercoledì 19 settembre 2012

Elezioni regionali: The day after



Che succederà il giorno dopo i risultati elettorali in Sicilia? Che tipo di coalizione governerà? Stando ai sondaggi rilevati in questi ultimi giorni,chiunque sarà eletto governatore non potrà disporre,neanche ricorrendo al listino,di numeri sufficienti  che possono consentire la governabilità. Le previsioni indicano in Crocetta e Musumeci i due papabili governatori.  Tutto sembra ipotizzare una volata al fotofinish tra il candidato di destra e quello di centrosinistra.In difficoltà la coalizione guidata da Miccichè,mentre ha problemi di raggiungere il quorum Fava .Una incognita sulla quale è puntata l’attenzione di tutti i partiti è il Movimento 5 stelle. Riuscirà a raggiungere il quorum per piazzare qualche deputato a Palazzo dei Normanni? Intanto si affinano le strategie precedute da tatticismi, insinuazioni, accuse,ammiccamenti,mezze frasi e silenzi che la dicono lunga sulla complessità  della politica siciliana. La Sicilia è sempre stata il laboratorio delle alchimie politiche; dai risultati che verranno fuori sarà condizionata la stessa politica nazionale su quali coalizioni puntare. Una vittoria di Crocetta obbligherà la sua coalizione formata daPD e UDC a chiedere alleanze di responsabilità sia a SEL sia a Miccichè. Una simile ipotesi costituirebbe una svolta in senso fortemente autonomista rispetto ai progetti nazionali di PD  e SEL che vede nell’UDC il naturale alleato per un futuro governo di centrosinistra senza che si passi per una riconferma a premier di Monti,così come va sbandierando ogni giorno Casini. E se riesce difficile  immaginare una convivenza Sel –Udc, ,  tanto più problematica appare  una coalizione che veda Sel a braccio di Miccichè   e di Casini, a meno che Vendola non dia la sua benedizione. Sarebbe un atto di responsabilità se si vuole scongiurare un ritorno immediato alle urne per i siciliani.  La diffidenza comunque è reciproca. Appare chiaro che la governabilità di Crocetta passa solo attraverso un accordo con il leader di Grande Sud. Comunque vadano le cose Miccichè diventa l’ago della bilancia della politica siciliana. Lo è anche e soprattutto in caso di vittoria di Musumeci e della sua malconcia coalizione messa insieme dalle varie anime duellanti di quel che è rimasto del PDL insieme ai cuffariani del PID  e ai transfughi lombardiani.  In questo caso,l’ex pupillo di Berlusconi tratterebbe da una  posizione di  estrema debolezza politica e dovrebbe  mostrare capacità di convincimento nei confronti dei suoi alleati,visto che la coalizione da lui guidata  è rappresentata anche da Lombardiani e Finiani  che del PDL non ne vogliono sapere alcunché. A meno che un imprevisto quanto probabile successo di Grillo non faccia suonare l’allarme sia a destra che a sinistra. S’ode a destra uno squillo di tromba/a sinistra risponde uno squillo. Sarebbe la nascita della Grosse Koalition sulle note della  Sicilienne di Fauré.

domenica 16 settembre 2012

L'Antipolitica





“Troppe tasse,abolirò l’Imu!”dichiara Belusconi, “così come ho fatto con l’Ici”.Il mantra della campagna elettorale di Berlusconi inizia con il botto mediatico. Dunque il PDL è contro l’IMU. Intanto a Mazara il sindaco Cristaldi,esponente di spicco del PDL regionale  propone di aumentare notevolmente l’Imu sulla prima e sulla seconda casa,smentendo di fatto Berlusconi. Ecco un bell’esempio di antipolitica.

giovedì 13 settembre 2012

Massimo Russo:C’è posto per me?



L’assessore alla sanità dà la sua disponibilità ad un impegno personale nel centrosinistra e manda in tilt il PD siciliano. Intanto a Mazara  il PD tace:non una parola di apprezzamento e di solidarietà a Massimo Russo.

