Non c'è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.
René Descartes - Cartesio

lunedì 14 aprile 2014

Amministrative: la scacchiera.


Adesso che Toni Scilla ha rotto gli indugi e sceso in campo, con o senza simbolo di Forza Italia, i vari pezzi prendono posizione nelle loro caselle, tutti schierati a dare il matto all’avversario.
Non tutti i pezzi hanno la stessa potenza di movimento, ma tra questi sembra che il ruolo di Regina sia interpretato da Torrente, sia per la capacità di potersi muovere in tutte le direzioni con estrema facilità sia per l’impressionante numero di pedoni che riesce a schierare in attacco. Torrente ha un ampio spazio di manovra, è agile e veloce nei movimenti, domina la scacchiera di gioco a tutto campo, in modo sornione, sicuro e ben protetto.
Altro pezzo pregiato preminentemente all’attacco è l’Alfiere di Scilla. Ho seguito con attenzione l’apertura della sua campagna elettorale. Nonostante abbia perduto per strada pezzi importanti ho visto attorno all’ex deputato entusiasmo e calore da parte della gente, in primo luogo della sua “gente marinara” e la marina ha quasi sempre determinato l’elezione del sindaco. Scilla, nonostante sia cresciuto politicamente, appare ancora acerbo e passionale nella comunicazione, soprattutto nei confronti del suo avversario di riferimento che è il sindaco Cristaldi. Sarebbe un grosso errore personalizzare la campagna elettorale come cinque anni fa.Avrebbe tutto da perdere. Lasci stare, inoltre, la polemica sull’assegnazione del simbolo di Forza Italia. Oggi le intenzioni di voto simulate dai sondaggi mostrano che quel simbolo ha perduto ogni appeal insieme a Berlusconi. Il simbolo e quel nome imbarazzante lo lasci all’avversario, ne ricaverebbe un vantaggio in termini di immagine e di consensi. Si va a votare l’uomo non il simbolo. Se saprà condurre la campagna con maggiore senso di responsabilità e soprattutto con sobrietà, gli argomenti non gli mancano, avrebbe molte chance di arrivare al ballottaggio.
Il Cavallo non può essere rappresentato che da Pino Bianco; rappresenta il pezzo più elegante per la sua capacità di muoversi sulla scacchiera saltando gli avversari e contemporaneamente costituendo per loro una minaccia. Ma se non dispone di un forte schieramento di pedoni pronti a proteggerlo, potrebbe essere il primo pezzo pregiato a cadere, e la difesa del pezzo appare debole.
La Torre non può essere che Pino Siragusa. Sulla scacchiera occupa un posto importante ma di secondo piano rispetto agli altri pezzi; è obbligata a seguire delle direttrici facilmente bloccabili da due semplici pedoni.Credo che  l’ex assessore di Cristaldi sia destinato a stallarsi per la frammentazione della destra in tante frazioni e la sua è politicamente la più debole. Improbabile che possa arrivare al ballottaggio.
Il Re è sempre lui, Cristaldi. È l’obbiettivo di riferimento. Le strategie sulla scacchiera saranno indirizzate a dargli lo scacco. Il suo punto debole è che non dispone di pezzi importanti né in attacco né in difesa.I pochi pedoni che ha a disposizione sono destinati immediatamente al sacrificio. Ha una sola possibilità, far distrarre gli avversari sparigliando le loro mosse e farli eliminare a vicenda. Ma con quali pezzi?
Tutti gli altri candidati non sono altro che singoli pedoni.

