Gentile direttore, ho appena letto, sul suo sito, una mia riflessione tratta dal mio blog l’arconormanno sullo stato della cultura nella nostra città dopo un anno dalle elezioni del sindaco On Cristaldi. Ho appena letto, ripeto, in quanto, trovandomi in campagna per il periodo estivo, sono impossibilitato a connettermi alla rete. Lo faccio nei rari momenti che scendo a Mazara. Questa la ragione del ritardo di una mia risposta. La ringrazio, intanto, per avere pubblicato nel suo giornale l’articolo. Non l’ho richiesto io, me ne può dare atto, per farmi della pubblicità gratuita; credo che la pubblicazione sia dovuta al fatto che il pezzo , non una lettera, per il tema che toccava, quello della cultura, contenesse, a suo parere, degli interessanti spunti di seria riflessione su un argomento che esula dalle normali problematiche che la città presenta. E questo era il mio scopo, aprire una discussione seria, garbata, educata, civile, su un argomento che sicuramente non si presta, da parte dei politici, a incassare immediati vantaggi elettorali, ma che , a mio modo di vedere, rappresenta l’elemento pedagogico fondamentale per educare una città abituata al servilismo, impregnata di superficialismo, annichilita dal” carpe diem”; una città “ ferma e slabbrata” ha scritto il compianto Giovanni Venezia nella prefazione a “ Mazara, imperfetto presente” di Antonino Cusumano, un libro, che tutti i nostri concittadini dovrebbero leggere per il suo elevato valore educativo sia nella espressione linguistica sia nel modo colto e raffinato di raccontare le proprie riflessioni. “ Le amministrazioni, degli ultimi decenni non hanno mai destinato grande attenzione ad una vera e propria politica culturale, né hanno mai lavorato per una ben riconoscibile strategia progettuale”( A. Cusumano: op. citata) tanto che per ovviare a queste insufficienze chi ha amministrato o gli intellettuali di turno, si rifugiavano nella retorica dell’illustre passato della ’Inclita Urbs” tanto decantata dai cultori delle passate vestigia o come oggi si intende fare, presentare la città come caravanserraglio del multiculturalismo; continua Cusumano:” La sua storica funzione di crogiolo di culture e di etnie diverse sovente non è più che una vuota esercitazione di retorica, un’enfatica e rituale espressione declamatoria, non essendo stata quasi mai corroborata da pianificazioni mirate a questa strategia” Veniamo all’articolo in oggetto.” Una cultura piccola piccola”. Con esso ho inteso richiamare il sindaco Cristaldi su un argomento che non può essere considerato la cenerentola dell’attività amministrativa. Se l’on. Cristaldi ha ritenuto, per me ha sbagliato, di tenere per se la delega alla Cultura, lo ha fatto in quanto conosceva i limiti della sua giunta, inoltre perché era sinceramente nelle sue intenzioni, credo, di dare un impronta personale, che fosse di alto profilo, allo sviluppo culturale della città. E questo dal sindaco, affascinato da quel Federico II,” Stupor Mundi”, ci si attendeva, conoscendone le elevate ambizioni e anche quelle qualità intellettuali e politiche, bisogna riconoscerglieli, per essere ricordato anche Lui , glielo auguro, “ Stupor Urbis”. Ma la delusione è stata cocente. Le manifestazioni culturali dell’estate mazarese sono sotto gli occhi di tutti, basta leggere il programma ufficiale. E’ sparito, per la prima volta, dopo decenni, persino nel “ Festino di S.Vito” quello che era il momento più significativo, quella sfilata storica ideale che era il fulcro culturale e il principale richiamo di turisti, di appassionati e di gente provenienti dalle diverse province limitrofe. Motivi economici? Divergenze organizzative tra momento religioso e momento laico? Mancanza di convergenza tra Curia e Ammistrazione? Eppure in un anno si sarebbe potuto organizzare qualcosa di diverso, pur avendo a che fare con le ristrettezze di bilancio. Per questo esiste la Regione e la Provincia. Che cosa si è fatto per far entrare Mazara nel circuito culturale regionale? Possibile che la cultura in questa città sia rappresentata da farse e teatrini dilettantistici dialettali. Non si riesce ad avere una maggiore fantasia? La cultura non può essere monotematica, e per soddisfare le grandi ambizioni occorrono adeguati eventi culturali. Il sindaco Cristaldi, a Calatafimi Segesta, ha dato prova di queste capacità inventando le “ Albe di Segesta”; forse che questa ” Inclita Urbs” tanto decantata con grande enfasi dai suoi consulenti culturali non ne fosse degna? Questi gli appunti mossi alla politica culturale del sindaco e dei suoi collaboratori. I miei sono dei rilievi, non rappresentano una presa di distanza politica dal sindaco, del quale ho condiviso e continuo ad appoggiare il progetto per questa città. Considero, a ragione, Cristaldi una risorsa per Mazara, e continuerò a sostenerlo senza mai chiedere qualcosa né aspettarmi qualcosa, come ho fatto fino ad oggi. Anche perché niente ho da chiedere né tantomeno aspetto che il sindaco abbia qualcosa da offrirmi, se non attuare quel programma che ho abbracciato con entusiasmo. Su alcuni punti posso non essere d’accordo, ad esempio l’intrusione eccessiva della ceramica, non sempre esteticamente pertinente al contesto urbano. Si può dissentire in maniera culturalmente civile? Credo di sì, e conoscendo bene il sindaco, credo che egli stesso convenga su alcuni aspetti della questione. Ma dovere leggere commenti talmente smodati, insultanti, incivili, gratuiti, incolti, da parte di alcuni lettori di Mazaraonline, persone che non hanno il coraggio di mettere la loro reale faccia in una discussione serena ed educata, è inaccettabile da parte mia. Il direttore di un giornale dovrebbe quanto meno moderare il linguaggio, e non rendersi complice di una deriva cialtronesca di grette insinuazioni e di ciarpame. Non si può consentire di offendere persone che non si conoscono, di fare insinuazioni prive di ogni fondamento al solo scopo di buttare fango, perché solo questo sanno fare alcuni lettori, senza che il responsabile della testata faccia niente, perché questo fa parte della libertà di espressione. Libertà di espressione non vuol dire libertà di insinuazione ! E questo non scagiona il direttore dalle sue responsabilità morali. Ne va dell’immagine del giornale. Inoltre non voglio entrare in polemica con chi non so chi sia, che età abbia, che titolo di studio possiede, che preparazione culturale ha, e con persone prive delle regole elementari della buona educazione ed incapaci di confrontarsi, in modo aperto, serio, limpido, senza nascondersi dietro l’anonimato dei nickname. Si presentino queste persone, escano dal ciarpame che costituisce il loro humus sociale e culturale, e se sono nelle condizioni, entrino nel merito degli argomenti trattati. Come si fa ad affermare cose talmente grave su persone che non si conoscono? Sfido apertamente questi artropodi dalle sembianze umane a confrontarsi direttamente con me mostrando il loro vero volto, e a dimostrare quanto in modo talmente ignobile hanno scritto o insinuato So che non lo faranno mai, perché le blatte vivono e si rigenerano nella fogna. L’accusa di essere tuttologo non mi scalfisce, anzi è un vanto: mentre altri, per nutrirsi, si avventano affamati nello sterco, Io mi nutro ogni anno di decine di libri, per arricchire le mie conoscenze sempre insufficienti. Senza per questo scomodare Socrate.
Con stima.