Massimo Russo cerca casa. Dopo il divorzio con il dimissionario ( ? ) governatore Raffaele Lombardo,reo di averlo incensato,adulato,magnificato il lavoro, usato e infine illuso di una improbabile investitura a suo erede politico, Massimo Russo vorrebbe tornare alla politica per vigilare  e anche completare la riforma sanitaria portata avanti da assessore alla sanità .Per questo,dopo i primi momenti di stizza e di rabbia nei confronti di Lombardo che lo aveva abbandonato al suo destino preferendogli Miccichè a candidato alla presidenza regionale,l’assessore mazarese, dopo avere dichiarato di volere ritornare al suo vecchio mestiere di magistrato,sarebbe pronto a tornare in politica apportando il suo considerevole contributo di esperienza e di conoscenza,deluso dalle scelte politiche fatte dal suo ex mentore. E’ consapevole,l’ex magistrato,quanto la sua riforma sia fortemente avversata da alcuni politici, disposti a tutto pur di affossarla. E’ convinto di essere il solo baluardo a difesa della riforma sanitaria che tanti consensi ha avuto a livello nazionale sia da parte del governo sia dai leader politici,Vendola incluso. Per questo,ha mandato un messaggio di collaborazione a Crocetta,sul quale si sta costruendo un laboratorio politico tra il PD e l’UDC e che vedrà aggregarsi in una seconda fase il Sel di Vendola, per un suo possibile impegno politico con il centrosinistra, anche attraverso una responsabilità diretta  di governo,possibilmente nell’assessorato di cui tutt’ora è titolare. Un atto di superbia,vista la singolarità della richiesta o semplicemente la consapevolezza che se vuoi fare politica nella terra del gattopardo devi usare l’arte della spregiudicatezza?Una ostentazione di culto della personalità o semplicemente una ingenuità politica, in considerazione che si chiede addirittura l’assessorato più importante in termini economici e politici? Una dimostrazione di irragionevolezza politica,visto che intende scendere in campo con forze alternative al governo cui tuttora appartiene e nel quale continua a mantenere la carica di assessore? I recenti impegni politici di Massimo Russo nelle amministrative di Palermo si sono rivelati un disastro per la lista “ Palermo Avvenire” sponsorizzata dallo stesso  assessore in prima persona. Inoltre è durata pochi giorni l’avventura di un altro suo movimento politico, Team Sud,che doveva essere la faccia nobile del mpa lombardiano. Semplicemente una operazione di marketing d’immagine quella che sta proponendo di se Massimo Russo o qualcos’altro, con la copertura di esponenti del Pd come Cracolici e Papania,o  del mpa e del fli contrari all’accordo Lombardo- Miccichè - Fini? .Anche questo potrebbe far parte del canovaccio delle alchimie politiche siciliane. Non sono pochi coloro che credono che il ripensamento di Massimo Russo sia dovuto alla preoccupazione che l’enorme lavoro svolto per riassettare finanziariamente e strutturalmente il sistema sanitario siciliano possa essere vanificato dal ritorno al cuffarismo. Sia Crocetta sia una parte dei vertici del PD,oltre all’UDC sembrano indisponibili ad un ritorno di Russo in un eventuale governo dopo le elezioni;diniego dovuto a motivi politici e di opportunità,in quanto non tutto quello che Russo ha fatto nella sanità è di gradimento al centrosinistra. E di fronte al momentaneo coro di“ niet”o “ ni” da parte del centrosinistra,a Russo non rimane che fare marcia indietro,-”Non ho mai chiesto la riconferma all’assessorato “-fa sapere l’assessore. Un copione  già scritto:“«Nondum matura est, nolo acerba sumere».Intanto a Mazara nessun segnale arriva da quella frangia del MPA che si identificava “Totus tuus” con Russo,né dal Pd locale. Sembrano essere trascorsi anni luce da quando i dirigenti di questo partito si pavoneggiavano nel posare accanto all’ex magistrato e  dichiaravano:” Quando Massimo Russo chiama,non si può non accorrere!” Eppure ci si aspettava un segnale forte  di non preclusione da parte di questo partito verso il loro concittadino.  Non si sa come andrà a finire,però i suoi concittadini dovrebbero incominciare a preoccuparsi perché nella loro città,Mazara,il suo immane lavoro di creare un centro di radioterapia di eccellenza,con i finanziamenti da lui trovati,  non finisca con l’essere sacrificato a interessi politici di parte; dovrebbero altresì preoccuparsi soprattutto per il vuoto politico che potrebbe esprimere la città dopo le prossime elezioni regionali;tale vuoto la renderebbe incapace di difendere e far valere le ragioni di un’opera ritenuta fondamentale per la tutela della salute di questo territorio e di quelli limitrofi. Oggi l’unico garante rimane Massimo Russo.

domenica 12 agosto 2012

Cultura: In scena nella chiesa di Sant' Ignazio " ANTICHI VUCI "



Antichi vuci è uno spettacolo intenso, una storia d’amore comune, è la nostra comunione tra la vita razionale e il nostro sentire irrazionale, è una storia di uomini nella storia di una città.
Uomini che cantano la vita mazarese del tempo circonfusi dal mistero, dal presagio, dalla buona novella o dall’immanente disgrazia che li rende indifesi e naufraghi nel mare dell’esistenza.
Nel ricordo gli attori di questo dramma fanno emergere il loro doppio del tempo che fu: le voci di due innamorati che abitavano entro le mura della città, un circo dove amore, speranze e il desiderio d’evasione portano gli stessi a dimenarsi nello spazio ristretto delle regole sociali del tempo.
L’impossibilità di poter amare come lo si sente è una zavorra insopportabile dettata dalla “buona creanza”. In questo spettacolo l’uomo che ama è troppo moderno per essere corrisposto da una donna che deve adottare degli atteggiamenti che la società comune ha impartito in questo piccolo mondo. Nel delirio cosciente non resta altro che volgere lo sguardo a un dio che sembra essere sordo e muto in contrapposizione ad una natura che grida la sua forza e che accoglie le spoglie esanimi di questi uomini stanchi.

giovedì 9 agosto 2012

Estate mazarese: “ Fistino di San Vito”tra indifferenza e anonimato



A leggere il programma dell’estate mazarese,limitato al solo mese di Agosto, mese clou di ogni manifestazione estiva, balza agli occhi l’assenza di quello che per decenni era l’evento più atteso dai mazaresi e dai turisti che provenienti da ogni angolo della Sicilia: “ Lu fistinu di S.Vitu”, in cui le sfilate in costumi d’epoca si alternavano ai momenti religiosi, le rappresentazioni teatrali della vita del Santo mazarese costituivano momenti di richiamo alle tradizioni popolari e alle origini ,la consegna delle chiavi da parte della Città al Vescovo sanciva un cordone ombelicale inscindibile tra il santo e la sua comunità, e l’imbarco della statua argentea su un peschereccio seguito da altri nel prospiciente mare mazarese consacrava la fede dei marinai verso il santo i quali ne invocavano la protezione dalle intemperie e dai pericoli.
- E’ nostra intenzione – dichiarava, con il suo plurale maiestatis, l’ On. Cristaldi, al suo primo festino da sindaco appena eletto, al Vescovo e alla sua comunità - di riportare il “Festino ai suoi antichi splendori quali sono quelli che gli competono, e di inserire il “festino” nel circuito delle manifestazioni culturali e religiosi più importanti della Sicilia e tra le più importanti del Mediterraneo,così come il nostro amato santo concittadino merita_.
Era il momento della consegna delle chiavi della città, e quel modesto palchetto,approntato in quattro e quattr’otto,scarno,miserabile,pasticciato,stava stretto al primo cittadino,Lui che si vantava di avere riportato agli antichi splendori il mito di Federico II attraverso l’omonima fondazione.
Sono passati tre anni da allora,e quelle promesse rimangono ancora tali, mentre un muro di incomunicabilità fa da barriera tra il primo cittadino e il vescovo Mogavero;il Festino, più che agli antichi splendori, sembra essere stato relegato nell’anonimato, per l’incapacità del Sindaco e della Curia di sapersi coordinare e collaborare,non essendo in grado di formare un comitato organizzatore per la gestione del “ Festino” e degli eventi ad esso legati.
 Sarebbe interessante conoscerne i motivi, che non possono essere limitati solo a una questione economica.
Una simile e ardita tesi sarebbe un ulteriore offesa al santo e alla Città.

giovedì 19 luglio 2012

Il Vescovo Domenico Mogavero lascia la diocesi di Mazara del Vallo?