sabato 12 aprile 2014

Le scale della mente



E se usassimo le ceramiche in modo educativo?
L’idea viene dal web, già qualche scuola ne ha fatto uno strumento didattico, ma nulla vieta che la potremmo realizzare nella nostra città e non solo nelle scuole. Invece di continuare a piastrellare i gradini delle scalinate emulando altre città, che diversamente dalla nostra, hanno una secolare tradizione ceramistica unanimemente riconosciuta a livello internazionale, usiamo le maioliche disegnandovi le care, vecchie e indispensabili tabelline aritmetiche. L’intento è quello di stimolare la mente al calcolo matematico; tutti ne usufruirebbero positivamente, bambini e anziani e per questi ultimi si colmerebbero quei vuoti di memoria e quello smarrimento tanto imbarazzante per chi ne è sottoposto. Sarebbero inoltre un luogo dove esercitare didattica in modo giocoso.
Credo che le scale della matematica costituirebbero un notevole richiamo e curiosità oltre che un motivo di orgoglio per l’intera collettività. Salirle o solamente osservarle farebbe bene alla mente.
C’è qualche candidato alla poltrona di sindaco disposto ad accettare la sfida?
Propongo la scalinata di Piazza Mokarta e la “Scala dei poverelli” che dalla piazzetta Ettore Ditta scende nel porto canale.

lunedì 7 aprile 2014

Amministrative:il Paese dei Balocchi



C’è aria distaccata in città e il clima elettorale appena iniziato, seppur in sordina, non riesce a permeare quella solco che separa la politica dai cittadini. Le elezioni amministrative arrivano dopo una crisi economica che ha messo in ginocchio una città irresponsabilmente vissuta al di sopra di ogni sua possibilità e per decenni in preda a bulimia consumistica sfrenata indirizzata verso il futile, l’effimero, l’apparire, l’inutile. La crisi mostra ai mazaresi una società economicamente squilibrata, che privilegiando il consumo, non bilanciato dalla produzione di ricchezza, l’ha spinta inevitabilmente all’impoverimento economico, sociale e culturale. Inoltre il trasferimento forzato delle migliori risorse intellettuali,alla ricerca di condizioni migliori di lavoro e di aspettativa di vita, ha di fatto trasformato la città in una collettività senile, priva di quelle fresche energie che potessero rappresentare un rilancio in termini socio economici e culturali. Il peccato ”del diem vivere” da parte di quelle che in passato hanno rappresentato le categorie trainanti della società, la pesca, l’agricoltura e l’artigianato, ha portato all’incapacità di cogliere i segnali di cambiamento e di trasformazione che la globalizzazione lanciava sempre più insistentemente.
L’avere vissuto in un proprio guscio, crogiolandosi del benessere economico del momento, ha avuto come risultato una catastrofe economica generalizzata ed un impoverimento che ha colpito tutte le classi sociali a causa di una crisi economica che seppur partendo da lontano, ineludibilmente avrebbe investito le economie più precarie e meno attrezzate ad affrontarla.Da questa responsabilità non può tirarsi indietro la politica, che non ha consentito un ricambio generazionale e intellettivo e la cui sclerotizzazione l’ha reso incapace di porsi degli obbiettivi strategici come lo sviluppo socio economico, la valorizzazione del territorio e delle sue risorse ambientali, culturali, produttive e soprattutto una strategia che avesse come obbiettivo il miglioramento della qualità della vita. Una politica che ha lasciato il passo alla mediocrità e largamente rappresentata intellettualmente e culturalmente da livelli di assoluta insufficienza.
