Non c'è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.
René Descartes - Cartesio

domenica 2 agosto 2015

Il pianista Alessandro Marino trionfa al " 2015 Ibla Grand Prize Awards"


Alessandro Marino con l'Orchestra Magna Grecia (foto di repertorio)

Un altro prestigioso premio internazionale al pianista mazarese Alessandro Marino. Una competizione lunga e complessa, articolata su diverse esecuzioni e scansioni temporali, che ha visto la partecipazione di decine di talenti musicisti  all’edizione 2015 dell’Ibla Grand Prize, conclusosi in questi giorni a Ibla,Ragusa.

Un riconoscimento internazionale che si aggiunge ad altri, come il secondo premio nel 2014  ( il primo non è stato assegnato) all’ Alkan-Zimmermann International Piano Competition in Grecia, e  il 1° premio 'Nuove carriere 2010' promosso dal Cidim con la collaborazione di Roma Tre Orchestra, in cui viene eletto direttamente dagli studenti universitari, che hanno apprezzato particolarmente '[...] il magnetismo, l'energia e la brillantezza  che Alessandro Marino mette in tutte le sue interpretazioni'.

2015 IBLA Grand Prize
VINCITORI
Concorso Internazionale
per pianisti, cantanti, strumentisti, compositori
Il livello di esecuzione espresso durante la XXIV edizione dell’ IBLA GRAND PRIZE ha nuovamente raggiunto uno standard di eccellenza straordinario.
Questi artisti indicati di seguito, meritano l’attenzione del pubblico internazionale in quanto sono espressione di grande talento e alta professionalita’.
La Fondazione IBLA li raccomanda senza alcuna riserva.
Si prega notare che questi artisti non vengono giudicati l’uno contro l’altro ma in riferimento ad uno standard di eccellenza assoluta.
IBLA GRAND PRIZE AWARDS
TOP WINNERS

Scores from 9.50 to 10.00 + Special Awards
Alessandro Marino, piano, Italy
9.50 Top Prize
+William Modica and Concetta Giordanella Modica Memorial Award
+Gershwin Award
Marcin Parys, piano, Poland - USA
9.50 Top Prize
+Liszt Award

 Alessandro Marino attualmente insegna all'Istituto Superiore di Studi Musicali 'Achille Peri' a Reggio Emilia, presso la Scuola di Musica Ottavanota a Milano e presso l'Accademia pianistica di Imola “Talent development – di  Eindhoven.


mercoledì 22 luglio 2015

Quale progetto per l’ospedale di Mazara?