La notizia è di quelle destinate a promuovere dibattiti e chissà anche clamori. Se confermata,ma fonti vicine alla Curia Mazarese la danno per certa,questione di qualche settimana o addirittura di giorni e ne sarà dato l’annuncio ufficiale, il trasferimento del vescovo Domenico Mogavero dalla sua diocesi all’arcidiocesi di Monreale farà discutere.
Domenico Mogavero non è un vescovo qualunque, rappresenta la punta di lancia della Conferenza episcopale italiana,con le sue chiare prese di posizione contro un certo tipo di potere,soprattutto contro quella commistione tra vita pubblica e privata disinvolta,licenziosa, incurante del ruolo rappresentato Il suo obbiettivo non era soltanto l’ex premier Silvio Berlusconi, ma il berlusconismo con tutti gli eccessi che da esso promanavano. Uomo di grande cultura e di concrete iniziative,indisponibile ad accomodamenti,sempre in prima fila come pastore della sua chiesa,punto di riferimento dei fedeli della sua diocesi,vicino alla gente nei momenti del bisogno, Mogavero ha rappresentato, facendosene carico in prima persona, il sentimento della gente comune, la loro voce,espressa con fermezza e con chiarezza,senza bizantinismi e accomodamenti, ma non è stato un fustigatore di costumi. Ha detto,con l’onestà intellettuale che gli va riconosciuta,pane al pane,vino al vino, anche contro un certo modo di fare politica della Curia Romana,più attenta al potere,per ricevere privilegi, che al suo gregge .Non si può dire che Domenico Mogavero fosse simpatico ai politici, anzi, ma per giornalisti tutto ciò che diceva era una notizia da pubblicare. E’ stato anche accusato dai suoi detrattori di eccessivo apparire,di feeling con i mass-media,ma la sua voce di pastore non è mai mancata nei momenti di bisogno, sempre accanto a chi avesse bisogno di un conforto e di una vicinanza spirituale e umana; lo è stato con i clandestini, ha chiesto per loro condizioni più umane che  ne rispettassero dignità;è stato a fianco delle vittime del mare, e ,con grande affetto,ai familiari dei marinai sequestrati e tenuti prigionieri dai libici. Nella diocesi di Monreale prenderà il posto del vescovo Salvatore Di Cristina.
Mogavero rappresenta quelle poche voci dissenzienti dell’episcopato ancorate a forti valori di fondo e non inclini ad una doppia morale, una voce scomoda e non asservita,capace di frustare il potere,di metterne a nudo vizi e responsabilità,sempre consapevole di parlare da pastore e soprattutto di esercitare il suo diritto di cittadino. La sua è una voce non più isolata e sempre più meritevole di attenzione.
Il vescovo di Mazara rappresenta degnamente quella Chiesa che dinanzi alle prevaricazioni del potere ha preferito non tacere, e non ha taciuto neanche dinanzi alla mafia,basta ricordare l’appello fatto a Matteo Messina Denaro perché si costituisse: “Matteo Messina Denaro è un nostro diocesano,si costituisca, saprà come fare".
L’ultimo incarico avuto dalla Segreteria di Stato del vaticano è quello di Visitatore Apostolico con funzioni ispettive presso la diocesi di Trapani; a seguito della sua relazione,la Santa Sede ha destituito il vescovo mons.Francesco Miccichè. Non è trascorso neanche un mese ,ed ecco che arriva,come un  fulmine a ciel sereno,il trasferimento di Mogavero a Monreale. A questo punto sorge una domanda, perché questo improvviso e imprevisto trasferimento del vescovo di Mazara? Normale routine o perché  è un vescovo scomodo? Tra i nomi che circolano per sostituirlo si fa quello del vescovo ausiliaro di Palermo Carmelo Cuttitta, più giovane di Mogavero.
Comunque finirà,Mazara perde una voce possente e autorevole, una grande guida spirituale e civile.

sabato 14 luglio 2012

Toponomastica:Ci sono o ci fanno ?




A questo punto,dopo i numerosi rilievi evidenziati su un uso della toponomastica abbastanza disinvolto e a tratti anche irriverente, mi chiedo se i signori componenti della commissione responsabile della titolazione viaria intendano correre ai ripari e rimediare su alcune leggerezze che non sono pertinenti con un corretto uso della nomastica . L’ultima,- ma sarà proprio l’ultima?- riguarda la straordinaria licenza che si è data questa solerte commissione a desantificare,come se in ciò ci fosse una mente sopraffina a far da regia,tutto ciò che appartiene ai canoni ecclesiali. Avevo denunciato l’uso improprio,sintomo di una vera mancanza di cultura,dell’appellativo di monsignore, al posto di Vescovo. Il risultato è stato un calderone di vie di monsignori, indistinguibili dai vescovi di questa città. L’ultima ciliegina l’ho trovata in una traversa del Lungomare S.Vito ( secondo la neo cultura dovrebbe essere Lungomare Vito) : il solito tris di mattonelle con sopra pennellato Via Crescenza e Modesto. Riesce difficile anche tentare di compenetrarmi nella fulgida mente dalla quale è scaturita questa perla di titolazione, in riferimento ai santi Crescenza e Modesto, rispettivamente  nutrice e precettore di S.Vito,patrono della città che gli diede i natali. Non si comprende la loro desantificazione nella toponomastica. In questa città c’è chi santifica e desantifica a suo arbitrio, incurante dei canoni, della storia e del rispetto che ad essa si deve .