Eppure queste strane elezioni amministrative non sembrano dare segnali di resipiscenza se la politica scende in campo con ben sette pretendenti ad aspirare allo scranno di primo cittadino ciascuno in compagnia delle proprie centurie, caterve di candidati a consiglieri comunali, lacchè e palafranieri.
La fa da padrona la demagogia, le grandi promesse, l’eccessivo uso di iperbole e di figure retoriche, e ciascun aspirante sindaco ha le proprie soluzioni mirabolanti, e tutti hanno un solo obbiettivo, fare di questa cittadina provinciale, priva di un pronto soccorso quanto meno decente, di uffici periferici che semplificano la vita dei cittadini, di un tribunale, di una camera del lavoro, di un giudice di pace, di un difensore civico, di scuole al passo con i tempi, di strutture ricreative, di asili nido, Il Paese dei Balocchi. Una grande Capitale: Capitale della cultura, Capitale della pesca, Capitale dell’arte, Capitale del turismo, Capitale dell’accoglienza, Capitale della multiculturalità, Capitale della pace, Capitale della tolleranza, Capitale delle maioliche, non bastando più la ceramica, Capitale museale.
C’è chi promette mirabilie, c’è chi addirittura scomoda lo Stupor Mundi di Federico II, c’è chi progetta una città a sua immagine, c’è chi si presenta come esempio di novità nonostante decenni di professione politica, c’è chi immagina di fare di Mazara la nuova “Utopia” adattata alla sua visione futuristica, c’è chi la proietta nel mondo di Gaia, c’è chi promette una città “Normale” essendosi perduto il senso della stessa normalità.
Ognuno con uno slogan salvifico: Occorre una svolta, Io ci Credo, Forte perché Libero, Ascoltare per dare Voce, Grande Capitale del Mediterraneo ( eliminato l’aggettivo piccolo), Mazara riparte da Qui, dove però l’avverbio di luogo non chiarisce la differenza dall’altro avverbio , perché una cosa è partire da qui e altro è partire da . Perché l’avverbio , se lo osserviamo al microscopio si presenta come un frattale, e più lo focalizziamo più ci da l’esatta dimensione del fallimento della politica.
vi sono le periferie ridotte in discariche a cielo aperto, troviamo gli accumuli di amianto che non trovano attenzione da chi gestisce la cosa pubblica, centinaia di famiglie non sono ancora raggiunte da una rete idrica, centinaia di abitazioni non sono ancora servite da servizi primari, la qualità delle acque utilizzate dalla comunità presentano valori di salubrità al limite o sopra quelli di rischio, rimangono sepolti da calcinacci migliaia di volumi di quella che una volta era la straordinaria biblioteca comunale, le vere opere d’arte, come la fontana di Consagra e i murales dello stadio vengono abbandonati al loro destino, al degrado e all’incuria tra l’indifferenza generale, rimangono in attesa di definizione centinaia di pratiche di sanatorie che potrebbero offrire un alito di speranza all’edilizia ormai prostrata.
Ma nel Paese dei Balocchi dei candidati sindaci non c’è posto per quell’avverbio .