Le recenti vicende regionali che hanno visto prima le dimissioni di Lucia Borsellino, a seguito dell’arresto del medico personale del presidente della regione Crocetta, sostituita immediatamente dal capogruppo del PD Baldo Gucciardi,  poi il brutto affair delle telefonate intercettate dai carabinieri dei N.A.S. e secretate, ( per disposizione di chi?) come dichiara il settimanale L’Espresso, e infine l’intervento accorato e inusuale di Manfredi Borsellino, un atto di accusa politicamente  e moralmente devastante contro il silenzio tenuto da Crocetta su una vicenda tutta da chiarire, meritano qualche riflessione su quale sarà il prossimo futuro dell’ospedale di Mazara. Che c’entra il nosocomio mazarese con le vicende politiche citate? Apparentemente nulla, ma se focalizziamo quel lungo affettuoso e intenso abbraccio tra il figlio del giudice assassinato e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un segnale di delegittimazione politica e morale  nei confronti del governatore Crocetta, dobbiamo ipotizzare che il governo regionale ha ormai un limite temporale di sopravvivenza assai esiguo e che il neo assessore alla sanità, sul quale questa città sperava di avere un punto di riferimento forte per il rilancio dell’ospedale “Abele Ajello”, non sarà sicuramente presente nel giorno del completamento dei lavori. Rimangono le preoccupazioni, al di là delle dichiarazioni necessariamente rassicuranti e per certi versi enfatizzate del direttore generale De Nicola e del sindaco di Mazara, sul futuro dell’ospedale. Con Gucciardi questa città avrebbe molte carte da giocare sul piano politico, in quanto alla fine l’assessore alla sanità dovrà dire chiaramente e senza alcuna ambiguità se vuole continuare il progetto dei suoi predecessori Massimo Russo e Lucia Borsellino, oppure farsi ammaliare dai potentati politici ericini, da sempre contrari all’insediamento della Radioterapia nell’ospedale mazarese, in favore del S. Antonio Abate di Trapani-Erice.
Mazara, che tanto ha dato allo stesso Gucciardi e alla senatrice Orrù, dovrebbe trovare in loro due alleati politici credibili, al fine di avere un ospedale qualificato con servizi eccellenti, ripristinando quel recente passato in cui, grazie alla professionalità medica,” l’Abele Ajello” era il punto di riferimento per l’intera provincia di Trapani e zone limitrofe. Basta ricordare la chirurgia, l’ostetricia, l’ortopedia, la cardiologia, quest’ultima vero fiore all’occhiello della sanità provinciale.
È utile ricordare a tal proposito che l’unità operativa di cardiologia, fino a qualche anno fa gestiva e coordinava il Telecardio Sea project . La centrale di ricezione  è stata in seguito disattivata con la chiusura dell’Ospedale.
Tale progetto, di grandi prospettive sul piano sanitario e soprattutto su quello scientifico per la collaborazione che potrebbe venire con i paesi del mediterraneo, prevedeva la gestione delle emergenze cardiache in mare e nelle località isolate o non facilmente  raggiungibili, attraverso un utilizzo delle informazione via satellite.
Telecardio Sea Project, rappresenta la felice intuizione scaturita dal lavoro appassionato di operatori sanitari specialisti della cardiologia; esso si avvale di un brevetto di utilità ancora valido, che ha già conosciuto numerose sperimentazioni e dimostrato la sua eccellente efficacia. Telecardio potrebbe diventare un formidabile strumento di vera politica di internazionalizzazione della Sanità siciliana e nei cui confronti gli organi istituzionali  ne hanno sancito l’interesse già da molti anni.
Il progetto nasce dalla constatazione che troppo spesso, a bordo di natanti, si perde la vita per Infarto del miocardio e, in caso di sopravvivenza, le sequele dovute al ritardo della diagnosi e alle mancate terapie sono estremamente invalidanti per i pazienti.
Esso consiste nell’applicazione a pazienti con sospetti disturbi cardiaci acuti di un protocollo per la diagnosi e per l’eventuale applicazione di terapie strumentali immediate, in tele collegamento con un centro cardiologico di eccellenza che guidi gli operatori  che assistono il paziente, in posti remoti e non immediatamente raggiungibili per l’ospedalizzazione.
Navi, isole di piccole dimensioni, villaggi lontano dagli ospedali, “oasi” di ogni genere, in particolare le carceri i cui tempi di trasporto a strutture specialistiche sono ovviamente lunghi , sono i luoghi di elezione in cui installare le apparecchiature biomedicali a supporto del protocollo sanitario e per cui addestrare il personale che le avrà in dotazione, soprattutto per evitare spreco di ingenti risorse in caso di falsi positivi.
L’Ospedale di Mazara, l’unico in Sicilia, ha il personale idoneo e con lunghe  esperienze pregresse su tale progetto.
Bisognerebbe pertanto capire le motivazioni che hanno indotto l’attuale dirigenza dell’ASP trapanese ad abbandonare tale progetto, e se è nelle intenzioni della direzione generale e dell’assessorato regionale alla sanità ripristinare e ampliare Telecardio una volta consegnata la struttura ospedaliera alla città.
Insieme alla Radioterapia Oncologica, Telecardio potrebbe proiettare l’Ospedale “Abele Aiello” tra i centri di eccellenza regionale e al centro dello stesso mediterraneo, dando un senso, sul piano qualificativo oltre che operativo del nuovo ospedale in avanzata fase di completamento.
Per far ciò occorre un forte impegno della politica cittadina, regionale e nazionale nonché  una sensibilizzazione sociale in ogni livello.
Ma con questi chiari di luna sulla politica del  Palazzo dei Normanni, si profila realmente  il rischio, per Mazara, di avere una bella, costosa quanto inutile scatola vuota.