giovedì 12 luglio 2012

Largo consenso di critica e di pubblico alla presentazione di –Ómini –



 Mazara:Chiesa di S.Ignazio. ( Le foto sono di Angelo Pitrone)

E’ stata una sfida tra la cultura da una parte e il caldo africano di Minosse dall’altra, quella che si è svolta sabato pomeriggio nel suggestivo scenario della Chiesa barocca di S.Ignazio, adiacente al Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo. Nonostante l’insopportabile afa,un pubblico attento e numeroso ha fatto da cornice alla presentazione del libro di Nino De Vita –Ómini –promossa dall’Istituto Euro Arabo di Mazara,al quale va il merito di valorizzare la cultura siciliana legata alle tradizioni e alla memoria. E proprio della conservazione della memoria attraverso un dialetto straordinariamente unico, quello che una volta si parlava nelle nostre contrade prima che venisse contaminato dai mass media,è il tema del libro di De Vita. Il dialetto,per l’autore è una vera e propria lingua,è il cutusìano che si parlava nella contrada di Cutusìa,nel marsalese, dove è nato e cresciuto il poeta, fatto di suoni, di note greche,arabe,francesi,spagnole, e che rispecchia in modo paradigmatico la storia della Sicilia.
-Ómini- è un libro di ricordi,un diario, uno spaccato di vita dell’autore, scritto attraverso una prosa fatta di versi,alla stessa stregua dei grandi poemi della letteratura universale dall’Odissea alla Gerusalemme Liberata. E’ un poema di esperienze,di ritratti, di incontri, di personaggi anonimi e noti,un caleidoscopio di figure che vanno da Sciascia a Bufalino, da Consolo a Sellerio e a Buttitta, ma anche di personaggi anonimi, come lo sconosciuto marsalese di Ballarò, il cui racconto è una metafora della mafia,una vera lezione che descrive la mentalità mafiosa in modo più efficace di decine di conferenze sullo stesso tema.

“ Un omu avia scinnutu;
un sissantinu,àvutu,
sfrazzusu,cu ‘a mascagna.
Eu arristai a taliari
‘u spurteddu spunnatu.
“ E’ sua?” spiau, “ E’ mia” cci rissi. “ Mia “
“Nni sugnu  rispiaciutu”
Iddu rissi. “ Ri  sòlitu
‘u postu, cca, è vacanti “.



L’opera di De Vita è stata presentata e illustrata da Antonino Cusumano e da Salvatore Ferlita,critico letterario,autore di numerosi saggi e collaboratore del quotidiano “ La Repubblica”. 
Attraverso il ricorso alla parola parlata, certe sfaccettature possono rendere comprensibile lo stato d’animo di una persona,le sue pulsioni, i sentimenti e i gesti, e ciò Nino De Vita lo rende ancora più efficace attraverso un uso acribico del –suo- dialetto ,che fu dei suoi genitori e dei suoi nonni.
Come nel racconto della premiazione di Sciascia ( familiarmente Nanà)il quale, saputo che sarebbe stato presente alla premiazione l’on.Lima,fece di tutto per non incontrare il plenipotenziario di Andreotti in Sicilia,rinunciando quella sera a ritirare il premio.

“ Amuninni” nni rici
“ emu,niscemu”.
Runa
‘a manu a Bufalinu,
a ‘nnavutru,e aisamu
‘u passu.
Nna dd’istanti,
pantàsima nna luci
ru celu ch’u tunnia,
spunta ra porta Lima,
chi s’adduna ri Sciascia,
‘u rricanusci,mitti una calata,
fa una musiuni,comu
p’allungaricci ‘a manu;
Nanà s’annacquaria, si spizzinia
pagghiri a mmia e, cu ‘a fittula,
stricuniannu nni Lima
- ricu stricannu ‘a panza:
bbunaca cu bbunaca,
bbuttuna cu bbuttuna –
nfila dda largasia
ppi nesciri.
…..
Trasemu,nn’assittamu,
nna màchina,e nni pisca
currennu Dumitilla. “ Chi successi “
rici “ Nanà,rimmillu,
avanti, chi successi…”
“ Nenti “ rici Nanà
“ nenti…”   cu ‘n filiceddu
rì coccanu.

Ascoltare timbri e suoni dalla voce dello stesso autore ha deliziato il folto pubblico che non ha mancato di fare sentire il suo apprezzamento convinto ed entusiastico.
Una serata di fresca cultura che ha ripagato il pubblico dall’afa .Ancora un a volta l'assenza di amministratori e tv locali è segno dell'assenza di ogni attenzione da parte di chi ha il potere di governare la politica culturale e la presunzione di informare l'opinione pubblica.

lunedì 9 luglio 2012

Come si contamina la storia

 
 Salita della Chiesa Madonna delle Giummare ( Madonna dell'Alto )