mercoledì 26 marzo 2014




Sabato 29 Marzo 2014, alle ore 17.30 presso il teatro Garibaldi, via Carmine, a Mazara del Vallo, l’Istituto Euro Arabo, sotto il patrocinio del Comune di Mazara del Vallo, presenterà il “Dossier Statistico Immigrazione 2013. Dalle discriminazioni ai diritti”. Rapporto UNAR a
cura del Centro Studi e Ricerche IDOS.
Nel volume si analizzano diversi aspetti: dal contesto internazionale ed europeo fino ai singoli territori regionali italiani, soffermandosi su flussi, presenze, inserimento sociale ed economico, prospettive future. Temi principali: il fenomeno integrazione, il mondo del lavoro, le discriminazioni e i diritti. I dati nazionali del Dossier saranno esposti da Franco Pittau, presidente Centro Studi e Ricerche IDOS, quelli locali da Habdelkarim Hannachi, referente regionale del centro IDOS.
Introduce e coordina Abdelkarim Hannachi, Università Kore di Enna.
Il “Dossier Statistico Immigrazione 2013” verrà distribuito gratuitamente ai partecipanti fino ad esaurimento copie.

martedì 25 marzo 2014

CiaLiLaPi: una denuncia su come si perde il diritto alla propria dignità



Capita sovente, oggi sempre più, di parlare di migrazioni e delle tragedie cui spesso si concludono, ma assai meno si cerca di indagare,in tali discussioni, sulle cause che originano le migrazioni stesse. Esse sono quasi sempre di natura politica;si fugge sì dalla povertà, ma soprattutto dalla morte,una lotta di sopravvivenza dalle guerre,dalle lotte tribali,dall’oppressione politica di governi corrotti e spesso fantocci delle multinazionali. Lungo questo percorso darwiniano in cui sopravvivono i più forti,ci conduce il bel documentario Cia.Li.La.Pi, che l’Istituto Euro Arabo ha voluto presentare a Mazara al Teatro Rivoli dinanzi a qualche centinaio di spettatori, e condotto con sobria eleganza di linguaggio dalla giovane antropologa Valentina Richichi, collaboratrice del periodico Dialoghi Mediterranei edito dallo stesso istituto, -leggi il suo articolo sulla rivista.
Il filmato è una testimonianza di come la perdita del diritto universale della dignità della persona, così come lo stesso regista Tiziano Falqui documenta in modo asettico, non trova spazio nelle prime pagine dei giornali, non è un tema che appassiona i media, non si trovano denunce. Ci si accorge che una volta raggiunti i luoghi della speranza, la dignità della persona viene uccisa per la seconda volta in quei lager sinistramente chiamati Centri di Accoglienza Assistenziali. È lì che le persone diventano numeri e come tali identificati, è lì che si impedisce alla persona di lottare per i propri diritti e per la propria dignità. Lo denunciano  in modo forte gli interventi in sala di Nicola Teresi che ha collaborato alla realizzazione del documentario e di Salvatore Inguì del coordinamento di Libera Trapani. Apprezzato l’intervento del sindaco della Città Nicola Cristaldi.
Il video documentario è caratterizzato da una triplice dimensione temporale: un passato sconosciuto da svelare, un presente di incognite e di opportunità, nel quale si costruisce, giorno per giorno, il futuro che si sogna
Un film da proiettare nelle scuole e purtroppo bisogna registrare ancora una volta la loro assenza quando si tratta di temi di siffatta rilevanza civica.

mercoledì 19 marzo 2014

L'Istituto Euro Arabo presenta a Mazara Cia.LI.La.Pi




Un film documentario e di testimonianze sui migranti clandestini e sulle loro vicissitudini.

Domenica 23 Marzo alle ore 17,15 presso il Cine-Teatro Rivoli, sotto il patrocinio del Comune di Mazara del Vallo, l’Istituto Euro Arabo propone alla città la proiezione del film Cialilapi. Il lungo cammino verso la speranza, di Tiziano Falchi e Fabio Ballerini. Il titolo è composto dalle iniziali dei quattro punti geografici del lungo percorso di migrazione dei rifugiati politici, protagonisti del documentario: Ciad, Libia, Lampedusa e, infine, Pisa. Il sottotitolo richiama alla memoria il noto film di Germi e la vicenda migratoria degli italiani, oggi in gran parte rimossa. Il racconto delle storie dei giovani migranti del Ciad riscatta l’immagine convenzionale che di loro è data dai mezzi di informazione, li fa uscire dall’ombra della marginalità e dà corpo e voce alle identità di ciascuno. Un documentario che narra un’esperienza sorprendente e offre un’occasione per riflettere sui luoghi comuni che spesso rendono opaco il nostro sguardo sugli immigrati.
Dopo i saluti del indaco,on. Nicola Cristaldi, il film sarà introdotto da Valentina Richichi, dell’Istituto Euroarabo.
Interverranno il regista Tiziano Falco, il suo assistente collaboratore Nicola Teresi e il rappresentante del Coordinamento di Libera, Salvatore Inguì.
Seguirà alla proiezione un cocktail.
Valentina Richichi, esperta in processi migratori e dinamiche culturali, studiosa di politiche e retoriche dell’accoglienza, attualmente è coordinatrice di un progetto di ricerca sui minori stranieri non accompagnati. Collabora con il periodico online Dialoghi Mediterranei.
Tiziano Falchi, reporter freelance, ha realizzato per l’associazione “Laboratorio di Pace Lerci” il documentario As-Sabr. La pazienza di un popolo in gabbia e girato e montato numerosi video. CiaLiLaPi. Il lungo cammino verso la speranza è il primo documentario completamente auto-prodotto.
Nicola Teresi, volontario di Libera, esperto in Scienze per la pace, cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti, è stato uno dei redattori della Carta di Lampedusa. Salvatore Inguì, assistente sociale del Dipartimento di giustizia minorile di Palermo, autore di numerosi saggi, è attualmente presidente del coordinamento provinciale di Libera Trapani.
CiaLiLaPi. Sei giovani del Ciad fuggono dalla guerra, si ritrovano in Libia nel pieno del conflitto civile, s’imbarcano per Lampedusa, finiscono nel Centro di accoglienza di Pisa. Qui, a fronte della chiusura della struttura prospettata dalla Croce Rossa, inventano e organizzano una straordinaria e originale esperienza di autogestione.