lunedì 20 luglio 2015

Un esempio di buona politica



Non so se dirmi ancora compiaciuto della nomina ad assessore alla Sanità dell’on. Baldo Gucciardi  che va a sostituire Lucia Borsellino nel governo Crocetta. Conosco Baldo Gucciardi da parecchi anni. L’ho visto crescere politicamente, sono stato attento al suo percorso politico, abbiamo condiviso tante battaglie politiche insieme a Michele Augusta,  Vito Ballatore,  Pietro Vella e altri. Costituivano  la punta di diamante di quel gruppo di giovani trentenni appartenenti alla componente morotea guidata in provincia di Trapani da Sergio Mattarella. Eravamo all’Ariston di Trapani quando De Mita da segretario della DC scese per la prima volta in Sicilia. Mattarella era il suo plenipotenziario nell’isola. Erano gli anni ’80, tangentopoli ancora era da venire. Quei ragazzi costituivano il fiore all’occhiello del futuro presidente della repubblica. Michele Augusta era il pupillo, il  braccio e l’occhio di Mattarella in provincia di Trapani, il più ascoltato dall’onorevole insieme all’architetto Vito Ballatore. Baldo Gucciardi, come Michele, proveniva da Salemi, feudo dei Salvo, città sotto la giurisdizione politica degli andreottiani Salvatore Grillo prima e Pino Giammarinaro dopo. Gucciardi era decisamente, sul piano politico, più istintivo e di pancia rispetto alla calma serafica del suo compaesano. Michele e Vito si somigliavano molto, non solo sul piano professionale, uno ingegnere, l’altro architetto, ma su quello di interpretare la politica come un servizio, e soprattutto quello di non fare sconti a tutto ciò che poteva apparire torbido, intriso di interessi, di clientelismo. Quel gruppo era molto severo anche con chi in politica seguiva una tracciato bord line. La loro non era solo una passione, era soprattutto una filosofia di vita, frutto di insegnamenti in cui l’etica e la dirittura morale venivano prima di ogni altra cosa. Ricordo che in un congresso provinciale della DC a Trapani, quando si coagulò inaspettatamente l’alleanza Salvatore  Grillo con Ciccio Canino , noi morotei - mattarelliani firmammo un durissimo documento contro quell’abbraccio che in seguito avrebbe portato al degrado politico della DC in provincia. Primo firmatario fu proprio Baldo Gucciardi, seguito dalla mia firma e da tutti gli altri. Quel documento, stilato ovviamente con il beneplacito non ufficiale di Mattarella, che ne condivideva lo spirito, un vero atto di accusa, non fu ben accettato dalla governance democristiana trapanese. Da allora in poi i rapporti della sinistra democristiana con le altre componenti, soprattutto con i giammarinariani si fecero fortemente conflittuali. Ho avuto modo di apprezzare le qualità etiche di Baldo e la tensione morale con la quale affrontava i problemi. In ciò eravamo molto simili, rispetto a Michele e Vito; loro erano  più riflessivi e meno disponibili a farsi coinvolgere dalle pulsioni; era  su queste intelligenze politiche che la sinistra democristiana prima e popolare dopo puntava per il rilancio e il rinnovamento. Dopo tangentopoli aderimmo al partito popolare, avendo sempre come punto di riferimento Sergio Mattarella che incominciava ad assumere incarichi politici di governo. Qualche anno dopo la svolta.  