Ancora una volta la commissione toponomastica di Mazara non si smentisce. Dopo avere dato il meglio di se nell’intitolare una via al Papa Giovanni Paolo I,con il risultato di avere,due vie dedicate alla stessa persona con ben quattro denominazioni diverse,continua la sagra delle titolazioni viarie in coerenza con la storia,le tradizioni,gli usi e i costumi della città. Chiunque,se si dovesse fare un quesito su come intitolare il breve e aspro pendio,con gradoni ricavati nella roccia, che conduce alla bellissima chiesetta normanna della Madonna delle Giummare, avrebbe scelto salita,( vedi foto),ascesa,arrampicata,clivo per i più sopraffini, oppure in vernacolo locale “acchianata di la Maronna di latu” ,forma storpiata di Madonna dell’Alto,così come la conoscono  da sempre i mazaresi,e luogo di pellegrinaggio il giorno di Ferragosto. Ma si sa che i nostri dotti della commissione non sono avvezzi all’uso del volgo,rifuggono dalla consuetudine,evitano ogni corruzione linguistica soprattutto se legata alle tradizioni popolari. La loro è una cultura dotta,che va oltre,è pregna di fantasia,è avvezza a stupire il mondo per l’originalità e per l’ acribia nella ricerca raffinata ed esclusiva della nomastica. La nostra commissione,vero“ Stupor urbis” culturale,nel rispetto canonico della storia della chiesetta, fatta costruire nel XI secolo da Giuditta d'Evreux ,moglie di Ruggero D’Altavilla, decide di denominare tale pendio ” Via Attilio Bertolucci”.


Via? Ma se è difficoltoso accedervi anche ai muli? Ma se non possiede le caratteristiche topologiche minime perché possa essere indicata come tale?  Ma se è vietato l’accesso a qualsiasi mezzo meccanico,vista la sua impervietà? Se  proprio via bisognava chiamarla,la denominazione corretta sarebbe stata ,al massimo, via dolorosa,perché è una sofferenza scalarla per chi soffre di acciacchi  e di artrosi.  Via Attilio Bertolucci? Che ci azzecca con il contesto storico ambientale e con le tradizioni popolari  e religiose di Mazara? Sarebbe interessante conoscere le motivazioni che hanno portato la commissione a dedicare uno scorcio di uno dei luoghi più belli e caratteristici di Mazara al poeta parmense. Un poeta,ci informa Wikipedia,padre del più famoso Bernardo Bertolucci,regista di “ L’Ultimo tango a Parigi”; e i signori della commissione hanno ritenuto che tale allocazione era l’unica possibile per tale poeta. Non stupisce più di tanto se nessuno,neanche chi pennella tali nomi su piastrelle non si ponga dove queste vengano allocate.
La loro è cultura creativa,elitaria,e tutto possono: anche contaminare la storia e le tradizioni. 

domenica 1 luglio 2012

OMINI




Nino De Vita è poeta siciliano riconosciuto tra i più interessanti e rigorosi della nostra letteratura contemporanea, figura significativa e rappresentativa di un mondo e di un modo originale di interpretare la vocazione dialettale. Ha esordito nel 1984, con la raccolta di versi Fosse Chiti, a cui ha fatto seguito una trilogia:Cutusìu, (2001);  Cùntura, (2003)  Nnòmura, (2005).
 Nel 2011, sempre con la casa editrice Mesogea, ha pubblicato Òmini. Per la sua opera poetica ha ricevuto numerosi premi letterari, tra i quali il Premio Mondello, il Premio  Moravia e il Premio Tarquinia Cardarelli. 
Salvatore Ferlita è autorevole critico letterario e saggista, insegna all’Università Kore di Enna, collabora con il quotidiano “la Repubblica”, dirige riviste ed è autore di numerosi studi sulla letteratura siciliana contemporanea. La sua ultima opera si intitola Le arance non raccolte, una ricognizione attenta su alcuni scrittori siciliani rimasti ai margini del canone letterario codificato.

sabato 2 giugno 2012

Mazara: Sull'acqua il vicesindaco esordisce in modo sciagurato



  
Io non metto in dubbio la serietà del lavoro di ragazzi e degli insegnanti dell'I.T.I "R D'Altavilla",ai quali va dato il merito di avere condotto una indagine apprezzabile; non mi convince,però,il comunicato della dirigente scolastica. Noto una contraddizione tra quanto dalla stessa dichiarato all’atto della presentazione delle analisi delle acque monitorate e riportato nel sito ufficiale del comune di Mazara del Vallo,in cui asseriva:” Abbiamo voluto presentare questo rapporto,ha dichiarato la Preside Lisma,perché riteniamo che la cittadinanza debba conoscere dati obiettivi ed inconfutabili sulla salute delle acque, grazie al progetto che ha impegnato positivamente i nostri docenti e studenti in un’azione di campionamento ed analisi delle acque di falda. Se da un lato,prosegue la Preside,siamo molto soddisfatti del trend positivo del miglioramento della qualità, dall’altro lato invitiamo le Istituzioni tutte a non sottovalutare nuovi fenomeni di inquinamento,come si evince dalla presenza,se pur ancora a livelli non nocivi, di ammoniaca. Possiamo affermare con soddisfazione che l’acqua di Mazara del Vallo è buona nel suo complesso e quanto dichiarato  dopo attraverso un comunicato “che non si tratta di analisi di acque erogate alla popolazione,bensì di acque provenienti da pozzi privati le cui acque non sono impiegate per scopi potabili, ma solo limitate alle altre necessità civili ed agricole. Si tratta di una semplice esercitazione didattica,che ha come unico scopo la qualificazione professionale dei nostri allievi” Con tutti i limiti che un monitoraggio del genere presenta,compresa la confutabilità del modo con il quale la ricerca è stata condotta,non comprendo perché la stessa sia stata presentata alle istituzioni locali ,come inconfutabile analisi scientifica,e non al collegio dei docenti come al contrario bisognava fare. Si sarebbero evitate polemiche e ambiguità interpretative. Prendo atto che la dirigente scolastica ha voluto chiarire,con onestà intellettuale che le va riconosciuta,che quel monitoraggio fatto dagli alunni nulla ha a che fare con il problema della salute delle acque utilizzate dalla popolazione. Se le cose stanno così, e non potrebbe essere altrimenti,non vedo come questi risultati possano tranquillizzare la popolazione.
Fatto ancora più grave appare il modo sciagurato,alla luce di quanto precisato nel comunicato a firma della stessa professoressa Lisma, con cui il neo vicesindaco imprudentemente e con esasperante sufficienza,travisa e falsifica una interpretazione di dati e analisi buoni solo all’utilizzo di acque per fini agricoli,dichiarando pomposamente: “Siamo lieti sia come Amministrazione che come cittadini,ha dichiarato il Vice Sindaco Ingargiola,dell’esito di questo monitoraggio che mette in evidenza il progressivo miglioramento della qualità delle nostre acque grazie anche all’azione di miscelazione decisa dal Sindaco Cristaldi”
Tale affermazioni sono talmente irresponsabili e pericolose per la stessa salute della collettività, che il minimo che questo assessore possa fare è quello di dimettersi, a meno che il sindaco non condivida le castronerie del suo vice. 

martedì 29 maggio 2012

Mazara: Stato di salute dell'acqua: una farsa tragicomica..

                                      Il vicesindaco Ingargiola tra gli studenti dell'I.T.I. di Mazara


Se non fosse che si tratta di un argomento di interesse pubblico e che riguarda addirittura lo stato di salute delle acque che vengono erogate alla cittadinanza, ci sarebbe da farsi una risata. Ma l’argomento è piuttosto serio  perché possa essere licenziato con una leggera canzonatura. Dunque secondo un comunicato che appare sul sito ufficiale del comune di Mazara del Vallo, i risultati delle analisi delle acque che vengono erogate ai cittadini dimostrano che le acque sono di buona qualità,con una presenza di nitrati sotto la media dei 50mg/l,e pertanto risultano assolutamente privi di rischi per la popolazione. A determinare le analisi non è stata l’ARPA,ente responsabile per legge del monitoraggio delle acque,né l’ASP,né un studio chimico abilitato, né il CNR. Le analisi sono il risultato di uno dei tanti progetti didattici portati avanti e realizzati dagli alunni dell’I.T.I “ R. Altavilla” di Mazara,sotto la guida dei loro insegnanti. Addirittura 120 i pozzi sondati nel territorio, e tutti i parametri riscontrati sono sotto i limiti di legge  ovvero nella norma Una ricerca didattica di studenti di istituti secondari superiori presa come dato ufficiale  e  che  consente addirittura al neo vicesindaco di affermare “Siamo lieti sia come Amministrazione che come cittadini,ha dichiarato il Vice Sindaco Ingargiola,dell’esito di questo monitoraggio che mette in evidenza il progressivo miglioramento della qualità delle nostre acque grazie anche all’azione di miscelazione decisa dal Sindaco Cristaldi” e ancor di più,come se non bastasse,si mette in risalto,sempre nello stesso comunicato ufficiale del comune,anche quanto afferma con inaudita leggerezza la dirigente dell’istituto, secondo la quale:“Abbiamo voluto presentare questo rapporto,ha dichiarato la Preside Lisma,perché riteniamo che la cittadinanza debba conoscere dati obiettivi ed inconfutabili sulla salute delle acque, grazie al progetto che ha impegnato positivamente i nostri docenti e studenti in un’azione di campionamento ed analisi delle acque di falda. Se da un lato,prosegue la Preside,siamo molto soddisfatti del trend positivo del miglioramento della qualità, dall’altro lato invitiamo le Istituzioni tutte a non sottovalutare nuovi fenomeni di inquinamento,come si evince dalla presenza,se pur ancora a livelli non nocivi, di ammoniaca. Possiamo affermare con soddisfazione che l’acqua di Mazara del Vallo è buona nel suo complesso”.
Dunque la tranquillità dello stato di salute delle acque ci viene assicurata in maniera inconfutabile da una dirigente scolastica.
Questo profluvio di leggerezza e di superficialità da parte di chi ha la responsabilità della salute dei propri cittadini è talmente grave sotto il profilo della legalità da far sorgere seri dubbi se questa città è amministrata in maniera responsabile. E’ come volere affidare un check-up diagnostico del proprio stato di salute ad uno studente che frequenta la scuola d’infermeria del Ospedale di zona.

mercoledì 23 maggio 2012

Emergenza amianto


Mazara: Via Giuffo- Ignazio Buttitta

A Mazara l’amministrazione vola sulle ali della fantasia e non riesce ancora a predisporre un intervento mirato che tranquillizzi i timori della cittadinanza.

La questione ambientale in cui versa l’intera periferia di Mazara è diventata talmente insostenibile da fare scattare un giustificato allarme da parte dell’intera popolazione. Ormai sono decine le iniziative di gruppi e associazioni ambientaliste,che insieme a singoli cittadini,denunciano all’amministrazione guidata dall’On. Cristaldi lo stato di inquinamento ambientale,la cui pericolosità sta mettendo a rischio la salute dell’intera collettività.
Non sono allarmismi generici e la documentazione fotografica dimostra un territorio offeso,umiliato,sottomesso ad un degrado talmente violento e irresponsabile di fronte al quale nessuna istituzione,amministrazione in testa,può continuare a chiudere gli occhi o girare la testa verso l’orizzonte del mare dove tutto è splendido,solare,trasparente,piacevole.
Dinanzi a condizioni ambientali drammatiche in cui versa gran parte della periferia mazarese, non si può continuare a crogiolarsi su tematiche retoriche e fantasie elettorali come ferrovia,spiaggia in città,trenini,chiatte,giare,piastrelle,monoliti o monumenti ferrosi.
A questo punto bisogna incominciare ad affrontare il problema della salvaguardia della salute dei cittadini in maniera decisa,facendo ricorso a tutte le risorse disponibili. Sono tanti e tutti ineludibili gli argomenti ai quali l’amministrazione deve dare delle risposte credibili:lo stato di salute delle acque,la notevole presenza di amianto nel territorio, le discariche abusive da sfabbricidi che hanno trasformato l’intero territorio in una immensa discarica a cielo aperto e fatto diventare alcune strade a circolazione limitata.
Occorre intervenire dando alla questione ambientale priorità assoluta,con la consapevolezza che ogni giorno di ritardo può incidere sulla salute di ogni singola persona
Aspirare a realizzare sogni sulla propria città,desiderare per essa un futuro il cui volàno sia il turismo,l’arte e la cultura,vagheggiare un improbabile ossimoro di diventare una piccola grande capitale del mediterraneo,avere l’ambizione di volare alto attraverso progetti di spessore e grande respiro è senz’altro condivisibile, ma rimane nell’ambito della retorica. Occorre curare soprattutto l’aspetto del territorio e affrontare con determinazione un problema che ha assunto una tragica connotazione. E’ dal risanamento ambientale che passa il rilancio della città.
Omissioni o superficialità, sufficienza o pressapochismi da parte di chi è chiamato a ristabilire la legalità e a ridare dignità e sicurezza alla collettività e al territorio non potranno più essere tollerati.
Le foto postate presentano una via Ignazio Buttitta off limits, pericolosa per l’alta concentrazione di materiali costituiti da amianto, coperti da sterpaglie e pneumatici abbandonati,che in caso di incendio,provocherebbero un mixer di nerofumo e asbesto di altissima pericolosità,molto più della diossina, il cui contatto metterebbe a repentaglio la salute di chi abita nelle vicinanze. 