La scomparsa improvvisa e prematura dell’architetto Vito Maria Ballatore fu come tranciare un ramo fruttifero dall’albero moroteo trapanese, a Mazara in particolare. L’inizio del nuovo secolo vede Baldo Gucciardi lasciare Mattarella per abbracciare Papania, che intanto era diventato il vero dominus della politica ex democristiana e popolare trapanese. Incomincia un percorso politico pieno di successi per l’ex matterelliano,  l’unico di quel gruppetto di trentenni  a fare carriera politica a livello regionale. Baldo rimane legato a Mazara nel ricordo e negli affetti degli amici di Vito, e qui in città tesse rapporti che in seguito gli frutteranno moltissimi voti. Neanche Mattarella ha mai  preso tanti voti quanto Gucciardi. Nelle  ultime elezioni regionali e nazionali, la città  si dimostra prodiga e in un certo verso sorprendente, soprattutto nelle primarie per il senato, dove la sconosciuta Orrù, vicina a Gucciardi, grazie alla caterva di voti  che riceve dai mazaresi e grazie al giochetto della famosa “ campana”, risulta la più votata dopo Papania. Il ritiro del senatore alcamese dalla lista  per il senato proietterà la Orrù sugli scranni di Palazzo Madama. Gucciardi viene adottato dalla sinistra mazarese che si dimostra  incapace di trovare tra le sue file, dopo Vito Ballatore, un vero leader. Il deputato regionale, nel ruolo istituzionale di capogruppo del PD a sala d’Ercole, diventa il vero dominus del PD cittadino. Tuttavia Baldo Gucciardi mantiene ben salda la sua tensione morale e il suo rigore, frutto di appartenenza e di insegnamenti che lo hanno temprato, nonostante i successi,  e che  non lo hanno sfibrato sul piano dell’etica e  dell’esercizio della politica. Gli ultimi avvenimenti sul proscenio del governo regionale che lo vedono protagonista con la delega assessoriale prestigiosa quale quella alla sanità, mi lasciano alquanto perplesso. Se da una parte essa costituisce un riconoscimento per le capacità politiche e le qualità morali del deputato salemitano, che lo potrebbe proiettare verso traguardi più ambiziosi nella politica nazionale, dall’altra la sua presenza all’interno di un governo Crocetta, assolutamente deludente e invisa allo stesso P.D., può essere interpretata come una logica di potere, un attaccamento alla poltrona  più che una svolta politica a impronta democratica. Essendo Gucciardi un dirigente dell’ASP e profondo conoscitore del sistema sanitario regionale, la sua presenza potrebbe dare una nuova impronta, sul piano della trasparenza e del merito, a quel sistema di malcostume che ha attanagliato la politica sanitaria regionale negli ultimi mesi e che ha fatto  vittima illustre Lucia Borsellino. Alla luce degli ultimi avvenimenti, in cui l’etica della politica dovrebbe prevalere sugli interessi della stessa politica, sarebbe opportuno un forte segnale morale da parte del deputato Gucciardi: restituire la delega in coerenza con quel rapporto etica e politica che lo ha sempre contraddistinto. Sarebbe un bel gesto e un esempio di buona politica. Non sarebbe una resa nei confronti di un sistema incancrenito, semmai l’unico atto politico capace di detronizzare un governo inefficiente, incapace e contraddittorio. Credo che sarebbe apprezzato da tutti  e forse anche a livelli molto elevati. Quel lungo, intenso e affettuoso abbraccio tra il Presidente della Repubblica e Manfredi Borsellino, al quale lo stesso Gucciardi ha assistito, e la stessa assenza di Crocetta come deve essere interpretato se non come l’isolamento politico del presidente della regione? Per questo motivo che ci starebbe a fare  Gucciardi in quel governo che è  oggi il più malvisto dai siciliani?
È questione di opportunità politica. E questa vale per tutti.