lunedì 21 maggio 2012

Accoglienza immigrati



A Mazara l’uso delle strutture di accoglienza di pregio storico soggette a vandalismo.

Era tutto talmente prevedibile che parlarne era come se si volesse scoprire l’acqua calda. La decisione delle ultime amministrazioni,compresa l’attuale, di destinare a strutture di temporanea accoglienza degli immigrati clandestini, immobili di pregevole valore storico ed artistico e per di più ubicati in pieno centro storico, è stata e continua ad essere una scelta destinata a creare polemiche, soprattutto per la facilità che gli immigrati hanno di sfuggire ai controlli,una volta identificati e messi in condizione di potere girovagare liberamente per la città. Inoltre, sotto il profilo della tutela  e della salvaguardia del patrimonio immobiliare,  sovente in queste strutture si assiste alla distruzione delle suppellettili e soprattutto alla mancanza di cura e di rispetto,da parte degli ospitati, dei locali in cui vengono momentaneamente ospitati. L’allarme lanciato in questi giorni alle istituzioni regionali e nazionali dal sindaco di Mazara Cristaldi, è il grido di una intera città impreparata a far fronte ad eventi straordinari di eccezionale portata, soprattutto a causa della mancanza di una strategia finalizzata a far fronte a flussi immigratori che sono diventati sempre più intensi e che in prospettiva si prevedono alquanto numerosi sia come sbarchi sia come entità umane. L’avere supinamente acconsentito di mettere a disposizione dei clandestini strutture di accoglienza inidonee,senza un adeguato supporto logistico di personale specializzato e mezzi economici adeguati al bisogno, dimostra come il fenomeno immigratorio  venga gestito in modo superficiale e disorganico, privo peraltro di una struttura di governance.  Pregevoli complessi  di valore storico e urbanistico come S. Agostino e San Carlo,quest’ultimo destinato ad accogliere temporaneamente gli immigrati non maggiorenni non accompagnati, sono stati,o stanno per esserlo,trasformati in centri di smistamento e di accoglienza,con la conseguenza  di dovere subire  atti di vandalismo e di  incivile incuria da parte degli stessi ospitati; questi ultimi,lasciati liberi e senza  alcun controllo di girovagare per il dedalo di viuzze del centro storico possono anche  generare problemi di sicurezza sociale e di ordine pubblico, in quanto vengono facilmente in contato con la microcriminalità che  ne ha fatto di quel luogo la propria zona di pertinenza. Senza nulla togliere allo spirito di ospitalità e di solidarietà verso queste persone,tuttavia occorre che vengano individuate,al di fuori del nucleo del centro storico della città, strutture più idonee, più sicure e confortevoli dal punto di vista dei bisogni,degli spazi a disposizione, facilmente raggiungibili e dove i controlli siano più incisivi, vi sia una maggiore sicurezza anche a tutela degli stessi clandestini,e che sia agevole l’accesso ai mezzi del personale di supporto logistico e della sicurezza. Il comune di Mazara ha edifici di sua proprietà che si possono trasformare in civili e adeguate strutture di accoglienza. Queste peraltro potrebbero essere collegate al centro della città attraverso dei servizi di bus navetta.
Discorso a parte,ma che merita di essere approfondito, e sul quale si dovrebbe aprire un ampio dibattito politico,è la destinazione d’uso che s’intende fare per il complesso del monasteriale di San Carlo,per la cui ristrutturazione sono stati stanziati parecchie centinaia di migliaia di euro. Questa struttura sembra essere destinata ad accogliere i minori stranieri non accompagnati, definizione abbastanza controversa  utilizzata genericamente per ricomprendere un gruppo più ampio di minori, tra i quali vi sono  minori richiedenti asilo ed i minori vittime di tratta, siano essi cittadini di paesi dell’Unione Europea o extracomunitari. Secondo dati statistici la permanenza media in queste strutture è di circa sei mesi, tempo insufficiente per avviare un  adeguato progetto di inserimento. In Sicilia,in particolare,nelle strutture riservate ai minori non accompagnati, i dati rivelano che la maggior parte di questi provengono dalle regioni sub sahariane. E’ in  tali strutture,dove assai difficilmente si riesce a portare a termine dei progetti seri di inserimento e di formazione,  che il disagio si manifesta spesso con segni di  insofferenza e atti  di vandalismo. Mentre scrivo questo post apprendo,attraverso una dichiarazione dell’on. Cristaldi, che l’amministrazione ha individuato alcune strutture di sua proprietà e precisamente l’area e gli edifici dell’ex mattatoi comunale, da trasformare come centro di  accoglienza per gli immigrati clandestini e da adibire inoltre come centro di aggregazione per lo sviluppo delle arti. Non si può che accogliere la notizia con viva soddisfazione.

venerdì 11 maggio 2012

Mazara:Consiglio comunale a porte chiuse

 Segreto sullo stato di salute delle acque:per i consiglieri la relazione è cosa nostra. 

Adesso come reagiranno i tanti comitati cittadini che da anni chiedono di conoscere lo stato di salute dell’acqua pubblica a Mazara? Sarà consentito loro di potere acquisire la documentazione completa e ufficiale sui livelli e sulle fonti di inquinamento in cui si trovano gli acquiferi della città? L’interrogativo è d’obbligo dopo che in consiglio comunale il presidente Pietro Marino ha deciso di trattare la relazione conclusiva della speciale commissione di inchiesta incaricata di indagare sullo stato di salute delle acque, con una seduta a porte chiuse.
L’ Extra omnes  dei cittadini dalla sala che istituzionalmente li rappresenta,su un tema di interesse esclusivamente pubblico e per di più che investe la salute dell’intera comunità,appare incomprensibile e ingiustificabile, soprattutto perché il tema in questione non rientra tra i casi previsti dall’art.12 comma 7 dello statuto comunale, che prevede la segretezza della seduta quando si devono esprimere giudizi e apprezzamenti sul privato di una persona.  L’opinione pubblica ha il diritto di sapere che tipo di servizio idrico viene erogato,e questo vale ben di più del tutelare incompetenze e insufficienze di qualche funzionario il cui compito era quello di vigilare sullo stato di salute  dell’acqua. 

martedì 8 maggio 2012

IEA: Conferenza sulla Rivoluzione Tunisina



La primavera araba: il caso della rivoluzione tunisina. 

Più di un anno è trascorso dall’inizio delle proteste nel mondo arabo. Il 17 dicembre del 2010 il venditore ambulante 26enne Mohammed Bouazizi si dava fuoco per protestare contro il regime del dittatore Ben Alì. Il 14 gennaio 2011 Ben Alì fuggiva da Tunisi. Iniziava così una serie di eventi storici che avrebbe portato a nuovi assetti politici nel mondo arabo.
Noi abitanti della riva nord del Mediterraneo, non possiamo essere indifferenti a ciò che accade nella riva sud. La primavera araba ci interpella e ci interroga. I nostri media sono spesso superficiali, frettolosi e continuamente alla ricerca del sensazionalismo. Per questo l’Istituto Euro Arabo di Studi Superiori organizza proprio a Mazara del Vallo,  la città più araba della Sicilia occidentale, di fronte e a due passi dalla riva sud del Mediterraneo, una conferenza sulla rivoluzione tunisina. Sentiremo, tra gli altri, il parere di Ghazi Gherairi, professore alla Facoltà di Scienze Giuridiche, Politiche e Sociali dell’Università di Tunisi. Con lui, cercheremo di capire le cause e le conseguenze dei processi in atto sull’altra riva, le problematiche e le sfide della rivoluzione tunisina, l’importanza, la forza e l’influenza dei partiti islamisti nell’attuale governo, scaturito dall’Assemblea Costituente chiamata a scrivere la nuova Costituzione. Ghazi Gherairi è anche segretario generale dell’Académie Internationale de Droit Constitutionnel, vice-presidente dell’Association Internationale de méthodologie juridique e vice-presidente dell’Union Tunisienne du Service Public et de la Neutralité de l'Administration, è stato membro e portavoce dell’Alta Autorità per la realizzazione degli obiettivi della rivoluzione, della riforma politica e della transizione democratica.

domenica 6 maggio 2012

Il potere logora chi non ce l’ha



Quello che si paventava è avvenuto,così come enunciato dalla legge di Murphy;a partire da questa stagione,viene soppresso il collegamento veloce attraverso aliscafo tra Mazara e Pantelleria.
La notizia ha lasciato indignati i mazaresi,non comprendendone le ragioni sia dal punto di vista economico, sia per quanto riguarda i tempi di percorrenza, poichè il collegamento da Mazara con l’isola  pelagica è il tratto più breve  tra quelli possibili.
Abbastanza disincantata è apparsa,però, la reazione del sindaco di Mazara On. Cristaldi, pronto ad addebitare le responsabilità al governo della regione e ai partiti che lo sostengono. Nella vicenda non vi sono,secondo il primo cittadino,responsabilità della sua amministrazione. Appare tranquillo Cristaldi: la sua città è destinata a diventare, nonostante tutto,un centro di richiamo turistico internazionale.
 La stessa serenità,lo stesso atteggiamento distaccato e contenuto per le terrene cose,Cristaldi ostenta nelle sue dichiarazioni  in merito alle ordinanze di demolizione,sono qualche centinaio gli immobili interessati, emesse dalla magistratura per tutte quelle costruzioni edificate entro una fascia di 150 metri dalla battigia. “ Non è un problema che interessa la sua amministrazione, le competenze, secondo la legge,sono di altri” dice con sicumera,” le responsabilità politiche sono di coloro i quali nel passato hanno consentito quelle costruzioni”.
Pilateggia a tutto campo il sindaco di Mazara,lavandosene le mani,come se difendere gli interessi della propria comunità non sia compito di chi istituzionalmente la rappresenta.
Sembra un guerriero stanco,disarcionato,logorato,sconfitto e  persino oltraggiato da quegli stessi compagni ch’egli aveva contribuito ad elevare di rango e che gli si sono rivolti contro. Del  politico di razza, pronto a brandire le armi e la ferocia dell’oratoria,ne restano i ricordi. Il Cristaldi di altri tempi si sarebbe messo alla testa del popolo per difendere gli interessi della propria città. Il Cristaldi di oggi, deluso e rassegnato, ha smesso definitivamente,nonostante le apparenze,di fare politica. Segno che il potere logora chi non ce l’ha.