lunedì 13 luglio 2015

Grande consenso di pubblico alla presentazione del volume " Memorie del mare"



Ancora una volta è stata una sfida tra la cultura da una parte e il caldo appiccicoso di questa estate africana , quella che si è svolta nel tardo  pomeriggio di sabato nel suggestivo scenario della Chiesa barocca di S. Ignazio di Mazara del Vallo.
 Nonostante l’afa, un pubblico attento e numeroso ha fatto da cornice alla presentazione del volume:
Memorie del mare. Divinità, santi, eroi , navigatori
 una raccolta degli atti di un convegno internazionale tenutosi a Cefalù nel 2010 organizzato dalla” Fondazione Ignazio Buttitta” e dalla “Fondazione Mandralisca”.
Il volume, curato da Sebastiano Mannia, è stato pubblicato dalla “Fondazione Ignazio Buttitta”, nonostante le gravissime difficoltà economiche in cui si trova e che investe anche tutta la cultura regionale. A promuovere la presentazione del volume è stato l’Istituto Euroarabo di Mazara, al quale va il merito, ancora una volta, di valorizzare la cultura siciliana legata alle tradizioni e alla memoria.
Presenti il presidente della “Fondazione I.Buttitta”, prof. Ignazio E. Buttitta dell’università di Palermo, il prof. Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, e il prof. Antonino Cusumano, presidente dell’Istituto Euroarabo.
Il volume è una vera immersione nelle acque cristalline della storia del  Mediterraneo, luogo di memorie, di nascita di miti, di formazione di eroi, di sfide memorabili verso l’ignoto, come l’Ulisse che Dante ci ha fatto conoscere nel XXVI canto dell’Inferno:
Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza
senza la quale l’uomo non avrebbe mai raggiunto la sua umanità. E tutto ciò avviene nel mare Mediterraneo, troppo piccolo per essere uno sconfinato oceano ma troppo grande per essere un semplice mare. Nella sua  molteplicità di mari il mediterraneo diventa necessariamente culla dell’umanità, in esso nascono le tre grandi religioni monoteiste, in questo mare avvengono le migrazioni dei popoli, nelle sue acque viene scritta la storia, nascono le leggende, crescono le speranze, si concludono tragicamente le vite. Luogo di partenza e di arrivo, di incontri e di scambi, di produzione e di commercio, di conquiste e di battaglie, oggi sembra assumere ideologicamente uno stato di confine, un limes di respingimenti e non di accoglienza, di chiusura e non di condivisione. Un  mediterraneo che presenta sempre più scenari apocalittici, le cui limpide acque si trasformano in profonde cupe foibe umane. 


I relatori riescono ad affascinare, con la  loro affabulazione brillante e coinvolgente, l’intero pubblico, ammaliato anche dalla scenografia del luogo in cui si trova, quei resti della chiesa di Sant’Ignazio divenuta metafora della Sicilia di oggi, splendida una volta, come quel mare sul quale si affaccia, abbandonata all’incuria e senza alcun progetto che possa ridarle  quelle inaspettate prospettive di ricchezza culturale che merita.
Sebastiano Tusa riesce con la semplicità del linguaggio dovuto allo spessore culturale che lo contraddistingue, a fare del suo intervento una piccola, breve e preziosa lectio magistralis forgiata di aneddoti, di storie vere e sconosciute, come l’eroismo delle donne eoliane, di leggende, di tesori emersi, rievocando il  suo mito per antonomasia, quello di Cola pesce e le meraviglie che del mare raccontava e raccoglieva. Tra questi i tesori che il mare restituisce, dal  ritrovamento dei relitti, tra i quali   la nave cucita di Gela oppure il più famoso tra i ritrovamenti: la statua bronzea greca del  Satiro di Mazara legato al mito di Dioniso.
 Il volume contiene interventi di A. Cusumano sul mito delle Sirene, di Sebastiano Tusa sulle antiche navigazioni mediterranee, di Macrina Marilena Maffei sulle donne delle Eolie e il mito di Eolo, di Josè A. Gonzàlez Alcantud sulla leggenda di Ercole, di Giovanni Ruffino sul lessico della pesca siciliana, di F. Delpesc su S. Nicola e Cola Pesce e altri autori.
Un libro da leggere poco alla volta, per scoprire la nostra storia per capire che è in questo mare che si svolgerà la storia del futuro. Ancora una volta l'assenza di amministratori è segno di come la Cultura, con la C maiuscola, venga trattata con una certa sufficienza in questa città.